08/05/2026
“Dicono che la genetica da sola non può spiegare la brusca accelerazione che stiamo vedendo. Quarant’anni fa eravamo a un bambino con autismo su diecimila, oggi gli studi epidemiologici ci dicono che siamo a un nato su 41 nell’Unione Europea e uno su 36 negli Stati Uniti”.
Secondo l’ordinario di Pediatria alla Harvard Medical School, Alessio Fasano, e i risultati dello studio Gemma, che ha unito Stati Uniti e Salerno, il rischio di autismo nei bambini si potrebbe prevedere grazie a un’analisi approfondita sul microbioma. Si tratta del patrimonio genetico che si trova all’interno del corpo umano, soprattutto nell’intestino, sulla pelle e nei vari organi. Lo scienziato continua a tal proposito:
“Non parliamo più soltanto di autismo ma di uno spettro, quindi di varie sottopopolazioni. Perché a parità di rischio alcuni bambini si ammalano e altri no? L’idea di Gemma è cercare una firma biologica che possa aiutarci a capire in anticipo chi tra i bambini a rischio prende la strada sbagliata e si ammala. E chi no”.
Nonostante ci siano già altri studi che mettono in relazione autismo e microbioma, Gemma è andato oltre: “Abbiamo utilizzato più di 21mila campioni biologici di bambini a rischio per cercare di capire perché alcuni si ammalano e altri no. E dopo 7 anni di lavoro abbiamo raccolto dati importanti, che verranno messi in rete, e abbiamo capito che c’è una finestra, tra i 3 e 12 mesi, in cui si cominciano a vedere divergenze e alcuni fattori sembrano associati a un rischio maggiore.
Tra questi il parto cesareo e l’allattamento artificiale rispetto al parto vaginale e all’allattamento al seno, un rischio maggiore di circa due volte e mezzo e tutto legato alla diversa composizione del microbioma che nei nati naturalmente e allattati al seno è quello ereditato dalla mamma”.
L’obiettivo dello studio, quindi, è passare da una diagnosi basata prevalentemente sul comportamento a una incentrata su dati biologici, che possano portare a prevedere il rischio di autismo e a mettere in pratica un intervento personalizzato.