11/02/2023
Chiara Francini ha portato a galla un tema molto delicato,molto intenso,molto importante.
Spesso,quando si pensa alle donne,si da per scontato che nella loro lista dei desideri,degli obiettivi,tra i primi posti vi sia avere un figlio.
La nostra società associa la figura della donna a quella della mamma,come un qualcosa di automatico, scontato, imprescindibile.
Penso che alle donne vada riconosciuto il libero arbitrio di "scegliere" SE vogliono diventare mamme, SE vogliono fare carriera, SE vogliono essere sole, SE vogliono costruire una famiglia.
Ed è una scelta sempre vincolata da tanti fattori di vita,in quanto la scelta che faranno non ha alcuna assicurazione di divenire concreta.
Per cui cosa possiamo fare? Riconoscerci il diritto di scegliere e rispettare lo stato d'animo generato da quelle scelte.
Và rispettata la maternità.
Va rispettato il diritto di non volere un figlio e non per questo essere catalogata come una "br**ta persona".
Va rispettato il dolore di chi ci prova e non riesce a diventare madre.
Va rispettato chi sceglie la strada dell'adozione.
Vanno rispettate le persone con le battaglie che combattono ogni giorno.
"Io da qualche parte penso di essere una donna di m***a perché non so cucinare, perché non mi sono sposata e perché non ho avuto figli. Razionalmente so che va bene così, ma da qualche parte, dentro di me, c'è questa voce, esiste, e io, alla fine, penso che abbia ragione lei, che io sia sbagliata". Chiara Francini porta sul palco del teatro Ariston, a tarda notte, tutti i dilemmi della maternità mancata."Quando qualcuna ti dice che è incinta e tu non lo sei mai stata c'è come qualcosa che ti esplode dentro", dice, sottolineando che "mentre accade tutto questo, tu devi festeggiare, perché la gente incinta è violenta e vuole solo essere festeggiata. E non c'è spazio per il tuo dolore, per la tua solitudine".
"Passeggini, passeggini ovunque". "E io, io che continuavo a fare le mie cose sempre meglio, sempre guadagnandoci di più, con sempre più persone che mi guardavano e mi amavano. E poi. E poi a un certo punto io mi sono accorta che il tempo passava e che se non mi sbrigavo io, forse, un figlio non lo avrei mai avuto. E se anche mi sbrigavo, poi, non era mica detto. Perché anche quando ti decidi che è il momento giusto poi, magari, il corpo ti fa il dito medio e tu, allora, rimani col dubbio di aver sbagliato, di aver aspettato troppo, di essere una fallita", continua l'attrice. Così arriva "il senso di colpa" che "rimbomba dentro, come un eco".