23/01/2023
"Circola ormai da oltre 24 h , quasi come un ossessivo monito, la notizia del bimbo di tre giorni deceduto mentre si trovava vicino alla mamma in un letto di ospedale. Possiamo solo immaginare l'effetto terrorizzante che possa scatenare su ogni mamma, specialmente quelle alla prima esperienza. Durante gli incontri tematici o i percorsi nascita che ci capita di organizzare, spieghiamo sempre quali sono le aspettative fisiologiche di mamma e bambino prima e dopo la nascita. Ma se parliamo di fisiologia non possiamo riconoscere questa nella modalità diffusa in cui vengono gestite le nascite nella maggioranza degli ospedali italiani, semplicemente perché luogo e modalità non sono fisiologici e disattendono le aspettative fisiologiche e biologiche di mamma e bambino.
Qualsiasi mammifera in natura dopo il parto è attenta, vigile, accudente, protettiva nei confronti dei suoi cuccioli ed è pronta ad uccidere per essi. Non possiamo che rimanere impressionate dai commenti della stragrande maggioranza di molte madri sulla vicenda, dove emerge una realtà orrenda di come una donna in Italia vive l'esperienza della nascita. Quando una donna non è attrice primaria del suo parto, del suo corpo, dei suoi ormoni, neanche il bambino lo sarà e possono accadere episodi contronatura, come essere causa della morte dei propri cuccioli. In un suo libro, Michel Odent riferiva come in quelle pecore a cui veniva praticata l'anestesia epidurale venisse a mancare il senso di accudimento verso i loro piccoli lasciandoli privi di nutrimento. È noto come in tutti gli allevamenti intensivi accadano di questi fatti, contro natura appunto, ogni giorno
La nostra mission è coltivare nella donna che diventa madre, a poco a poco, quelle risorse e competenze innate che purtroppo nell'eccesso di ospedalizzazione e medicalizzazione vengono smarrite, dimenticate, sedate.
Poche sono ancora le donne che superano la paura diffusa e prendono coscienza di questo.
Ogni madre dovrebbe concedersi questa opportunità: ritrovare la guerriera che dorme in lei, ma che c'è "
Milvia Foscoli educatrice perinatale