Sentiero natura - Corinda Guglini naturopata

Sentiero natura - Corinda Guglini naturopata Ti guido oltre il sintomo, a leggere cosa il corpo sta dicendo, per cambiare direzione e riprendere in mano la tua vita.

Natura-scienza-biologia
⤵️

https://t.me/+VWTM8F04p59lODk0

10/04/2026

Quando ti senti stanca, appesantita, senza energia…

la prima cosa che fai è cercare di aggiungere qualcosa.

Più energia.
Più supporto.
Più soluzioni.

Ma non sempre è quella la direzione.

Ci sono momenti in cui il corpo
non ha bisogno di ricevere.

Ha bisogno di lasciare andare.

E spesso è proprio lì
che si crea il blocco.

In questa diretta ho aperto un punto diverso
da quello a cui siamo abituati.

Cosa significa davvero ripartire dal corpo.
E perché, in alcuni momenti,
non si tratta di fare di più…

ma di togliere ciò che sta rallentando tutto il resto.

Se vuoi capire come lavorare su questo in modo concreto,
ho condiviso i dettagli nel canale Telegram Aletheia.

Trovi il link in bio. Ti aspetto per ripartire insieme dal tuo corpo.

Abbiamo iniziato a lavorare lì.A vedere cosa succedeva davvero.A riconoscere quella dinamica.Oggi è tornata.Diversa.Più ...
09/04/2026

Abbiamo iniziato a lavorare lì.

A vedere cosa succedeva davvero.
A riconoscere quella dinamica.

Oggi è tornata.

Diversa.

Più presente.
Più centrata.

E mi ha raccontato una cosa.

Era a tavola con sua sorella e sua figlia.
A un certo punto sua sorella ha iniziato a invadere uno spazio che non le apparteneva.

E lei ha parlato.

Ha messo un confine.

Chiaro. Netto.

E subito dopo ha pensato:
“Ma sono stata davvero io?”

Sì.

Era lei.

Solo che prima non riusciva.

Quando smetti di metterti sotto,
non devi più difenderti.

Ti posizioni.

E gli altri si regolano.

Da lì, cambia tutto.

Ne parlo spesso in Aletheia.

È il punto in cui il corpo smette di trattenere
e tu inizi a riprendere il TUO spazio.

Entra nel canale Telegram Aletheia, come bonus di benvenuto troverai la GUIDA: “Le 5 chiavi per vivere in armonia con il tuo corpo e con il cibo”.

Sarà disponibile solo per alcuni giorni a partire dal 16 aprile. Trovi il link in BIO.

08/04/2026

Spesso mi chiedono:
“Qual è l’alternativa naturale a questo farmaco? Qualcosa che funzioni uguale ma senza effetti collaterali?”

La verità è che non esiste.

Perché parliamo di due concezioni completamente diverse.

Se prendiamo un farmaco per l’insonnia, una volta trovato il dosaggio giusto, dormi.
Il sintomo viene silenziato.
Un rimedio naturale che “lo prendi e magicamente dormi” non esiste.

E non perché la natura sia meno potente.
Ma perché la natura non lavora per zittire il sintomo.
Lavora per accompagnarti dentro di lui.

Può attenuare lo stress.
Può ridurre l’agitazione.
Può rendere quella fase più sopportabile.
Ma nel frattempo ti chiede qualcosa.

Ti chiede di domandarti:
Perché sto vivendo questa tensione?
Cosa mi sta chiedendo il mio corpo?
Cosa nella mia vita ha bisogno di essere visto, modificato, trasformato?

Il farmaco interviene sull’emergenza.
Ed è prezioso quando serve.

Il percorso naturopatico, invece, ti insegna a conoscerti.
A leggere i segnali prima che diventino urla.
Ad attivare le tue risorse interne.

La natura, nella sua grandezza, non ci ha dato strumenti per anestetizzarci.
Ci ha dato strumenti per attraversare il sintomo, comprenderlo e crescere attraverso di lui.

