Dott.ssa Rosy Cortese

Dott.ssa Rosy Cortese 🌿“I sintomi raccontano storie che le parole non osano, parlano di relazioni sospese.

🌿Ascoltare il corpo prima che parli la mente.

Accompagno chi vuole capire, dare senso e ritrovare chiarezza dentro di sé.

🌿Spazio di ascolto e consapevolezza

QUANDO UN FIGLIO DIVENTA LA VOCAZIONE DEL GENITORELo psicologo junghiano James Hillman parlava del daimon: quella chiama...
02/03/2026

QUANDO UN FIGLIO DIVENTA LA VOCAZIONE DEL GENITORE

Lo psicologo junghiano James Hillman parlava del daimon: quella chiamata interiore che ognuno di noi porta dentro dalla nascita.

La direzione profonda della nostra vita.

A volte però, diventando genitori, accade qualcosa di molto umano.

Si sposta il proprio daimon sui figli.

Il figlio diventa il progetto.
La missione.

Il senso della propria vita.

Nasce così il desiderio di renderlo felice a tutti i costi: proteggerlo, guidarlo, riempirlo di opportunità.

Sembra amore.

E spesso lo è.

Ma i figli sentono qualcosa di invisibile:
il peso di dover rendere felice il genitore.

Allora possono iniziare a non deludere,
a non allontanarsi troppo,
a non essere davvero se stessi.

E il loro daimon fa più fatica ad emergere.

Perché crescere significa anche scegliere strade che i genitori non avevano immaginato.

Un figlio è più libero quando sente che i suoi genitori hanno una propria vita, una propria direzione.

E allora resta una domanda importante:

✨ Un genitore infelice può davvero produrre felicità?

Forse il dono più grande che possiamo fare ai nostri figli
non è vivere per loro.

Ma avere il coraggio di vivere la nostra vita. 🌿

IL FIGLIO DIFFICILE"Non esistono ragazzi difficili.Esistono famiglie difficili in cui stanno crescendo dei bambini.” B. ...
27/02/2026

IL FIGLIO DIFFICILE

"Non esistono ragazzi difficili.
Esistono famiglie difficili in cui stanno crescendo dei bambini.” B. Hellinger

È una frase forte.
E spesso dà fastidio.

Perché siamo abituati a dire:
“Quel ragazzo è ingestibile.”
“È ribelle.”
“È provocatorio.”
“Non ascolta.”

Ma raramente ci fermiamo a chiederci da dove nasce quel comportamento.

I ragazzi non sono isole.

Crescono dentro un clima emotivo, dentro relazioni, dentro una storia familiare.
Quando un adolescente urla, sfida, provoca o si chiude, molto spesso sta esprimendo qualcosa che nel sistema familiare non trova parole.

A volte porta la rabbia che nessuno riesce a dire.
A volte manifesta la tensione tra i genitori.
A volte esprime un dolore che nella famiglia non trova spazio.

Nella visione sistemica, come ha mostrato Bert Hellinger, il sintomo di un figlio non appartiene mai solo a lui.

Spesso è un messaggio che riguarda l’intero sistema familiare.

Questo non significa colpevolizzare i genitori.
Fare il genitore è forse una delle cose più difficili che esistano.
Significa però cambiare prospettiva.

Perché quando guardiamo un ragazzo solo come “il problema”, rischiamo di non vedere ciò che quel comportamento sta cercando di dirci.

E spesso succede una cosa sorprendente:
quando la famiglia cambia sguardo,
quando qualcosa si muove nelle relazioni,
quando qualcuno inizia davvero ad ascoltare…
anche il ragazzo cambia.

Perché i figli, molto spesso, non sono il problema della famiglia.
Sono quelli che mostrano dove la famiglia ha bisogno di crescere.

✨ E a volte il figlio considerato “il più difficile”…
è semplicemente quello che sta dicendo la verità che tutti gli altri stanno evitando.

“Il viaggio non serve a cambiare luogo, ma a cambiare sguardo.Quando cambi sguardo, anche la tua vita diventa un altro p...
27/02/2026

“Il viaggio non serve a cambiare luogo, ma a cambiare sguardo.
Quando cambi sguardo, anche la tua vita diventa un altro paesaggio.”

