19/12/2025
Oltre dieci anni fa l’osteopatia italiana si trovò di fronte a un bivio decisivo. A seguito di un’interrogazione parlamentare, l’allora Ministro della Salute Beatrice Lorenzin dichiarò che l’osteopatia potesse essere praticata esclusivamente da professionisti sanitari. Il Ministero della Salute espresse inoltre parere contrario a una regolamentazione dell’osteopatia al di fuori del Sistema Sanitario Nazionale. In quel contesto, altre professioni manifestarono l’interesse ad appropriarsi delle competenze proprie degli osteopati.
Il rischio era concreto: gli osteopati italiani stavano per perdere l’osteopatia.
Quell’attacco generò in molti di noi un forte senso di appartenenza e una profonda responsabilità verso la professione.
In quello stesso periodo il Registro degli Osteopati d’Italia (ROI) era chiamato a rinnovare le proprie cariche statutarie. I soci scelsero un cambio di rotta e affidarono la guida dell’associazione a Paola Sciomachen, con un mandato chiaro: ottenere il riconoscimento dell’osteopatia come nuova professione sanitaria.
La Presidente Sciomachen avviò immediatamente un intenso lavoro politico e istituzionale. Parallelamente, dal basso, nacque un movimento di sostegno alle sue istanze. Insieme a un gruppo di colleghi raccogliemmo decine di migliaia di firme e organizzammo eventi mediatici che coinvolsero personaggi del mondo dello spettacolo e professionisti sanitari, per chiedere con forza la regolamentazione dell’osteopatia.
Il lavoro svolto in questo decennio è stato immenso, ben oltre ciò che oggi si possa immaginare.
Un primo traguardo fondamentale fu raggiunto nel 2017, con l’inserimento dell’articolo 7 nella cosiddetta “Legge Lorenzin”, che individuò formalmente l’osteopatia come nuova professione sanitaria. Successivamente, nel 2021, arrivò il primo decreto attuativo che istituì e definì il profilo professionale dell’osteopata. Nel febbraio 2024 un secondo decreto attuativo istituì i corsi di laurea in Osteopatia.
Nel giugno 2024 la Presidente Sciomachen ha concluso il suo secondo mandato, lasciando in eredità un’associazione matura, solida e dotata di una forte credibilità istituzionale. A succederle è stato Mauro Longobardi, già membro del direttivo.
Ieri, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato lo schema di accordo che stabilisce i criteri di equipollenza per i professionisti osteopati. Con la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si concluderà, a tutti gli effetti, l’iter di regolamentazione dell’osteopatia come nuova professione sanitaria.
In questi oltre dieci anni sono stati moltissimi gli attori coinvolti. Ci sono stati momenti difficili e altri difficilissimi. Non sono mancati scontri, anche all’interno della categoria. Ma questo percorso dimostra come passione, visione e perseveranza possano portare a risultati straordinari e offrire un contributo concreto al nostro Paese.
Tra pochi mesi i cittadini italiani avranno il diritto di rivolgersi a un osteopata formalmente riconosciuto dallo Stato. Le ragazze e i ragazzi possono già scegliere di intraprendere un corso universitario in Osteopatia.
Dieci anni fa tutto questo era pura utopia.
Oggi è realtà.
Grazie a tutte e a tutti.