Carla Pantaleone psicologa

Carla Pantaleone psicologa Psicologa psicoterapeuta sistemico ralazionale. Esperta in violenza genere. Formazione. Libroterapia. Ospite fissa a 8 Mattina in famiglia su Rete8

Riflessioni sotto l'ombrellone: accarezzata dall'aria che inizia ad avere una piacevole freschezza, ombrelloni chiusi e ...
23/08/2025

Riflessioni sotto l'ombrellone: accarezzata dall'aria che inizia ad avere una piacevole freschezza, ombrelloni chiusi e parcheggi a disposizione. Segni di un passaggio.

Dove sono ora?
Ogni tanto mi piace fare dei "bilanci" (un termine che non amo ma che rende l'idea).
Mi piace fermarmi a pensare a dove mi trovo nel mio percorso di vita, provando a non giudicarmi, ad ascoltarmi.
Mi calma, mi ferma, mi radica, mi riconnette.

Vi lascio un carosello con alcune riflessioni aperte.
Così, senza un progetto, solo per aprire insieme domande ché le risposte, a mio parere, sono sopravvalutate.


(ma al mare)

Pettinare i capelli a mia figlia, un gesto semplice quotidiano, di cura, di relazione. Rivedo in qui fili sottili il mio...
16/08/2025

Pettinare i capelli a mia figlia, un gesto semplice quotidiano, di cura, di relazione. Rivedo in qui fili sottili il mio stesso colore, il mio stesso fusto. 

Ci intrecciamo in questa spensieratezza. In questo reciproco di riconoscimento, una carezza.

Quella codina o quella treccia delicata scelgo di chiuderla con un piccolo elastico adornato da una fetta di cocomero.

Lo faccio non a caso, ma con il cuore pesante, pensando a quelle madri a cui è strappato il cuore, alle famiglie dilaniate.

Penso a quei bambini a cui è negato presente e il futuro a cui si sta tentando di cancellare il passato.

Quante generazioni ci vorranno per sciogliere, risolvere, dare senso all'odio? 

Questa domanda mi devasta. Stiamo assistendo ancora alla propagazione di odio montato da secoli.

Un diverso da additare, che esurpa. Ma non siamo forse tutti, come specie, esurpatori di una terra che abbiamo preso con violenza e presunzione al mondo intero? 

Quello che faccio è provare ad informarmi, comprendere, verificare se posso contribuire ad associazioni serie.

Ma soprattutto quello che provo è a vivere nel rispetto, il piú che posso, nel significare le emozioni, nel riconoscerle e legittimarle tutte, nel praticare gentilezza, il piú possibile.

Ma anche a educare in questo senso, 

con la speranza che le generazioni future possano essere accompagnate all'accoglienza, alla differenza come ricchezza. 

Siamo di passaggio, possiamo scegliere che traccia lasciare in un mondo piú grande di noi. 

Ed è una nostra responsabilità.

Un nuovo logo, una nuova tappa 🌱Il primo logo è nato con l’apertura del mio studio, quasi dieci anni fa.Sentivo il bisog...
04/08/2025

Un nuovo logo, una nuova tappa 🌱

Il primo logo è nato con l’apertura del mio studio, quasi dieci anni fa.
Sentivo il bisogno di un segno che mi rappresentasse, che raccontasse un’identità professionale in divenire.
Un albero, due figure connesse al suo interno, nel tronco, senza genere, immerse in radici e rami: a parlare della circolarità relazionale, del valore delle storie personali, dei legami tra generazioni, tra passato e futuro.

Oggi sento che era il tempo di un passaggio.

In questi anni il mio sè professionale si è trasformato, è cresciuto con me, in consapevolezza e maturità.
Da qui nasce il desiderio di un logo nuovo. Che non rinneghi il precedente, ma lo attraversi.
Un simbolo che parla ancora di connessione, contatto, abbraccio.
Ma anche di libertà, possibilità, cura.
Dell’intreccio tra la relazione terapeutica e quelle fuori dalla stanza.
Di sostegno, ma anche di libertà.
Di radici, ma anche di ali.

Siamo ri-partite dalle iniziali del mio nome ma che non sono più riconoscibili nei tratti in cui si sono trasformate.
Forse perché il mio lavoro ha preso voce in tante direzioni, in tanti sguardi.
Ed è diventato riconoscibile nei gesti, nei percorsi, nelle relazioni che custodisco.

