Sara Angiolini Psicologa Psicoterapeuta

Sara Angiolini Psicologa Psicoterapeuta Colloqui psicologici. Mediazione familiare. Percorsi di psicoterapia con adulti, adolescenti e coppie

Ieri sera avevo scritto un post velenoso: avevo letto un pensiero che mi aveva fatto arrabbiare profondamente sul dibatt...
06/05/2026

Ieri sera avevo scritto un post velenoso: avevo letto un pensiero che mi aveva fatto arrabbiare profondamente sul dibattito sui diritti, dove si sentono spesso purtroppo voci molto sicure e molto poco informate.
Stamattina ho ricevuto una notizia personale che ha cambiato un po’ le priorità, e così anche le parole che fino a ieri sera facevano arrabbiare, oggi cambiano suono.
Non perché siano diverse, ma perché il mio sguardo lo è.

Esiste una differenza sostanziale tra avere un’opinione e avere competenza: la prima è legittima, la seconda è necessaria quando si parla pubblicamente (e i social questo fanno) della vita e dei diritti delle persone. Di tutte le persone.

Oggi questa differenza non mi provoca più solo rabbia, ma segna una distanza. Una distanza enorme. Perché quando ti ricordi quanto è fragile tutto, diventa evidente quanto possa essere vuoto parlare con leggerezza delle vite delle persone, o farlo senza le competenze necessarie.
Il personale è sempre politico.
E la superficialità, in questi casi, non è un’opinione, ma un problema.
Oggi, più che indignazione, resta una distanza silenziosa.

Oggi porto via con me parole, domande e tanta umanità. Grazie a tutte le persone del Comune di Rosignano Marittimo che h...
21/04/2026

Oggi porto via con me parole, domande e tanta umanità. Grazie a tutte le persone del Comune di Rosignano Marittimo che hanno partecipato con apertura, curiosità e desiderio di mettersi in gioco. Il confronto è stato vivo, a tratti intenso, e proprio per questo profondamente autentico. Parlare di linguaggio, identità e differenze significa entrare in spazi delicati, ma necessari. Oggi quegli spazi sono stati abitati con rispetto, presenza e ascolto.
Grazie per le voci, le esperienze e la presenza che avete portato.

Questo è il tipo di spazio che vale la pena continuare a costruire. 💛

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Oggi è di moda parlare, leggere e scrivere di “relazioni tossiche”. Io personalmente lo faccio sempre con una certa caut...
16/04/2026

Oggi è di moda parlare, leggere e scrivere di “relazioni tossiche”. Io personalmente lo faccio sempre con una certa cautela.
Non perché il dolore provato non sia reale, lo è eccome, ma perché questa etichetta rischia di semplificare troppo.

Spesso, più che persone “tossiche”, vedo dinamiche relazionali che fanno stare male. E allora, se è vero che le relazioni sono fatte di incastri di bisogni, aspettative, modi di comunicare, ciò non può comunque togliere dallo sguardo la responsabilità individuale.
Ci sono comportamenti che feriscono, e vanno riconosciuti. Alla svelta, anche.
Ma il punto non è dire “è una relazione tossica” e fermarsi lì.
Il punto è chiedersi: cosa sta succedendo qui dentro?
E io, che posizione sto prendendo?

Non tutte le relazioni si possono aggiustare.
Ma tutte possono essere comprese. E da lì, scegliere: restare in modo diverso o andare via.


Nessuna persona si salva da sola ❣️
29/03/2026

Nessuna persona si salva da sola ❣️

Il ragazzo è seduto nelle prime file, avrà 16, 17 anni... ha ascoltato con grande attenzione tutto ciò che ho detto, prendendo persino appunti. Ho incrociato più volte il suo sguardo, mentre parlavo e mi ha dato più volte l'impressione di trattenersi, di essere sul punto di voler dire qualcosa.

Alla fine, si è deciso ad alzare la mano.

"Professore, mi scusi, io sono d'accordo con lei quando dice che, se stiamo vivendo un pessimo periodo, se avvertiamo un malessere, è una buona idea parlarne con uno psicologo, ma alcuni miei amici dicono che i nostri nonni sono cresciuti e sopravvissuti benissimo senza.

E che tutte queste storie, alla fine dei conti, non fanno altro che rammollirci".

"Grazie per essere intervenuto” - ho risposto “Tante persone la pensano come i tuoi amici, ed è esattamente questa forma di ignoranza che dobbiamo combattere.

