Dott.ssa Tiziana Jean Croccolo

Dott.ssa Tiziana Jean Croccolo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Tiziana Jean Croccolo, Psicologo, Imperia.

Psicologa Clinica, Psicologa Forense, Psicologa Investigativa, Psicosomatologa, Criminologa, Criminal Profiler, Psicologa specializzata in Analisi Comportamentale, Psicopatologia, Psicodiagnostica Forense, e nella Clinica Psicoanalitica dei Nuovi Sintomi

14/03/2026

C’è un aspetto della manipolazione narcisistica che troppo spesso viene sottovalutato, quasi banalizzato.
Ed è la triangolazione.

Chi non ha mai sperimentato questo meccanismo tende a liquidarlo come una semplice dinamica di gelosia o di competizione affettiva.
In realtà non c’è nulla di casuale.

La triangolazione è una strategia relazionale estremamente precisa.

Il narcisista non inserisce una terza persona nella relazione per caso.
Lo fa perché quella terza presenza diventa uno strumento psicologico.

Uno strumento di controllo.

Uno strumento di destabilizzazione.

Uno strumento di potere.

Il copione è quasi sempre lo stesso.

Prima viene introdotta una figura alternativa:
un ex partner, un collega, un amico, qualcuno che improvvisamente diventa il termine di paragone.

Poi iniziano le comparazioni sottili, a volte appena accennate, altre volte esplicitamente svalutanti.

“Lei mi capiva di più.”
“Con lui non avevo tutte queste complicazioni.”
“Guarda come reagisce diversamente da te.”

A quel punto accade qualcosa di molto preciso nella mente della vittima.

Si attiva l’insicurezza.

Si attiva la competizione emotiva.

Si attiva la paura di perdere la relazione.

Ed è esattamente questo l’obiettivo.

Perché quando una persona entra in quello stato mentale, diventa molto più disponibile a:
• compiacere
• adattarsi
• tollerare comportamenti che prima non avrebbe accettato.

Nel frattempo il narcisista ottiene quello che cerca davvero:

il controllo del campo emotivo.

È lui che stabilisce le regole.
È lui che decide chi è “dentro” e chi è “fuori”.
È lui che distribuisce attenzione, approvazione e svalutazione.

La triangolazione non è quindi una semplice immaturità relazionale.

È una tecnica di manipolazione sofisticata, che alimenta un sistema in cui la vittima resta intrappolata nel tentativo continuo di dimostrare il proprio valore.

Il problema è che in questo gioco le regole non sono mai eque.

Perché il narcisista non sta cercando una relazione.

Sta cercando un equilibrio di potere.

E l’unico modo per spezzare questo schema è riconoscerlo per quello che è.

Non una dinamica confusa.

Ma una strategia.

07/03/2026
02/03/2026
02/03/2026

IL CNVR sta raccogliendo le adesioni per un gruppo di mutuo aiuto online e gratuito!
Per chi ha vissuto Relazioni:
che ti hanno fatto dubitare di te.
Che ti hanno fatto sentire sbagliato/a.
Che ti hanno tolto energia, lucidità, autostima.

E anche dopo la fine… qualcosa è rimasto.

Confusione.
Senso di colpa.
Rabbia.
Nostalgia.
Paura di ricaderci
Uno spazio protetto e riservato dove:
🤝 condividere senza giudizio
🧠 comprendere le dinamiche vissute
💬 ritrovare voce e confini
🌱 ricostruire autostima e fiducia

Non è terapia.
Non è un’aula dove qualcuno ti spiega cosa fare.
È un gruppo tra pari, dove l’esperienza condivisa diventa forza.

Se senti che è il momento di smettere di normalizzare ciò che ti ha ferito e iniziare a ripartire, questo spazio è per te.

Ripartire è possibile.
Insieme è più semplice. 💛

Posti limitati.
Per adesioni e info
infocnvr@gmail.com

21/02/2026

Stare in coppia in una relazione sana significa scegliere ogni giorno di camminare insieme, con rispetto, fiducia e libertà, senza annullarsi ma crescendo l’uno accanto all’altra. 💛
E per te quali sono i pilastri che non possono mancare in una relazione sana?