Ringrazio di cuore Sara un'amica prima di tutto, che ha dato forma sia al logo di allora che a quello di oggi, in una circolarità di maturità professionali conquistate che ha saputo cogliere la mia visione e trasformarla in segni.

Ed oggi questo lavoro, con un po' di emozione è maturo per essere condiviso, spero che possa arrivare nella sua essenza.
Spero possa essere apprezzato.

Carla Pantaleone

Questa non è un semplice poltroncina scombinata a fine giornata. Ma è quella da cui, ogni giorno, accolgo le storie che ...
16/07/2025

Questa non è un semplice poltroncina scombinata a fine giornata.
Ma è quella da cui, ogni giorno, accolgo le storie che mi vengono consegnate.

È una postazione privilegiata di ascolto, di scambio, dove gli sguardi, i battiti, i corpi, sono connessi, presenti.
Mi permette di sentire profondamente l’altro, di riconoscere il suo modo di stare al mondo, di incontrarlo nella parte più intima, più umana, di sé.

Ogni incontro è un viaggio diverso, ogni seduta ha la sua densità, la sua fatica, i suoi chiaroscuri.

Il mio è un lavoro complesso, che si muove su tanti piani.
Ma ha dentro una semplicità disarmante, un'anima profonda chiara, che ogni volta mi ricentra: esserci. "Basta" questo. Con rispetto, con cura, con presenza.
Essere lì, davvero, per l’altro.

Ed è meraviglioso, meravigliosamente arricchente.

15/07/2025

Martedì 29 luglio la nostra attività

‼️ LETTURE LIBERE DA STEREOTIPI ‼️
riprende il suo percorso con qualche novità. 👇

❓ La possibilità di partecipazione anche degli adulti: genitori, educatori, insegnanti, nonni e tutte le persone curiose di mettersi in gioco con gli stereotipi. 😊

Il primo appuntamento sarà proprio per loro per poi proseguire tutti i martedì di agosto con i piccoli dai 5 agli 8 anni di età.

📌 Sempre nella Gabbia 1 di Zooart Ortona 2006

👉 INGRESSO LIBERO E GRATUITO 👈🏿

📧 Info.apsdonne@gmail.com

̀digenere

Diario di viaggio di un weekend dalle ampie sfumature.
07/07/2025

Diario di viaggio di un weekend dalle ampie sfumature.

Il valore del primo colloquio clinico.Il primo colloquio, a cui si accede quando abbiamo desiderio di iniziare un percor...
16/06/2025

Il valore del primo colloquio clinico.

Il primo colloquio, a cui si accede quando abbiamo desiderio di iniziare un percorso di psicoterapia, è una parte fondamentale della conoscenza tra terapeuta e la persona che si rivolge a lui/lei.

Si costruisce cioè la direzione per il cammino, anche se questo dovesse poi prendere sfumature nuove che si renderanno necessarie nel tempo.
Ma questi primi incontri ne sono le fondamenta.

In questo periodo sto riaprendo l'agenda, e anche dopo circa 10 anni di lavoro di ascolto, ogni volta incontrare una persona, una coppia, una famiglia significa per me avere accesso ad un mondo nuovo. Entrare, con rispetto, nel mondo intimo dell'Altrə conscerne le parti profonde, ambivalenti, toccare il dolore, le sfumature a cui si era dovuto rinunciare.

Dal momento di quel primo incontro si costruisce uno spazio di cura e ascolto per l'Altrə, una presa in carico. Un posto di pensiero. Di opportunità.
Qualunque direzione si sclega da quel momento in poi, quello spazio è per quella persona.

Per questo tutte le volte che decido di accogliere nuove persone non lo faccio con leggerezza, ma come frutto di una decisione che parte da una riflessione profonda.

Che prezioso dono incontrare l'intimità dell'Altro.
Ed è per questo che sento che fare il lavoro che ho sempre sognato sia un privilegio di cui sono grata.

Carla Pantaleone

Quanto amo vedere le sedie "scopigliate" a fine giornata. Raccontano la fatica, la determinazione, le emozioni vissute l...
13/06/2025

Quanto amo vedere le sedie "scopigliate" a fine giornata. Raccontano la fatica, la determinazione, le emozioni vissute lì sopra, il friccicare delle parole scomode, l'irrequietezza del corpo. La terapia è scomoda, disturbante. E' per questo che smuove, sposta. C'è una differenza tra lo star male perchè fermi e bloccati e il sentire ciò che non volevamo, che ci fa paura, che ci protegge(va) ma che in quel turbamento c'è lo spazio del cambiamento. Quella possibilità di benessere ce la stiamo costruendo. Giorno dopo giorno, seduta dopo seduta.

