18/01/2026
Parlare di emozioni significa parlare di tutte le sfumature dell’esperienza umana.
Anche — e soprattutto — di quelle più difficili, scomode, impegnative.
Gli albi illustrati dedicati alle lacrime ci ricordano che piangere non è un segno di debolezza, ma una forma di linguaggio profondo.
Le lacrime parlano quando le parole non bastano, quando il corpo prende la parola per ciò che non può essere detto.
Non esiste dolore che non possa essere attraversato, se ci sentiamo contenuti e al sicuro all’interno di una relazione umana.
È nello sguardo dell’altro, nella sua presenza non giudicante, che l’emozione trova uno spazio per esistere senza travolgerci.
Educare alle emozioni — fin dall’infanzia — significa offrire questo spazio: un luogo interno ed esterno in cui anche il pianto può essere accolto, nominato, condiviso.
Non tutte le lacrime chiedono di essere asciugate.
Alcune chiedono di essere viste, raccolte, tenute.
Ci sono lacrime che parlano di perdita,
altre che custodiscono il tempo,
altre ancora che preparano il terreno alla gioia.
I bambini lo sanno prima di noi:
sentono l’emozione prima delle parole.
Forse crescere non significa smettere di piangere,
ma imparare dove possono cadere le nostre lacrime senza andare perdute.
E te , conoscevi questi Albi?
Parli con i tuoi figli anche delle tue lacrime?
Se ti va raccontamelo nei commenti.