14/03/2026
C’è un aspetto della manipolazione narcisistica che troppo spesso viene sottovalutato, quasi banalizzato.
Ed è la triangolazione.
Chi non ha mai sperimentato questo meccanismo tende a liquidarlo come una semplice dinamica di gelosia o di competizione affettiva.
In realtà non c’è nulla di casuale.
La triangolazione è una strategia relazionale estremamente precisa.
Il narcisista non inserisce una terza persona nella relazione per caso.
Lo fa perché quella terza presenza diventa uno strumento psicologico.
Uno strumento di controllo.
Uno strumento di destabilizzazione.
Uno strumento di potere.
Il copione è quasi sempre lo stesso.
Prima viene introdotta una figura alternativa:
un ex partner, un collega, un amico, qualcuno che improvvisamente diventa il termine di paragone.
Poi iniziano le comparazioni sottili, a volte appena accennate, altre volte esplicitamente svalutanti.
“Lei mi capiva di più.”
“Con lui non avevo tutte queste complicazioni.”
“Guarda come reagisce diversamente da te.”
A quel punto accade qualcosa di molto preciso nella mente della vittima.
Si attiva l’insicurezza.
Si attiva la competizione emotiva.
Si attiva la paura di perdere la relazione.
Ed è esattamente questo l’obiettivo.
Perché quando una persona entra in quello stato mentale, diventa molto più disponibile a:
• compiacere
• adattarsi
• tollerare comportamenti che prima non avrebbe accettato.
Nel frattempo il narcisista ottiene quello che cerca davvero:
il controllo del campo emotivo.
È lui che stabilisce le regole.
È lui che decide chi è “dentro” e chi è “fuori”.
È lui che distribuisce attenzione, approvazione e svalutazione.
La triangolazione non è quindi una semplice immaturità relazionale.
È una tecnica di manipolazione sofisticata, che alimenta un sistema in cui la vittima resta intrappolata nel tentativo continuo di dimostrare il proprio valore.
Il problema è che in questo gioco le regole non sono mai eque.
Perché il narcisista non sta cercando una relazione.
Sta cercando un equilibrio di potere.
E l’unico modo per spezzare questo schema è riconoscerlo per quello che è.
Non una dinamica confusa.
Ma una strategia.