Psicoterapeuta Stefania Greco

Psicoterapeuta Stefania Greco Sono una Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale. Esperta in Schema Therapy.

Practitioner EMDR. Terapeuta di coppia certificata e Supervisore in training in EFT Terapia Focalizzata sulle Emozioni

La vicenda che riguarda questo ragazzo dovrebbe portarci ad importanti riflessioni: "È un segnale, un segnale che parla ...
27/03/2026

La vicenda che riguarda questo ragazzo dovrebbe portarci ad importanti riflessioni:

"È un segnale, un segnale che parla di ragazzi che non reggono più il limite.
Perché il limite oggi non viene più interiorizzato: viene vissuto come un’umiliazione, un attacco, qualcosa da eliminare.

Un voto basso, un rimprovero, una frustrazione non sono più esperienze da attraversare.

Un gesto così non è solo rabbia. È una mente che perde il confine tra emozione e azione, tra pensiero e realtà. È un ragazzo che non riesce più a contenere ciò che prova e lo agisce, senza filtro, senza freno.

Non basta dire “mancano le regole”, non basta dire “è colpa della famiglia” e non basta dire “è la scuola”.

Non solo non stiamo insegnando ai ragazzi a stare dentro il limite ma non stiamo nemmeno intercettando quando quel limite diventa insostenibile.

La domanda vera che dovremmo porci non è “come è potuto accadere” ma quanti segnali non abbiamo visto prima?"

Un ragazzo di 13 anni entra a scuola con un coltello e accoltella la sua insegnante.
Succede a Trescore Balneario. In una scuola. In un luogo che dovrebbe essere presidio, contenimento, crescita e invece diventa teatro di violenza.
È un segnale, un segnale che parla di ragazzi che non reggono più il limite.
Perché il limite oggi non viene più interiorizzato: viene vissuto come un’umiliazione, un attacco, qualcosa da eliminare.

Un voto basso, un rimprovero, una frustrazione non sono più esperienze da attraversare.
Diventano detonatori. E quando non sai stare dentro ciò che ti fa male, cerchi di distruggerlo fuori.

Ma fermarsi qui sarebbe troppo comodo.

Perché credo che in questa storia c’è anche qualcosa che non possiamo più ignorare ovvero la salute mentale dei nostri ragazzi.

Un gesto così non è solo rabbia. È una mente che perde il confine tra emozione e azione, tra pensiero e realtà. È un ragazzo che non riesce più a contenere ciò che prova e lo agisce, senza filtro, senza freno.

E allora smettiamola di cercare spiegazioni semplici.

Non basta dire “mancano le regole”, non basta dire “è colpa della famiglia” e non basta dire “è la scuola”.

Qui stiamo parlando di un’intera generazione che fatica a tollerare la frustrazione e, allo stesso tempo, sempre più fragile sul piano psichico.

Non solo non stiamo insegnando ai ragazzi a stare dentro il limite ma non stiamo nemmeno intercettando quando quel limite diventa insostenibile.

E quando queste due cose si incontrano, l’incapacità di reggere il “no” e una mente che vacilla, succede quello che abbiamo letto oggi.

La domanda vera che dovremmo porci non è “come è potuto accadere” ma quanti segnali non abbiamo visto prima?

Imperdibile!!!
15/03/2026

Imperdibile!!!

Trauma Emozioni e Attaccamento attraverso un'introduzione alla Emotionally Focused Therapy

14/02/2026

Healthy relationships aren’t conflict-free. What matters is how you repair 🌟

As Valentine's Day approaches, we want to talk about normalizing disagreement — and celebrating the skill of coming back together.

Visit https://loom.ly/XcKKdK8 to explore resources for strengthening these skills through EFT 🫶

18/11/2025

A volte il corpo ricorda, anche quando la mente cerca di dimenticare.
Ansia, irritabilità, difficoltà a dormire, senso di vuoto o iperattivazione emotiva: sono solo alcune delle forme in cui il trauma può emergere nel presente 🩹

Ma c’è una buona notizia: si può lavorare su queste ferite! La psicoterapia, e in particolare l’EMDR, offrono un percorso efficace per rielaborare l’esperienza traumatica e ritrovare il proprio benessere.

Ogni genitore e ogni insegnante ed educatore dovrebbe leggerete questo articolo...
02/11/2025

Ogni genitore e ogni insegnante ed educatore dovrebbe leggerete questo articolo...

A 9 ANNI HANNO FONDATO UN “CLUB DEL SESSO”: se siete genitori, per favore prendetevi 10 minuti per leggere questo post.

