Dr.ssa Elvira Ripamonti Psicologa Psicoterapeuta LECCO - Disciplina DOLCE

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Dr.ssa Elvira Ripamonti Psicologa Psicoterapeuta LECCO - Disciplina DOLCE PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA, TERAPEUTA EMDR, MINDFULNESS E GESTIONE EMOTIVA

21/04/2026

“Che Dio perdoni a tutti.”

Ma siamo sicuri che sia questo il punto?
Spesso passiamo la vita a cercare di spegnere il senso di colpa, a mettercelo via, a spiegarcelo, a ridurlo...
eppure il senso di colpa non nasce per farci stare male e basta. Nasce per dirci qualcosa: di noi, delle nostre relazioni, di come avremmo voluto esserci… e non ci siamo riusciti... anche nella genitorialità, anche nelle piccole cose di ogni giorno.

Non sempre è da zittire.
A volte è da ascoltare.
Perché è lì che può iniziare un cambiamento vero.

✨ Ti è mai capitato di provare a “metterlo via” invece che ascoltarlo?
In ottica compassion focused, il punto non è giudicarci per l’errore ma imparare a stare con quella parte di noi con uno sguardo più umano.

👉 Non per assolverci in fretta ma per comprenderci abbastanza da poterci prendere davvero responsabilità.




16/04/2026

Perché si fanno i figli?

Una domanda che sembra semplice ma che in realtà tocca qualcosa di profondissimo. Perché i bambini, quando fanno queste domande, non stanno cercando una spiegazione biologica ma stanno cercando un posto, un senso, una conferma.

E noi adulti abbiamo una grande responsabilità:
non tanto spiegare… ma far sentire:
👉 ‘Sei stato desiderato’
👉 ‘Sei importante’
👉 ‘Il tuo posto nel mondo esiste’

Nel mio lavoro incontro ogni giorno bambini che fanno domande e spesso, dietro, c’è un bisogno enorme di essere visti.

Nel mio libro “La morte spiegata a bambini e ragazzi” edito da parlo proprio di questo:
come stare nelle domande difficili senza scappare,
ma trasformandole in occasioni di relazione.

Ti è mai capitato che tuo figlio ti facesse una domanda così? Come hai risposto?
⬇️ Scrivimelo nei commenti
💾 Salva il reel per quando succederà anche a te




13/04/2026

“Mamma… ma se dopo la morte non ci fosse niente?”
Me lo ha chiesto mio figlio, 8 anni, dopo aver ascoltato una notizia di cronaca che ci ha attraversati entrambi.

E in quel momento ho pensato: quanto spesso crediamo che i bambini non capiscano. quando in realtà stanno facendo le domande più profonde che esistono?

Quando i bambini parlano di morte, non stanno cercando una verità filosofica ma stanno cercando sicurezza, stanno cercando noi.

Dal punto di vista clinico, queste domande nascono quando si attiva il sistema di attaccamento: il bambino prova a capire se il suo mondo è ancora stabile,
se le sue figure di riferimento ci saranno.
E allora no, non serve avere la risposta perfetta. Serve esserci: con presenza, con verità tollerabile, con contatto.

Nel mio libro "La morte spiegata a bambini e ragazzi" edito da ho dedicato ampio spazio proprio a questo: come rispondere alle domande più difficili dei bambini senza spaventarli. E tra gli strumenti che consiglio spesso ci sono anche gli albi illustrati,
come "Dove andiamo quando moriamo?" che aiutano ad aprire dialoghi profondi in modo delicato.

✨ Perché il punto non è togliere ai bambini le domande,
ma aiutarli a non restarci soli dentro!

Ti è mai capitato che tuo figlio/a ti facesse una domanda sulla morte?
Come hai risposto?
Scrivimelo nei commenti o salva questo reel per quando succederà. 🤍

Stamattina è successo qualcosa che, fino a poco tempo fa, non avrei mai immaginato: la prima presentazione del mio libro...
28/03/2026

Stamattina è successo qualcosa che, fino a poco tempo fa, non avrei mai immaginato: la prima presentazione del mio libro. E non poteva accadere in un luogo diverso dalla Libreria , un posto che negli anni è diventato molto più di una libreria: è uno spazio vivo, fatto di relazioni, di ascolto, di possibilità.

