04/03/2026
𝘕𝘶𝘰𝘷𝘰 𝘢𝘳𝘨𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰, 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘢 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘪𝘴𝘵𝘢. 𝘖𝘨𝘨𝘪 𝘱𝘢𝘳𝘭𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘥𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘦𝘳𝘨𝘪𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘦𝘭𝘭𝘦. 𝘐𝘯 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘥𝘦𝘳𝘮𝘢𝘵𝘪𝘵𝘦 𝘥𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘢𝘵𝘵𝘰.
𝗣𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝘂𝗱𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗶𝗻𝗱𝗼𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗮𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗼 𝘂𝘀𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝘀𝗺𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼? 𝗣𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘁𝗲 𝗱𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝘁𝗼.
Arrossamenti, prurito o piccole vescicole nella zona in cui la pelle è entrata in contatto con un oggetto o un prodotto sono segnali da non sottovalutare. Un nuovo detergente, un paio di scarpe, un gioiello o una tinta per capelli possono scatenare una reazione cutanea che spesso viene scambiata per una semplice irritazione. In alcuni casi, invece, si tratta di 𝙙𝙚𝙧𝙢𝙖𝙩𝙞𝙩𝙚 𝙖𝙡𝙡𝙚𝙧𝙜𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙖 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙖𝙩𝙩𝙤, una condizione molto diffusa che coinvolge il sistema immunitario e che, se non riconosciuta, può diventare cronica.
Ne parliamo con la Dott.ssa 𝘼𝙣𝙣𝙖𝙢𝙖𝙧𝙞𝙖 𝙁𝙚𝙡𝙞𝙯𝙞𝙖𝙣𝙞, Specialista in 𝘼𝙡𝙡𝙚𝙧𝙜𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙖 𝙚 𝙄𝙢𝙢𝙪𝙣𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙖 𝘾𝙡𝙞𝙣𝙞𝙘𝙖 di 𝙊𝙢𝙣𝙞𝙗𝙪𝙨 𝙎𝙖𝙡𝙪𝙩𝙚.
𝗖𝗼𝘀’𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗿𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗲 𝗱𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗮𝘂𝘀𝗮𝘁𝗮?
«La dermatite allergica da contatto è un’infiammazione della pelle che si sviluppa quando il sistema immunitario reagisce a una sostanza con cui siamo entrati in contatto. Non è quindi una semplice irritazione, ma una vera risposta allergica. È molto frequente, soprattutto in ambito lavorativo – in particolare nel settore edile e tra i parrucchieri – ma può manifestarsi anche nella vita quotidiana. Tra le 𝙘𝙖𝙪𝙨𝙚 𝙥𝙞𝙪̀ 𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞 troviamo il 𝙣𝙞𝙘𝙝𝙚𝙡 - presente in bigiotteria, alimenti e cosmetici - i profumi contenuti in prodotti per la cura del corpo, la parafeniledamina - principale allergene delle tinture per capelli -, il cobalto negli ombretti, il potassio bicromato nel cemento e negli articoli in cuoio, oltre a lattice, antibiotici topici e conservanti (metilisotiazolinone). Proprio perché sono sostanze di uso comune, non sempre è immediato individuare la causa.»
𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗼𝗺𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶?
«𝙇𝙚 𝙡𝙚𝙨𝙞𝙤𝙣𝙞 compaiono generalmente nella zona di contatto con l’allergene, elemento che può aiutare a identificarlo. Nella 𝙛𝙖𝙨𝙚 𝙖𝙘𝙪𝙩𝙖 la pelle appare arrossata, gonfia, con piccole vescicole e prurito intenso. Se il problema persiste, 𝙥𝙪𝙤̀ 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙘𝙧𝙤𝙣𝙞𝙘𝙤: la cute si ispessisce, diventa più ruvida e possono comparire fissurazioni dolorose, spesso legate al grattamento ripetuto.»
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗳𝗮 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗮𝗴𝗻𝗼𝘀𝗶?
«La diagnosi parte da un’attenta 𝙖𝙣𝙖𝙢𝙣𝙚𝙨𝙞 per individuare possibili esposizioni, sia domestiche sia professionali. 𝙇’𝙚𝙨𝙖𝙢𝙚 𝙤𝙗𝙞𝙚𝙩𝙩𝙞𝙫𝙤 orienta il sospetto, ma la conferma avviene tramite 𝙥𝙖𝙩𝙘𝙝 𝙩𝙚𝙨𝙩, l’esame di riferimento per identificare l’allergene responsabile.»
𝗦𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲?
«Sì. Il primo passo è 𝙚𝙫𝙞𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙨𝙤𝙨𝙩𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙧𝙚𝙨𝙥𝙤𝙣𝙨𝙖𝙗𝙞𝙡𝙚 una volta identificata. In alcuni casi è necessario 𝙪𝙩𝙞𝙡𝙞𝙯𝙯𝙖𝙧𝙚 𝙜𝙪𝙖𝙣𝙩𝙞, 𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙤 𝙘𝙧𝙚𝙢𝙚 𝙗𝙖𝙧𝙧𝙞𝙚𝙧𝙖. Fondamentale è anche l’educazione del paziente: imparare a riconoscere e 𝙡𝙚𝙜𝙜𝙚𝙧𝙚 𝙡𝙚 𝙚𝙩𝙞𝙘𝙝𝙚𝙩𝙩𝙚 riduce significativamente il rischio di recidive.»
𝗘𝘀𝗶𝘀𝘁𝗼𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗮𝗰𝗶?
«Certo. La terapia prevede l’uso di 𝙘𝙧𝙚𝙢𝙚 𝙚𝙢𝙤𝙡𝙡𝙞𝙚𝙣𝙩𝙞 per ripristinare la barriera cutanea e 𝙘𝙤𝙧𝙩𝙞𝙨𝙤𝙣𝙞𝙘𝙞 𝙩𝙤𝙥𝙞𝙘𝙞 per controllare l’infiammazione. In alcune sedi, come il viso, possono essere utilizzati 𝙞𝙣𝙞𝙗𝙞𝙩𝙤𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙘𝙖𝙡𝙘𝙞𝙣𝙚𝙪𝙧𝙞𝙣𝙖. Gli 𝙖𝙣𝙩𝙞𝙨𝙩𝙖𝙢𝙞𝙣𝙞𝙘𝙞 aiutano a controllare il prurito. Solo nei casi più severi si ricorre a terapie sistemiche, sempre sotto controllo specialistico.»
Intervista di Giorgia Martino
Giornalista, Content Editor e Social Media Editor, esperta in argomenti di salute e benessere.
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