
04/03/2023
“Dagli anni novanta non solo il volume di gioco è aumentato, ma è cambiata anche la qualità. I giochi prima erano lenti, pensiamo alla tombola, e ora sono diventati velocissimi, vedi il bingo. Prima c’erano dei momenti di sospensione, ora è possibile giocare 24 ore su 24. Prima era la persona a cercare il gioco, ora è il gioco a trovare la persona, con le macchinette e i gratta e vinci a disposizione nei bar e nelle tabaccherie. Siamo passati dal manuale al tecnologico, dalla ritualità al consumo, dalla socialità – giocare a carte insieme – alla solitudine – un soggetto contro una macchina. Si è persa la radice culturale del gioco, che si è macdonalizzato: le slot machine sono le stesse da Forlì a Buenos Aires. Ma soprattutto, prima non c’era la riscossione immediata, ora invece il gioco ti dà subito il denaro: questo innesca un circuito di compulsione. I giochi di oggi sono costruiti per essere ad alta additività”.
Ciò che professionisti e volontari cerchiamo di fare, è fornire un concreto supporto, sempre e ovunque. Uscire dalla dipendenza è possibile.
La ludopatia colpisce in particolare le persone con più di 65 anni: anche se in percentuale sono di meno, giocano di più e perdono più soldi. Si tratta di un fenomeno ancora poco studiato e con scarse risorse per la prevenzione. Leggi