18/05/2026
Nella vita moderna, purtroppo, i piedi sono tenuti ben stretti e “protetti” nelle adorate scarpe, costose, morbide e supertecnologiche.
La nostra natura, però, prevede altro
ed il piede ha capacità di adattamento alle superfici che sono straordinarie.
Basti pensare a quando camminiamo sui dei sassolini, cosa succede alle dita e alla pianta che si adattano alle varie forme delle pietre.
Dolore.
Questo accade perché il nostro piede,
l’arto inferiore e la colonna,
non sono abituati a tali sollecitazioni;
si sono adagiati nelle loro “zone di confort”.
Il problema si pone quando, per un qualsiasi motivo, quell’articolazione si troverà a dover affronta un imprevisto, ad esempio un marciapiede rotto.
Il piede, che ormai è abituato alla regolarità dei pavimenti piani e con scarpe comode, non saprà affrontare l’improvvisa situazione
di pericolo.
L'articolazione sarà spinta in una direzione “nuova”, dalla sua zona di confort, e verrà presa alla sprovvista.
Il risultato spesso è
una bella distorsione di caviglia,
che può avere ripercussioni posturali
anche molto in alto, fino alla zona cervicale.
Se invece il piede fosse allenato a sentire superfici sempre diverse, (erba, sassi, sassolini, pietre, rocce, fango, legno, ecc,), potrebbe non farsi prendere così facilmente alla sprovvista.
Sarebbe pronto a reagire velocemente
al cambio repentino di superficie,
perché è allenato a farlo.
Camminare a piede scalzo,
su superfici diverse,
può essere molto stimolante per il piede
e la postura dell'intero corpo.