A Tutto Yoga

A Tutto Yoga Pagina Facebook dove si parla del programma radiofonico "A tutto Yoga" condotto da Paola Campese e Manuel Mauri.

Qui puoi scrivere le tue impressioni sulla puntata, puoi chiedere info e approfondimenti o lasciarci un saluto.

Partecipante: Lei sembra dirci che non esiste il passato...Tuttavia, se si viene morsi da un cane, per esempio, in segui...
04/11/2023

Partecipante: Lei sembra dirci che non esiste il passato...
Tuttavia, se si viene morsi da un cane, per esempio, in seguito si avrà paura dei cani.

Baret: Il passato non esiste, perché è presente. Se siete stato morso da un cane, non c'è bisogno di andare in un passato; lo sentite adesso.
Se, quando eravate giovane, siete stato accarezzato o violentato, questo lo si vede in voi adesso. Il passato è un'esperienza presente.

Partecipante: Non sempre si capisce quello che si prova...

Baret: Più vi renderete disponibili sensorialmente, senza riflessione, più potrete non comprendere ma sentire ciò che chiamate il passato. Non sarà più un concetto del passato ma uno spazio in voi.
Voi capite sempre il passato in funzione della vostra capacità intellettuale. Nell'istante, voi comprendete profondamente qualcosa, ma fra dieci anni, alla luce delle capacità che avrete allora, direte che prima non avevate compreso.
La parola "comprensione" non è giusta; è una riduzione alla vostra ideologia, alla vostra intelligenza del momento.
Secondo che vostra moglie vi abbia dato un figlio o stia per lasciarvi, la vostra comprensione sarà diversa.
Arriva un momento in cui questa comprensione, anche se rimane, non è più il vostro cibo; non le chiedete più niente. Cosa rimane?
È come con un figlio. Quando smettete di cercare di capire vostro figlio, cosa resta? Vi resta l'ammirazione, il sentire, il gioco, l'amore, e vi accorgete che c'è allora una comprensione non intellettuale.
È questo che vi spingerà a portare vostro figlio da un insegnante di musica o di taekwondo, non di ragionamento.
Nella situazione, è la stessa cosa. Funzionate con il vostro sentire... E vedrete che la vostra paura dei cani non è la paura dei cani. Il cane che vi ha morso ha fatto emergere un'altra paura, che c'era già e che aveva apparentemente un'altra causa. Se risalite più indietro nel preteso "passato", vedrete che prima di quello c'era ancora un'altra cosa, e così via. Altre persone sono state morse da quel cane e non ne hanno paura. Se voi conservate la paura o io conservo la paura, è perché sia io che voi avevamo un terreno favorevole per questo...
Inutile risalire ad Adamo ed Eva. Finisco per accorgermi che la mia paura della tale situazione non proviene dalla situazione, ma che la situazione fa affiorare in me una paura immensa, originale.
Nell'approccio dello Yoga Kashmiro, noi ci lasciamo accarezzare da questa paura non causale profondamente ancorata in noi. Il cane, l'abbandono di mio padre, i colpi ricevuti me l'hanno ricordata; non l'hanno creata.
Ad un certo momento, capisco che tutto questo ha risvegliato la mia paura; rimane un sentire la paura.
Quando smetto umilmente di pretendere di sapere perché o di che ho paura, quando smetto di puntare il dito, mi libero dell'immagine della paura ma il sentito della paura è qui.
Allora, è straordinario.
Sentire in sé la paura senza causa è l'inizio di una vita profonda.
Ma finché credo di avere paura di questo, di quello, non sono pronto a vedere ciò che è qui. La paura è un'emozione straordinaria, come ogni emozione. La vita non è che emozione.
Ad un certo punto, ci si familiarizza con il fatto di vivere sensorialmente le proprie emozioni, e una forma di humor appare. Vedo il cane, vedo la mia paura, vedo che il cane non potrebbe farmi niente se non avessi questa paura, vedo che non è il cane che crea la mia paura, che non fa che risvegliarla in me... Quando comprendo questo, una vita sensoriale profonda si apre e molti chiarimenti appaiono.