Lettere Dalla Kirghisia
Silvano Agosti

La vera trasformazione non avviene fuori, ma dentro di noi.
Il viaggio diventa metafora della crescita interiore: non è tanto dove andiamo, ma come impariamo a guardare ciò che viviamo. 🌿

QUANDO PENSI IN MANIERA DIVERSA DAL TUO SISTEMA FAMILIARENon sempre il pensiero divergente è solo creatività.A volte è u...
25/02/2026

QUANDO PENSI IN MANIERA DIVERSA
DAL TUO SISTEMA FAMILIARE

Non sempre il pensiero divergente è solo creatività.

A volte è un movimento dell’anima.

Ci sono persone che, dentro la propria famiglia, sentono di vedere le cose in modo diverso: – mettono in discussione ciò che è sempre stato dato per scontato

– scelgono strade non previste
– interrompono silenzi
– cambiano copioni

E questo può generare una tensione sottile.
Perché ogni sistema familiare, come ci insegna Bert Hellinger attraverso le Costellazioni Familiari, si fonda su un bisogno profondo: l’appartenenza.

Appartenere significa sentirsi parte. Ma appartenere spesso implica anche fedeltà invisibili.

Quando inizi a pensare in modo diverso, il sistema può percepirlo come una rottura. E dentro può nascere un conflitto silenzioso:

“Se sono davvero me stessa… rischio di non appartenere più?”

È qui che il corpo spesso parla.
Tensioni al collo.
Rigidità.
Mal di testa.
Senso di pressione.
Come se una parte di te volesse esprimersi
e un’altra volesse restare fedele.

Dal punto di vista sistemico, il pensiero divergente può essere: – una forza evolutiva del campo
– un tentativo di portare equilibrio
– la voce di ciò che non è stato visto
Maturità non significa ribellione. Significa differenziazione.

Nella dimensione più spirituale delle Costellazioni Spirituali, il movimento sano è questo:

“Onoro ciò che è stato.
E porto qualcosa di nuovo.”

Non si tratta di rompere con il sistema. Si tratta di ampliarlo.

Forse non sei “troppo”. Forse sei il punto in cui la storia familiare sta cercando un’evoluzione.

E il tuo corpo, con i suoi segnali, ti chiede solo una cosa:
Puoi appartenere… senza smettere di essere te stessa?

Non sei nata per ripetere la storia.
Sei nata per onorarla… e portarla un passo più avanti.

E quando trovi il coraggio di essere te stessa,
non tradisci il tuo sistema:

lo evolvi.

Lettura Sistemica ed Emotiva del Sintomo
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"Non si tratta di ritrovare ciò che eravamo, ma di abbracciare la forza che siamo diventati."🌺
25/02/2026

"Non si tratta di ritrovare ciò che eravamo, ma di abbracciare la forza che siamo diventati."🌺

🌿 IL VUOTO FERTILECi sono momenti in cui ti senti vuota.Non triste. Non arrabbiata.Solo… vuota.E la mente si allarma:“Co...
23/02/2026

🌿 IL VUOTO FERTILE

Ci sono momenti in cui ti senti vuota.
Non triste. Non arrabbiata.
Solo… vuota.

E la mente si allarma:

“Cosa non va?”
“Perché non sento più entusiasmo?”
“Perché tutto sembra sospeso?”

Ma non tutto il vuoto è mancanza.

Esiste un vuoto che arriva
dopo che hai smesso di adattarti,
dopo che hai lasciato andare una relazione,
dopo che hai detto un “no” importante,
dopo che una parte di te è finita per far nascere qualcosa di più vero.

È il vuoto fertile.

In psicologia è uno spazio di riorganizzazione interna.

Il sistema si sta riassestando.
Le vecchie identificazioni si stanno sciogliendo.

In chiave sistemica, il vuoto può apparire quando
interrompi una fedeltà invisibile,
quando non porti più un peso che non ti apparteneva,
quando ti separi interiormente da ciò che non era il tuo destino.

Il vuoto fertile non chiede di essere riempito in fretta.

Chiede tempo.

Chiede presenza.

Chiede fiducia.

È come la terra dopo che è stata arata.
Sembra spoglia.
In realtà, è pronta.

Molte persone riempiono quel vuoto con distrazioni, nuove relazioni, nuove iniziative.

Ma se resti…
se impari a stare in quello spazio senza giudicarlo…
qualcosa inizia a germogliare.

🌿 Non sei vuota.
Forse stai lasciando morire ciò che non sei più.

La vera domanda è:
hai più paura del vuoto…
o della donna che potresti diventare se lo attraversi?

  ❤️
23/02/2026

❤️

LA FREQUENZA CHE EMANI CREA LA TUA REALTÀ.Non è magia.È coerenza tra ciò che pensi, ciò che senti e ciò che fai.In psico...
22/02/2026

LA FREQUENZA CHE EMANI CREA LA TUA REALTÀ.
Non è magia.
È coerenza tra ciò che pensi, ciò che senti e ciò che fai.

