Hung Sing Martial Arts

Hung Sing Martial Arts HUNG SING MARTIAL ARTS
Centro Nazionale sito in Ladispoli (RM), via San Marino 4 PAGINA UFFICIALE DELLA HUNG SING MARTIAL ARTS.

In queste pagine tutte le notizie e gli aggiornamenti dal Centro Nazionale e da tutte le altre sedi della Scuola. La Hung Sing Martial Arts è stata fondata nel 1998. E' ad oggi l’unica scuola italiana riconosciuta dalla Plum Blossom International Federation del Gran Maestro Doc Fai Wong. La Scuola ha l'obiettivo di tramandare l'arte del Kung Fu Cinese nella sua essenza più pura e tradizionale. Al

suo interno si praticano stili interni (Taiji Quan della famiglia Yang) ed esterni (Choy Li Fut, sistema tradizionale di arti marziali di origine Shaolin). All’interno della Hung Sing, inoltre, si pratica Sanda e Qingda, Shuai Jiao, Tuei Shou, Ground Fighting e Grappling, Joint Locking, ginnastica cinese, Qi Gong e meditazione. E' attiva, infine, una scuola di Medicina Tradizionale Cinese con corsi e seminari finalizzati a promuovere la cultura e le conoscenze di questa antica arte terapeutica

Complimenti alle nostre allieve! 💪🏼✨Sotto la guida di Jing SiJie Padoan Giovanna, le allieve della scuola Hung Sing Cerv...
30/05/2026

Complimenti alle nostre allieve! 💪🏼✨

Sotto la guida di Jing SiJie Padoan Giovanna, le allieve della scuola Hung Sing Cerveteri hanno conquistato il grado giallo.

Un traguardo che premia impegno, costanza e passione. Bravissime! 👏🔥

OCCHI PER VEDERE(articolo scritto oltre 20 anni fa da Sifu Roberto Fasano e Sifu Simona Fruscoloni)Un vecchio articolo d...
28/05/2026

OCCHI PER VEDERE
(articolo scritto oltre 20 anni fa da Sifu Roberto Fasano e Sifu Simona Fruscoloni)
Un vecchio articolo della nostra rivista virtuale interna, oggi non più consultabile.
Parla di confronto, “imprinting” marziale, convinzioni, ego… e del momento in cui un praticante deve trovare il coraggio di rimettere tutto in discussione per poter vedere davvero.
A distanza di oltre vent’anni, il messaggio contenuto in queste righe è forse ancora più attuale.