21/02/2026

🕵️‍♀️🫆 Venerdì 6 marzo 2026 alle ore 20:00, presso il Green Club di Roma (Via Fratelli Maristi 94), si terrà una speciale “Cena con Delitto” con la criminologa Roberta Bruzzone, un evento solidale unico nel suo genere, che unisce riflessione, informazione e intrattenimento, con una finalità positiva: sostenere La Caramella Buona, associazione attiva da 29 anni nella lotta agli ab*si sui minori e alla violenza di genere.

La dottoressa Bruzzone, che di Caramella Buona è presidente onoraria, dopo aver cenato con i presenti, attraverso un evento interattivo che prevede il coinvolgimento del pubblico, analizzerà un vero e proprio delitto per comprendere meglio dinamiche criminali e della giustizia, con l’obiettivo di formare i presenti e di sfatare luoghi comuni consolidati sui fatti di cronaca nera.

L’iniziativa è realizzata da Romana Pincitore, Federfarma Roma, Rotary Club Roma Ponte Milvio, Associazione Farmaciste Insieme, Ordine dei Farmacisti della Provincia di Roma.

ℹ️ Prenotazione obbligatoria entro il 28 febbraio 2026, per maggiori informazioni: https://www.caramellabuona.org/evento/cena-con-delitto-roberta-bruzzone-roma/

Cena con delitto🩸🩸🩸🩸👩‍✈️👨🏻‍✈️🧑‍✈️Buongiorno a tutt@Evento organizzato per donare in beneficenza il 50% del ricavato, all...
12/02/2026

Cena con delitto
🩸🩸🩸🩸👩‍✈️👨🏻‍✈️🧑‍✈️
Buongiorno a tutt@
Evento organizzato per donare in beneficenza il 50% del ricavato, all' associazione

*" La caramella buona"*

Associazione Contro la Pedofilia e la Violenza Di Genere | La Caramella Buona https://share.google/CRsTMFK5oKb4w9QXZ,

con la partecipazione della Dott.ssa Bruzzone che spiegherà un caso da risolvere.
Potrete fare domande direttamente a lei!!!

Potete invitare amici parenti ed effettuare il pagamento

inquadrando il qrcode (su paypal)

Link paypal
Http://paypal.me/romanapincitore

o con bonifico bancario

Iban
Romana Pincitore
IT83D3608105138206569706583

entro il 28 Febbraio

Sarà un'occasione x stare insieme.

Diffondete a tutti x favore.
Grazie
🤩

07/02/2026

Quando parliamo di una donna con tratti narcisistici patologici, la prima cosa da chiarire è che non siamo davanti a una persona “innamorata di sé”. Quella è una caricatura. In realtà siamo davanti a un soggetto strutturalmente fragile, che vive con una sensazione costante di vuoto, di inferiorità e di confronto permanente con gli altri. Un confronto che perde sempre.

Il punto centrale non è l’autostima. È l’invidia.
Ma non l’invidia sana, quella che ti fa dire: “Lei ha qualcosa che io vorrei, provo a lavorare su di me per avvicinarmi”. No. Qui parliamo di un’invidia corrosiva, tossica, distruttiva. Malata.

Per una narcisista patologica, l’esistenza di qualcuno che ha fama, credibilità, successo, riconoscimento sociale o denaro non è uno stimolo, è una ferita narcisistica aperta. È una minaccia intollerabile.
Perché quella persona dimostra, con la sua sola esistenza, ciò che lei sente di non essere e di non poter raggiungere.

E da lì parte il meccanismo patologico.

Non potendo reggere il confronto sul piano reale, sposta la partita sul piano manipolatorio.
Non cerca di costruire, cerca di demolire.

All’inizio lo fa in modo sottile:
• svalutazioni mascherate da preoccupazione,
• allusioni,
• mezze frasi,
• dubbi gettati come semi velenosi.

Poi, quando questo non basta, alza il livello:
• menzogne costruite ad arte,
• narrazioni false ripetute ossessivamente,
• manipolazione di terzi,
• uso strumentale di vittimismo, indignazione morale, accuse ribaltate.

