Michela De Cinque, fisioterapista

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20/02/2024
La scoliosi si presenta come una deviazione laterale, permanente, della colonna vertebrale associata alla rotazione dei ...
10/07/2023

La scoliosi si presenta come una deviazione laterale, permanente, della colonna vertebrale associata alla rotazione dei corpi vertebrali. Questa rotazione si accompagna ad una deformazione dei dischi intervertebrali e a retrazioni (accorciamenti) muscolo legamentose.
Se non vi è rotazione dei corpi vertebrali non si può parlare di scoliosi e l'anomalia prende il nome di paramorfismo.

Le scoliosi sono idiopatiche nel 70-80% dei casi, dove insorgono senza una causa apparente; il rimanente 20-30% è rappresentato dalle scoliosi congenite o acquisite (per esempio in seguito ad un trauma, infezioni, tumori o artrite).

Non è prevista nessuna terapia se la curva scoliotica è fino a 15-20°. È sufficiente un'attività motoria generica allo scopo di potenziare i muscoli paravertebrali. Le indicazioni terapeutiche prevedono un busto ortopedico se la curva è tra i 20 e i 30-35°. Se la curvatura è superiore ai 35-40° il trattamento è chirurgico.

L'evoluzione della scoliosi, nella più frequente forma idiopatica, è sempre associata alla crescita e allo sviluppo dell'individuo, in particolare all'inizio della pubertà, quando il tasso di crescita e il conseguente rischio di incremento della curva sono maggiori.

Tra le diverse cause, soprattutto nel periodo adolescenziale, c'è la matrice psicosomatica, che può tendere a creare meccanismi difensivi e costituire quindi un corazza corporea.
Infatti allo stato attuale, i successi più significativi, si sono ottenuti nel trattamento impostato in equipe anche con lo psicoterapeuta.

Gli esercizi posturali consentono di creare automatismi riflessi di correzione. Recenti dati della letteratura suggeriscono che gli sport da preferire sono quelli da carico piuttosto che quelli mobilizzanti il rachide.

Ginnastica artistica, nuoto e danza classica rendono sì la colonna più flessibile, ma anche più facilmente deformabile e non sono pertanto indicati. Inarcare eccessivamente la schiena ed eseguire movimenti asimmetrici è infatti controproducente per un soggetto con scoliosi.

Una terapia mirata di fisioterapia, può essere accompagnata da un’attività continua di ginnastica posturale per la scoliosi, che è uno strumento in questi casi straordinario per ottenere risultati.

Gli esercizi vengono effettuati da seduti, sdraiati, in posizione eretta o posizione quadrupedica, in modo da agire su segmenti muscolari differenti, a seconda del tipo di scoliosi, insieme ad un lavoro sulla percezione dello schema corporeo.

Muscolo Psoas e posturaIl muscolo psoas, collega direttamente la colonna vertebrale, iniziando dall'ultima vertebra tora...
17/06/2023

Muscolo Psoas e postura

Il muscolo psoas, collega direttamente la colonna vertebrale, iniziando dall'ultima vertebra toracica, fino alle gambe, terminando nel piccolo trocantere, ed è biomeccanicamente un flessore dell'anca.
In realtà esso è un come un pendolo che sostiene la libera oscillazione della gamba durante la deambulazione.

Questo muscolo è collegato alla parte bassa della schiena e alle vertebre lombari, per cui, specialmente a causa di uno stile di vita sedentario, lo psoas tende ad accorciarsi e ad "irrigidirsi" con la conseguenza di una trazione nella zona delle vertebre lombari.

Uno psoas in continua tensione, può causare disturbi come:

-Lombalgia

-Eccessivi dolori mestruali

-Problemi digestivi

-Dolori inguinali

-Dolori alle ginocchia

-Malfunzionamento degli organi localizzati nell’addome

Infatti la vitalità dello psoas determina il posizionamento di tutti gli organi addominali all'interno del pavimento pelvico.

Lo psoas non solo è responsabile della nostra salute fisica, ma anche della nostra salute psico-fisica. Infatti viene chiamato anche “muscolo dell’anima”.

Secondo Liz Koch, autrice del "Il libro dello Psoas", questo muscolo è collegato alle nostre emozioni, in particolare ansia stress e paura, in quanto è messaggero primario del sistema nervoso centrale.

Uno psoas accorciato, può tornare elastico con specifici esercizi di allungamento e rilasciamento della tensione muscolare e aumentando la consapevolezza propriocettiva.

Le emozioni, i vissuti emotivi anche quelli inespressi e bloccati si ripercuotono sul tono muscolare che quindi può risu...
25/05/2023

Le emozioni, i vissuti emotivi anche quelli inespressi e bloccati si ripercuotono sul tono muscolare che quindi può risultare particolarmente teso, generando forma e struttura, creando le cosiddette "corazze corporee" e dando vita ai vari "caratteriotipi", ovvero tipologie che riprendono la mappa di Wilhelm Reich, successivamente rivista da Alexander Lowen e utilizzata nel lavoro corporeo bioenergetico.

L'assunto di base è, quindi, che l'equilibrio corporeo porta di conseguenza equilibrio psichico, e viceversa.

I "caratteriotipi" vengono valutati in base al colore della pelle, consistenza del tessuto, tonicità, sguardo o libertà di movimento del corpo e respiro ecc.

La "corazza corporea", interagendo con lo stile di vita personale ( lavoro, abitudini, ambiente, peso corporeo, posture ecc) può portare, nel tempo, alla manifestazione di algie, infiammazioni e limitazioni funzionali.

Secondo Lowen, ogni individuo presenta caratteristiche riconducibili a più di una tipologia caratteriale non solo ad una di esse.

Attraverso specifici esercizi e tecniche respiratorie, si ricerca l'integrazione mente-corpo.

Indirizzo

Latina
04100

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