OCCHI PER VEDERE
L’importanza del confronto
Quante volte capita di vedere un altro praticante muoversi e pensare a quanto siano strane le sue posizioni e le traiettorie da lui percorse. In quel momento scappa un sorriso e si fa presto a criticare pesantemente ciò che ci si para davanti.
Ma quali sono i parametri che adottiamo per definire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato nel Kung Fu?
A svolgere un ruolo determinante è il proprio insegnante. Infatti, durante l’apprendimento, subiamo una sorta di effetto “imprinting”, ossia la prima definizione di posizione, bloccaggio o colpo che riceviamo diviene la nostra base per ulteriori paragoni con altre discipline. È ovvio che l’insegnante, se non sufficientemente qualificato, ci porterà ad avere falsi parametri di confronto e, soprattutto, false convinzioni. A volte, addirittura, alcuni istruttori stimolano la presunzione dei propri allievi, convincendoli del fatto che a sbagliare siano sempre e soltanto gli altri e che la verità sia esclusivamente la loro. Ecco, quindi, che il confronto viene meno e si trascende nella sola critica furiosa verso tutti coloro che non fanno parte della propria scuola. Anche noi, da “bravi allievi”, in passato non siamo stati immuni da questo “male”. Ma dietro le azioni di un allievo c’è sempre il proprio insegnante.
Questo processo sembra inevitabile, tanto da divenire uno dei maggiori punti di forza per quei “maestri” che, temendo un reale confronto basato sulla veridicità e trasparenza delle proprie origini, tendono a nascondersi dietro i propri allievi.
Una delle lezioni più importanti che abbiamo ricevuto riguarda il Rispetto. Se alla base della propria scuola non esiste il rispetto verso gli altri, sicuramente prima o poi l’insegnante di turno, carente di questa qualità, sarà il primo a vedersi mancare di rispetto dai propri allievi. E la storia è testimone di scuole che si scindono e si disintegrano perché mancanti di solide fondamenta.
Il nostro Granmaestro, Doc Fai Wong, pone alla base della propria scuola il rispetto: rispetto verso i maestri del passato, verso il proprio insegnante e verso chiunque altro. Lo stesso fondatore del nostro stile, Chan Heung, non attribuì il proprio nome allo stile da lui codificato, come era uso al suo tempo, ma onorò i suoi maestri dandogli il loro nome.
Ricordiamo ancora la nostra prima lezione con il Granmaestro. Dovemmo ripartire dalle posizioni, rivedere completamente le traiettorie delle tecniche, gli spostamenti ed altro ancora. Praticamente dovemmo scontrarci a brutto muso con il nostro passato “imprinting”.
Messa da parte la convinzione che quello da noi praticato fosse il vero ed unico Kung Fu, si aprì un varco verso un nuovo mondo, ricco di tradizione e conoscenza. Dovemmo presto ricrederci su tanti vecchi insegnamenti ricevuti in passato ed iniziammo a comprendere quanto filtrato fosse il nostro modo di vedere le cose. Ma questo poteva essere un nuovo “imprinting”?
D’altronde, nel passare da un maestro ad un altro maestro, forse si era solo invertito il punto di vista. A rendere tutto certo, questa volta, era però l’aspetto cristallino della provenienza degli insegnamenti, quindi, la genealogia e la trasmissione diretta che ne deriva, oltre alla corrispondenza pressoché totale con lo standard di pratica dello stile diffuso in gran parte del mondo. Infatti, per assurdo, il vecchio metodo differiva totalmente dallo standard ufficiale. Le posizioni e i relativi spostamenti, le tecniche ed anche i concetti e principi che alimentano il nostro sistema erano differenti, se non addirittura assenti. Ma a giocare un ruolo fondamentale era proprio l’effetto “imprinting” subito.
Così, nel passato, durante il confronto con altri praticanti dello stile, le differenze, spesso di carattere sostanziale, venivano giustificate attraverso affermazioni che rimarcavano l’unicità degli insegnamenti impartiti con così tanta insistenza da oscurare il fatto che, spesso, il Kung Fu insegnato fosse totalmente estraneo al reale metodo; il più delle volte risultato di pura fantasia, vista la grande assenza di conoscenza di ciò che veniva insegnato e la conseguente necessità di legittimarlo.
A mancare spesso è un VERO MAESTRO!
Noi ci reputiamo molto fortunati nell’essere stati accettati come discepoli dal Granmaestro Doc Fai Wong ed il nostro impegno si traduce nel ritrasmettere tutto ciò che ci viene insegnato nel modo più esatto e fedele possibile ai nostri allievi.
Sifu Roberto e Sifu Simona

🏆 Grande orgoglio per la Hung Sing Martial Arts 🏆Sabato 23 maggio 2026, presso il prestigioso Salone d’Onore del CONI a ...
23/05/2026

🏆 Grande orgoglio per la Hung Sing Martial Arts 🏆

Sabato 23 maggio 2026, presso il prestigioso Salone d’Onore del CONI a Roma, la nostra scuola ha ricevuto il Premio Eccellenze Tecnici Libertas 2026.

Un premio che valorizza il lavoro, la passione e l’impegno quotidiano di tecnici e istruttori che attraverso le arti marziali trasmettono disciplina, rispetto, inclusione e crescita personale.

Continueremo a portare avanti con dedizione i valori autentici delle arti marziali e dello sport educativo.

IL CORAGGIO DI RICOMINCIARE(scritto 20 anni fa da Si Gung Roberto Fasano)Riproporremo alcuni articoli non comparsi sulle...
19/05/2026

IL CORAGGIO DI RICOMINCIARE
(scritto 20 anni fa da Si Gung Roberto Fasano)

Riproporremo alcuni articoli non comparsi sulle riviste "Budo International" e "New Martial Hero", ma proposti oltre 20 anni fa su una rivista virtuale interna alla nostra Scuola che oggi non è più consultabile...