Eric Baret

L'unico desiderio
Ed. La parola

"Ciò che è importante è la vita di tutti i giorni.Lo yoga è simpatico, non fa male a nessuno ma non è la vita.La vita si...
18/09/2023

"Ciò che è importante è la vita di tutti i giorni.
Lo yoga è simpatico, non fa male a nessuno ma non è la vita.
La vita si gioca con un bambino che urla, con un marito infedele, con un problema di denaro...
È lì che posso vedere l'ascolto, ma non tanto della situazione quanto del mio funzionamento....
Vedere il meccanismo ha il suo posto, lo vedo, nulla da cambiare, vederlo intensamente.
Quando gelosia, tristezza, violenza appaiono è lì lo yoga interno.
Nello yoga ampliamo la ricettività, essere sensibili a ciò che c'è.
Nei seminari è meno importante ciò che accade rispetto a vedere il nostro funzionamento a tavola, a passeggio, come cerchiamo di venderci, le persone che mi attraggono, che mi ripugnano, ciò che è giusto, sbagliato, i commenti sui corpi, sulle menti, su ciò che si mangia o no, lo posso scoprire dal vivo.
Esserne interessati sempre più, è lì che la coscienza si incarna.
Lo yoga è la preparazione alla vita funzionale.
È come vedete quando vedete il mondo immaginario in cui viviamo, ciò che ci rattrista, ciò che ci piace tanto è niente, tutto immaginario.
Se non c'è questo lo yoga non è mai iniziato e poi, quando si vede, non serve più".

Éric Baret
Da un seminario

Non ci concediamo molto tempo per sentire il corpo. Ad un certo punto, invece di riflettere sulla tua vita affettiva, su...
22/08/2023

Non ci concediamo molto tempo per sentire il corpo. Ad un certo punto, invece di riflettere sulla tua vita affettiva, sulla spiritualità o altro, ti concedi uno spazio durante la giornata, dove sei presente sensorialmente: magari esplori un movimento del dito, del polso, del respiro...
Sei presente. Le tue domande vengono fatte in modo tattile, come un musicista che fa domande uditive. Così, poco a poco, le zone addormentate riprendono coscienza. Devi essere gentile, essere paziente. Lo scopo della vita è iniziare ad osservare gli ostacoli. Non guardiamo verso un obiettivo, ma verso il sentito che l'ostacolo genera per sentire le zone del corpo che bloccano e impediscono raggiungimento dell'obiettivo. Diventiamo disponibili agli automatismi e alle reazioni psicologiche, all'insoddisfazione, al rifiuto, all'amarezza, al fallimento, al dubbio, all'agitazione. Attraverso la sensibilità decodifichiamo il modo in cui questi elementi si sovrappongono costantemente al nostro sentito. La reazione della nostra psiche attraverso le reazioni del corpo è il cuore del lavoro. Ciò che accade è necessario, che sia tristezza o gioia, che sia estasi o difficoltà, e ad un certo punto c'è questo ascolto, che sarà sempre più lì, dove divento ascolto di ciò che accade.
L'enfasi non è su ciò che si presenta, su ciò che ascoltiamo, ma sul sentire.
È normale che la prima volta che si sperimenta il corpo vuoto, una vibrazione molto forte, si provi una sorta di gioia. Non ci incolperemo perché siamo felici di sentire finalmente la vibrazione, ma ad un certo punto non c'è più questo elemento psicologico, stiamo ascoltando e ciò che si ascolta passa in secondo piano. Il processo di ascolto del corpo rifletterà sempre più la Coscienza. È l'insegnamento tradizionale, che viene fatto prima di tutto sul corpo. Il corpo è il simbolo della vita. Il rapporto con il corpo è quello che abbiamo con il mondo. Il modo in cui tratti il ​​tuo corpo è il modo in cui tratti il ​​mondo. Il disagio del corpo è il disagio che si ha nei confronti del mondo. Quando il corpo diventerà Coscienza, il mondo diventerà Coscienza. Il mondo è una proiezione del corpo. Ci relazioniamo al mondo esattamente come ci relazioniamo al corpo. È molto importante rendere consapevole questo processo.