Appartenere senza perdersi, scegliere senza tradire. Un equilibrio che tutti, prima o poi, cerchiamo di trovare.Capita d...
14/05/2025

Appartenere senza perdersi, scegliere senza tradire. Un equilibrio che tutti, prima o poi, cerchiamo di trovare.

Capita di sentirsi bloccati quando bisogna fare una scelta che ci allontana dai modelli familiari.
Di sentire il peso delle aspettative altrui sulle spalle.
Di non riuscire a capire cosa desideriamo noi, davvero.
Di vivere emozioni che non sono nostre, ma che abbiamo assorbito crescendo.
Di avere paura che, se cambiamo, perderemo l'amore di chi ci ha cresciuti.

In questa puntata della Bussola delle Relazioni, abbiamo parlato di quanto sia profondo il bisogno di appartenere, ma anche di quanto sia importante trovare il coraggio di essere fedeli a sé stessi.

🌱 Radici che sostengono, ali che trasformano.

con su Rete8 "8 Mattina in famiglia"

https://youtu.be/Nbdynxkcq70?si=K_-Ri8ftteckhhOQ

La narrazione per cui la mamma sia sempre costantemente connessa con ə figlə nasconde diverse insidie. Proviamo a riflet...
01/05/2025

La narrazione per cui la mamma sia sempre costantemente connessa con ə figlə nasconde diverse insidie. 

Proviamo a riflettere insieme su alcune. 

👉 Una visione delle madri con superpoteri. 

non voglio minimizzare l'aspetto di relazione e conoscenza profonda che si può instaurare con ə figlə, tuttavia non si tratta di una fusione totale, gradualmente il riconoscimento di due persone è prezioso, necessario, sano.

Ciò implica alcuni aspetti: 

👉 se non ti capisco o non mi struggo per te non sono una buona madre? 

👉 Io dove sono? Tu dove sei?

👉L'altra faccia di questa medaglia è l'incastro di responsabilità a cui sono chiamatə ə figlə in questa narrativa. 

Se mamma sta male per me io devo essere buonə, perfettə, attentə. 

Ə Bambinə si occupano evolutivamente di far star bene chi si prende cura di loro, hanno inoltre un pensiero egoriferito: si leggeno come causa di ciò che avviene attorno a loro. È prezioso aiutarli a comprendere (sempre gradualmente, nel modo che possono comprendere) che saranno amatə perché sono loro, non per meriti da collezionare.

Come tutte le visioni stereotipate, anche questa, é una gabbia.

Liberarsi dell'idea di avere superpoteri libera tutte le persone implicate in questa relazione: madri e figlə.
Tale libertà espone ad una costruzione dell'immagine di noi più complessa ma ricca e sfaccettata. Ci restituisce il potere di costruire inoltre una relazione in cui ci sono persone, una più piccola ed una adulta, interessante a conoscersi reciprocamente, a scoprirsi, sorprendersi.

Riflessioni condivise.
28/04/2025

Riflessioni condivise.

La stanza dell'ascolto. Delle parole e dei silenzi, di ciò che si dice, del come e di ciò che non si dice, della pancia,...
18/04/2025

La stanza dell'ascolto.
Delle parole e dei silenzi,
di ciò che si dice, del come e di ciò che non si dice,
della pancia, delle emozioni, del sentire,
di quello che siamo e di quello che eravamo,
ma anche di quello che non saremo.

L'ascolto fatto non con le orecchie, non solo, ma con tutto il corpo.
Si vibra insieme, si costruisce una connessione profonda,
la relazione. Una relazione che include tutte le parti del sentire in cui ci si può arrabbiare, confondere.

La terapia può essere frastornante. Si fa esperienza di sé e di sé con l'altro e no, non è detto che sia lineare e semplice, tutt'altro.

Ma è la relazione che resta quando si lascia quel luogo, quando si abitano altri spazi a divenire parte di ciò che siamo e saremo.
L'esperienza dell'accogliere, comprendere e stare per legittimare, collocare e riscrivere le parti di noi sottese, dolorose, ambivalenti resta come bagaglio di lettura di sé e di sé nel mondo.

Quantomeno disturbante, quantomeno edificante.

Carla Pantaleone
psicologa psicoterapeuta relazionale

Indirizzo

Via Del Mare, 65
Lanciano

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