La verità non ha alcuna importanza. Conta solo una cosa ossia distruggere l’immagine dell’altro.
E allora scatta nella mente questo scenario:
“se non posso essere come te, allora devo fare in modo che tu non sia più tu”

E attenzione a un passaggio fondamentale:
la narcisista patologica non vive questo comportamento come scorretto.
Nella sua mente è giustificato. Anzi, è necessario. Si convince di essere stata danneggiata, oscurata, derubata di qualcosa che “le spettava”.
La menzogna diventa uno strumento legittimo. La manipolazione, una forma di “difesa” ossessiva.

Ecco perché queste persone possono arrivare a:
• falsificare eventi,
• riscrivere la realtà,
• costruire accuse gravissime senza alcun fondamento,
• perseverare anche di fronte a smentite evidenti.

Non si fermano perché non cercano la verità, cercano la distruzione simbolica dell’altro.
Fama, reputazione, successo: sono questi gli obiettivi da colpire. Non per ottenerli, ma per annullarli in chi li ha raggiunti.

E l’ultima cosa importante da capire è questa:
non c’è dialogo possibile su questo piano.

Perché non stai parlando con qualcuno che vuole chiarire, ma con qualcuno che ha bisogno che tu cada per sentirsi, anche solo per un attimo, meno vuota, meno fallita, meno inadeguata.

Capire questo non serve a giustificare.
Serve a smettere di illudersi che bastino i fatti, la correttezza o la buona fede.

Con questi soggetti, il problema non è quello che fai.
È ciò che rappresenti. E ciò che rappresenti e’ come sale su una ferita narcisistica che non si potrà mai rimarginare.

07/02/2026

““Mio figlio non subisce vero bullismo, perché non viene picchiato ma viene solo escluso dai compagni e dalla attività che fanno”, mi disse un giorno una mamma.

Il problema del bullismo, tante volte, è proprio questo. Non si riconosce in tutte le sue sfaccettature e si sottovaluta il problema. Il bullismo non è solo fisico, è bullismo anche quando si viene umiliati, derisi, presi in giro, insultati senza motivo e con intenzionalità, o perché si ha qualcosa che non piace ai bulli e a loro non va bene.
È bullismo anche quando si viene isolati intenzionalmente, quando si viene esclusi dalle attività della classe e del gruppo, anche in rete, nelle chat dei gruppi classe.
È bullismo anche quando si subiscono ingiustamente il comportamento e le parole di chi trova divertente far del male ad un’altra persona, in maniera più o meno inconsapevole, e quando non si hanno le competenze per affrontare i bulli.”

Maura Manca

21/01/2026

Parliamo spesso di violenza sugli animali.
E ogni volta è una coltellata al cuore.
Ma questa vicenda è qualcosa di oggettivamente allucinante.

Un cagnolino di piccolissima taglia, tranquillo, dall’aspetto inerme e innocuo, afferrato e lanciato nel vuoto perché “temeva potesse fare del male al figlio”.
Davvero qualcuno può anche solo pensare che una creatura del genere rappresenti un pericolo reale per un bambino?

No.
Questo non parla di protezione.
Non parla di istinto genitoriale.
Parla di cieca violenza.

Parla di una reazione abnorme, spropositata, totalmente fuori scala, che non ha nulla a che vedere con il senso del pericolo, ma tutto a che fare con una gravissima incapacità di gestire frustrazione, impulsi aggressivi e controllo emotivo.

E allora la domanda non è sul cane.
La domanda è sul padre.

Un adulto che reagisce così, che davanti a un bambino mette in scena un atto di violenza estrema contro una creatura innocente, è davvero in grado di fare il genitore?
Una persona che vede una minaccia dove non esiste e risponde con un gesto letale, è una figura di sicurezza o un fattore di rischio per suo figlio ?

Perché una cosa deve essere chiara ossia una reazione di questo tipo è pericolosa.
È pericolosa per gli animali.
Ed è pericolosa anche per quel bambino.

Questa vicenda è agghiacciante sotto ogni profilo.
E se qualcuno pensa che il problema sia “solo” la morte di un cane, allora non ha capito nulla.
Qui il punto è la violenza, il modello relazionale, l’esempio, il messaggio che passa.

E quando un adulto perde il controllo in questo modo, non è il cane a dover far paura.

Indirizzo

Imperia
18100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Sito Web

https://www.centronazionalevittimerelazionali.com/biopsicologi,

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