Il risultato?
Non solo superi quell’episodio.
Diventi più consapevole.
Più stabile.
Più capace di affrontare la prossima tempesta senza cercare ogni volta una nuova “pillola magica”.

Questa è la differenza.

Non è una lotta tra naturale e farmaco.

È una scelta, quando possibile, tra silenziare e trasformare.
Nel canale Telegram Aletheia, lavoriamo esattamente su questo: non silenziare, ma leggere cosa il corpo ci dice. Entra dal link in bio.

07/04/2026

Per anni ho avuto una convinzione così radicata da sembrare parte di me.

La chiamavo scelta.
La chiamavo identità.

Finché qualcosa dentro ha iniziato a muoversi.

Il corpo ha iniziato a parlarmi.

Sensazioni, reazioni, segnali che non riuscivo più a ignorare.

È lì che ho visto che quella convinzione non era davvero mia.

Era una risposta.
A qualcosa che avevo vissuto.

E sotto…
c’era altro e il corpo me lo stava mostrando.

Ne parlo nel nuovo episodio del PODCAST
“Oltre il sintomo”.

Riprendi le redini.

Entra in Aletheia per ascoltare il passaggio che per me è stato cruciale.

Scrivi TELEGRAM o accedi dal link in bio

Ieri ho rivisto Marianna, dopo un paio di mesi.Abbiamo iniziato il percorso a novembre.Ogni tanto ci sentiamo, e quando ...
04/04/2026

Ieri ho rivisto Marianna, dopo un paio di mesi.
Abbiamo iniziato il percorso a novembre.
Ogni tanto ci sentiamo, e quando serve ci vediamo.

Appena arriva mi dice:
“Sto meglio. Però nelle ultime settimane il mio intestino è più pigro… e ho spesso le labbra secche.”
Mi fermo lì.
Perché a volte il corpo trattiene quello che c’è
quando percepisce una situazione di scarsità.
E la prima cosa che trattiene è l’acqua. L’intestino rallenta.
Le mucose si seccano.
Glielo dico.

Lei sgrana gli occhi.
“Sto vivendo esattamente questo.”
Nelle ultime settimane hanno avuto diverse spese impreviste.
E dentro di lei si è attivato un pensiero costante:
“Come faremo?”
Non c’è una reale mancanza.
Ma il suo sistema è entrato comunque in allerta.
E il corpo ha risposto.

Non al fatto in sé.
Ma a come lei lo stava vivendo.
È questo il punto.
Il corpo non reagisce solo a quello che succede fuori.
Reagisce a come noi ci muoviamo dentro a quello che succede.
E allora trattiene.
Rallenta.
Si chiude.
Per proteggere.

Quando questo diventa chiaro, cambia tutto.
Perché non lavori più solo sul sintomo.
Inizi a vedere cosa lo ha attivato.
E lì puoi intervenire davvero.

È questo che vedo ogni giorno.
Il sintomo non è casuale.
È una risposta precisa.
E quando impari a leggerla e a trasformarla, non sei più in balia di quello che succede fuori.
Riprendi le redini.

Aletheia è il canale Telegram dove condivido queste dinamiche
per imparare a leggerle nel momento in cui si attivano.

Entra nel canale. Commenta TELEGRAM o clicca sul link in bio per accedere.

Non è quello che vedi il problema.Negli ultimi giorni ti ho scritto:“Resta qui, sto creando qualcosa per accompagnarti i...
03/04/2026

Non è quello che vedi il problema.

Negli ultimi giorni ti ho scritto:
“Resta qui, sto creando qualcosa per accompagnarti in questi momenti.”

Quel qualcosa ora ha un nome.

Aletheia.

È una parola greca.

Significa svelamento.
Verità che emerge.
Qualcosa che non è più nascosto.

Nella mitologia era associata a una presenza precisa:
la verità, contrapposta all’inganno, a ciò che confonde, a ciò che distorce.

E quando l’ho incontrata, mi è stata chiara una cosa.

È esattamente quello che succede nel corpo.

Perché il corpo non mente.
Ma spesso ciò che mostra… non è immediato.

