Sportello Cor Urat

Sportello Cor Urat Cura dal latino: "Quia cor urat", "perchè stimola e scalda il cuore, lo fa pulsare". E' uno spazi http://riescomarche.org/

Lo Sportello continua il suo cammino insieme alla Casa Delle Donne Jesi dopo aver preso parte a RIESCO MARCHE, Terzo settore in rete per l'emergenza Covid-19: 14 associazioni insieme per contrastare gli effetti di esclusione e marginalizzazione. Progetto finanziato dalla Regione Marche con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

E bastava la letizia di un fiore a riportarci alla ragione _ Alda Merini  Oggi il giorno e la notte ☀️🌙 durano esattamen...
20/03/2022

E bastava la letizia di un fiore a riportarci alla ragione _ Alda Merini


Oggi il giorno e la notte ☀️🌙 durano esattamente lo stesso tempo, un evento astronomico che segna l'inizio della primavera.

Buona domenica e raggiante primavera a tuttə!🌱🌺🧚‍♀️💛






Sportello Cor Urat della Casa delle Donne di Jesi

Spesso ci siamo occupate dello stress, qui parleremo delll’esatto contrario, un processo indispensabile quanto misconosc...
14/03/2022

Spesso ci siamo occupate dello stress, qui parleremo delll’esatto contrario, un processo indispensabile quanto misconosciuto, il sistema calma.
Un processo altrettanto essenziale del nostro corpo: si attiva quando il corpo è a riposo. Dietro la quiete apparente si nasconde una quantità enorme di lavoro che non è orientata al movimento, allo sforzo, all’azione, ma aiuta piuttosto il corpo a recuperare, a crescere, guarire, trasformare il nutrimento in energia ed immagazzinarlo per un utilizzo futuro, a connettersi ed influenza le interazioni sociali. In questo stato inoltre possiamo accedere con più facilità alle risorse interne e alla creatività.
Solo riscoprendo le enormi potenzialità del sistema calma sarà possibile affrontare le situazioni quotidiane di stress senza perdere l’equilibrio. Ristabilendo questo equilibrio, chiave di volta nel raggiungimento della salute intesa nel senso più ampio del termine, tra attività e riposo, tra lavoro rivolto verso l’esterno e riflessione interiore, troviamo la via per la salute, su scala sia individuale che sociale. Durante il processo di calma si produce per di più l'ossitocina, un ormone coinvolto in una serie di importanti funzioni fisiologiche e psicologiche. Per esempio, oltre a promuovere l’attaccamento materno, la lattazione, il legame fra partner, e la coesione del gruppo, aumenta i comportamenti pro-sociali come altruismo, generosità ed empatia e ci porta ad essere più propensi a fidarci degli altri, inibisce i centri della paura del cervello e fa in modo che l’effetto degli stimoli legati a tale paura si riducano più facilmente.

Ritagliamoci dei momenti di calma, è uno dei tesori più preziosi per il nostro equilibrio mentale, ma anche uno dei più sfuggenti, soprattutto in una società che preferisce l’immediatezza e dove regna l’iperstimolazione. La calma è uno stato di tranquillità e serenità, non implica la scomparsa dei problemi ma ci aiuta a mantenere il controllo in mezzo alla tempesta, così da poter prendere le migliori decisioni possibili e imparare a rispondere invece che a reagire. Significa calmare la mente, in modo tale che le emozioni e i pensieri non scatenino delle tempeste interiori. La nostra mente non è fissa, è piuttosto un processo in continua evoluzione; un flusso dinamico. Se la mente rimanesse sempre su un pensiero, si bloccherebbe. La mente si muove continuamente perché è dinamica. Il problema è che mentre i pensieri passano attraverso la nostra mente si assicurano la continuità. Ecco perché la mente non educata passa continuamente da una preoccupazione all’altra. Il flusso di pensieri negativi non finisce mai. Alleniamo la nostra mente alla calma.

"Si chiama calma e mi costò molte tempeste.

Si chiama calma e quando scompare… esco di nuovo a cercarla.

Si chiama calma e mi insegna a respirare, pensare e ripensare.

