20/02/2026
Dai tempi d Ada Lovelace, quando alle donne era impedito per legge iscriversi all’università, le cose per fortuna sono cambiate. Oggi nessuno, almeno in una parte di mondo, si sognerebbe mai di impedire a una donna di studiare quello che desidera. Ma è davvero necessario vietare direttamente qualcosa a qualcuno per impedirgli di farlo?
Il nostro festival è finito e a noi resta la grande soddisfazione di aver posto questa domanda in molti modi, in diversi contesti, a moltissime persone. Dal teatro alle scuole, da luoghi di lavoro e cura come l’ospedale agli spazi pubblici di scambio e riflessione, durante ADA Festival abbiamo voluto mettere in evidenza che la discriminazione di genere è un concetto molto più ampio e spesso più insidioso di un divieto esplicito. Senza le giuste condizioni sociali, culturali ed economiche la scienza resterà sempre uno spazio dove le bambine, le ragazze e le donne si sentiranno a disagio, fuori luogo, estranee. Uno spazio dove più o meno inconsciamente eviteranno di entrare o di brillare. Sappiamo che la strada da percorrere per una scienza più inclusiva, equa e consapevole è ancora molto lunga, ma desideriamo ringraziare chi, in questi giorni, l’ha percorsa insieme a noi.
Grazie quindi alle nostre ospiti Federica La Russa, Sonia Albanese e Leila Shirvani, a SHE is a scientist, alla Compagnia Lanciavicchio, all’associazione Kairos e all’Orchestra Sinfonica Tosti, al meraviglioso gruppo di persone che hanno lavorato davanti e dietro le quinte: Alessandra Diodoro, Carla Pantaleone, Stefania Mariangeli, Elena Rega, Licia Caprara, Mauro Vanni, Daniela Cesarii, Alice Rifelli, al direttivo di Donn.è composto da Marina Di Virgilio, Francesca Di Muzio e Michela Leone, a tutte le socie che ci supportano e ci danno coraggio, al Cinema Auditorium Zambra e al Teatro Tosti, agli Istituti Scolastici Tosti, Serao e San Tommaso di Ortona e la Scuola Michetti di Francavilla al Mare, all’Ospedale Bernabeo di Ortona, al Liceo Scientifico Alessandro Volta di Ortona, al Comune di Ortona, al Comune di Francavilla, al Consiglio Regionale e alla Commissione Regionale per le pari opportunità, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che attraverso il progetto IRENE. In rete contro violenza e discriminazione di genere ha reso possibile il festival e alle librerie La Bottega Letteraria, Moderna, Libería di Ortona e Mondadori di Francavilla per aver dato spazio ai libri che raccontano la scienza come la desideriamo: una scienza libera da stereotipi.