Dott.ssa Aleandra Piccinini - Biologa Nutrizionista

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Dott.ssa Aleandra Piccinini - Biologa Nutrizionista Biologa nutrizionista - Tutor per la spesa
Happy nutrition - La nutrizione felice :)

Ambulatori presso:

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- Via Nicolò Vannucci 1, CINGLLI (MC)

- Therapy a PERGOLA (PU)

05/11/2025
02/11/2025

A 9 ANNI HANNO FONDATO UN “CLUB DEL SESSO”: se siete genitori, per favore prendetevi 10 minuti per leggere questo post.

Genitori ed educatori: il messaggio che segue richiede circa 10 minuti del vostro tempo. Ma potrebbero essere dieci minuti chi vi aiutano a comprendere cose che stanno succedendo nelle vite dei nostri figli e di cui è troppo importante riflettere insieme. Questo post parte dalla testimonianza di una collega che mi ha scritto così:

“Gentile dottore per la prima volta nella mia esperienza professionale mi trovo davanti una situazione per me difficile da affrontare. Nella nostra scuola ci sono bambini di 9 anni che vedono video p**nografici dallo scorso anno e hanno creato un club del sesso. Chi vuole farne parte è obbligato a visionare materiali p**nografici spinti, rapporti orali, a tre, con uso di oggetti. Tutto questo è stato scoperto da una mamma. Mi viene da dire maledetti cellulari e adulti incoscienti che comprano sempre prima questo oggetto e non supervisionano. Alcune bambine manifestano un disagio forte, Oggi una ha vomitato per lo schifo provato davanti a delle immagini, altre piangono. Io da tanti anni affronto il discorso della p**nografia online, della mercificazione del corpo, porto poesie d'amore, mostro ciò che manca in quelle visioni di solo accoppiamento fisico. Lo faccio nella terza media. A quella età le parole mi escono facilmente, so come affrontare il discorso. Non mi è mai successo di trovarmi in una situazione simile, davanti a bambini di 9 anni. Ecco perchè ho bisogno di un confronto con lei.

Da anni, ogni settimana (e ribadisco: ogni settimana) ricevo mail con richieste di aiuto in cui un adulto rivela di sentirsi disorientato di fronte a ciò che ha scoperto esistere nella vita virtuale di un figlio, di uno studente, di una classe o all’interno di una chat. Molte di queste richieste hanno a che fare con l’esplorazione della sessualità da parte di minori che viene fatta sempre più precocemente e con modalità totalmente inadeguate rispetto all’età e alla maturità dei soggetti coinvolti. Questa settimana ho ricevuto questa mail e ho chiesto il permesso di poter condividere questa testimonianza con chi legge i miei post.

Avere 9 anni e fondare, nel proprio ambito di amicizie, il club del sesso imponendo ai coetanei – per farne parte – di visionare materiali molto spinti è un esempio di come l’abuso sessuale (sì, questo è abuso e non esplorazione fase-specifica) possa entrare nella vita dei nostri figli attraverso la combinazione di cinque elementi:
1) il bisogno di appartenenza al gruppo
2) la disponibilità di strumenti digitali che permettono con tre click di fare qualsiasi cosa
3) la superficialità con cui il mondo adulto ha sdoganato nella vita dei minori strumenti potentissimi senza avere alcuna contezza della loro potenza e della disfunzionalità che essa porta nella vita dei minori
4) l’aggressività con cui le piattaforme digitali entrano nelle vite di tutti, anche dei bambini, proponendo esperienze totalmente non fase specifiche e arrogandosi il diritto di dire che non hanno alcuna responsabilità, in quanto avvertono l’utente di contenere materiale riservato ad un pubblico di cui specificano l’età minima (da cui se ne deduce che gli unici responsabili per le navigazioni pericolose sarebbero i genitori che dovrebbero vivere dentro gli smartphones dei figli)
5) la totale mancanza di educazione affettiva e sessuale, che lascia i piccoli esposti a situazioni estreme in cui percepiscono disagio ed eccitazione allo stesso tempo nella totale incapacità di comprendere come orientarsi in tutto ciò e soprattutto a chi chiedere aiuto., visto che le agenzie educative e gli adulti in generale si rivelano vacanti in questo ambito educativo.

Condivido questa testimonianza in un giorno di festa, non per rovinarvelo, ma perché nei giorni festivi noi adulti abbiamo ritmi più lenti e più tempo per concentrarci su cose che la frenesia del lavoro a volte non ci fa considerare importanti. Io non so più come dirlo al mondo che là fuori c’è un problema enorme che entra nelle nostre vite attraverso lo sdoganamento della virtualità a cui bambini e bambine hanno accesso, navigando senza alcun criterio e supervisione.