Si chiama calma quando s’impara bene ad amare, quando l’egoismo cede il posto al dare e l’anticonformismo svanisce per aprire il cuore e l’anima, arrendendosi interamente, a chi vuole ricevere e dare.

Si chiama calma quando si gode il silenzio, quando i rumori non sono solo musica e follia, ma il vento, gli uccelli, la buona compagnia o il rumore del mare.

Si chiama calma e non si paga con niente, non c’è moneta di alcun colore che possa coprire il suo valore quando diventa realtà.

Si chiama calma e mi è costata tante tempeste e le attraverserei mille volte ancora pur di tornare a incontrarla.

Si chiama calma, la godo, la rispetto e non la voglio lasciar andare. "




Sportello CorUrat della Casa delle Donne di Jesi

Ieri siamo uscite dall'incontro ANDARE OLTRE I LUOGHI COMUNI SUGLI ADOLESCENTI: SAPERLI ASCOLTARE ANCHE QUANDO NON SI RA...
10/03/2022

Ieri siamo uscite dall'incontro ANDARE OLTRE I LUOGHI COMUNI SUGLI ADOLESCENTI: SAPERLI ASCOLTARE ANCHE QUANDO NON SI RACCONTANO più tonificate nei pensieri.

Grazie alla dottoressa Noemi Galleani
e grazie perché eravamo in tantə!🌱

      🌾Sportello CorUrat della  Casa delle Donne di Jesi
08/03/2022





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Sportello CorUrat della Casa delle Donne di Jesi

Tutti e tutte parlano di pace, ma non si può realizzare la pace all'esterno se si coltivano nel proprio animo collera o ...
05/03/2022

Tutti e tutte parlano di pace, ma non si può realizzare la pace all'esterno se si coltivano nel proprio animo collera o odio. La grandezza risiede nella nostra pace.

" Imagine all the people
Living life in peace"




Casa delle Donne di Jesi

03/03/2022
28/02/2022

✨ Bellissimo pezzo della scrittrice Elena Bernabè ✨

- Nonna, non riesco a lasciar andare...
- Non ci riesci perché pensi che lasciare andare vuol dire morire. E invece vuol dire nascere. Ad una vita nuova. Pensa alla donna che sta per partorire: per far nascere suo figlio lo deve lasciare andare. Deve guidarlo fuori di sé e donarlo al mondo. Altrimenti muore.
- Come si fa a lasciar andare?
- Impara dalla donna che sta dando alla luce la sua creazione: apri il tuo corpo, la tua bocca e soprattutto il tuo cuore. E fatti strumento di questo lasciar andare. Con fermezza, determinazione e forza d'animo. Non resistere a questo richiamo, non chiudere il tuo corpo, non fuggire da questo compito. Non trattenere ciò che è giusto si allontani da te. Morirebbe. E non si creerebbe dentro di te lo spazio necessario per una vita nuova.
- Non è facile nonna...
- Perché ti ostini a pesare il tuo valore in base a quanto riesci a trattenere. Quando invece è il contrario. Più sei leggera, libera e vuota, più la tua luce interiore ha lo spazio per poter espandersi e avvolgerti. E allora capirai che lasciare andare è un dono. Che stai facendo a te stessa.

Ti sei mai soffermat* a riflettere sulla qualità dei pensieri che affollano la tua mente?Ogni volta che pensiamo, stiamo...
22/02/2022

Ti sei mai soffermat* a riflettere sulla qualità dei pensieri che affollano la tua mente?

Ogni volta che pensiamo, stiamo intrattenendo un dialogo interno, il modo in cui parliamo con noi stess* condiziona direttamente la qualità delle nostre emozioni.

Prestare attenzione al tipo di linguaggio utilizzato è estremamente importante.
Se riscontriamo frasi del tipo: “non sarò mai in grado…”, “capitano tutte a me…”, cerchiamo assolutamente di cambiare forma e contenuti, perché quello che ci ripetiamo continuamente diventa il modo in cui ci percepiamo.

Le parole sono un potente strumento di condizionamento del nostro inconscio. Utilizzare il termine “sfida” o "situazione da risolvere" al posto del termine “problema”, cambia radicalmente l’esperienza soggettiva con cui interpretiamo gli eventi, e di conseguenza cambiano l’atteggiamento mentale e le azioni messe in campo per affrontarli.

