Dott.ssa Tiziana Jean Croccolo

Dott.ssa Tiziana Jean Croccolo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Tiziana Jean Croccolo, Psicologo, Imperia.

Psicologa Clinica, Psicologa Forense, Psicologa Investigativa, Psicosomatologa, Criminologa, Criminal Profiler, Psicologa specializzata in Analisi Comportamentale, Psicopatologia, Psicodiagnostica Forense, e nella Clinica Psicoanalitica dei Nuovi Sintomi

07/02/2026

Quando parliamo di una donna con tratti narcisistici patologici, la prima cosa da chiarire è che non siamo davanti a una persona “innamorata di sé”. Quella è una caricatura. In realtà siamo davanti a un soggetto strutturalmente fragile, che vive con una sensazione costante di vuoto, di inferiorità e di confronto permanente con gli altri. Un confronto che perde sempre.

Il punto centrale non è l’autostima. È l’invidia.
Ma non l’invidia sana, quella che ti fa dire: “Lei ha qualcosa che io vorrei, provo a lavorare su di me per avvicinarmi”. No. Qui parliamo di un’invidia corrosiva, tossica, distruttiva. Malata.

Per una narcisista patologica, l’esistenza di qualcuno che ha fama, credibilità, successo, riconoscimento sociale o denaro non è uno stimolo, è una ferita narcisistica aperta. È una minaccia intollerabile.
Perché quella persona dimostra, con la sua sola esistenza, ciò che lei sente di non essere e di non poter raggiungere.

E da lì parte il meccanismo patologico.

Non potendo reggere il confronto sul piano reale, sposta la partita sul piano manipolatorio.
Non cerca di costruire, cerca di demolire.

All’inizio lo fa in modo sottile:
• svalutazioni mascherate da preoccupazione,
• allusioni,
• mezze frasi,
• dubbi gettati come semi velenosi.

Poi, quando questo non basta, alza il livello:
• menzogne costruite ad arte,
• narrazioni false ripetute ossessivamente,
• manipolazione di terzi,
• uso strumentale di vittimismo, indignazione morale, accuse ribaltate.

La verità non ha alcuna importanza. Conta solo una cosa ossia distruggere l’immagine dell’altro.
E allora scatta nella mente questo scenario:
“se non posso essere come te, allora devo fare in modo che tu non sia più tu”

E attenzione a un passaggio fondamentale:
la narcisista patologica non vive questo comportamento come scorretto.
Nella sua mente è giustificato. Anzi, è necessario. Si convince di essere stata danneggiata, oscurata, derubata di qualcosa che “le spettava”.
La menzogna diventa uno strumento legittimo. La manipolazione, una forma di “difesa” ossessiva.

Ecco perché queste persone possono arrivare a:
• falsificare eventi,
• riscrivere la realtà,
• costruire accuse gravissime senza alcun fondamento,
• perseverare anche di fronte a smentite evidenti.

Non si fermano perché non cercano la verità, cercano la distruzione simbolica dell’altro.
Fama, reputazione, successo: sono questi gli obiettivi da colpire. Non per ottenerli, ma per annullarli in chi li ha raggiunti.

E l’ultima cosa importante da capire è questa:
non c’è dialogo possibile su questo piano.

Perché non stai parlando con qualcuno che vuole chiarire, ma con qualcuno che ha bisogno che tu cada per sentirsi, anche solo per un attimo, meno vuota, meno fallita, meno inadeguata.

Capire questo non serve a giustificare.
Serve a smettere di illudersi che bastino i fatti, la correttezza o la buona fede.

Con questi soggetti, il problema non è quello che fai.
È ciò che rappresenti. E ciò che rappresenti e’ come sale su una ferita narcisistica che non si potrà mai rimarginare.

07/02/2026

““Mio figlio non subisce vero bullismo, perché non viene picchiato ma viene solo escluso dai compagni e dalla attività che fanno”, mi disse un giorno una mamma.

Il problema del bullismo, tante volte, è proprio questo. Non si riconosce in tutte le sue sfaccettature e si sottovaluta il problema. Il bullismo non è solo fisico, è bullismo anche quando si viene umiliati, derisi, presi in giro, insultati senza motivo e con intenzionalità, o perché si ha qualcosa che non piace ai bulli e a loro non va bene.
È bullismo anche quando si viene isolati intenzionalmente, quando si viene esclusi dalle attività della classe e del gruppo, anche in rete, nelle chat dei gruppi classe.
È bullismo anche quando si subiscono ingiustamente il comportamento e le parole di chi trova divertente far del male ad un’altra persona, in maniera più o meno inconsapevole, e quando non si hanno le competenze per affrontare i bulli.”

Maura Manca

21/01/2026

Parliamo spesso di violenza sugli animali.
E ogni volta è una coltellata al cuore.
Ma questa vicenda è qualcosa di oggettivamente allucinante.

Un cagnolino di piccolissima taglia, tranquillo, dall’aspetto inerme e innocuo, afferrato e lanciato nel vuoto perché “temeva potesse fare del male al figlio”.
Davvero qualcuno può anche solo pensare che una creatura del genere rappresenti un pericolo reale per un bambino?

No.
Questo non parla di protezione.
Non parla di istinto genitoriale.
Parla di cieca violenza.

Parla di una reazione abnorme, spropositata, totalmente fuori scala, che non ha nulla a che vedere con il senso del pericolo, ma tutto a che fare con una gravissima incapacità di gestire frustrazione, impulsi aggressivi e controllo emotivo.

E allora la domanda non è sul cane.
La domanda è sul padre.

