14/03/2026
Per prima cosa il pomeriggio è iniziato con la grande emozione del capitolo finale della lettura condivisa di "Donne che corrono con i lupi" di Clarissa Pinkola Estes.
Abbiamo così concluso un viaggio intrapreso ben sei anni fa. Da quel surreale 2020 - accompagnat* dal suono delle nostre voci - ci siamo lasciat* guidare di pagina in pagina e di mese in mese dalla Donna Selvaggia - La que Sabe. Abbiamo attraversato storie, fiabe e miti, Paesi lontani, lontani nel tempo talvolta, eppure ben radicati nel nostro intimo; scoperti o ritrovati.
Ma soprattutto abbiamo fatto i conti con ciò che scaturiva proprio da noi, lì, di volta in volta, mettendo in comune pensieri, sentimenti e spesso altre storie ancora. Ci siamo sorpres*, commoss*; abbiamo riso, ci siamo dovuti fermare per provare a capire.
Volevamo arrivare alla fine. Ci prendevamo in giro ormai tra noi per questo percorso tanto lungo, quasi indolente: ora, probabilmente, ne sentiremo la mancanza.
Poi, alle cinque, quasi puntuali, abbiamo accolto "Elianto" con il suo morbo dolce e Talete, amatissimo. E con loro ecco i fantastici mondi, visitati da personaggi incredibili in una caleidoscopica odissea dove niente è a caso, nulla è fuori posto anche quando il posto è altrove, non esiste o chissà.
Si parla di sogni come veli in cui impigliarsi, di bonus da giocarsi senza alcuna certezza del domani, si parla di scorrere del tempo, di ricordo e di papaveri.
Così, davanti a un romanzo di Stefano Benni, autore da poco scomparso e apprezzatissimo autore di scritti comici, i brani maggiormente scelti da condividere sono stati stralci poetici.
C'è una luminosa speranza che rimane dalla lettura di Elianto.
Perché leggere Benni non è solo la battuta irriverente o la sorpresa continua di una immaginazione sfrenata ma è l'uso sagace della parola, la satira sociale sui temi più cari all'umano, la delicatezza di certi passaggi e un Ballerino di tango che ci unisce tutti.
Doveva essere una trama datata e invece si è rivelata attuale.
Non siate maggioranza!