08/01/2026
Orgogliosi di avere al nostro fianco da anni come un amico e collaboratore un professionista come il Dr. Ugo SCARLATO, condividiamo questo articolo che racconta la sua scelta di essere al tempo stesso un ottimo chirurgo e una persona piena di generosa umanità
Focus della Sentinella del Canavese a cura di Giorgio Pasqua.
GRAZIE DOTTOR UGO SCARLATO: ci permette di essere rapidi, umani e interdisciplinari»
Il primo caso cinque anni fa con l'intervento su una donna di 30 anni arrivata dall'Ucraina
che aveva un grave problema di necrosi femorale.
C'è una medicina che non si legge nei manuali di tecnica
chirurgica, fatta di silenzi, telefonate notturne e una rete di solidarietà che scavalca i
confini della burocrazia.
È la medicina di Ugo Scarlato, 61 anni, direttore della truttura complessa di Ortopedia e traumatologia dell'ospedale di Ivrea e direttore
el Dipartimento di area chi-urgica dell'Asl/To4, che da anni trasforma il suo reparto
in un avamposto di speranza per chi fugge dagli scenari di guerra.
Ugo Scarlato incontra l'associazione Memoria
Viva intorno al 2020 e da quel momento nasce un importante sodalizio. In questa intervista, Scarlato non parla di protocolli o budget, ma di volti. Come quello di un uomo ucraino, il primo caso di una collaborazione nata cinque anni fa, e quello di una ragazza trentenne che aveva un problema alle anche e che per un anno è rimasta prigioniera del proprio letto a causa di una grave necrosi femorale. È grazie a questo asse che la giovane paziente ucraina e arrivata in Italia, è stata operata con successo da Scarlato e, dopo
Ugo Scarlato, direttore Ortopedia Ivrea la riabilitazione, ha potuto persino incontrare il Papa
prima di tornare nel suo Paese. Un cerchio che si chiude, in attesa del prossimo intervento già in programma all'altra anca. Ma la missione di Scarlato non si ferma alla sua specializzazione. Recentemente, il "ponte" ha portato a Ivrea la giovanissima Varvara. Qui il chirurgo ha svestito i panni dell'ortopedico per indossare quelli del facilitatore. Grazie alla rete dei presidi piemontesi, Scarlato ha attivato contatti con il Sant'Anna e il Regina Margherita di Torino, garantendo alla bambina l'accesso immediato alle cure ne-
cessarie. «In questi casi il mio ruolo è agire da tramite
- dice Ugo Scarlato - siamo fortunati a lavorare in un ospedale come quello di Ivrea, ben collegato: questo ci permette di essere rapidi, umani e interdisciplinari».
Ugo Scarlato, nato a Novara nel 1964 e con una carriera trentennale costruita tra Milano, Torino e l'eporediese, oltre 6.000 interventi di
chirurgia ortopedica e traumatologica rifiuta l'etichetta di eroe del quotidiano. Per lui, mettere la propria professionalità a disposizione di chi soffre a causa dei conflitti è, semplicemente, una cosa "normalissima". Non sono numeri grandissimi ma la filosofia di Scarlato è precisa:
«Dobbiamo agire come esseri umani, prima ancora che come professionisti. È un obbligo morale. Di fronte a chi arriva da una guerra, non bisogna pensarci troppo, bisogna farlo». Innumerevoli interventi eseguiti in carriera. Un esperto riconosciuto nella chirurgia protesica di anca e ginocchio e nella traumatologia complessi. «Queste cose si devono fare per aiutare chi è in difficoltà- conclude Scarla-to - mi viene naturale. Per il futuro continueremo questa collaborazione con l'associazione La Memoria Viva. Il nostro compito è que-sto: bisogna andare oltre le nostre attività quotidiane ed è un obbligo morale».