21/04/2026
Dal punto di vista psicologico, la gelosia attiva una rappresentazione interna di perdita:
l’idea che il proprio posto nella relazione possa essere sostituito.
Quando questa rappresentazione diventa dominante, può orientare percezioni e comportamenti in modo selettivo,
portando a leggere segnali ambigui come conferme della minaccia.
Si attiva così una dinamica auto-rinforzante:
l’attenzione si concentra sulla possibilità di essere sostituiti, mentre le strategie messe in atto per proteggere il legame — controllo, iperattivazione, richiesta di conferme — possono aumentare la tensione relazionale.
In età evolutiva, questo processo è ancora più immediato.
Il bambino non teme di “perdere qualcuno” in senso astratto, ma di perdere il proprio posto affettivo.
La gelosia, in questo senso, non parla dell’altro,
ma della stabilità percepita del legame.
Il lavoro del genitore consiste nel restituire prevedibilità e continuità, affinché il bambino non debba continuamente “verificare”
di essere ancora dentro la relazione.
👉 Questo contenuto fa parte della rubrica
“I mostri interiori dei bambini”
Uno spazio per comprendere le emozioni infantili in una prospettiva clinica, con parole semplici!
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