Il sintomo non è solo qualcosa da risolvere.
È un linguaggio.

Un simbolo.

Dentro porta vissuti, emozioni, dinamiche,
anche credenze che arrivano da lontano: personali, familiari, culturali.

E finché resta “coperto”,
noi continuiamo a guardare nel punto sbagliato.

Aletheia è questo.

Il momento in cui inizi a vedere.

In cui ciò che era sotto emerge,
e inizia a mostrarti una direzione.

Non per controllare di più.
Ma per smettere di subire quello che succede
e iniziare a guidarlo.

Da oggi puoi entrare in Aletheia, il canale Telegram.

È lo spazio in cui porterò tutto questo:
simbologie, letture, connessioni
per iniziare a vedere cosa c’è dietro al sintomo.

Come contenuto di benvenuto, troverai la guida:
“Le 5 chiavi per vivere in armonia con il tuo corpo e con il cibo”

Sarà disponibile solo per alcuni giorni a partire dal 16 aprile.

Entra nel canale. Commenta TELEGRAM oppure accedi direttamente dal link https://t.me/+VWTM8F04p59lODk0

benessere
ascoltodelcorpo
verità
linguaggiodelsintomo

A volte succede di trovarsi faccia a faccia con le proprie ombre.È successo a Marta.Era arrivata per il suo peso, per il...
31/03/2026

A volte succede di trovarsi faccia a faccia con le proprie ombre.
È successo a Marta.
Era arrivata per il suo peso, per il rapporto con il cibo, per quel senso di perdita di controllo che non riusciva a spiegarsi fino in fondo. Ma andando avanti nel percorso è emerso altro.
Dietro al suo corpo stava cercando di non vedere una cosa molto chiara: la relazione con suo marito, ormai esaurita.
Continuava a ripetere:
“Lui non mi vede. Sono invisibile.”
E il corpo, come spesso accade, ha risposto a quel vissuto.
Se non ti senti vista, ti rendo visibile.
Ti faccio occupare più spazio.
Ti porto fuori, in modo che non possa più essere ignorato.
Non è un errore. Non è qualcosa che “non funziona”.
È una risposta.
Quando arrivi a vedere questo punto, non puoi più far finta di niente.
E lì si apre un passaggio chiave.
Marta ha visto.
Ha sentito.
Ma ha scelto di fermarsi.
Di restare in quello che conosceva, anche se non le faceva bene.
Paola si è trovata davanti allo stesso tipo di dinamica.
Anche per lei non è stato semplice.
Anche per lei ha significato entrare in parti scomode, incontrare resistenze, attraversare momenti di fatica.
Ma ha scelto di andare oltre.
Di guardare quello che c’era davvero.
Di non fermarsi al sintomo.
E da lì qualcosa si è mosso. Ha iniziato a rimettere al centro se stessa,
a riconoscere i suoi bisogni,
a non restare più nel punto in cui si sentiva invisibile.
E questo ha cambiato anche il modo in cui stava nella relazione.
Non perché l’altro fosse diverso,
ma perché lei per prima “aveva cambiato posto”.

Ci sono momenti in cui vedi…
ma non è ancora il tempo.
E momenti in cui, invece, senti che non puoi più tornare indietro.
Se sei lì,
io ci sono.
Resta qui, sto creando qualcosa per accompagnarti in questi momenti!

Lei, per prima, non si riconosceva davvero in quel ruolo. E quella sensazione… la conosceva già.Era la stessa che aveva ...
30/03/2026