Daniela, a te va un GRAZIE che non è solo un grazie: è riconoscimento profondo per il modo in cui ci sei, per la cura, la delicatezza, la verità che porti in ogni cosa.
Sei una presenza speciale, di quelle che fanno sentire le persone viste, accolte, al posto giusto.

Io non sono riuscita a contenere le lacrime perché quando qualcosa è autentico, quando vibra davvero… il corpo lo sa prima ancora delle parole.

Grazie a tutte le persone che hanno partecipato.
A chi ha scelto di esserci, di fermarsi, di dedicare tempo e presenza per parlare di morte — un tema così scomodo, eppure così profondamente umano.

E grazie anche a chi c’era da lontano, arrivato come una carezza silenziosa, profumata di fiori.

Porto con me tutto questo e la sensazione nitida che da qui… possano nascere ancora tante cose belle.

"La morte spiegata a bambini e ragazzi",

25/03/2026

C’è una verità che spesso non diciamo.
Quando un bambino ci chiede della morte,
non è la domanda a metterci in difficoltà ma quello che si muove dentro di noi: la paura di perderli, la paura di non esserci più, la paura di non sapere come proteggerli.

E allora facciamo quello che possiamo:
evitiamo, addolciamo, cambiamo discorso.
Ma i bambini sentono comunque tutto e non hanno bisogno di adulti che sanno tutto. Hanno bisogno di adulti
che restano anche dentro le domande difficili.

È da qui che nasce il mio libro
“La morte spiegata a bambini e ragazzi”,
da oggi in libreria.

👉 Se senti che questo tema ti riguarda, questo libro è anche per te.

👉 Scrivimi nei commenti: qual è la domanda sulla morte che ti ha messo più in difficoltà?

👉 Condividilo con un genitore





I bambini fanno domande sulla morte.Alcune le dicono ad alta voce.Altre restano dentro.E spesso sono proprio quelle non ...
23/03/2026

I bambini fanno domande sulla morte.
Alcune le dicono ad alta voce.
Altre restano dentro.
E spesso sono proprio quelle non dette
le più difficili.
La verità è che non esistono parole perfette ma esistono parole vere... e soprattutto: esiste la presenza.

È da queste domande — dette e non dette —
che nasce il mio libro “La morte spiegata a bambini e ragazzi”

💬 Qual è la domanda che ti ha messo più in difficoltà?

👉 Salva questo post
👉 O mandalo a qualcuno che lavora con bambini





19 MARZO - FESTA DEL PAPÀ Ci sono bambini che, in giornate come questa, portano un’assenza nello zaino. E allora la doma...
19/03/2026

19 MARZO - FESTA DEL PAPÀ

Ci sono bambini che, in giornate come questa, portano un’assenza nello zaino. E allora la domanda arriva, delicata: è giusto festeggiare?
La risposta non è nel silenzio MA nella presenza, nel trovare parole gentili per dire anche ciò che manca.
Nel dare spazio al ricordo, senza lasciare nessuno fuori perché l’amore non finisce con la morte: cambia forma ma resta.

Oggi, nella Festa del Papà, possiamo scegliere di essere una comunità che include, che nomina, che accoglie ... anche il vuoto.

📖 LA MORTE SPIEGATA A BAMBINI E RAGAZZI () in prevendita ora (https://amzn.eu/d/0aqgc4sO) e
dal 25 marzo in tutte le librerie

✨ Se questo tema ti tocca, lascia un ❤️ o condividi questo post con chi ogni giorno accompagna bambini tra presenza e assenza.

17/03/2026

Quella domanda arriva sempre così: all’improvviso, mentre sei in macchina, magari tra una cosa e l’altra.

E non è difficile…
è solo troppo diretta.

Il punto non è trovare le parole perfette.
Il punto è quanto ci sentiamo liberi di usare parole vere, semplici, senza vergogna.

Perché i bambini non hanno bisogno di versioni “addolcite” ma hanno bisogno di adulti che restano presenti e non scappano.

