23/04/2026
Come scelgo gli albi in terapia? 🤓
Utilizzo molto gli albi illustrati con le persone che si rivolgono a me, in studio o online, e durante le proposte formative che faccio.
Ricchi di immagini e con poche parole ben scelte, sono perfetti da proporre ai bambini. Ma non solo! I “grandi” ne vanno pazzi.
📚 Questi, ad esempio, sono alcuni degli albi che utilizzo solamente con adulti e giovani adulti.
📌 Quando scelgo un albo come strumento di lavoro, cerco di valutare degli aspetti importanti:
• chi ho davanti? (età, caratteristiche, interessi, resistenze, modalità comunicative/cognitive/ immaginative/emotive/relazionali, capacità di astrazione, momento terapeutico, su che cosa stiamo lavorando)
• com’è la relazione terapeutica instaurata?
• quale obiettivo voglio raggiungere attraverso l’albo?
• potrebbe essere utile un’immagine specifica o l’intero albo? (storia e tematiche del libro)
• qual è la forma del libro più adatta? (non sottovalutare ampiezza, maneggevolezza,
• quali risorse/difficoltà potrebbe emergere?
🤍 Ma soprattutto: devo conoscere bene prima io quel determinato albo. Devo essermi immersa tra le sue pagine più e più volte, assaporandone immagini e parole e avendo preso confidenza con i pensieri e le emozioni che mi suscita.
È importante evitare di utilizzare l’albo ‘a caso’.
Con l’adulto non proporrei un albo durante i primi incontri, se per “rompere il ghiaccio” o fare una presentazione partendo da immagini o parole.
💡 I “rifletti con me” sono solo uno dei tanti “ganci” con i quali si può proporre un albo o semplicemente una pagina specifica.
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