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18/01/2026
Vi aspetto al secondo incontro!
14/01/2026

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Un caro augurio per un anno di scelte consapevoli all'interno delle sfide che la vita presenterà
01/01/2026

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Un caro augurio di buon Natale!
24/12/2025

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26/11/2025

BAMBINI E PORNOGRAFIA: UN’EMERGENZA NELL’EMERGENZA

Una lunga intervista a Manuela Porta per il Corriere della Sera, scaturita da una storia dolorosissima di cui ho parlato anche sui miei profili social, è stata l’occasione per ribadire concetti essenziali che oggi come genitori e comunità educante non possiamo più rimandare né demandare. Perché l’uso di pornografia da parte dei minori non è altro che una parte del più grande problema associato all’abuso di virtuale di cui sono protagonisti i minori.

Oggi dobbiamo rimettere chi cresce nel mondo reale, far sperimentare di nuovo l’importanza e la bellezza del gioco, del sonno, degli amici, dello sport, della natura. Fare questo, non significa essere tecnofobici, contrari al progresso tecnologico, ma al contrario significa garantire a chi cresce le cose di cui ha bisogno per diventare grande acquisendo abilità e competenze fase specifiche di cui non si può fare a meno nel percorso di allenamento alla vita. Dobbiamo, infine, favorire in tutti i modi la relazionalità vera, quella con l’amico del cuore, con il ragazzo o la ragazza che ti fa ba***re il cuore, con il gruppo dei pari con cui sperimenti l’appartenenza a qualcosa che ha caratteristiche totalmente diverse dalla qualità di relazione e dalle esperienze che vivi con mamma e papà e più in generale all’interno dei legami familiari.

Purtroppo oggigiorno, il mercato molto aggressivo e una notevole inconsapevolezza di noi genitori ha sdoganato nella vita dei minori strumenti potentissimi che li hanno allontanati dai compiti evolutivi che da sempre chi cresce deve imparare ad assolvere e li hanno immersi in un modo adultizzato dove tutto viene precocizzato e stimolato con modalità non fase-specifiche. .L’aggressività con cui le piattaforme digitali entrano nella vita dei nostri figli oggi non è solo un problema educativa ma un vero e proprio problema di sanità pubblica. E in tutto questo, la mancanza totale di educazione affettiva e sessuale lascia i piccoli esposti a situazioni estreme ed eccitanti che non sanno gestire e che spesso li tengono in ostaggio.

Rimediare a questa gravissima situazione non è facile e comporta oggi fare scelte che sembrano controcorrente o fuori dal tempo.
Eppure sono le uniche che aiutano i bambini a vivere pienamente la loro infanzia, i preadolescenti e vivere pienamente la loro preadolescenza.
- Ritardare il più possibile l’accesso a internet, smartphone, social media e video giochi.
- Prevedere sempre l’installazione di filtri protettivi, ma anche imporre anzi esigere che siano i siti pornografici a verificare l’età anagrafica di chi entra a visitarli, soprattutto perché noi non possiamo eliminare il fatto che tanti bimbi riescano a oltrepassare le barriere di protezione da noi installate.
- No allo smartphone prima dei 14 anni e ai social prima dei 16 anni.
- Tenere il dialogo e il confronto in famiglia sempre aperto, dando l’‘esempio e modellando comportamenti digitali equilibrati (niente smartphone in camera da letto, durante i pasti, prima del sonno: deve essere una regola per tutti, non solo per i nostri figli).

Ciò che trovate sintetizzato in questo breve post è spiegato ampiamente, con dati scientifici e storie di vita vera nel libro “Esci da quella stanza. Come e perché riportare i nostri figli nel mondo” (Mondadori) che ho scritto con Barbara Tamborini con l’intenzione di fornire al mondo adulto una bussola che aiuti a dirigere la crescita verso il mondo reale, salvaguardando i nostri figli dalle infinite gabbie e trappole del mondo digitale. E’ un libro che dovrebbe rappresentare una lettura fondamentale da fare prima di dare in dotazione ad un figlio uno strumento digitale ad uso personale.

Leggete l’articolo di Manuela Porta (accessibile tramite il link associato a questo post), leggete il nostro libro e condividete tutto questo con altri genitori ed educatori. Mai come oggi, essere consapevoli è la prima condizione per gestire qualcosa di cui, negli ultimi anni, abbiamo letteralmente perso il controllo.

Ecco il link all'articolo:
https://www.corriere.it/salute/figli-genitori/25_novembre_25/bambini-e-pornografia-alberto-pellai-club-del-sesso-a-9-anni-sul-telefonino-5f7a6cbf-a7d2-44d2-a4ff-7a97fd4fcxlk.shtml

Sono felice di invitarvi agli incontri del percorso su affido e adozione del progetto "Famiglia si fa! "Vi aspetto!
24/11/2025

Sono felice di invitarvi agli incontri del percorso su affido e adozione del progetto "Famiglia si fa! "
Vi aspetto!

19/11/2025

La Società Italiana di Pediatria aggiorna le raccomandazioni sull’uso del digitale in età evolutiva: "No a smartphone fino a 13 anni. Ogni anno guadagnato senza digitale è un investimento sulla salute mentale, emotiva e relazionale"

17/11/2025

Torna il corso esperienziale EMDR “I Blocchi del Terapeuta”.