Genitori ed educatori: il messaggio che segue richiede circa 10 minuti del vostro tempo. Ma potrebbero essere dieci minuti chi vi aiutano a comprendere cose che stanno succedendo nelle vite dei nostri figli e di cui è troppo importante riflettere insieme. Questo post parte dalla testimonianza di una collega che mi ha scritto così:

“Gentile dottore per la prima volta nella mia esperienza professionale mi trovo davanti una situazione per me difficile da affrontare. Nella nostra scuola ci sono bambini di 9 anni che vedono video pornografici dallo scorso anno e hanno creato un club del sesso. Chi vuole farne parte è obbligato a visionare materiali pornografici spinti, rapporti orali, a tre, con uso di oggetti. Tutto questo è stato scoperto da una mamma. Mi viene da dire maledetti cellulari e adulti incoscienti che comprano sempre prima questo oggetto e non supervisionano. Alcune bambine manifestano un disagio forte, Oggi una ha vomitato per lo schifo provato davanti a delle immagini, altre piangono. Io da tanti anni affronto il discorso della pornografia online, della mercificazione del corpo, porto poesie d'amore, mostro ciò che manca in quelle visioni di solo accoppiamento fisico. Lo faccio nella terza media. A quella età le parole mi escono facilmente, so come affrontare il discorso. Non mi è mai successo di trovarmi in una situazione simile, davanti a bambini di 9 anni. Ecco perchè ho bisogno di un confronto con lei.

Da anni, ogni settimana (e ribadisco: ogni settimana) ricevo mail con richieste di aiuto in cui un adulto rivela di sentirsi disorientato di fronte a ciò che ha scoperto esistere nella vita virtuale di un figlio, di uno studente, di una classe o all’interno di una chat. Molte di queste richieste hanno a che fare con l’esplorazione della sessualità da parte di minori che viene fatta sempre più precocemente e con modalità totalmente inadeguate rispetto all’età e alla maturità dei soggetti coinvolti. Questa settimana ho ricevuto questa mail e ho chiesto il permesso di poter condividere questa testimonianza con chi legge i miei post.

Avere 9 anni e fondare, nel proprio ambito di amicizie, il club del sesso imponendo ai coetanei – per farne parte – di visionare materiali molto spinti è un esempio di come l’abuso sessuale (sì, questo è abuso e non esplorazione fase-specifica) possa entrare nella vita dei nostri figli attraverso la combinazione di cinque elementi:
1) il bisogno di appartenenza al gruppo
2) la disponibilità di strumenti digitali che permettono con tre click di fare qualsiasi cosa
3) la superficialità con cui il mondo adulto ha sdoganato nella vita dei minori strumenti potentissimi senza avere alcuna contezza della loro potenza e della disfunzionalità che essa porta nella vita dei minori
4) l’aggressività con cui le piattaforme digitali entrano nelle vite di tutti, anche dei bambini, proponendo esperienze totalmente non fase specifiche e arrogandosi il diritto di dire che non hanno alcuna responsabilità, in quanto avvertono l’utente di contenere materiale riservato ad un pubblico di cui specificano l’età minima (da cui se ne deduce che gli unici responsabili per le navigazioni pericolose sarebbero i genitori che dovrebbero vivere dentro gli smartphones dei figli)
5) la totale mancanza di educazione affettiva e sessuale, che lascia i piccoli esposti a situazioni estreme in cui percepiscono disagio ed eccitazione allo stesso tempo nella totale incapacità di comprendere come orientarsi in tutto ciò e soprattutto a chi chiedere aiuto., visto che le agenzie educative e gli adulti in generale si rivelano vacanti in questo ambito educativo.

Condivido questa testimonianza in un giorno di festa, non per rovinarvelo, ma perché nei giorni festivi noi adulti abbiamo ritmi più lenti e più tempo per concentrarci su cose che la frenesia del lavoro a volte non ci fa considerare importanti. Io non so più come dirlo al mondo che là fuori c’è un problema enorme che entra nelle nostre vite attraverso lo sdoganamento della virtualità a cui bambini e bambine hanno accesso, navigando senza alcun criterio e supervisione.

So che molti dicono che basterebbe educare ad un buon uso dello smartphone, perché non è lo smartphone in sé il problema, ma l’uso che ne viene fatto. Beh, lasciatemi dire che invece è anche lo smartphone in sé il problema perché ha una potenza che nessun bambino sa governare e che nessun adulto sa educare nella relazione con un minore. Dentro al virtuale c’è troppa roba mentre nella mente dei nostri figli, prima dei 16 anni ci sono ancora troppe poche reti neuronali integrative in grado di avere un dominio efficace di quella “troppa roba”. E’ come far guidare una fuoriserie ad un ragazzo che ha appena preso la patente per guidare un motorino.

Per favore parlate di tutto questo ad altri genitori. Voi educatori condividete questa storia nelle vostre chat di classe. Rendete questa domenica una domenica di consapevolezza adulta, sia genitoriale che della comunità educante tutta. Troppe volte sento dire, anche da colleghi molto quotati, che io, con la narrazione che ho fatto del digitale in questi anni, non ho compreso nulla. Perché il problema secondo moltissimi sta nella fragilità di noi adulti.

Io penso che dobbiamo avere il coraggio di dire che il mondo virtuale ha reso i genitori fragili e la fragilità degli adulti ha reso il mondo virtuale sempre più capace di impossessarsi delle vite dei nostri figli. E’ un gatto che si morde la coda che però ha avuto il suo punto di inizio con la pervasività del digitale portatile dentro alle nostre vite di esseri umani del terzo millennio. E questo, Jonathan Haidt lo spiega benissimo nel suo volume “Generazione ansiosa” (Rizzoli ed.)