Commento di Si Gung Roberto Fasano:
“Ci sono momenti nel percorso di un praticante in cui bisogna avere il coraggio di fermarsi, mettere da parte certezze, anni di lavoro e persino il proprio ego, per ricominciare davvero.
Ho deciso di condividere questo articolo personale (di oltre 20 anni fa…) perché racconta una parte importante del mio cammino nel Kung Fu: gli errori, i dubbi, la ricerca, l’incontro con il Granmaestro Doc Fai Wong e la scelta di ripartire dalle fondamenta.
Lo stesso identico percorso è stato vissuto anche da mia moglie, Si Gung Simona Fruscoloni, nel suo cammino nel Tai Chi Chuan: la stessa ricerca sincera, gli stessi sacrifici, la stessa umiltà nel rimettersi in discussione per poter crescere davvero.
A volte ricominciare non significa perdere ciò che si è fatto, ma trovare finalmente la strada giusta.
Buona lettura.”

IL CORAGGIO DI RICOMINCIARE
Ho iniziato la pratica delle arti marziali all’età di quattordici anni con lo Judo, sport che ho amato e praticato intensamente, tanto da ricordarne perfettamente tutti gli insegnamenti ancora oggi. Ma solo all’età di sedici anni avrei scoperto quello che sarebbe divenuto il mio vero amore, il Kung Fu.
Il mio tirocinio è iniziato nella città di Grosseto; il mio primo insegnante dava molta enfasi all’aspetto fisico della pratica e al combattimento. Non era raro farsi male in palestra a quel tempo. Dopo soli due anni, trascorsi a praticare tutti i giorni, ero divenuto un collaboratore del mio insegnante e a breve avrei aperto il mio primo corso insegnando Chin Na (difesa personale). Avevo appena compiuto diciotto anni, il mio insegnante aveva difficoltà a seguire tutti i corsi nelle varie città toscane, quando mi fu proposto di seguire il corso di Kung Fu nella città di San Vincenzo. Quindi, nell’arco di due soli anni, da semplice allievo ero divenuto addirittura istruttore. Anche se costretto a lunghi allenamenti estenuanti, oggi non condivido le scelte del mio insegnante, in quanto l’esperienza necessaria affinché un praticante possa essere sufficientemente maturo per l’insegnamento deve affondare le sue radici in anni e anni di pratica. Ma al tempo, nella scuola in cui praticavo, era facile veder divenire istruttori allievi dopo solo un anno di pratica, a volte anche meno. A risentirne era naturalmente la qualità degli insegnamenti.
Quando, lo stesso anno, il mio insegnante decise di smettere di praticare, mi ritrovai a dover decidere sul come continuare ad apprendere il Kung Fu. Decisi allora di continuare gli studi con il suo Maestro, il quale mi accettò come suo allievo diretto. L’unico problema era che il nuovo Maestro risiedeva nelle Marche, mentre io vivevo in Toscana. Così, mensilmente, mi recavo presso di lui per prendere lezioni e progredire nel Kung Fu. A volte ero costretto a viaggiare anche due volte al mese, per fare una sola lezione. I costi erano elevatissimi, sia per quanto riguardava il viaggiare sia per quello che era il costo delle lezioni, seminari e altre spese accessorie richieste per frequentare. Le lezioni per istruttori alle quali partecipavo avevano cadenza mensile ed erano della durata di un’ora. Inizialmente fu possibile fare lezioni individuali, ma col passare degli anni la tendenza fu quella di riunire in gruppi chi doveva studiare la stessa parte di programma. Questo significò che, per perfezionarmi ulteriormente, dovetti fare altre lezioni private.
Tornato a casa dopo ogni viaggio, lavoravo sul programma svolto, allenando le forme, le tecniche e le applicazioni, e contemporaneamente insegnavo ai miei allievi.
Il programma di studi variò diverse volte nel corso degli anni e a più riprese lo terminai. Studiavo diversi stili contemporaneamente e, dopo quasi quindici anni, avevo appreso oltre cinquanta forme.
