31/03/2026
A volte succede di trovarsi faccia a faccia con le proprie ombre.
È successo a Marta.
Era arrivata per il suo peso, per il rapporto con il cibo, per quel senso di perdita di controllo che non riusciva a spiegarsi fino in fondo. Ma andando avanti nel percorso è emerso altro.
Dietro al suo corpo stava cercando di non vedere una cosa molto chiara: la relazione con suo marito, ormai esaurita.
Continuava a ripetere:
“Lui non mi vede. Sono invisibile.”
E il corpo, come spesso accade, ha risposto a quel vissuto.
Se non ti senti vista, ti rendo visibile.
Ti faccio occupare più spazio.
Ti porto fuori, in modo che non possa più essere ignorato.
Non è un errore. Non è qualcosa che “non funziona”.
È una risposta.
Quando arrivi a vedere questo punto, non puoi più far finta di niente.
E lì si apre un passaggio chiave.
Marta ha visto.
Ha sentito.
Ma ha scelto di fermarsi.
Di restare in quello che conosceva, anche se non le faceva bene.
Paola si è trovata davanti allo stesso tipo di dinamica.
Anche per lei non è stato semplice.
Anche per lei ha significato entrare in parti scomode, incontrare resistenze, attraversare momenti di fatica.
Ma ha scelto di andare oltre.
Di guardare quello che c’era davvero.
Di non fermarsi al sintomo.
E da lì qualcosa si è mosso. Ha iniziato a rimettere al centro se stessa,
a riconoscere i suoi bisogni,
a non restare più nel punto in cui si sentiva invisibile.
E questo ha cambiato anche il modo in cui stava nella relazione.
Non perché l’altro fosse diverso,
ma perché lei per prima “aveva cambiato posto”.
Ci sono momenti in cui vedi…
ma non è ancora il tempo.
E momenti in cui, invece, senti che non puoi più tornare indietro.
Se sei lì,
io ci sono.
Resta qui, sto creando qualcosa per accompagnarti in questi momenti!