19/05/2026
IL CORAGGIO DI RICOMINCIARE
(scritto 20 anni fa da Si Gung Roberto Fasano)
Riproporremo alcuni articoli non comparsi sulle riviste "Budo International" e "New Martial Hero", ma proposti oltre 20 anni fa su una rivista virtuale interna alla nostra Scuola che oggi non è più consultabile...
Commento di Si Gung Roberto Fasano:
“Ci sono momenti nel percorso di un praticante in cui bisogna avere il coraggio di fermarsi, mettere da parte certezze, anni di lavoro e persino il proprio ego, per ricominciare davvero.
Ho deciso di condividere questo articolo personale (di oltre 20 anni fa…) perché racconta una parte importante del mio cammino nel Kung Fu: gli errori, i dubbi, la ricerca, l’incontro con il Granmaestro Doc Fai Wong e la scelta di ripartire dalle fondamenta.
Lo stesso identico percorso è stato vissuto anche da mia moglie, Si Gung Simona Fruscoloni, nel suo cammino nel Tai Chi Chuan: la stessa ricerca sincera, gli stessi sacrifici, la stessa umiltà nel rimettersi in discussione per poter crescere davvero.
A volte ricominciare non significa perdere ciò che si è fatto, ma trovare finalmente la strada giusta.
Buona lettura.”
IL CORAGGIO DI RICOMINCIARE
Ho iniziato la pratica delle arti marziali all’età di quattordici anni con lo Judo, sport che ho amato e praticato intensamente, tanto da ricordarne perfettamente tutti gli insegnamenti ancora oggi. Ma solo all’età di sedici anni avrei scoperto quello che sarebbe divenuto il mio vero amore, il Kung Fu.
Il mio tirocinio è iniziato nella città di Grosseto; il mio primo insegnante dava molta enfasi all’aspetto fisico della pratica e al combattimento. Non era raro farsi male in palestra a quel tempo. Dopo soli due anni, trascorsi a praticare tutti i giorni, ero divenuto un collaboratore del mio insegnante e a breve avrei aperto il mio primo corso insegnando Chin Na (difesa personale). Avevo appena compiuto diciotto anni, il mio insegnante aveva difficoltà a seguire tutti i corsi nelle varie città toscane, quando mi fu proposto di seguire il corso di Kung Fu nella città di San Vincenzo. Quindi, nell’arco di due soli anni, da semplice allievo ero divenuto addirittura istruttore. Anche se costretto a lunghi allenamenti estenuanti, oggi non condivido le scelte del mio insegnante, in quanto l’esperienza necessaria affinché un praticante possa essere sufficientemente maturo per l’insegnamento deve affondare le sue radici in anni e anni di pratica. Ma al tempo, nella scuola in cui praticavo, era facile veder divenire istruttori allievi dopo solo un anno di pratica, a volte anche meno. A risentirne era naturalmente la qualità degli insegnamenti.
Quando, lo stesso anno, il mio insegnante decise di smettere di praticare, mi ritrovai a dover decidere sul come continuare ad apprendere il Kung Fu. Decisi allora di continuare gli studi con il suo Maestro, il quale mi accettò come suo allievo diretto. L’unico problema era che il nuovo Maestro risiedeva nelle Marche, mentre io vivevo in Toscana. Così, mensilmente, mi recavo presso di lui per prendere lezioni e progredire nel Kung Fu. A volte ero costretto a viaggiare anche due volte al mese, per fare una sola lezione. I costi erano elevatissimi, sia per quanto riguardava il viaggiare sia per quello che era il costo delle lezioni, seminari e altre spese accessorie richieste per frequentare. Le lezioni per istruttori alle quali partecipavo avevano cadenza mensile ed erano della durata di un’ora. Inizialmente fu possibile fare lezioni individuali, ma col passare degli anni la tendenza fu quella di riunire in gruppi chi doveva studiare la stessa parte di programma. Questo significò che, per perfezionarmi ulteriormente, dovetti fare altre lezioni private.
Tornato a casa dopo ogni viaggio, lavoravo sul programma svolto, allenando le forme, le tecniche e le applicazioni, e contemporaneamente insegnavo ai miei allievi.
Il programma di studi variò diverse volte nel corso degli anni e a più riprese lo terminai. Studiavo diversi stili contemporaneamente e, dopo quasi quindici anni, avevo appreso oltre cinquanta forme.