👉 Se anche tu ti sei sentitə in difficoltà davanti a una domanda così, sei in buona compagnia.
💬 Raccontamelo nei commenti

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I bambini fanno domande sulla morte molto prima di quanto immaginiamo e spesso gli adulti si sentono impreparati.Ma diet...
12/03/2026

I bambini fanno domande sulla morte molto prima di quanto immaginiamo e spesso gli adulti si sentono impreparati.

Ma dietro quelle domande non c’è solo curiosità:
c’è il bisogno di sentirsi al sicuro nel legame.

Nel mio libro "La morte spiegata a bambini e ragazzi" ho provato a raccogliere parole, riflessioni e strumenti per accompagnare queste conversazioni difficili ma importanti.

📚 Il libro è già disponibile in prevendita https://amzn.eu/d/0iwsvI2j
e sarà disponibile in tutte le librerie dal 25 marzo

13/11/2025

A volte la storia che ci fa soffrire… non è nemmeno la nostra.

Il trauma transgenerazionale non passa nel sangue,
ma nelle pause, nei silenzi, nei non detti... nelle emozioni che nessuno ha potuto sentire, nei ruoli che ereditiamo senza sceglierli...

Riconoscerlo non è accusare nessuno: è interrompere ciò che per generazioni non ha avuto voce.

Se questo contenuto ti parla, condividilo.
Potrebbe aiutare proprio la persona che non sa ancora dare un nome al suo dolore. 🧡


11/11/2025

La perdita del primo dentino del tuo bambino è un momento speciale, carico di emozioni e significati. È un piccolo segno di crescita, il primo passo di un percorso che lo porterà lentamente verso l’indipendenza. Per un genitore, è un evento che mescola dolcezza e nostalgia: da un lato, la gioia nel vedere il proprio figlio entusiasta per questa nuova esperienza, dall’altro, la consapevolezza che il tempo scorre inesorabile e che l’infanzia è fatta di tappe che, una volta superate, non tornano più.

Quel dentino caduto non è solo un piccolo pezzo di smalto, ma il simbolo di tutte le prime volte che ci aspettano: il primo giorno di scuola, la prima pedalata senza rotelle, il primo grande traguardo. È un promemoria del fatto che i bambini crescono e cambiano ogni giorno, spesso senza che ce ne accorgiamo.

Eppure, questo piccolo evento è anche un'opportunità per celebrare la meraviglia della crescita. Per il tuo bambino, perdere il dentino è un'avventura, una prova di coraggio e una scoperta di come il proprio corpo cambi. La visita della fatina dei denti, la monetina sotto il cuscino, la sua faccia illuminata dalla sorpresa: sono questi i dettagli che rendono il momento ancora più magico e che rimarranno impressi nella memoria.

Guardando quel piccolo dentino, puoi vedere il riflesso del tempo che passa, ma anche la bellezza di accompagnare tuo figlio nel suo viaggio di crescita. È un momento che ci ricorda di essere presenti, di assaporare ogni fase con amore e gratitudine, perché ogni sorriso – anche con un dentino in meno – è un segno di vita, di gioia e di futuro.

04/11/2025

Parli di emozioni e ti dicono che esageri.
Parli di responsabilità e diventi “quella che giudica”.
Parli di consapevolezza e qualcuno si offende.

È incredibile quanto ancora oggi mettersi in discussione venga percepito come un attacco.

Ma la crescita non è un’accusa:è un atto di coraggio.

Non si tratta di chi ha ragione,si tratta di chi ha il coraggio di restare curioso, di chiedersi “perché questa cosa mi tocca così tanto?” invece di chiudersi nella difesa.

La vera intelligenza non è avere risposte.
È avere spazio dentro di sé per imparare ancora.

E no:
non si stava meglio prima.

Non è giudicare il passato,
è scegliere di non ripetere ciò che ci ha feriti.

💭 Call to action:
Se anche tu credi che il cambiamento non sia una minaccia ma un segno di evoluzione,
condividi questo reel.

Fai arrivare questo messaggio a chi confonde la crescita con il giudizio.
Perché solo chi resta aperto, migliora davvero. 🌱

Indirizzo

Lecco
23900

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393932211796

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