Ma averne apprese cinquanta o mille non faceva più differenza per me. Mi sembrava di girare a vuoto. I concetti insegnati ormai erano sempre gli stessi, era come ascoltare un disco incantato. Iniziai a chiedermi se il Kung Fu fosse solo questo e se il futuro fosse apprendere ancora solo altre forme. Forme di diversi stili, che tanto, però, iniziavano ad assomigliarsi, vista la mescolanza dei concetti che si faceva. Sentii forte il desiderio di certezza negli insegnamenti. Ero stufo di sentirmi dire che i pregi di uno stile erano i difetti di un altro e che quindi la soluzione ideale era studiare più stili. In realtà era come studiare un nuovo stile, il cui programma era composto da forme prese da altri stili, con i loro pregi e difetti. Ma perché creare nuovi metodi, nuove soluzioni, nuovi programmi, quando tutto è presente negli stili tradizionali del Kung Fu cinese?
Decisi allora di cercare un nuovo Maestro, un Maestro che avesse praticato solo quel determinato stile, completandolo. Ma verso cosa orientarmi? Erano così tanti gli stili che avevo affrontato. Decisi allora di seguire lo stile Choy Li Fut in quanto era il mio preferito, e oltre un terzo delle forme che avevo studiato gli appartenevano.
Dopo tante ricerche, decisi di contattare il Granmaestro Doc Fai Wong, uno dei massimi esponenti al mondo dello stile Choy Li Fut, di cui è quinta generazione, ed erede del ramo “Kong Chow” dello stesso.
Il Granmaestro mi invitò a raggiungerlo negli Stati Uniti, nella città di San Francisco, per iniziare il mio tirocinio.
Non avrei mai pensato che la mia vita potesse cambiare così radicalmente nell’incontrare il Granmaestro Doc Fai Wong. Quando gli raccontai la mia storia e gli mostrai le forme che avevo appreso di Choy Li Fut, lui mi disse che alcune di esse era impossibile che le conoscessi perché erano forme del ramo Kong Chow e al mondo era solo lui a insegnarle in quella versione, mentre le altre provenivano da altri rami di altrettanti Maestri per cui valeva lo stesso discorso. Inoltre, mi rimproverò il fatto che il mio non era vero Choy Li Fut, ma solo movimento, in quanto mancava dei concetti fondamentali che lo alimentavano. Rimasi sconvolto nel veder muoversi i suoi allievi, non avevo mai visto tanta energia e precisione. Nella scuola si respirava il vero Kung Fu, quello a cui avevo tanto ambito, ma che purtroppo in Italia non avevo trovato. Lo sconforto mi assalì improvviso, mi resi conto che dovevo praticamente riprendere tutto dall’inizio e il mio Maestro ora era addirittura dalla parte opposta del globo; ero demoralizzato. Il Granmaestro, vedendomi scoraggiato, mi raccontò che anche a lui era successa all’incirca la stessa cosa. Quando morì il suo primo Maestro, Lau Bun, a differenza di altri suoi compagni di pratica, lui decise di continuare gli studi del Choy Li Fut. Così si recò nuovamente in Cina, dove incontrò il Maestro Hu Yuen Chou e successivamente il Maestro Wong Gong. Divenuto loro discepolo, dovette riprendere totalmente lo stile seguendo gli insegnamenti dei suoi nuovi insegnanti. Anche lui, come me, aveva trovato i suoi Maestri dalla parte opposta del mondo, ed era riuscito a divenire un Granmaestro dello stile.
Le sue parole e il suo sguardo mi bastarono: finalmente avevo trovato la mia strada, il mio Maestro. Gli allenamenti che seguirono furono durissimi. Avevo lezione tutti i giorni, oltre cinque ore al giorno di lezione individuale e poi le classi di studio. Quello che prima credevo fosse il vero Kung Fu altro non era che la punta dell’iceberg. Ripartii dallo studio delle posizioni e delle tecniche fondamentali, e iniziai a studiare le forme del programma della scuola senza saltare alcun gradino. Gli insegnamenti del Granmaestro Doc Fai Wong corrispondevano perfettamente alle mie aspettative e tutti i dubbi relativi allo studio di uno o più stili erano svaniti. Lo stesso Granmaestro mi disse che, se avessi voluto, avrei potuto studiare più stili, ma che la maniera corretta era quella di studiarne uno alla volta e, dopo averlo completato, passare al successivo. Mi disse che era come se volessi scalare una montagna: non avrei potuto scalarne diverse in contemporanea, ma avrei dovuto raggiungere la vetta di ognuna di esse per poi decidere di scalarne un’altra. Altrimenti non avrei mai potuto comprendere lo stile praticato ed affrontarne l’aspetto più avanzato.