~ Eric Baret

dalla pagina di Nancy Brunet

Non ci concediamo molto tempo per sentire il corpo. Ad un certo punto, invece di riflettere sulla tua vita affettiva, sulla spiritualità o altro, ti concedi uno spazio durante la giornata, dove sei presente sensorialmente: magari esplori un movimento del dito, del polso, del respiro...
Sei presente. Le tue domande vengono fatte in modo tattile, come un musicista che fa domande uditive. Così, poco a poco, le zone addormentate riprendono coscienza. Devi essere gentile, essere paziente. Lo scopo della vita è iniziare ad osservare gli ostacoli. Non guardiamo verso un obiettivo, ma verso il sentito che l'ostacolo genera per sentire le zone del corpo che bloccano e impediscono il raggiungimento dell'obiettivo. Diventiamo disponibili agli automatismi e alle reazioni psicologiche, all'insoddisfazione, al rifiuto, all'amarezza, al fallimento, al dubbio, all'agitazione. Attraverso la sensibilità decodifichiamo il modo in cui questi elementi si sovrappongono costantemente al nostro sentito. La reazione della nostra psiche attraverso le reazioni del corpo è il cuore del lavoro. Ciò che accade è necessario, che sia tristezza o gioia, che sia estasi o difficoltà, e ad un certo punto c'è questo ascolto, che sarà sempre più lì, dove divento ascolto di ciò che accade.
L'enfasi non è su ciò che si presenta, su ciò che ascoltiamo, ma sul sentire.
È normale che la prima volta che si sperimenta il corpo vuoto, una vibrazione molto forte, si provi una sorta di gioia. Non ci incolperemo perché siamo felici di sentire finalmente la vibrazione, ma ad un certo punto non c'è più questo elemento psicologico, stiamo ascoltando e ciò che si ascolta passa in secondo piano. Il processo di ascolto del corpo rifletterà sempre più la Coscienza. È l'insegnamento tradizionale, che viene fatto prima di tutto sul corpo. Il corpo è il simbolo della vita. Il rapporto con il corpo è quello che abbiamo con il mondo. Il modo in cui tratti il ​​tuo corpo è il modo in cui tratti il ​​mondo. Il disagio del corpo è il disagio che si ha nei confronti del mondo. Quando il corpo diventerà Coscienza, il mondo diventerà Coscienza. Il mondo è una proiezione del corpo. Ci relazioniamo al mondo esattamente come ci relazioniamo al corpo. È molto importante rendere consapevole questo processo.

~ Eric Baret

dalla pagina di Nancy Brunet

Enzo Biagi: L'ultima domanda, qual è la tua ricetta per essere felici?Osho: Ogni bambino nasce felice. Ogni bambino nasc...
07/07/2023

Enzo Biagi: L'ultima domanda, qual è la tua ricetta per essere felici?

