18/12/2025
🌕 I GIORNI DI LUNA NELLA TRADIZIONE ASHTANGA🌑
Nei giorni di luna nuova (amāvasyā) e luna piena (pūrṇimā) la shala rimane chiusa nelle prime ore del mattino, in rispetto della tradizione dell’Ashtanga Yoga così come ci è stata trasmessa.
Secondo la visione yogica e vedica, la luna (Chandra) governa la mente, le emozioni e i liquidi del corpo. Poiché il corpo umano è in gran parte composto d’acqua, le fasi lunari influenzano energia e stabilità, rendendo questi giorni più delicati per una pratica fisica intensa.
Nell’Ashtanga si lavora profondamente con il riequilibrio dei flussi pranici,attraverso respiro e asana. Nei giorni di luna questo equilibrio tende naturalmente a cambiare.
La luna piena è associata a un’energia più espansiva ed emotiva, con minor radicamento; la luna nuova a un’energia più introspettiva e discendente, vicina alla qualità di apāna. In entrambe le fasi estreme il corpo può essere meno stabile e più esposto a forzature o infortuni.
Sri K. Pattabhi Jois osservava rigorosamente i moon days e in queste giornate non insegnava né praticava āsana. Per lui e per Sharathji erano momenti di pausa, ritualità e osservanza dei doveri familiari.
I giorni di luna ci offrono anche l’occasione di interrompere, anche solo parzialmente, la routine strutturata della pratica sei giorni su sette. Il riposo ci offre uno spazio di fluidità, un invito a ricordare che lo yoga non è solo disciplina, ma anche capacità di fermarsi e ascoltare.
Fermarsi, anche quando c’è voglia di praticare, è già pratica. È un gesto di aparigraha, il non aggrapparsi, e di īśvara praṇidhāna, l’abbandono fiducioso a ritmi più grandi di noi. In un’epoca in cui siamo spesso disconnessi dai cicli naturali, i moon days ci ricordano che la natura non procede in linea retta, ma attraverso espansioni e ritiri continui, come il respiro e come la luna stessa.
La pratica riprende il giorno successivo con maggior presenza e freschezza 🙏✨