Su questo tema anch’io ho appena pubblicato un libro con Barbara Tamborini intitolato “Esci da quella stanza. Come e perché riportare i nostri figli nel mondo” (Mondadori ed.) dove cerchiamo di far capire ai lettori che oggi abbiamo bisogno di una totale inversione di rotta e che noi genitori ne dobbiamo essere consapevoli protagonisti. Vi prego, andatelo a cercare nella biblioteca più vicina a casa vostra, non c’è bisogno che lo compriate (chi sa quanti pensano che il mio unico interesse sia – in questo momento - vendere un libro. Ma se così fosse, vi siete mai chiesti come mai in più di dieci anni di vita nei social non ho mai – e ribadisco mai – messo un link ad alcuna libreria online che conduca all’acquisto automatico di un mio libro?). Scrivo libri non perché ho l’urgenza di venderli (cosa che naturalmente viene valutata come positiva da un autore), ma per fare cultura, per usare il mio posizionamento professionale e sociale (oltre che social) ai fini del miglioramento della vita e delle condizioni di crescita dei nostri figli. Lo dico da professionista e lo dico come padre di quattro figli.

Se anche voi pensate che fondare il club del sesso a 9 anni sia una spaventosa distorsione della crescita derivata da un mondo che non ha alcuna cura dei bisogni evolutivi di bambini e bambine del terzo millennio e che ciò non dipenda solo dalla fragilità di noi genitori, ma dalla potenza con cui quel mondo invade le nostre vite…… beh allora spero che questo post vi aiuti a correre ai ripari.

Se volete e potete, aprite il dibattito con più adulti possibili e condividete questo messaggio.

Ascoltare Luca Ostacoli è sempre una grande esperienza arricchente dal punto di vista professionale e umano. ♥️Porto con...
25/10/2025

Ascoltare Luca Ostacoli è sempre una grande esperienza arricchente dal punto di vista professionale e umano. ♥️

Porto con me tanto nutrimento, gratitudine e accoglienza che non vedo l'ora di condividere con i miei pazienti, per aiutarli a liberarsi da quelle catene emotive che li tengono intrappolati da troppo tempo.... e guardarsi finalmente con occhi compassionevoli.

Grazie Associazione EMDR Italia per queste opportunità formative di altissimo livello.

In amore non servono ricette o liste da spuntare... " Quando una relazione si incrina, spesso pensiamo che la soluzione ...
06/08/2025

In amore non servono ricette o liste da spuntare... " Quando una relazione si incrina, spesso pensiamo che la soluzione sia comunicare meglio — dire la cosa giusta, nel modo giusto...Non si tratta di correggere come parliamo,ma di trasformare come ci connettiamo"

“Basta comunicare di più!” “Il segreto è la comunicazione“! Oppure: “Devi lavorare su di te!”  Quante volte l’abbiamo sentito dire? E quante volte ci hanno detto che per amare qualcuno dobbiamo prima lavorare sui noi stessi e imparare ad amarci1? Sono frasi che abbiamo sentito – o...

20/06/2025

“Volevo solo andare al mare…”
Lo ha detto con voce calma.
Dopo aver ucciso sua madre con un’ascia.
Non ha pianto.
Non ha tentato la fuga.
Non ha chiesto perdono.

Filippo ha 21 anni. Studia economia. Suona la chitarra. Viveva in una famiglia che, agli occhi di chi guardava da fuori, sembrava “normale”.

Eppure qualcosa dentro si è spento. Da tempo.

No, non esistono i raptus.
Esistono emozioni che non si sanno nominare.
Esiste una rabbia che si accumula, giorno dopo giorno, quando non si riesce a trovare uno spazio dove essere visti, ascoltati, compresi.
Esiste il bisogno disperato di affermare sé stessi, che può diventare esplosivo quando manca un linguaggio emotivo per esprimerlo.

Non si tratta di puntare il dito contro una madre, contro un padre o contro la famiglia.
Si tratta di chiederci come sia possibile arrivare al punto in cui un ragazzo crede che la distruzione dell’altro sia l’unico modo per esistere.

Una sgridata non basta a spiegare tutto questo.
Il vero interrogativo è cosa covasse sotto quella superficie silenziosa che nessuno, forse, ha davvero visto in tempo.
Non per colpa. Ma perché, spesso, il dolore si maschera bene. Anche in chi ci dorme accanto.

Non serve cercare colpevoli. Serve cercare segnali.
Serve educare all’ascolto.
Serve creare spazi dove sia possibile crollare prima di far crollare tutto.

Perché il male, prima di colpire, ha sempre chiesto aiuto.
Solo che non sempre lo abbiamo riconosciuto come tale.

19/04/2025

Indirizzo

Via Cicolella, 8b
Lecce
73100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+393498151285

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