Se un chirurgo operasse i suoi pazienti seguendo le procedure del XIII secolo, causerebbe la morte di tante persone e sarebbe radiato dall'albo alla velocità della luce.

Nel XXI secolo, operiamo con il laser, sperimentiamo protesi robotiche e nanotecnologie. Perché la salute, come ogni altro campo della scienza, della conoscenza e della tecnica, progredisce, evolve.

Quindi, non ha davvero nessun senso sostenere che i nostri antenati sono sopravvissuti senza parlare mai con uno psicologo: i nostri antenati vivevano meno di noi, i loro corpi soffrivano e si usuravano per malattie che noi, oggi, sconfiggiamo con una semplice pillola.

La psicologia esiste da poco più di un secolo, è vero, ma questo non è di certo un punto a suo sfavore, tutt'altro, ne testimonia l'avanguardia.

Per quanto riguarda invece l'essere rammolliti: se mi fa male un molare vado dal dentista, se temo di essere depresso o di avere una dipendenza, ne parlo con un professionista della salute mentale (psicologo, psicoterapeuta o psichiatra).

Non si tratta di essere deboli, ma di avere cura di sé.
Cerchiamo di non dimenticarlo mai.

La fragilità è il nostro superpotere.

29.3.2026

Nessuno si salva da solo.
- Repetita Iuvant

Prima di assumere leggere attentamenteindicato per i casi di paura ricorrente,ansia persistente, distacco dal presente,c...
13/03/2026

Prima di assumere leggere attentamente
indicato per i casi di paura ricorrente,
ansia persistente, distacco dal presente,
cuore accelerato sotto il peso della mente.
Per chi dorme male, sogna peggio e poi si sveglia stanco,
e gli sembra enorme il letto se non c’è nessuno accanto.
Perché quando si fa buio, i pensieri più pesanti,
l’amore può diventare il migliore dei calmanti,
può causare dipendenza a chi non sa vivere senza,
a chi già si sente oltre la sua data di scadenza,
a chi cerca un equilibrio, almeno un punto di partenza,
e sogna di essere normale, soltanto di essere normale.
Ma la normalità a me mi sembra una follia,
magari l′invenzione di chi ha poca fantasia.
Alla fine, se ci pensi, non è strano
le persone normali sono sempre quelle che non conosciamo.

⚠️ Riassunto Sanremo 2026 ⚠️Arisa e Serena Brancale.Voce e intensità tali che potrei commuovermi anche se leggessero ad ...
02/03/2026

⚠️ Riassunto Sanremo 2026 ⚠️

Arisa e Serena Brancale.
Voce e intensità tali che potrei commuovermi anche se leggessero ad alta voce il DSM-5. Groppo in gola garantito entro il primo ritornello. Con uno strumento così, il testo diventa quasi un pretesto clinico.

Marco Masini e Fedez.
Masini da solo sarebbe stato un signor ritorno. In combo sembra una seduta di gruppo dove però nessuno paga il conto. Il dolore è raccontato con grande enfasi, la responsabilità resta fuori campo. Se poi aggiungiamo la “canna del gas” evocata da J-Ax, lo scenario è completo: estetica della disperazione, elaborazione rimandata.

Enrico Nigiotti.
Obiettività sospesa. È in “ripeti 1” da giovedì mattina e non intendo guarire.

Elettra Lamborghini.
Mi fa morire dalle risate. E in mezzo a tanto melodramma, è quasi servizio pubblico.

Sayf.
Leggerezza solo apparente. Sotto c’è una fotografia nitida della gioventù di oggi: identità stratificate, appartenenze che non stanno in una definizione sola, il sentirsi di qui e altrove nello stesso momento. Non è un manifesto, ma è profondamente contemporaneo. Racconta il presente senza nostalgia e senza bisogno di scolpirlo nel marmo.

Sal Da Vinci.
Più vicino a Da Vinci che a Sal. Amore eterno, solenne, inciso nella pietra. Il problema non è il romanticismo: è l’idea che la profondità coincida con l’immutabilità. Nel 2026 le relazioni non sono affreschi rinascimentali, sono processi. E se continuiamo a confondere il “per sempre” con la maturità, rischiamo di scambiare la rigidità per valore.

Sanremo specchio del Paese?
Speriamo almeno non sia lo specchio retrovisore.