Ma averne apprese cinquanta o mille non faceva più differenza per me. Mi sembrava di girare a vuoto. I concetti insegnati ormai erano sempre gli stessi, era come ascoltare un disco incantato. Iniziai a chiedermi se il Kung Fu fosse solo questo e se il futuro fosse apprendere ancora solo altre forme. Forme di diversi stili, che tanto, però, iniziavano ad assomigliarsi, vista la mescolanza dei concetti che si faceva. Sentii forte il desiderio di certezza negli insegnamenti. Ero stufo di sentirmi dire che i pregi di uno stile erano i difetti di un altro e che quindi la soluzione ideale era studiare più stili. In realtà era come studiare un nuovo stile, il cui programma era composto da forme prese da altri stili, con i loro pregi e difetti. Ma perché creare nuovi metodi, nuove soluzioni, nuovi programmi, quando tutto è presente negli stili tradizionali del Kung Fu cinese?
Decisi allora di cercare un nuovo Maestro, un Maestro che avesse praticato solo quel determinato stile, completandolo. Ma verso cosa orientarmi? Erano così tanti gli stili che avevo affrontato. Decisi allora di seguire lo stile Choy Li Fut in quanto era il mio preferito, e oltre un terzo delle forme che avevo studiato gli appartenevano.
Dopo tante ricerche, decisi di contattare il Granmaestro Doc Fai Wong, uno dei massimi esponenti al mondo dello stile Choy Li Fut, di cui è quinta generazione, ed erede del ramo “Kong Chow” dello stesso.
Il Granmaestro mi invitò a raggiungerlo negli Stati Uniti, nella città di San Francisco, per iniziare il mio tirocinio.
Non avrei mai pensato che la mia vita potesse cambiare così radicalmente nell’incontrare il Granmaestro Doc Fai Wong. Quando gli raccontai la mia storia e gli mostrai le forme che avevo appreso di Choy Li Fut, lui mi disse che alcune di esse era impossibile che le conoscessi perché erano forme del ramo Kong Chow e al mondo era solo lui a insegnarle in quella versione, mentre le altre provenivano da altri rami di altrettanti Maestri per cui valeva lo stesso discorso. Inoltre, mi rimproverò il fatto che il mio non era vero Choy Li Fut, ma solo movimento, in quanto mancava dei concetti fondamentali che lo alimentavano. Rimasi sconvolto nel veder muoversi i suoi allievi, non avevo mai visto tanta energia e precisione. Nella scuola si respirava il vero Kung Fu, quello a cui avevo tanto ambito, ma che purtroppo in Italia non avevo trovato. Lo sconforto mi assalì improvviso, mi resi conto che dovevo praticamente riprendere tutto dall’inizio e il mio Maestro ora era addirittura dalla parte opposta del globo; ero demoralizzato. Il Granmaestro, vedendomi scoraggiato, mi raccontò che anche a lui era successa all’incirca la stessa cosa. Quando morì il suo primo Maestro, Lau Bun, a differenza di altri suoi compagni di pratica, lui decise di continuare gli studi del Choy Li Fut. Così si recò nuovamente in Cina, dove incontrò il Maestro Hu Yuen Chou e successivamente il Maestro Wong Gong. Divenuto loro discepolo, dovette riprendere totalmente lo stile seguendo gli insegnamenti dei suoi nuovi insegnanti. Anche lui, come me, aveva trovato i suoi Maestri dalla parte opposta del mondo, ed era riuscito a divenire un Granmaestro dello stile.
Le sue parole e il suo sguardo mi bastarono: finalmente avevo trovato la mia strada, il mio Maestro. Gli allenamenti che seguirono furono durissimi. Avevo lezione tutti i giorni, oltre cinque ore al giorno di lezione individuale e poi le classi di studio. Quello che prima credevo fosse il vero Kung Fu altro non era che la punta dell’iceberg. Ripartii dallo studio delle posizioni e delle tecniche fondamentali, e iniziai a studiare le forme del programma della scuola senza saltare alcun gradino. Gli insegnamenti del Granmaestro Doc Fai Wong corrispondevano perfettamente alle mie aspettative e tutti i dubbi relativi allo studio di uno o più stili erano svaniti. Lo stesso Granmaestro mi disse che, se avessi voluto, avrei potuto studiare più stili, ma che la maniera corretta era quella di studiarne uno alla volta e, dopo averlo completato, passare al successivo. Mi disse che era come se volessi scalare una montagna: non avrei potuto scalarne diverse in contemporanea, ma avrei dovuto raggiungere la vetta di ognuna di esse per poi decidere di scalarne un’altra. Altrimenti non avrei mai potuto comprendere lo stile praticato ed affrontarne l’aspetto più avanzato.