So che molti dicono che basterebbe educare ad un buon uso dello smartphone, perché non è lo smartphone in sé il problema, ma l’uso che ne viene fatto. Beh, lasciatemi dire che invece è anche lo smartphone in sé il problema perché ha una potenza che nessun bambino sa governare e che nessun adulto sa educare nella relazione con un minore. Dentro al virtuale c’è troppa roba mentre nella mente dei nostri figli, prima dei 16 anni ci sono ancora troppe poche reti neuronali integrative in grado di avere un dominio efficace di quella “troppa roba”. E’ come far guidare una fuoriserie ad un ragazzo che ha appena preso la patente per guidare un motorino.

Per favore parlate di tutto questo ad altri genitori. Voi educatori condividete questa storia nelle vostre chat di classe. Rendete questa domenica una domenica di consapevolezza adulta, sia genitoriale che della comunità educante tutta. Troppe volte sento dire, anche da colleghi molto quotati, che io, con la narrazione che ho fatto del digitale in questi anni, non ho compreso nulla. Perché il problema secondo moltissimi sta nella fragilità di noi adulti.

Io penso che dobbiamo avere il coraggio di dire che il mondo virtuale ha reso i genitori fragili e la fragilità degli adulti ha reso il mondo virtuale sempre più capace di impossessarsi delle vite dei nostri figli. E’ un gatto che si morde la coda che però ha avuto il suo punto di inizio con la pervasività del digitale portatile dentro alle nostre vite di esseri umani del terzo millennio. E questo, Jonathan Haidt lo spiega benissimo nel suo volume “Generazione ansiosa” (Rizzoli ed.)

Su questo tema anch’io ho appena pubblicato un libro con Barbara Tamborini intitolato “Esci da quella stanza. Come e perché riportare i nostri figli nel mondo” (Mondadori ed.) dove cerchiamo di far capire ai lettori che oggi abbiamo bisogno di una totale inversione di rotta e che noi genitori ne dobbiamo essere consapevoli protagonisti. Vi prego, andatelo a cercare nella biblioteca più vicina a casa vostra, non c’è bisogno che lo compriate (chi sa quanti pensano che il mio unico interesse sia – in questo momento - vendere un libro. Ma se così fosse, vi siete mai chiesti come mai in più di dieci anni di vita nei social non ho mai – e ribadisco mai – messo un link ad alcuna libreria online che conduca all’acquisto automatico di un mio libro?). Scrivo libri non perché ho l’urgenza di venderli (cosa che naturalmente viene valutata come positiva da un autore), ma per fare cultura, per usare il mio posizionamento professionale e sociale (oltre che social) ai fini del miglioramento della vita e delle condizioni di crescita dei nostri figli. Lo dico da professionista e lo dico come padre di quattro figli.

Se anche voi pensate che fondare il club del sesso a 9 anni sia una spaventosa distorsione della crescita derivata da un mondo che non ha alcuna cura dei bisogni evolutivi di bambini e bambine del terzo millennio e che ciò non dipenda solo dalla fragilità di noi genitori, ma dalla potenza con cui quel mondo invade le nostre vite…… beh allora spero che questo post vi aiuti a correre ai ripari.

Se volete e potete, aprite il dibattito con più adulti possibili e condividete questo messaggio.

10/10/2025

💚 Oggi, nella Giornata Mondiale della Salute Mentale, ricordiamo che la mente e il corpo parlano la stessa lingua.

Nei disturbi alimentari, il cibo è solo la punta dell’iceberg: sotto ci sono emozioni, pensieri, dolore, ma anche tanta voglia di ritrovarsi.

Parlare di salute mentale significa anche parlare di relazione con sé stessi, con il proprio corpo e con gli altri.

Oggi fermiamoci un momento per ascoltarci, senza giudizio.

✨ Prendersi cura di sé è un atto di coraggio.

14/09/2025

Questa immagine racconta il nostro tempo:
secondo il nuovo rapporto il sovrappeso ha superato la denutrizione come principale forma di malnutrizione nel mondo tra i bambini in età scolare e gli adolescenti.

Ieri parlavo con una mamma di una bambina di 10 anni che soffre già di sovrappeso e sindrome metabolica.
Mi raccontava della difficoltà di lottare contro il junk food in una società dove la generazione dei nonni non ha gli strumenti per riconoscere gli alimenti sani, dove ci sono pressanti ingerenze da parte della società, dove merendine e caramelle cadono una pioggia ovunque andiamo…

La verità è i bambini che soffrono di sovrappeso e obesità sono vittime dello stesso sistema che affama altre popolazioni.

