20/02/2026
CHE COSA VUOL DIRE INSULINO-RESISTENZA?
Dopo l'introduzione di un pasto i livelli di zucchero nel sangue salgono (la glicemia sale) e come risposta il nostro pancreas produce insulina che serve a ridurre i livelli di glucosio nel sangue quando si alzano.
L'insulina E' L'UNICO ORMONE che possediamo ad avere questa azione ipoglicemizzante.
Cercherò di spiegare in maniera semplice come lavora l'insulina.
Immaginate sulla membrana delle cellule ,in particolare quelle MUSCOLARI, la presenza di una serie di portoni (detti trasportatori), l'insulina è la chiave che permette a questi portoni di aprirsi per far entrare il glucosio (che verrà utilizzato per fini energetici o immagazzinato sottoforma di glicogeno).
Mentre a livello del FEGATO, l'insulina si lega a recettori specifici situati sulla membrana delle cellule epatiche (epatociti), innescando una serie di segnali intracellulari che bloccano il rilascio di altro glucosio in circolo e la formazione di nuovo glucosio detta gluconeogenesi (visto che ce n'è tanto giro).
Quando AUMENTA IL GRASSO VISCERALE e di conseguenza la nostra circonferenza vita, il tessuto adiposo (grasso) rilascia delle CITOCHINE PRO INFIAMMATORIE che interferiscono con l'attività dell'insulina portando a insulino-resistenza.
In presenza di insulino-resistenza, l'insulina non riesce più ad aprire le porte per far entrare il glucosio all'interno delle cellule muscolari, il glucosio in circolo viene trasportato al tessuto adiposo e convertito in grasso.
L'insulina a livello del TESSUTO ADIPOSO in condizioni normali blocca la scomposizione dei grassi nei depositi, in presenza di insulino-resistenza il tessuto adiposo non rispondendo più all'insulina continua a rilasciare acidi grassi in circolo anche dopo i pasti che si depositano in maniera anomala su fegato e muscoli detto grasso ectopico (cioè in organi non adatti a contenerlo).
L'insulino resistenza comporta iperglicemia ma anche IPERINSULINEMIA, perchè il pancreas continuando a registrare alti livelli di glucosio nel sangue continua a rilasciare insulina con il tentativo di forzare l'apertura delle cellule, questa condizione porterà ad accumulare altro grasso addominale.
Se non interveniamo cambiando il nostro stile di vita l'insulino resistenza si trasformerà nel tempo in DIABETE DI TIPO 2.
Alti livelli di insulina e glicemia stimolano a livello epatico anche la produzione di trigiceridi da glucosio che è abbondante in circolo, portando a un accumulo di grassi, sfociando nella STEATOSI EPATICA NON ALCOLICA (FEGATO GRASSO) che se non gestita può portare a cirrosi e epatocarcinoma.
Il fegato grasso peggiora a sua volta l'insulino resistenza (un cane che si morde la coda).
L'insulino-resistenza spesso non presenta sintomi evidenti nelle fasi iniziali, ma si manifesta tipicamente con aumento di peso (specialmente addominale), difficoltà a dimagrire, stanchezza cronica e "nebbia mentale". Segni cutanei come macchie scure (acantosi nigricans) su collo/ascelle, fame frequente e alti livelli di trigliceridi sono campanelli d'allarme comuni.
COME DIAGNOSTICARE L'INSULINO RESISTENZA? GRAZIE ALL'INDICE HOMA-IR
L'indice HOMA-IR (Homeostatic Model Assessment of Insulin Resistance) è un test ematico fondamentale per diagnosticare l'insulino-resistenza, calcolato analizzando i valori di glicemia e insulinemia a digiuno.
Si calcola con la seguente formula:
GLICEMIA x INSULINEMIA/405 (se la glicemia è espressa in mg/dL e l'insulina µU/mL).
Un valore < 1.5 è ottimale, mentre > 2.0-2.5
indica insulino-resistenza.
Grazie per l'attenzione!
Studio Dott.ssa Milena Mennea - Biologa Nutrizionista
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