11/01/2026
Qualche giorno fa, dopo aver terminato una terapia e nell’attesa di un nuovo colloquio, mi sono ritrovata a osservare la sedia dove spesso si siedono i pazienti. Per un istante mi sono vista dall’altra parte: la me del primo giorno di percorso e la me di oggi. Ho sorriso, riconoscendo i passi attraversati e come ciò che all’inizio appariva difficile o irraggiungibile, nel tempo, abbia trovato una forma possibile.
Quell’immagine personale ha riportato alla mente ciò che spesso accade nel momento conclusivo del lavoro terapeutico.
🎒 L’ultimo colloquio di un percorso terapeutico è sempre un momento emozionante. È lo spazio in cui si ripercorre il significato del lavoro svolto, il valore che il percorso ha assunto, i passaggi più complessi e faticosi e quelli più stabili e sereni. Si guarda a come e da dove si è partiti, e a dove si è arrivati.
🌱 Concludere una terapia significa riconoscere che qualcosa si è trasformato: il modo di stare con se stessi, di leggere le proprie emozioni, di assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Non coincide con l’assenza di difficoltà, ma con una diversa posizione rispetto ad esse.
👣 Nel tempo del lavoro terapeutico si costruisce uno spazio in cui pensare, nominare, dare senso e termina quando la persona può continuare il proprio cammino senza appoggiarsi allo spazio clinico come luogo necessario, ma come esperienza integrata.
🌸 La terapia non accompagna per sempre. Ciò che resta, invece, è il modo in cui si è imparato a stare con se stessi.