Ma il problema non sussisteva: io ero nauseato all’idea di tornare minimamente a un percorso simile a quello che avevo seguito negli anni addietro. E quando il Granmaestro mi chiese di promettergli di essergli fedele e leale, non esitai neanche per un istante nel dirgli che ero onorato di divenire suo discepolo e promisi fedeltà e lealtà a lui e ai suoi insegnamenti.
Successivamente sono tornato a San Francisco e poi il Granmaestro è venuto in Italia a visitare le mie scuole. Nei giorni in cui lui è stato in Italia, ha voluto dormire a casa mia per starmi il più vicino possibile. Non avendo gli stessi impegni che ha quando è negli Stati Uniti, nel periodo della sua permanenza in Italia ha portato le ore di allenamento a dieci al giorno. Testimoni i miei Istruttori e Collaboratori, che hanno potuto allenarsi anche loro con me e il Granmaestro, apprendendo oltre sei forme intermedie dello stile in poco più di dieci giorni. Infaticabile, il Granmaestro pretende molto e posso tranquillamente affermare che un giorno di lezione con lui corrisponde a un anno della mia precedente esperienza. D’altronde, in passato, con una sola ora al mese doveva formarsi un istruttore, mentre ora il lavoro di un anno si traduce in un giorno di lezione. A breve mi recherò nuovamente in Cina per incontrare ed essere presentato al Granmaestro Wong Gong, Maestro del mio Maestro Doc Fai Wong. E poi, a distanza di due settimane, ripartirò alla volta degli Stati Uniti per continuare gli studi. Nell’arco di un solo anno ho potuto apprendere venti forme dello stile direttamente dal Granmaestro. Non attraverso video didattici, come purtroppo fanno in molti, ma attraverso un contatto diretto; oltretutto, solo di un quinto delle forme da me apprese esistono video. Forme di cui non avevo mai sentito nemmeno parlare, il cui paragone con quelle da me prima praticate è inverosimile, non solo per la complessità tecnica, ma soprattutto per i concetti e i principi che le contraddistinguono. Inoltre, essendo il Granmaestro depositario degli scritti delle forme, come suo discepolo ho potuto ricevere tali testi, nei quali sono minuziosamente descritte le forme che vengono praticate. Supporto, quest’ultimo, di gran lunga superiore al video didattico, ma la cui lettura e interpretazione è possibile solo dopo aver appreso la forma da un Vero Maestro.
Adesso comprendo che il Choy Li Fut non è solo uno stile di Kung Fu, ma bensì un “sistema”. Ossia, al suo interno troviamo tutto quello che serve per divenire praticanti completi di Kung Fu. Un grande arsenale di armi, trentasei per l’esattezza, forme individuali, in coppia, forme degli animali, forme dell’ubriaco, forme agli uomini di legno, forme interne per lo sviluppo dell’energia, un’ampia varietà di tecniche, includendo pugni a lungo e corto raggio, calci devastanti, spazzate e proiezioni, attacchi portati sui punti di pressione vitali, leve articolari e tecniche di grappling.
Ogni anno mi reco due volte a San Francisco e una volta in Cina per un periodo di due settimane, per continuare gli studi con il Granmaestro Doc Fai Wong nel Choy Li Fut e nel Tai Chi stile Yang, e ogni anno lui mi raggiunge in Italia. Per poter seguire al meglio i miei allievi, collaboratori e istruttori, mi alleno con loro almeno tre ore al giorno e nei fine settimana almeno cinque ore, oltre l’allenamento personale, questo per garantire la qualità degli insegnamenti.
In Europa la famiglia costituita dai praticanti del nostro stile è molto unita, e ogni occasione è buona per incontrarsi e scambiarsi conoscenze.
Comprendo la paura di cambiare che a volte ci porta a non osare, perché è la stessa che per anni ha tenuto a bada i miei dubbi; ci vuole veramente molto coraggio e forza per poter mettere da parte anni di duro lavoro che ci hanno dato l’illusione di essere nel giusto, ma se ad attendervi è il vero Kung Fu a cui avete tanto ambito, non esitate, e troverete anche voi un Vero Maestro ad attendervi.
Sifu Roberto FASANO

