06/01/2026
non è solo ciò che arriva.
È soprattutto ciò che si rivela.
Ci sono verità che non si impongono con rumore,
ma emergono piano, quando il tempo delle feste si ritira
e resta lo spazio del silenzio.
L’Epifania ci chiede di guardare ciò che è rimasto:
le parti di noi che hanno resistito,
quelle che hanno chiesto ascolto,
quelle che non siamo ancora pronti a lasciare andare.
Non tutto deve essere risolto.
Non tutto deve avere un nome.
Alcune consapevolezze arrivano come una luce obliqua:
non abbagliano, ma permettono di vedere meglio.
Forse oggi non serve fare bilanci,
ma riconoscere.
Riconoscere un passo fatto, una fatica sostenuta,
un bisogno che finalmente osa affacciarsi.
Che questa Epifania sia uno spazio gentile
in cui permettersi di vedere — senza giudizio —
chi siamo diventati,
e chi, lentamente, stiamo imparando ad essere.