27/02/2026

❗️ Da lunedì 2 marzo una grande novità per L’Approdo: apertura anche il lunedì mattina ❗️

L'Approdo Centro Ascolto Lgbtq+ amplia i propri orari di apertura.

A partire da lunedì 2 marzo, saremo aperti anche il lunedì mattina, dalle ore 9 alle ore 13, oltre ai consueti orari pomeridiani.

Si tratta di un’estensione importante: finora il servizio era attivo esclusivamente nel pomeriggio. L’introduzione della fascia mattutina nasce dal desiderio di rendere il Centro ancora più accessibile, intercettando bisogni diversi e offrendo maggiori possibilità di ascolto e accompagnamento.

📚 Anche la biblioteca tematica, con la relativa aula studio, sarà aperta nella nuova fascia oraria, con servizio di consultazione e prestito.

Questa nuova apertura è possibile grazie al progetto finanziato dall'Unione Europea nell’ambito del progetto Connecting Spheres.

Rileggendo “Chi me l’ha fatta in testa?” si ride.  Si ride tanto.Una talpa esce dalla tana e si ritrova un “regalino” in...
20/02/2026

Rileggendo “Chi me l’ha fatta in testa?” si ride. Si ride tanto.

Una talpa esce dalla tana e si ritrova un “regalino” in testa. Indignata, offesa, umiliata, decide di scoprire il colpevole.
Interroga il cavallo, la mucca, il maiale… ognuno dimostra la propria innocenza.
Alla fine la talpa scopre chi è stato:
“Gianmaria, il cane del macellaio.”
E cosa fa?
“Vendetta. Tremenda vendetta.”
Gli restituisce il favore.

Fine. Risate. Sollievo.

Ma a rileggerla da persone adulte, questa non è solo una storia divertente.
La talpa non chiede spiegazioni. Non cerca riparazione. Vuole pareggiare i conti.
E il paradosso è questo: la vendetta non ristabilisce l’ordine. Lo replica.
Non rende il mondo più giusto.
Lo rende semplicemente più sporco di prima.

Nel libro funziona: è comico, è catartico.
Nella vita, però, ogni volta che reagiamo solo per “restituire”, restiamo agganciati all’offesa.
Restiamo legati proprio a ciò da cui vorremmo liberarci. La libertà allora non sta nel pareggiare, ma nel trasformare l’esperienza, nel farne qualcosa di nostro, invece di rimetterla in circolo.

Forse la domanda non è:
“Chi me l’ha fatta in testa?”

Ma:
“Cosa scelgo di fare, qui e ora, con quello che mi è successo?”

“Il problema non è possedere una persona, ma volergli bene..l’amore è il piacere che esista questa persona e il piacere ...
14/02/2026

“Il problema non è possedere una persona, ma volergli bene..l’amore è il piacere che esista questa persona e il piacere che esista a prescindere da dove è e cosa fa.
Una cosa che riguarda la qualità dell’amore è questa: le coppie sono seriamente in difficoltà molto spesso per il fatto che vogliono che l’altro faccia le cose giuste. Ma le cose giuste tue non sono mica le cose giuste dell’altro.
Una coppia viaggia tranquilla se le due persone smettono di voler che l’altro faccia quello che vogliono loro.”

Paolo e le sue riflessioni, che ancora regalano luce❤️

Anche quando non ascoltiamo, qualcosa continua a bussare.
28/01/2026

Anche quando non ascoltiamo, qualcosa continua a bussare.

Quando ho iniziato la scuola, ti dissi che avevo scelto la Gestalt “per te”.Mi rispondesti: “Bella grulla allora”.Avevi ...
11/01/2026

Quando ho iniziato la scuola, ti dissi che avevo scelto la Gestalt “per te”.
Mi rispondesti: “Bella grulla allora”.
Avevi visto prima di me dove stavo delegando, dove non mi stavo prendendo la responsabilità del mio desiderio.

Oggi sento dolore, sì. Tanto.
Ma soprattutto gratitudine.
Perché non mi hai insegnato cosa essere, ma come stare.
A fidarmi di quello che sento.
A non scappare dal vuoto.
A incontrare le persone, non ad aggiustarle.

“Ho scelto la Gestalt per me.”
Ci ho messo anni a dirlo davvero.
Grazie per non avermi lasciata comoda.
Per avermi restituita a me.
Ciao Paolo 🤍

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