17/02/2026
Lei cammina leggera, non perché non abbia una storia, ma perché ha imparato a portare con sé solo ciò che vale davvero la pena.
Ha poche amiche. Quasi nessuna, forse. E a un primo sguardo qualcuno potrebbe pensare che ci sia vuoto, dove in realtà c’è un oceano di pace.
Perché lei non cerca di essere il centro della tavola, né la più applaudita, né quella sempre circondata da voci. Preferisce uno sguardo sincero a cento sorrisi vuoti.
C’è stato un tempo in cui sì. Un tempo in cui si spezzava in mille pezzi per entrare nei piani degli altri, nei gusti degli altri, nella felicità degli altri. Un tempo in cui la sua energia scivolava via come acqua tra le dita, e nessuno la raccoglieva.
Ma un giorno, in mezzo al rumore, ha sentito qualcosa che era rimasto in silenzio per anni: la sua voce. E quella voce le ha chiesto:
“E tu? Dove sei tu in tutto questo?”
È stato allora che ha iniziato a camminare verso dentro.
Ha scoperto che essere sola non è la stessa cosa che essere vuota. Ha scoperto che il suo silenzio non era tristezza, ma rifugio. Che la sua solitudine non era abbandono, ma incontro. Ha incontrato se stessa e non si è più lasciata.
Oggi, quando la vedi tranquilla, nel suo angolo, con un libro, un caffè o semplicemente a guardare l’orizzonte, non fraintenderla. Non è orgoglio quello che brilla nei suoi occhi. È pace. È la certezza di chi non mendica più affetto, perché ha imparato a donarselo da sola.
Non aspetta più messaggi. Non controlla più se viene invitata. Non fa più male ciò che non arriva. Perché lei è già arrivata. Lei c’è già. Completa. Integra. Viva.
E se qualcuno avrà la fortuna di incrociare il suo cammino e restare, non troverà una donna che chiede di essere salvata, ma una donna che sa amare partendo da ciò che è, non da ciò che le manca.
Perché non esiste forza più bella di quella di chi ha imparato a essere la propria casa.