30/03/2026
IL DIAFRAMMA PELVICO
Il muscolo che trattiene ciò che non riesci a lasciare andare
Ci sono persone che controllano tutto.
Il lavoro. Le parole. Le emozioni. Il corpo.
E poi c’è una parte di loro che, in silenzio, si ribella.
Una parte nascosta.
Profonda.
Antica.
Il pavimento pelvico.
Lì sotto non menti.
Lì sotto non puoi fingere.
Lì sotto il corpo dice sempre la verità.
ANATOMIA VIVA, NON SOLO NOMI
Il diaframma pelvico è una struttura tridimensionale, non piatta, non statica.
È una cupola rovesciata che chiude inferiormente il bacino.
È formato principalmente da elevatore dell’ano
pubococcigeo
puborettale
ileococcigeo
ischiococcigeo
Questi muscoli non lavorano da soli.
Sono immersi in una rete fasciale continua che li collega
alla colonna
al sacro
al coccige
agli organi viscerali
al diaframma toracico
Sì, hai capito bene.
Quello che succede nel tuo respiro…
succede anche nel tuo pavimento pelvico.
Inspirazione
il diaframma toracico scende
la pressione intra-addominale aumenta
il pavimento pelvico si adatta, si espande leggermente
Espiro
il diaframma risale
il pavimento pelvico risponde, ritorna
Questo è il ritmo della vita.
Ma quando perdi il ritmo…
perdi anche il contatto.
NEUROFISIOLOGIA DEL CONTROLLO
Il pavimento pelvico è sotto un doppio controllo
Volontario
tramite corteccia motoria
Involontario
tramite sistema nervoso autonomo
E qui entra il gioco vero.
Sistema simpatico
attivazione
difesa
chiusura
Sistema parasimpatico
rilascio
apertura
fiducia
Quando vivi in stato di allerta continuo
il simpatico domina
E il tuo corpo si comporta come se fosse sempre in pericolo
Il risultato
contrazione cronica
iperattività
perdita della capacità di rilascio
Non sai più lasciare andare
anche se lo vuoi
LA CHIMICA DELLA PAURA CHE SI FA MUSCOLO
Stress cronico significa una cosa molto concreta
cortisolo elevato
adrenalina costante
riduzione della variabilità cardiaca
alterazione dell’asse ipotalamo ipofisi surrene
Il corpo diventa efficiente nella sopravvivenza
ma incapace nel vivere
La muscolatura profonda entra in uno stato di vigilanza
Il pavimento pelvico diventa rigido
reattivo
difensivo
E quella tensione
diventa normale
Ti abitui
ma non significa che sia giusto
PSICOSOMATICA DETTAGLIATA
IL BACINO COME MEMORIA
Il bacino è territorio emotivo.
È legato alla sicurezza
alla sessualità
all’identità
al controllo
Quando vivi esperienze di
vergogna
paura
abuso
controllo eccessivo
educazione repressiva
il corpo registra
e il pavimento pelvico trattiene
Non è una scelta cosciente
è un riflesso adattativo
Il muscolo diventa un guardiano
ma un guardiano che non dorme mai
stanca tutto il sistema
E allora arrivano segnali
dolore pelvico cronico
dispareunia
difficoltà evacuative
ipercontrazione
sensazione di chiusura interna
Il corpo non sta sbagliando
sta proteggendo
Ma a un certo punto
devi insegnargli che è al sicuro
IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO
ASCOLTARE PRIMA DI TOCCARE
Non esiste un approccio aggressivo qui
Si entra piano
con rispetto
Si lavora su
mobilità del sacro
equilibrio del coccige
rilascio della fascia pelvica
connessione con diaframma toracico
lavoro viscerale su utero vescica intestino
Si osserva il respiro
si ascolta il ritmo
Si accompagna il sistema nervoso verso il parasimpatico
Il vero trattamento
non è sul muscolo
è sul sistema
Quando il sistema si calma
il muscolo segue
AUTOTRATTAMENTO PROFONDO
Posizione supina
gambe piegate
piedi appoggiati
Una mano sul petto
una sull’addome basso
Inspira dal naso lentamente
porta l’aria giù
immagina che arrivi fino al bacino
Espira dalla bocca
lenta
lunga
E mentre espiri
immagina il pavimento pelvico che si apre
come un fiore che si rilassa
Non spingere
non contrarre
Se senti difficoltà
è normale
stai incontrando una zona che non ascolti da tempo
15 POSIZIONI YOGA DETTAGLIATE
Malasana
accosciata profonda, piedi aperti, gomiti che spingono le ginocchia, respiro nel bacino
Happy baby
sdraiato, afferri i piedi, ginocchia verso il petto, lasci andare il sacro
Balasana
ginocchia larghe, busto avanti, fronte a terra, respiro posteriore
Setu bandha
ponte, attivazione e rilascio, mobilità pelvica
Supta baddha konasana
apertura anche, supporto sotto le ginocchia, respiro profondo
Uttanasana
flessione in avanti, rilascio della catena posteriore
Anjaneyasana
affondo, apertura psoas e bacino
Pigeon pose
apertura gluteo profondo e rotatori
Cat cow
mobilità colonna e sincronizzazione respiro
Apanasana
ginocchia al petto, stimolazione viscerale
Viparita karani
gambe al muro, drenaggio e rilassamento
Deep squat hold
tenuta profonda con respiro lento
Bridge dinamico
salita e discesa coordinata al respiro
Child pose attiva
con espansione del bacino
Garland pose con oscillazione
movimento dolce nel bacino
15 ESERCIZI DA FARE DURANTE LA GIORNATA
Respira profondamente ogni ora
Lascia andare volontariamente il perineo
Micro movimenti del bacino da seduto
Oscillazioni anteriori e posteriori
Allungamento psoas in piedi
Mini squat controllati
Camminata lenta e consapevole
Auto allungamento della colonna
Rilascio mandibolare
Respiro con espansione addominale
Stretch interno coscia
Rotazioni del bacino
Attivazione dolce addome basso
Pausa occhi chiusi e ascolto
Rilascio volontario durante espirazione
MEDITAZIONE GUIDATA 15 MINUTI DETTAGLIATA
Minuto 1
Chiudi gli occhi, percepisci il corpo
Minuto 2
Ascolta il respiro senza modificarlo
Minuto 3
Porta attenzione al contatto con la terra
Minuto 4
Senti il peso del bacino
Minuto 5
Immagina il bacino come una ciotola
Minuto 6
Inspira e riempi quella ciotola
Minuto 7
Espira e svuota lentamente
Minuto 8
Porta attenzione al pavimento pelvico
Minuto 9
Visualizzalo come morbido, vivo
Minuto 10
Lascia emergere eventuali tensioni
Minuto 11
Respira dentro quelle tensioni
Minuto 12
Accogli senza giudizio
Minuto 13
Permetti al corpo di lasciar andare
Minuto 14
Senti lo spazio interno
Minuto 15
Ringrazia il tuo corpo per la sua protezione
MANTRA
Io sono al sicuro
posso lasciare andare
il mio corpo si fida
UN AUGURIO IN POESIA
Ho costruito muri
dove bastava un respiro
ho trattenuto lacrime
che volevano solo cadere
ho chiuso porte
per paura che qualcuno entrasse
poi ho capito
che la prigione
non aveva chiavi
perché ero io
a tenerle strette
e allora
piano
senza rumore
ho aperto le mani
e ho lasciato andare
e in quel momento
non ho perso nulla
ho ritrovato me stesso.
🍎
Totaro Osteopata