Il giorno si sta avvicinando!Come ogni anno con più di 18 edizioni alle spalle, ritorna l' HUNG SING MARTIAL ARTS Tourna...
18/05/2026

Il giorno si sta avvicinando!
Come ogni anno con più di 18 edizioni alle spalle, ritorna l' HUNG SING MARTIAL ARTS Tournament!

Oramai alla 19ª edizione, DOMENICA 14 GIUGNO si svolgerà uno dei tornei più grandi in Italia per il panorama tradizionale di Choy Li Fut & Tai Chi Chuan (Yang Style).

Quest'anno oltre a vedere tutte le scuole italiane della HSMA, il torneo prenderà un carattere nazionale, aprendo le porte anche ad altre realtà del Kung Fu Italiano tradizionale per una sezione di Open Tournament!

Noi ci saremo, e voi?

Vi aspettiamo numerosi, competitivi e pronti per vincere!

🥋✨ ESAMI DORATI ✨🥋Domenica 10 maggio, presso la Hung Sing Martial Arts, si sono svolti gli esami per il conseguimento de...
12/05/2026

🥋✨ ESAMI DORATI ✨🥋

Domenica 10 maggio, presso la Hung Sing Martial Arts, si sono svolti gli esami per il conseguimento delle Strisce Oro, sotto lo sguardo attento di Si Gung Simona Fruscoloni e Si Gung 罗以诺 Luō Yǐ Nuò.

Con grande orgoglio facciamo i complimenti ai nostri istruttori di Tai Chi:

🎉 Tai Sifu Curti Michela
🎉 Tai Sifu Ceccacci Emanuela
🎉 Tai Sifu Di Flamminio Adasiana
per aver sostenuto con successo l’esame di 3ª Striscia Oro ✨

🎉 Sifu Bolli Lorenzo
per aver sostenuto con successo l’esame di 2ª Striscia Oro ✨

Dedizione, disciplina e continua crescita marziale: valori che i nostri istruttori trasmettono ogni giorno con passione e competenza. 🐉🔥

In onore del Gran Maestro Doc Fai Wong,la famiglia Hung Sing Martial Arts si è riunita per una serata speciale,condivisa...
05/05/2026

In onore del Gran Maestro Doc Fai Wong,
la famiglia Hung Sing Martial Arts si è riunita per una serata speciale,
condivisa con oltre 200 partecipanti provenienti da diverse realtà e paesi.
Un momento di tradizione, rispetto e unione,
arricchito dalle spettacolari danze del leone,
simbolo di forza, energia e buon auspicio.
Una notte da ricordare,
nel segno della nostra storia e del nostro percorso.

In honor of Grandmaster Doc Fai Wong,
the Hung Sing Martial Arts family gathered for a special evening,
shared with over 200 participants from different schools and countries.
A moment of tradition, respect, and unity,
enriched by the spectacular Lion Dance,
a symbol of strength, energy, and good fortune.
A night to remember,
celebrating our heritage and our journey.

A special banquet held in honor of Grandmaster Doc Fai WongCelebrated with the presence of over 200 guests.Italy 2026HUNG SING MARTIAL ARTSHung Sing Choy Li ...

Nel vasto mondo delle arti marziali è naturale incontrare approcci differenti.C’è chi mette al centro la tradizione e ch...
29/04/2026

Nel vasto mondo delle arti marziali è naturale incontrare approcci differenti.
C’è chi mette al centro la tradizione e chi si orienta verso la ricerca e la sperimentazione.

Nel tempo ho imparato che queste due dimensioni non sono in opposizione.
Sono, piuttosto, due aspetti dello stesso percorso.

La tradizione non è un insieme di regole da accettare senza comprensione.
È una trasmissione.
Una linea che ci collega a chi ha praticato prima di noi, e che ci affida una responsabilità: custodire, comprendere e portare avanti ciò che abbiamo ricevuto.

