19/01/2026
Mi sono presa del tempo prima di scrivere queste parole. Come psicologa, ma prima ancora come persona, sentivo la necessità di lasciar depositare il rumore della cronaca e lo sconcerto del primo momento.
Di fronte alla vicenda di Annabella Martinelli, il rischio è quello di parlare troppo o troppo in fretta; il dolore però richiede rispetto, silenzio e, solo dopo, una riflessione che provi a essere utile per chi resta.
La tragedia di Teolo ci mette di fronte a quel vuoto angosciante che solo un gesto così definitivo può lasciare, un evento che interroga profondamente la nostra comunità sulla natura della sofferenza umana. Spesso siamo portati a cercare una causa scatenante, un evento logico che spieghi una fine così prematura, eppure la psicologia clinica ci insegna che il suicidio è il punto di approdo di una crisi complessa, dove il dolore interiore diventa così pervasivo da oscurare ogni alternativa.
In questo silenzio, dobbiamo riconoscere che chi vive una sofferenza profonda spesso investe enormi energie nel mantenere un’immagine esterna di equilibrio, una forma di tenuta che chiamiamo funzionalità difensiva: si continua a vivere la quotidianità mentre dentro si consuma un isolamento emotivo invisibile agli occhi del mondo. Di fronte a tutto ciò, chi resta tende a chiudersi nel senso di colpa, ma è fondamentale capire che la mente umana è un labirinto complesso e il malessere può essere mascherato anche dall'affetto più caro. Più che cercare colpe, abbiamo il dovere di sentirci responsabili nel costruire una cultura dove la fragilità non sia vissuta come un fallimento, imparando a chiedere "come stai davvero?" e restando pronti ad accogliere anche la risposta più scomoda. La scomparsa di Annabella non deve restare solo un fatto di cronaca, ma deve spingerci a prestare attenzione ai segnali sottili e a chi, pur stando in mezzo agli altri, sembra non trovare più il proprio posto.
La salute mentale è una priorità assoluta e chiedere aiuto è il primo, coraggioso atto di cura verso se stessi. Se senti che il peso che porti è diventato insopportabile, o se vedi qualcuno in difficoltà, non aspettare: esistono mani tese pronte a sostenere quel peso insieme a te.
Un pensiero di profonda vicinanza e un abbraccio silenzioso alla famiglia.
Un fiore a te, Annabella 🌻