Essere consapevoli della qualità del nostro dialogo interno è una componente fondamentale della gestione emozionale e permette di evitare malsane abitudini molto frequenti:

1. Sminuire se stess* – “Non ci riuscirò mai”, “non sono in grado”, “se solo fossi…”, sono le classiche forme di dialogo interno da evitare, perché tendono a proiettare sul futuro l’idea di un insuccesso e di una mancanza di capacità che minano profondamente la fiducia in sé.

2. Delegare il controllo delle emozioni – “Quando fa così mi fa arrabbiare” è un esempio di dialogo interno nel quale diamo per scontato che siano i fattori esterni, in questo caso un’altra persona, a controllare le nostre emozioni. Il più delle volte capita solo se siamo noi a permettere che accada.

3. Il dialogo interno può essere ulteriormente migliorato sfruttando la grammatica trasformazionale:
< Evitiamo le frasi al negativo – La mente ignora la negazione. Pensiamo “non devo avere paura”, e la nostra mente si focalizzerà immediatamente su quella paura: “non devo avere paura” può essere trasformato in “voglio essere coraggios*”.
< Limitiamo l’uso degli avverbi “sempre” e “mai” – Attraverso questi avverbi tendiamo a generalizzare. Se qualcosa è andato male saremo portati a pensare che tutte le situazioni analoghe avranno un esito negativo: “non ci riuscirò mai…” diventa “posso e voglio riuscirci…”
< Utilizziamo l’indicativo invece del condizionale – Il condizionale crea nella nostra mente l’idea di un possibile fallimento, l’indicativo al contrario aiuta a focalizzarsi sul successo: “Io vorrei…” diventa “Io voglio!”

“Una parola efficace è un agente straordinario. Ogni volta che si trova una di quelle parole intensamente giuste, l’effetto è tanto fisico che spirituale, ed elettricamente immediato.”










Sportello Cor Urat della Casa delle Donne di Jesi 🌱

Lo si voglia o no, nella nostra vita alberga anche il caos. Ciascun* di noi ha un certo grado di tolleranza rispetto all...
17/02/2022

Lo si voglia o no, nella nostra vita alberga anche il caos. Ciascun* di noi ha un certo grado di tolleranza rispetto all’incertezza.
A partire da una certa soglia, il nostro cervello entra in “modalità allerta” verso quello che può accadere.

Preferiamo la stabilità, sapere che due più due fa quattro e che quello che ci circonda e abbiamo oggi ci sarà anche nel nostro domani. Tutto ciò ci offre un equilibrio emotivo grazie al quale riusciamo a goderci la vita, tenendo tutto sotto controllo.

Tuttavia, la teoria del caos sancisce una prova. La vita e il suo scorrere non corrispondono all’avanzare ritmico e perfetto di un orologio. L’imprevedibile e l’incontrollabile si trovano sempre dentro e attorno a noi. La teoria del caos ci dice che il risultato di un evento dipende da diverse variabili: quelle il cui comportamento non è sempre prevedibile con totale esattezza. Vi è sempre un margine di errore, uno spazio per il caos, un battito d’ali 🦋 che all’ultimo momento cambia tutto.

La cosa migliore da fare è essere pronti a cambiare i piani in qualsiasi momento.

Tutt* noi siamo subordinat* a una visione del mondo dove tutto, a prima vista, sembra prevedibile. Tuttavia, in un dato momento, sorge l’inaspettato, l’imprevedibile, il caotico… quell’evento che non ci aspettavamo. Un evento imprevedibile che siamo obbligat* ad accettare e razionalizzare. Occorre dire, però, che invece di agire solo quando questo caos ci si schiude davanti agli occhi, ed avere sempre un piano “B” a portata di mano, sforziamoci di sviluppare una mentalità flessibile e un approccio che non si limiti a reagire agli eventi. Abbracciamoli con curiosità e accettazione, perché molte volte è nel caos che sorgono le opportunità🧞‍♂️.















Sportello Cor Urat della Casa delle Donne di Jesi

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