06/01/2026
LO SMARTPHONE PUÒ MODELLARE IL CERVELLO DI TUO FIGLIO COME UNA DROGA
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha mostrato con sempre maggiore chiarezza che l’uso intenso e precoce dello smartphone non è neutro per il cervello di bambini e adolescenti. Non parliamo solo di “abitudini” o di “tanto tempo davanti a uno schermo”, ma di MODIFICAZIONI REALI NEI CIRCUITI NEURALI che regolano attenzione, impulsi, motivazione ed emozioni.
Diversi studi di neuroimaging mostrano che l’uso problematico di smartphone e internet è associato ad ALTERAZIONI NELLE AREE CEREBRALI coinvolte nel controllo esecutivo e nell’autoregolazione, in particolare nella corteccia prefrontale, che è proprio la parte del cervello che ci permette di fermarci, riflettere, scegliere consapevolmente (Ding et al., 2024, The Effects of Digital Addiction on Brain Function and Structure of Children and Adolescents, Healthcare; PubMed Review, 2024, Effects of Internet and Smartphone Addiction on Cognitive Control in Adolescents and Young Adults).
Allo stesso tempo, lo smartphone stimola in modo continuo il sistema dopaminergico della ricompensa, lo STESSO CIRCUITO COINVOLTO NELLE DIPENDENZE DA SOSTANZE come alcool e droghe. Notifiche, like, messaggi, video brevi e scrolling infinito producono micro-scariche di piacere che rinforzano il comportamento e rendono sempre più difficile interromperlo (Ding et al., 2024; Guardian, 2024, sintesi di studi fMRI su PLOS Mental Health).
Questo significa che il cervello in crescita impara a cercare gratificazione immediata, rapida e continua, invece di sviluppare capacità fondamentali come:
– tollerare la frustrazione
– sostenere l’attenzione nel tempo
– regolare gli impulsi
– stare nel vuoto, nell’attesa, nella noia creativa
Studi longitudinali mostrano che un uso elevato di smartphone è associato a peggiori performance attentive, maggiori difficoltà di concentrazione e maggiore stress cognitivo negli adolescenti (PubMed, 2025, Smartphone Distractions and Cognitive Performance in Adolescents).
PERCHÉ QUESTO È COSÌ DELICATO NELL’INFANZIA E NELL’ADOLESCENZA
Il cervello di un bambino e di un adolescente non è una versione ridotta di quello di un adulto. È un cervello in piena fase di costruzione. Le connessioni neuronali che verranno usate di più saranno quelle che si rafforzeranno di più.
La corteccia prefrontale — la sede biologica dell’autoregolazione, del giudizio, della capacità di dire “basta” — matura completamente solo tra i 20 e i 25 anni. Questo significa che un ragazzo non ha ancora, per struttura biologica, gli strumenti per autoregolarsi davanti a stimoli progettati per creare aggancio e dipendenza.
Non è una questione di volontà. È una questione neurobiologica.
Infatti l’uso problematico di smartphone negli adolescenti è associato a maggior rischio di:
– ansia e depressione
– peggior qualità della vita
– maggiore impulsività e disregolazione emotiva
– burnout scolastico e difficoltà relazionali
(BMC Public Health, 2024, Associations between Smartphone Addiction, Parenting Styles, and Mental Well-Being; BMC Pediatrics, 2022, Fekih-Romdhane et al.).
UN MESSAGGIO AI GENITORI
Un bambino o un adolescente non può essere lasciato solo a regolarsi nell’uso dello smartphone.
Non è una mancanza educativa. È un limite evolutivo e neurologico.
Mettere dei blocchi sul telefono aspettandosi che poi il ragazzo “scelga bene” da solo è come mettere una bottiglia di alcool davanti a un adolescente e dirgli: “bevi responsabilmente”. Non funziona così, perché i sistemi di controllo non sono ancora maturi.
La funzione di regolazione deve essere svolta dall’adulto:
– ponendo limiti chiari e coerenti
– proteggendo il cervello in crescita da un’esposizione eccessiva
– offrendo alternative reali: corpo, gioco, relazione, creatività, natura, silenzio
Questo non è essere rigidi. È essere responsabili.