Un adulto che reagisce così, che davanti a un bambino mette in scena un atto di violenza estrema contro una creatura innocente, è davvero in grado di fare il genitore?
Una persona che vede una minaccia dove non esiste e risponde con un gesto letale, è una figura di sicurezza o un fattore di rischio per suo figlio ?

Perché una cosa deve essere chiara ossia una reazione di questo tipo è pericolosa.
È pericolosa per gli animali.
Ed è pericolosa anche per quel bambino.

Questa vicenda è agghiacciante sotto ogni profilo.
E se qualcuno pensa che il problema sia “solo” la morte di un cane, allora non ha capito nulla.
Qui il punto è la violenza, il modello relazionale, l’esempio, il messaggio che passa.

E quando un adulto perde il controllo in questo modo, non è il cane a dover far paura.

31/12/2025

Insieme, verso un anno di crescita, passione e impegno per la professione a sostegno della salute psicologica di tutta la comunità.

Buon Anno Nuovo dal CNOP

31/12/2025

Con il cuore colmo di gratitudine salutiamo questo 2025 che ha visto nascere la nostra Associazione Centro Nazionale Vittime Relazionale, uno spazio di consapevolezza e attenzione alle relazioni sane, uno spazio competente dedicato a chi ha vissuto relazioni tossiche e desidera ritrovare sé stesso.
Che il 2026 sia un anno ricco di consapevolezza, libertà emotiva e relazioni sane, in cui ognuno possa scegliere di stare bene, prima di tutto con sé stesso.
Grazie a chi ci ha accompagnato fin qui.
Ci aspettano nuovi passi, insieme.

31/12/2025
30/12/2025

Questo e’ uno dei temi su cui ricevo moltissime richieste da parte vostra…

Parlo da psicologa clinica e forense e lo faccio con un linguaggio diretto, perché quando il danno riguarda i figli non servono giri di parole.

Un genitore con funzionamento narcisistico – madre o padre che sia – può fare danni enormi allo sviluppo emotivo dei propri figli.

E il problema è che questi danni non fanno rumore, non lasciano lividi evidenti, ma scavano dentro. Piano. In profondità.

Quel genitore non vede davvero il figlio.
Non lo incontra come persona, come individuo in crescita.
Lo usa.

Il figlio diventa:
– una proiezione
– uno strumento
– un regolatore emotivo
– un mezzo per sentirsi importante, potente, vittima o superiore

E un bambino, per sopravvivere, impara presto una lezione devastante:
“Valgo solo se compiaccio.”

Cresce così, con il terrore di deludere.
Con la paura di essere sé stesso.
Con l’idea che l’amore possa essere tolto da un momento all’altro.

Il genitore narcisistico ama a condizioni.
Premia quando il figlio è funzionale alla sua immagine.
Punisce quando il figlio diventa autonomo, critico, libero.

E allora il bambino diventa iperattento, iperresponsabile, iperadattato.
Sembra “bravo”, “maturo”, “sensibile”.
In realtà è in allerta costante.

Un altro danno gravissimo è la colpevolizzazione.
Il figlio viene reso responsabile dell’umore del genitore, delle sue frustrazioni, dei suoi fallimenti.
Gli viene insegnato che far soffrire l’altro è colpa sua.
Nasce così una vergogna profonda, silenziosa, tossica.

E poi c’è la manipolazione affettiva.
Il figlio messo in mezzo ai conflitti.
Usato come alleato.
Trasformato in confidente.
Spinto a scegliere, a schierarsi, a “capire” cose che non dovrebbe mai portare sulle spalle.

Questo non è amore.
È abuso psicologico.

I segnali? Spesso sono sotto gli occhi di tutti, ma vengono minimizzati:
– bambini troppo compiacenti
– paura costante di sbagliare
– ansia, somatizzazioni, regressioni
– rabbia trattenuta o esplosiva
– frasi durissime su sé stessi
– ritiro emotivo
– rifiuto immotivato di un genitore

E attenzione a un punto cruciale:
il genitore narcisistico non riconosce il danno
si percepisce sempre come vittima
sposta la colpa sugli altri
nega, distorce, ribalta

Nel frattempo il bambino paga il prezzo più alto.

Un genitore con funzionamento narcisistico non educa.
Condiziona.
Controlla.
Usa.

E un figlio così non cresce libero ma cresce adattato, spaventato, confuso.

Riconoscere queste dinamiche non è “fare guerra” a qualcuno.
È proteggere chi non ha voce.

Perché il tempo, nella vita emotiva di un bambino,
non è infinito.

❤️ orgogliosa fin dai primi istanti di far parte di questo Team inequiparabile! Buon Natale a Voi e tutti
24/12/2025

❤️ orgogliosa fin dai primi istanti di far parte di questo Team inequiparabile! Buon Natale a Voi e tutti

In questi giorni di festa, il nostro pensiero va a tutte le persone che stanno imparando, con coraggio, a riconoscere il proprio valore e a costruire relazioni più sane, rispettose e sicure.
Il Natale ci ricorda che la vera vicinanza nasce dove c’è ascolto, libertà, gentilezza e confini chiari.
Relazioni sane non significano perfezione, ma scelte quotidiane fatte di rispetto reciproco, responsabilità e cura di sé e dell’altro.
A chi oggi si sente fragile, confuso o ancora in cammino: non siete soli!
Continueremo ad accompagnarvi, a informarvi e a promuovere una cultura delle relazioni che protegge, sostiene e fa crescere.
Da parte di tutti NOI, un augurio di serenità, consapevolezza e speranza.
Che questo Natale possa essere un piccolo passo in più verso relazioni che fanno bene.

🎄 Buon Natale! 🎄

Buone Feste!
24/12/2025

Buone Feste!

Indirizzo

Imperia
18100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Sito Web

https://www.centronazionalevittimerelazionali.com/biopsicologi,

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