Un percorso pensato per i terapeuti che desiderano approfondire, in modo esperienziale, il proprio modo di lavorare e i processi interni che possono ostacolare la piena integrazione dell’EMDR nel proprio modello terapeutico.
Il corso permette di esplorare le difficoltà più frequenti nella concettualizzazione del caso e l’utilizzo degli interventi integrativi relazionali e somatici, all’interno di uno spazio sicuro e dedicato.

👉 Il numero dei partecipanti è volutamente limitato per garantire riservatezza, sicurezza e reale profondità nel lavoro personale ed esperienziale.

📚 Il corso rilascia crediti ECM e CDP.
💡 Fino al 20 dicembre è previsto un prezzo agevolato per le iscrizioni.

Un’occasione per lavorare su di sé, rafforzare la presenza terapeutica e rendere più autentica la relazione con il paziente.

14/11/2025

📌📌📌Save the date!

13/11/2025

TORNA L’EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE NELLE SCUOLE: PENSIAMOCI SU!

Ieri ll governo ha abolito il divieto di effettuare educazione affettiva e sessuale nelle scuole secondarie di primo grado. Lo stesso Governo poche settimane fa aveva votato un emendamento che invece imponeva tale divieto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Quindi da oggi si potrà reintrodurre l’educazione affettiva e sessuale con gli studenti preadolescenti, anche se sarà necessario richiedere per tali attività il consenso dei genitori che dovranno essere a conoscenza dei temi e del materiale didattico trattati.

Anche dai miei profili social avevo profondamente criticato il divieto imposto, per cui penso che il Governo abbia fatto molto bene a ripristinare ciò che una precedente circolare ministeriale – alcuni mesi fa - aveva chiesto alle scuole: ovvero di essere promotive di una educazione affettiva e sessuale da implementare previa informazione e consenso delle famiglie.

Penso che ciò che è accaduto (ovvero dire che va fatta, per poi dire che non va fatta per poi correggersi e dire che va fatta) non sia altro che un indicatore di quanto ancora sia divisivo, anche all’interno della stessa maggioranza, il dibattito intorno ad un tema che è di importanza vitale per i nostri figli e figlie.

Massimo Recalcati in un lungo articolo su la Repubblica ha affermato che non c’è bisogno di un’educazione specifica in questo ambito, cui ha fatto seguito una risposta di Concita de Gregorio con pensiero divergente alla quale Recalcati ha risposto a sua volta ribadendo, più o meno, ciò che aveva affermato nel primo articolo. Immagino quanto confusa possa essere la percezione del genitore di fronte ad un caos mai risolto non solo a livello politico, ma anche a livello culturale e specialistico.

Se chi se ne deve occupare per mestiere afferma tutto e il contrario di tutto, come può il genitore medio dotarsi di una consapevolezza solida? Chi può essere considerato davvero autorevole in questo ambito? Sono domande inevitabili che non fanno altro che mettere in scena il vuoto metodologico e culturale che nella nostra nazione sembra irrisolvibile. Penso che questi temi, che appartengono al concetto stesso di salute e prevenzione primaria, debbano diventare materiale curricolare di tutti i corsi di laurea che si occupano della cura della persona e dell’educazione. Ci devono essere formazioni e insegnamenti specifici nei corsi di Medicina, Psicologia, Scienze dell’educazione e Formazione Primaria, per esempio.

Lavorando con i miei studenti a Medicina, chiedo spesso loro quante volte durante l’adolescenza hanno avuto a disposizione uno specialista che si occupasse in ambito scolastico o clinico di aprire con loro il dialogo sul tema dello sviluppo sessuale, delle relazioni affettive, delle competenze relazionali/emotive/comunicative che devono essere alla base di ogni relazione interpersonale che si connota anche con la dimensione della sessualità. Loro per primi, ovvero i futuri medici, si rendono conto di non aver avuto alcuna formazione ed esperienza di questo tipo nel corso della loro vita. E se qualcosa non ci “entra nella vita” mentre siamo in crescita e formazione, difficilmente sapremo farlo entrare nella vita di coloro della cui crescita e formazione diventeremo responsabili una volta adulti.

Per me la fatica, oggi, di lavorare – anche culturalmente su questi temi – è tutta qui: non sappiamo fare bene e sostenere ciò che non è stato fatto e sostenuto bene quando noi eravamo bambini e adolescenti. E siccome non ne abbiamo memoria, lasciamo senza memoria chi viene dopo di noi. Insomma, in questo dibattito – ahimè – siamo costantemente alla casella del via. Speriamo che l’emendamento che prima c’era e oggi non c’è più, ci permetta di muoverci in avanti e di non trovarci tra 10 anni ancora alla casella di partenza.

Se pensi che questo messaggio sia importante per tutti noi – genitori, docenti ed educatori – commentalo e condividilo.

Evento rimandato a data da destinarsi
07/11/2025

Evento rimandato a data da destinarsi

Indirizzo

Via De Magny, 1
Imperia
18100

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