12/03/2026
- IL DOLORE CI INTERROGA, LA RISPOTA È PERSONALE. -
L’uomo abita spesso una terra straniera. Una terra in cui l’esistenza si rivela inutile, irrazionale, senza significato, priva di appigli.
È qui che nasce il sentimento viscerale dell'angoscia: non un sintomo, ma l’esperienza dell’essere al mondo.
Quando la vita raggiunge un arco doloroso, quando le speranze si assottigliano, quando i ruoli familiari cedono o feriscono, abbiamo il solo compito di stare di fronte al vuoto senza distogliere lo sguardo.
Non abbiamo scelto di nascere, siamo condannati a esistere, gettati in una libertà che non consola. Una libertà che pesa, perché siamo qui senza un perché visibile e spesso ci sentiamo soli, gettati in pasto alla vita.
Attraversiamo un tempo che ci interroga, ma ci sono domande che continuamente ci sfuggono, che non chiedono tanto un significato, un “perché”, quanto un senso, il senso soggettivo di ogni esistenza.
Domande silenziose che premono nel profondo di ognuno di noi e che chiedono di essere accolte, anche in assenza di risposte.
Qualsiasi sia il vissuto personale che ci abita e ci pervade, esso è il benvenuto!
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