Lei, per prima, non si riconosceva davvero in quel ruolo. E quella sensazione… la conosceva già.
Era la stessa che aveva vissuto da bambina, quando si sentiva “figlia di serie B” all’interno della sua famiglia, in quanto arrivata da un secondo matrimonio.
All’epoca non poteva gestire quella cosa. Era troppo.
E il cibo aveva trovato il suo posto.
Riempiva.
Copriva.
Abbassava quello che si muoveva dentro. Nel tempo quella modalità è rimasta.
Non perché fosse il problema, ma perché funzionava.
Continuava ad attivarsi in automatico, anche oggi che non serviva più.
Quando questo passaggio è diventato chiaro, non abbiamo lavorato per controllare la fame emotiva.
Abbiamo lavorato su ciò che la generava.
Sul suo ruolo.
Sul riconoscersi.
Sul prendere davvero quel posto.
E lì qualcosa è cambiato.
Non perché si controllava di più a tavola, perché era più costante, ma perché non ne aveva più bisogno.
Chi le stava intorno ha iniziato a percepirlo.
E la dinamica si è sciolta. Sul lavoro e in famiglia.
È questo che vedo spesso.
Il cibo è il punto in cui te ne accorgi. Ma raramente è il punto da cui partire.
E tu…
in quali momenti senti che perdi il controllo…
ma in realtà stai solo rispondendo a qualcosa di più profondo?

Sto creando qualcosa per aiutarti a leggere questi momenti, non da fuori, da dentro.
Presto ti dirò dove trovarla.

Era un modo inconsapevole per dire:“Ah, finalmente mi vedi.”È lì che tutto cambia.Quando capisci che il sintomo non è il...
25/03/2026

Era un modo inconsapevole per dire:
“Ah, finalmente mi vedi.”

È lì che tutto cambia.
Quando capisci che il sintomo non è il problema.

È il linguaggio.

Queste storie — e molte altre — mi hanno portata a fermarmi.

A rivedere, ampliare, trasformare ciò che ho creato finora.

Perché non si tratta solo di lavorare sul rapporto con il cibo.

Si tratta di accompagnarti in un processo in cui inizi davvero a conoscerti.

E da lì… cambia tutto.

Nei prossimi giorni condividerò ciò che sta prendendo forma.

In questi giorni di studio e silenzio di cui ti parlavo, c’è una pratica che mi sta accompagnando molto.La scrittura.Ne ...
12/03/2026

In questi giorni di studio e silenzio di cui ti parlavo, c’è una pratica che mi sta accompagnando molto.
La scrittura.

Ne parlo spesso nei miei percorsi, perché il journaling è uno strumento semplice ma profondamente trasformativo.

È una pratica che propongo sempre, perché può essere utile a chiunque voglia conoscersi un po’ di più.

La conosco bene.
L’ho praticata in passato e la sto praticando molto anche adesso, in questo tempo un po’ invisibile in cui sto riorganizzando visione, strumenti e nuovi modi di accompagnare le persone nel loro percorso di consapevolezza e ascolto del corpo.

Scrivere mi sta aiutando a ritrovarmi.

Mettere su carta pensieri, emozioni e riflessioni mi permette di vedere più chiaramente ciò che si muove dentro.
Le domande giuste aprono spazi nuovi.
E, parola dopo parola, qualcosa si riordina.

Personalmente amo molto la scrittura a mano.
Ha un ritmo diverso. Più lento. Più profondo.

A volte mi riporta indietro nel tempo, a quando da adolescente scrivevo nel mio diario segreto.
Affidavo alla carta le mie emozioni e, mentre scrivevo, spesso succedeva qualcosa di interessante: ciò che sentivo diventava più chiaro.

A volte cancellavo una frase per riscriverla subito dopo in modo diverso.
Perché nel frattempo era emersa una consapevolezza nuova.

In fondo è questo il potere della scrittura:
rendere visibile ciò che dentro è ancora confuso.

E tu?

Hai mai avuto un diario?
Usi la scrittura per ascoltarti o mettere ordine nei pensieri?

Se ti va, raccontamelo nei commenti.
Mi piace leggere le vostre esperienze e capire cosa risuona di più con voi. 🌿






lavorosuse
introspezione
naturopatia
benesserenaturale
disciplineolistiche
donneconsapevoli

Indirizzo

Via Appia, 65. Imola BO
Imola
40026

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 10:00 - 13:00

Telefono

+390542016116

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Sentiero natura - Corinda Guglini naturopata pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Sentiero natura - Corinda Guglini naturopata:

Condividi

Digitare