Osho: Ogni bambino nasce felice. Ogni bambino nasce innocente e meraviglioso. Ma poi accade qualcosa e tutti quei bambini meravigliosi si perdono; la loro innocenza viene distrutta. Tutta la loro felicità si trasforma in disperazione. Osserva un bambino che raccoglie conchiglie sulla spiaggia: è più felice dell'uomo più ricco del mondo.
Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l'aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. E’ qui e ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa.
Il segreto della felicità è tutto qui: qualsiasi cosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti. Perché il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora. Vivere nei ricordi, vivere nell'immaginazione significa vivere una vita non esistenziale; e vivendo fuori dall'esistenza ti sfugge cosa l'esistenza è. Sarai inevitabilmente infelice, perché per tutta la vita ti lascerai sfuggire la vita stessa. Perdi un'occasione dopo l'altra, ma la vita non ti dà due istanti contemporaneamente: te ne dà solo uno alla volta! E quell'istante può essere vissuto oppure ce lo si può lasciare sfuggire. Esistono due modi per farselo sfuggire o ci si lascia appesantire dal passato. Oppure ci si fa attrarre dal futuro... e l'istante scompare! Ci si lascia sfuggire ciò che è reale desiderando ciò che reale non è: l'infelicità umana è tutta qui. Io cerco di aiutare i miei amici a capire una cosa sola: vivi nel presente. In questo istante, ora, non esiste infelicità, né sofferenza, né angoscia.
Se ti allontani dal presente, entri in un mondo irreale... e l'irrealtà sarà inevitabilmente fonte di infelicità. La realtà è estatica e il solo modo per collegarsi al reale è non lasciarsi sfuggire il momento presente. Se conosci il gusto, se anche una sola volta hai assaporato cosa si prova a essere nel presente - a volte, mentre guardi un'alba o un tramonto, sii semplicemente presente, così potrai assaporare il gusto - ti stupirai, ma possiederai per sempre la chiave che ti introduce nel reale. Una chiave universale che può aprire tutte le porte dei misteri della vita, delle sue estasi e delle sue bellezze. Non avete bisogno di un Gesù Cristo che vi conduca in paradiso; siete in grado di essere in paradiso qui e ora. Perché il paradiso non è da qualche parte nell'alto dei cieli. E’ qui, da qualche parte! Mi ricordo di un ateo che in salotto aveva scritto la frase che riassumeva la sua filosofia: "Dio non é da nessuna parte (nowhere, in inglese, n.d.t.)". E tutti coloro che andavano a trovarlo non potevano fare a meno di vederla, ragion per cui da li partiva ogni discussione.... un giorno all'ateo nacque un figlio, che crebbe fino all'età in cui si impara a sillabare. Un giorno il bambino era seduto in braccio al padre, fu attratto dalla scritta sul muro e si mise a leggerla. Riuscì a leggere "Dio", ma "nowhere" era una parola troppo lunga. Per cui la divise in due e lesse: "Dio è qui ora", ('now here' in inglese, n.d.t.). Il padre rimase sconvolto, non aveva mai pensato a quella possibilità di lettura... si dice che la sua filosofia di ateo andasse in frantumi. Iniziò a pensare alle implicazioni di quel qui e ora. Nel qui e ora non troverai Dio, ma qualcosa di più grande: troverai un'essenza divina. Questo è il termine che designa l'esperienza suprema della beatitudine. Ricorda quelle due parole: qui e ora, e conoscerai il segreto della felicità suprema. Non è mai esistito altro segreto, né mai ne esisterà un altro. E tutto qui! Ed è semplicissimo, facilmente a portata di mano di ogni essere umano. Non occorre appartenere a una chiesa o a un'organizzazione. Non devi portare con te una sacra Bibbia, i Veda, la Gita o il Corano. Devi solo capire un po' di più la tua mente e le sue funzioni, come agisce. La mente non è mai nel presente, mentre il tempo è sempre presente; per cui la mente e il tempo non si incontrano mai. Ecco dov'è la tragedia: a ogni istante ti sfugge il treno e continuerai a perderlo per tutta la vita. Un grande mistico stava morendo. I suoi discepoli gli erano vicini e gli chiesero: "Maestro, qual è il tuo ultimo messaggio?" Il Maestro morente aprì gli occhi e indicò col dito il tetto della sua capanna. Uno scoiattolo stava giocando; tutti i discepoli guardarono verso l'alto e per un istante vi fu un silenzio assoluto. Il Maestro disse: "Questo è il messaggio di tutta la mia vita. Vivi nel momento. E’ meraviglioso ascoltare lo scoiattolo che gioca sul tetto, senza preoccuparsi di altro". E aggiunse: "Ora, posso morire" e morì col sorriso sulle labbra, il volto soffuso di beatitudine. Perfino nell'ultimo istante della vita il suo messaggio fu: sii qui e ora. Quello è anche il mio messaggio.

Dall'intervista di Enzo Biagi a Osho (12/01/1986)

Ed eccoci ci siamo quasi!!!Il nostro    quest'anno è nella verde Brianza 😊 ti aspetto martedì 21 giugno al Pala-Ilpra di...
16/06/2022

Ed eccoci ci siamo quasi!!!
Il nostro quest'anno è nella verde Brianza 😊 ti aspetto martedì 21 giugno al Pala-Ilpra di Lesmo.
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22/06/2021

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