13/04/2026
Il gesto silenzioso del lasciare andare!
Nella "Stanza di Pratica Online" del mese scorso abbiamo iniziato ad avvicinarci al tema del lasciare andare, riconoscendone al tempo stesso l’importanza e la difficoltà. Questa sera siamo tornati su questo tema per approfondirlo, entrando un po’ più nel vivo dell’esperienza. Non si tratta, infatti, di un gesto immediato o spontaneo: lasciare andare non è qualcosa che possiamo semplicemente decidere di fare, ma un processo che richiede consapevolezza, tempo e una certa dose di gentilezza verso noi stessi.
Nella pratica della mindfulness, il lasciare andare è uno dei pilastri fondamentali, strettamente legato alla capacità di riconoscere ciò che stiamo trattenendo: pensieri che continuano a ripresentarsi, emozioni che non vogliamo sentire, aspettative su come le cose dovrebbero andare, immagini di noi stessi o degli altri a cui restiamo aggrappati.
“Lasciare andare ci dà libertà, e la libertà è l’unica condizione per la felicità.” Thích Nhất Hạnh
Spesso non ci accorgiamo nemmeno di questa tensione. La tratteniamo nel corpo, nel respiro, nel modo in cui pensiamo e reagiamo. E più cerchiamo di controllare o forzare, più questa tensione tende a irrigidirsi.
Lasciare andare, allora, non significa allontanare o rifiutare l’esperienza, ma modificare la relazione che abbiamo con essa. È un passaggio sottile: non si tratta di “liberarsi di qualcosa”, ma di smettere, anche solo per un momento, di stringere.
In questo senso, il respiro può diventare un alleato molto concreto. Ogni espirazione porta con sé la possibilità di ammorbidire, di allentare leggermente la presa, senza dover risolvere nulla. Non è un gesto drastico, ma un micro-movimento interno, che può essere ripetuto molte volte nel corso della giornata.
“Lasciare andare non è perdere qualcosa, ma fare spazio a ciò che può emergere.” Corrado Pensa
Nella vita quotidiana, praticare il lasciare andare può tradursi in piccoli atti: accorgerci quando stiamo rimuginando e tornare al corpo, notare una tensione nelle spalle e permetterle di sciogliersi un poco, riconoscere il bisogno di avere ragione e fare un passo indietro, lasciare che un’emozione sia presente senza doverla cambiare immediatamente.
Non sempre sarà possibile, e non sempre riuscirà. Anche questo fa parte della pratica.
Forse, più che “lasciare andare”, possiamo iniziare a coltivare la disponibilità a lasciare andare, creando le condizioni perché questo movimento, nel tempo, diventi più accessibile.
In questo incontro ci siamo presi il tempo per esplorare proprio questo: come riconoscere ciò che tratteniamo, come avvicinarci con maggiore consapevolezza a queste dinamiche e come sostenere, con semplicità, il gesto del lasciare andare nella nostra esperienza quotidiana.
GRAZIE A CHI HA SCELTO DI ESSERCI PORTANDO PRESENZA E CURA, PERMETTENDO A QUESTA STANZA DI DIVENTARE UN LUOGO VIVO DI PRATICA E CONDIVISIONE!