Ma il problema non sussisteva: io ero nauseato all’idea di tornare minimamente a un percorso simile a quello che avevo seguito negli anni addietro. E quando il Granmaestro mi chiese di promettergli di essergli fedele e leale, non esitai neanche per un istante nel dirgli che ero onorato di divenire suo discepolo e promisi fedeltà e lealtà a lui e ai suoi insegnamenti.
Successivamente sono tornato a San Francisco e poi il Granmaestro è venuto in Italia a visitare le mie scuole. Nei giorni in cui lui è stato in Italia, ha voluto dormire a casa mia per starmi il più vicino possibile. Non avendo gli stessi impegni che ha quando è negli Stati Uniti, nel periodo della sua permanenza in Italia ha portato le ore di allenamento a dieci al giorno. Testimoni i miei Istruttori e Collaboratori, che hanno potuto allenarsi anche loro con me e il Granmaestro, apprendendo oltre sei forme intermedie dello stile in poco più di dieci giorni. Infaticabile, il Granmaestro pretende molto e posso tranquillamente affermare che un giorno di lezione con lui corrisponde a un anno della mia precedente esperienza. D’altronde, in passato, con una sola ora al mese doveva formarsi un istruttore, mentre ora il lavoro di un anno si traduce in un giorno di lezione. A breve mi recherò nuovamente in Cina per incontrare ed essere presentato al Granmaestro Wong Gong, Maestro del mio Maestro Doc Fai Wong. E poi, a distanza di due settimane, ripartirò alla volta degli Stati Uniti per continuare gli studi. Nell’arco di un solo anno ho potuto apprendere venti forme dello stile direttamente dal Granmaestro. Non attraverso video didattici, come purtroppo fanno in molti, ma attraverso un contatto diretto; oltretutto, solo di un quinto delle forme da me apprese esistono video. Forme di cui non avevo mai sentito nemmeno parlare, il cui paragone con quelle da me prima praticate è inverosimile, non solo per la complessità tecnica, ma soprattutto per i concetti e i principi che le contraddistinguono. Inoltre, essendo il Granmaestro depositario degli scritti delle forme, come suo discepolo ho potuto ricevere tali testi, nei quali sono minuziosamente descritte le forme che vengono praticate. Supporto, quest’ultimo, di gran lunga superiore al video didattico, ma la cui lettura e interpretazione è possibile solo dopo aver appreso la forma da un Vero Maestro.
Adesso comprendo che il Choy Li Fut non è solo uno stile di Kung Fu, ma bensì un “sistema”. Ossia, al suo interno troviamo tutto quello che serve per divenire praticanti completi di Kung Fu. Un grande arsenale di armi, trentasei per l’esattezza, forme individuali, in coppia, forme degli animali, forme dell’ubriaco, forme agli uomini di legno, forme interne per lo sviluppo dell’energia, un’ampia varietà di tecniche, includendo pugni a lungo e corto raggio, calci devastanti, spazzate e proiezioni, attacchi portati sui punti di pressione vitali, leve articolari e tecniche di grappling.
Ogni anno mi reco due volte a San Francisco e una volta in Cina per un periodo di due settimane, per continuare gli studi con il Granmaestro Doc Fai Wong nel Choy Li Fut e nel Tai Chi stile Yang, e ogni anno lui mi raggiunge in Italia. Per poter seguire al meglio i miei allievi, collaboratori e istruttori, mi alleno con loro almeno tre ore al giorno e nei fine settimana almeno cinque ore, oltre l’allenamento personale, questo per garantire la qualità degli insegnamenti.
In Europa la famiglia costituita dai praticanti del nostro stile è molto unita, e ogni occasione è buona per incontrarsi e scambiarsi conoscenze.
Comprendo la paura di cambiare che a volte ci porta a non osare, perché è la stessa che per anni ha tenuto a bada i miei dubbi; ci vuole veramente molto coraggio e forza per poter mettere da parte anni di duro lavoro che ci hanno dato l’illusione di essere nel giusto, ma se ad attendervi è il vero Kung Fu a cui avete tanto ambito, non esitate, e troverete anche voi un Vero Maestro ad attendervi.
Sifu Roberto FASANO