👉🏼 Sono due facce della stessa medaglia.

No, non si tratta di bambini pigri e non si tratta di genitori irresponsabili. La responsabilità sta in un sistema dove i consumatori non sono protetti.

I bambini hanno il diritto di essere protetti da politiche di educazione alimentare, partendo dalla scuola, rendendo consapevoli i genitori con maggiori interventi di prevenzione, facendo sparire il junk food da luoghi frequentati dai bambini come le scuole stesse.

L’obesità ha grandi costi in termini fisici, psicologici, sociali sull’individuo; ma ha anche costi economici e climatologici sulla società intera.

Servono soluzioni concrete da parte dei governi, senza più attendere: politiche di educazione alimentare a partire dalle scuole, maggiori interventi di prevenzione sulla popolazione che coinvolgano i genitori, tassare il junk food e far sparire da luoghi frequentati dai bambini come le scuole.

In Italia si sta già discutendo questa possibilità e speriamo che venga seriamente presa in considerazione in maniera trasversale.

La risposta più adeguata contro sia l’obesità che la denutrizione sono le diete della “salute planetaria”, le uniche in grado di risolvere entrambe le forme di malnutrizione e di risolvere l’ingiustizia sociale legata ad esse.

Fonte:
https://www.unicef.org/press-releases/obesity-exceeds-underweight-first-time-among-school-age-children-and-adolescents

05/09/2025

"In un’epoca in cui i genitori fanno fatica a comprendere i loro figli, spesso finendo per essere troppo permissivi, è importante riflettere sul modo giusto per preparare i giovani ad affrontare le sfide della vita. L’eccessiva protezione finisce per privare i ragazzi degli strumenti necessari. Le piccole frustrazioni e delusioni sono essenziali per abituarci a confronto con gli ostacoli presenti nel quotidiano. Se ne siamo perennemente schermati da piccoli, cosa faremo nel momento in cui non avremo più nessuno a fare da barriera?"

Leggi l'articolo completo cliccando sul link
👇👇👇
https://www.altuofianco.blog/insegnate-ai-bambini-ad-aspettare-ed-annoiarsi-basta-con-il-tutto-e-subito-per-proteggerli-dalle-fatiche/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR16Qkp9WkXPvzNH5liRfKrVHkZ1-rg-vN694aXuf9CF4zSloVeyBionTKM_aem_ejWTJShOhhTUrrrVM8Iu8Q&sfnsn=scwspwa

(.blog)

05/09/2025

Il gruppo Telegram Dipreisti è apertamente contro di noi, che da sempre siamo impegnati nella tutela dei bambini e delle persone vulnerabili.

Dopo la nostra denuncia, il gruppo è ancora aperto e continua a diffondere e scambiare foto e video di mogli, fidanzate, figlie e, in privato, persino bambine.

Ci attaccano perché difendiamo chi non ha voce, mentre loro alimentano circuiti di revenge p**n e pedøpørnografia.

Nonostante le nostre segnalazioni – anche ieri – permane un assordante silenzio mediatico.
Siamo lasciati soli, senza strumenti concreti per fermare i criminali, salvare le vittime e garantire giustizia.

Non possiamo accettare che nel 2025 la difesa dei minori e adolescenti resti isolata, mentre chi li sfrutta agisce indisturbato.

Dato il silenzio di gran parte dei media, anche stavolta saremo soli, senza la possibilità di salvare vittime di Revenge P**n e Pedop**nografia.

04/09/2025

"Ethan, 9 anni, lo ha capito meglio di molti adulti. Da metà luglio, ogni mattina, piazza un tavolino sul suo prato a Sycamore, llinois, con un cartello semplice: "Complimenti gratis". Non vende sorrisi, li regala. Tra una domanda gentile su com'è andata la giornata delle persone e un osservazione sincera ("Che bel
nome", "Mi piacciono le tue scarpe da corsa verdi") Ethan ha già fatto sorridere tante persone. Tutto nasce dal finale di un libro che Ethan ha letto, in cui il protagonista insultava i passanti al posto che regalare loro belle parole. Ma Ethan ha deciso di girare il copione,perché la gentilezza, anche quella di uno sconosciuto, può cambiare la giornata di qualcuno".
(Fonte: )

28/08/2025

"LA STRADA"

Estratto da "Le Voci di Villa Oasi" - QUATTRO, L'IMPEGNO.
Fanzine realizzata dagli ospiti della residenza su concessione del contributo nel settore Volontariato, Filantropia e Beneficenza anno 2024 della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.

22/08/2025
22/07/2025

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Jesi
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