Allo stesso tempo, la pratica non può essere statica.
Se non evolve, si svuota.
Se non viene vissuta, resta teoria.

Per questo motivo, nella nostra scuola, cerchiamo un equilibrio chiaro:
radici solide e mente aperta.

I titoli, i gradi e i riconoscimenti non sono un punto di arrivo, né una garanzia automatica.
Hanno valore solo se sostenuti da una pratica reale, costante e onesta.

Il rispetto non si impone e non si concede a priori.
Si costruisce nel tempo, attraverso il lavoro quotidiano, la coerenza e l’esempio.

E la tecnica, al di là di ogni discorso, trova il suo significato solo quando viene compresa, applicata e interiorizzata.

Educare alla pratica marziale oggi significa anche questo:
aiutare le persone a non fermarsi alle apparenze,
a non cercare scorciatoie,
ma a sviluppare uno sguardo più profondo, critico e consapevole.

Non servono certezze assolute.
Serve un percorso serio.

Un percorso in cui si cresce, si mette in discussione ciò che si fa, ma senza perdere il senso di ciò che si sta facendo.

Perché la vera evoluzione non nasce dalla rottura,
ma dalla comprensione.

E la tradizione, quando è viva, non limita.
Guida.

Tai Sifu Sauro Santoni

🔥 SI CHIUDE UN CAPITOLO, SI RAFFORZA LA LINEA 🔥Con lo scorso weekend si sono conclusi i seminari presso il Centro Nazion...
28/04/2026

🔥 SI CHIUDE UN CAPITOLO, SI RAFFORZA LA LINEA 🔥

Con lo scorso weekend si sono conclusi i seminari presso il Centro Nazionale Hung Sing di Ladispoli.

Giorni intensi, profondi, vissuti fino in fondo.
Non semplici incontri… ma veri momenti di trasmissione.

Seminari di Tai Chi Chuan e Choy Li Fut, forme prestigiose a mani n**e e con armi, studio, correzione, presenza.

Gli esami…
La cerimonia Bai Si…
Passaggi importanti che segnano il percorso di chi ha scelto davvero questa Via.

Un sentito ringraziamento ai nostri Si Gung,
subito dopo ai Tai Sifu, ai Sifu, agli istruttori e a tutti gli allievi,
e non ultimi a tutti i Sifu e allievi giunti da molte zone d’Italia e da diverse zone d’Europa della famiglia Hung Sing (Spagna, Svizzera, Olanda, Germania e Inghilterra), che hanno reso possibile questo evento.

Ogni gesto, ogni posizione, ogni insegnamento ricevuto ha un significato che va oltre la tecnica.
È identità.
È appartenenza.
È continuità.

Il Gran Maestro è ripartito,
ma ciò che ha lasciato resta.

Ora lo sguardo è già avanti…
al prossimo anno, al prossimo incontro, al prossimo passo lungo questa strada.

Perché la pratica non si ferma.
La linea continua.

🔥

Una giornata importante per tutta la famiglia Hung Sing Martial Arts 🐉Anche quest’anno abbiamo avuto l’onore di accoglie...
23/04/2026

Una giornata importante per tutta la famiglia Hung Sing Martial Arts 🐉

Anche quest’anno abbiamo avuto l’onore di accogliere il Gran Maestro Doc Fai Wong, che come da tradizione torna in Italia per guidare personalmente una giornata di esami, insieme ai Si Gung Simona Fruscoloni e Si Gung 罗以诺 Luō Yǐ Nuò.

Un’occasione significativa per tutti noi: un momento di crescita, confronto e connessione diretta con le radici autentiche della nostra arte.

I nostri Sifu sono stati esaminati per il conseguimento delle rispettive strisce dorate:

🥋 Tai Sifu Federico Galizi – 3ª striscia oro nel Choy Li Fut

🥋 Sifu Beatrice Fontanelli – 1ª striscia oro nel Choy Li Fut

🥋 Sifu Lorenzo Bolli – 1ª striscia oro nel Tai Chi

Essere seguiti e valutati direttamente dal Gran Maestro rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso marziale, rafforzando identità, disciplina e appartenenza.

Indirizzo

Via San Marino 4
Ladispoli
00055

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