In psicologia sappiamo che il nostro sistema nervoso funziona come un radar: filtra, seleziona e interpreta la realtà in base allo stato interno in cui ci troviamo. Se vivo in uno stato di allerta costante, vedrò minacce. Se vivo nella fiducia, noterò possibilità.

La “frequenza” di cui tanto si parla non è altro che il tono emotivo stabile con cui abiti il mondo.

✨ Se vibro nella paura, attirerò relazioni che confermano la paura.
✨ Se vibro nella carenza, vedrò sempre ciò che manca.
✨ Se vibro nella dignità e nel valore, inizierò a fare scelte diverse — e la mia realtà si riorganizzerà di conseguenza.

Il nostro cervello è plastico. Le neuroscienze lo chiamano “bias di conferma”: tendiamo a cercare prove di ciò che già crediamo.

Per questo la frequenza non è un concetto esoterico, ma un processo psicologico profondo.
Come si alza la propria frequenza?
Non forzandosi a essere positivi.
Ma diventando consapevoli.

🌿 Regolando il sistema nervoso (respirazione, pause, natura, silenzio).
🌿 Sciogliendo emozioni trattenute nel corpo.
🌿 Scegliendo ambienti e relazioni che nutrono invece di drenare.
🌿 Lavorando sulle convinzioni radicate (“non valgo”, “non ce la farò”).
🌿 Prendendosi la responsabilità delle proprie scelte, anche piccole.
Ogni volta che esci dal ruolo di vittima e rientri nel tuo centro, la tua frequenza cambia.
E quando cambia la frequenza… cambiano le decisioni.

E quando cambiano le decisioni… cambia la traiettoria della tua vita.

Come diceva Carl Gustav Jung:
“Finché non rendi conscio l’inconscio, sarà lui a dirigere la tua vita e tu lo chiamerai destino.”

Alzare la frequenza significa proprio questo: portare luce dove prima c’era automatismo.

Accorgersi dei propri schemi.
Scegliere diversamente.
La realtà che vivi è anche il risultato dello stato interiore da cui parti.

E la buona notizia è questa:
la frequenza si può trasformare.

Con gentilezza.
Con consapevolezza.
Con lavoro interiore vero.
Rosy Cortese 🌿

Un'ostrica che non è mai stata ferita non produce perle. Le perle sono prodotti del dolore, risultati dell'entrata di un...
19/02/2026

Un'ostrica che non è mai stata ferita non produce perle. Le perle sono prodotti del dolore, risultati dell'entrata di una sostanza estranea o indesiderabile nell'interno dell'ostrica, come un parassita o un granello di sabbia. Nella parte interna della conchiglia esiste una sostanza luccicante chiamata nàcar. Quando il granello di sabbia penetra, le cellule di nàcar cominciano a lavorare e coprire il granello con strati per proteggere il corpo indifeso dell'ostrica. Come risultato, una bella perla si formerà lì nel suo interno. Un'ostrica che non è stata ferita, mai produrrà perle, perché la perla è una ferita cicatrizzata. Possiamo immaginare le nostre ferite profonde non semplicemente come lacerazioni da rimarginare, ma come cave di sale dalle quali ricavare un'essenza preziosa e senza le quali l'anima non può vivere.

James Hillman

Ci sono sguardi che si limitano a vedere…e poi ci sono sguardi che sanno sentire.Vedere il mondo con occhi diversi non è...
18/02/2026

Ci sono sguardi che si limitano a vedere…
e poi ci sono sguardi che sanno sentire.
Vedere il mondo con occhi diversi non è stranezza.
È coscienza. È sensibilità. È contatto vivo con l’anima delle cose.
Forse non siamo qui per essere uguali,
ma per ricordarci, a vicenda, che esistono infiniti modi di guardare… e quindi di vivere. 🌿✨

  – COLLO, TENSIONI, CERVICALEIl collo è il ponte tra ciò che senti e ciò che pensi.Tra cuore e mente.Tra impulso e cont...
16/02/2026

– COLLO, TENSIONI, CERVICALE

Il collo è il ponte tra ciò che senti e ciò che pensi.
Tra cuore e mente.

Tra impulso e controllo.

Quando il sistema resta sempre in allerta, il corpo non riposa.

I muscoli non si lasciano andare.
Il respiro resta corto.
E il collo… trattiene.

Da dove nasce questa allerta continua?

