10/03/2026
Caro genitore, voglio condividere con te un post molto interessante della Dottoressa Roberta Bruzzone, psicologa. Lo riporto per intero perché lo trovo utile in ogni sua parte.
Se ti ritrovi in queste parole e hai bisogno di una consulenza o sostegno per affrontare la situazione, scrivimi su WhatsApp premendo il pulsante sotto a questo post ❤️
Mi occupo di sostenere i genitori in fase di separazione e in caso di conflittualità, collaborando anche con l'avvocato, quando necessario.
Essere genitore è già difficile, esserlo in situazioni complesse rende tutto ancora più pesante. Non devi fare tutto da solo/a ❤️
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GENITORI, ASCOLTATEMI BENE.
Quando la relazione finisce, il conflitto può essere anche feroce.
Ma quando dall’altra parte c’è un funzionamento narcisistico patologico, non siamo più nel conflitto. Siamo nella manipolazione.
E i figli diventano il campo di battaglia.
Un genitore con tratti narcisistici gravi non vuole co-genitorialità.
Vuole controllo. Vuole specchio. Vuole vittoria.
E se per vincere deve destabilizzare il figlio, lo farà.
Non sempre urla.
Non sempre insulta.
Spesso seduce.
Spesso sussurra.
E qui vi voglio lucidi.
Cosa fa un genitore manipolatore?
• Si presenta come vittima costante.
• Insinua dubbi sull’altro genitore (“io non volevo dirtelo, ma…”).
• Chiede segreti.
• Usa il senso di colpa come collante.
• Trasforma il figlio in alleato emotivo.
• Fa sentire il bambino responsabile del suo equilibrio.
È una forma di colonizzazione psicologica.
E sapete qual è il rischio più grave?
Che il bambino non si accorga di nulla.
Perché la manipolazione affettiva non si vive come violenza. Si vive come amore.
Cosa potete fare, concretamente?
Ve lo dico in modo operativo.
1. Non denigrate mai l’altro genitore davanti a vostro figlio.
Nemmeno se lo meriterebbe.
Il bambino è metà di lui. Ogni attacco diventa un attacco identitario.
2. Non cercate di competere.
Il narcisista gioca sulla gara: “chi è il migliore?”.
Voi giocate sulla stabilità.
3. Date parole ai vissuti del bambino.
Se torna confuso, irritabile, colpevolizzato, aiutatelo a nominare le emozioni.
Le emozioni nominate diventano gestibili.
4. Evitate interrogatori post-visita.
Non trasformate vostro figlio in informatore.
La triangolazione è già attiva. Non alimentatela.
5. Costruite un ambiente prevedibile.
Routine, coerenza, confini chiari.
La manipolazione prospera nel caos.
6. Non cercate di convincere il narcisista con la logica.
Il dialogo razionale fallisce perché l’obiettivo non è trovare una soluzione.
È mantenere potere.
7. Documentate. Sempre.
Non reagite impulsivamente. Registrate pattern, comportamenti, incongruenze.
La lucidità è la vostra forza.
8. Proteggetevi emotivamente.
Un genitore destabilizzato non può proteggere nessuno.
Fate supervisione psicologica se serve. Non è debolezza. È strategia.
Il punto centrale
Il bambino ha bisogno di un adulto che sia base sicura.
Non di un adulto che vinca la guerra.
Il genitore manipolatore vive di reazione.
Se vi trascina nel gioco, ha già ottenuto ciò che voleva.
La vera forza non è contro-manipolare.
È rimanere integri.
Ricordatevi questo:
I figli, crescendo, vedono.
I figli, maturando, comprendono.
La coerenza nel tempo è più potente di qualsiasi narrazione tossica.
E se vi accorgete che vostro figlio sta diventando “il consolatore”, “il mediatore”, “il giudice” tra voi e l’altro genitore… fermatevi.
Quello non è amore.
È un carico emotivo che non gli appartiene.
Proteggere un figlio significa togliergli pesi invisibili.
E contro un narcisismo manipolatorio non si combatte con rabbia.
Si combatte con struttura, fermezza e lucidità.
Sempre.