21/05/2021
𝗟𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮 𝗻𝘂𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝗶𝗻𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗿𝗲𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝗰𝗮
Questo argomento mi è particolarmente a cuore, in quanto ex-malato di insufficienza renale cronica (attualmente guarito grazie ad un trapianto renale e alla generosità di mia sorella Giusy).
L'insufficienza renale cronica (IRC) è una grave condizione caratterizzata da una perdita progressiva e irreversibile della funzione renale.
Nella maggior parte dei casi con la progressione della patologia si arriva alla terapia sostitutiva della funzione renale, ossia la dialisi e il trapianto renale.
Le cause di questa condizione sono varie: metaboliche, cardiovascolari, infettive, autoimmuni, genetiche.
La terapia nutrizionale, perchè di terapia si tratta, ha un ruolo importantissimo nella IRC, al pari delle terapie farmacologiche.
Il rene non è solo un filtro che ci libera dalle scorie prodotte dal metabolismo ma un organo sofisticato che regola funzioni come l'attivazione della vitamina D, la produzione dei globuli rossi, l'equilibrio idro-elettrolitico e acido-base, la regolazione della pressione arteriosa.
Con il peggiorare della funzione renale si ha un incremento notevole della mortalità cardiovascolare. Questo aumentato rischio permane (però in misura minore rispetto alla dialisi) anche nei trapiantati.
Quindi il grosso problema delle malattie renali è il danno cardiovascolare. Il rischio cardiaco può aumentare rispetto ad una persona sana anche di 50-100 volte.
La terapia nutrizionale è utile non tanto nel rallentare la progressione della malattia verso la fase terminale o uremica, ma nel ridurre i sintomi (come la sete, la nausea e il prurito) e per cercare di arrivare nelle migliori condizioni fisiche alle fasi più dure della malattia.
Nella terapia nutrizionale dell'insufficienza renale cronica vanno gestiti attentamente l'apporto di energia, proteine, minerali, acidi organici e fibra alimentare.
Anche la modulazione del microbiota intestinale può aiutare a ridurre l'impatto nocivo delle tossine uremiche.
Dott. Arnaldo Lalli