Spesso da: iper-responsabilità precoce, bisogno di controllo, paura di sbagliare, ambienti tesi o imprevedibili, relazioni dove devi adattarti, emozioni trattenute, rabbia non espressa, bisogno di “reggere tutto”.

Livello sistemico

A volte il collo porta pesi che non sono solo tuoi.

Lealtà invisibili, destini difficili, ruoli assunti per amore.

Il corpo può irrigidirsi quando, profondamente, stai ancora “sostenendo” qualcuno o qualcosa del tuo sistema.

Come ricorda Bert Hellinger:
“Ciò che non viene visto, viene portato.”

E il corpo può parlare così: dolore cervicale, rigidità a collo e spalle, mal di testa tensivi, mandibola contratta, vertigini, formicolii, stanchezza cronica, respiro corto, sonno leggero, irritabilità, senso di pressione interna.

Un sistema in allerta non è un errore.

È un sistema che ha imparato a proteggerti.

Chiediti, con gentilezza:

Cosa sto sostenendo da troppo tempo?
Questo peso è davvero mio?
Posso, piano, lasciare?

Quando il corpo sente che può fidarsi,
la tensione non serve più —
e il collo, finalmente, lascia andare. 🌿

INNAMORATI DI TEInnamorati di te.Delle tue fragilità. Del tuo modo unico di stare al mondo.Delle tue espressioni, delle ...
15/02/2026

INNAMORATI DI TE

Innamorati di te.
Delle tue fragilità. Del tuo modo unico di stare al mondo.

Delle tue espressioni, delle scelte che fai, della vita che — ogni giorno — decidi di abitare.

Abbi cura di ogni piccolo dettaglio di te:
delle tue ombre, delle ferite, dei dolori, delle emozioni, dei bisogni che spesso hai imparato a mettere in fondo.

Innamorati… e poi continua ad amarti.

Non solo quando ti senti forte, bella, vincente.
Non solo quando raggiungi un traguardo o quando tutto funziona.

L’amore per te non nasce nei momenti perfetti.
Nasce nei giorni lenti. Nei giorni fragili. Nei giorni veri.

È fatto di piccole scelte:
rispetto, ascolto, confini gentili, silenzi che curano.
È fatto di ritmo, di stagioni interiori, di pazienza verso ciò che sta ancora guarendo.

Non è fuoco che brucia e passa.

È acqua che scorre, nutre, ritorna.

Un amore che — con delicatezza — ti insegna:
con chi parlare, chi e cosa lasciare, cosa nutrire, dove stare, cosa meriti.

Un amore che non ti chiede di essere perfetta,
ma presente. Vera. Viva.

Innamorati di te.

E quando l’innamoramento svanisce — perché succede — resta.

Continua. Scegliti ancora.
Perché l’amore per te non è un momento.
È una relazione per tutta la vita.

Il modo in cui ti ami oggi… è il destino che stai creando dentro di te.

Rosy Cortese

Indirizzo

Livorno
57128

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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Il mio percorso...

Ho iniziato il mio percorso in un momento particolare della mia vita in cui sentivo di non esprimermi a pieno, mi sentivo " bloccata" come donna, lavoratrice e soprattutto come mamma. Ero inserita , se pur con buone soddisfazioni , in un contesto lavorativo che non mi rispecchiava e che non sentivo mio. Il mio ruolo di mamma era sempre messo in discussione e sentivo un senso di inadeguatezza di fondo , i figli ci fanno sempre da specchio! .

La nascita di mio figlio Leonardo infatti ha accelerato molto la voglia del cambiamento, la voglia di star bene veramente. Stavolta non più solo per me ma per lui,pensavo!

Ho capito che quando i nostri figli manifestano un disagio e vogliamo aiutarli veramente dobbiamo partire da noi. Ho capito che prima di cercare gli strumenti giusti per aiutare un figlio dobbiamo cercare gli strumenti giusti per aiutare prima noi stesse. Un po' come ci consigliano in aereo per eventuali cali di pressione, prima di usare la mascherina per tuo figlio usala per te!Solo così non perderai la lucidità per aiutare lui.

Quando ho incontrato EFT, associandolo alle tecniche apprese durante il percorso di counseling, e di Nuova Pedagogia ho iniziato a "lavorare"sulle credenze limitanti e per me "paralizzanti", sull'ansia, sullo stress, sui blocchi e sulle dinamiche che si ripetevano secondo schemi ben precisi,sull'autostima,e sul mio essere prima di tutto donna con dei bisogni e poi mamma.