06/05/2026
Ieri sera avevo scritto un post velenoso: avevo letto un pensiero che mi aveva fatto arrabbiare profondamente sul dibattito sui diritti, dove si sentono spesso purtroppo voci molto sicure e molto poco informate.
Stamattina ho ricevuto una notizia personale che ha cambiato un po’ le priorità, e così anche le parole che fino a ieri sera facevano arrabbiare, oggi cambiano suono.
Non perché siano diverse, ma perché il mio sguardo lo è.
Esiste una differenza sostanziale tra avere un’opinione e avere competenza: la prima è legittima, la seconda è necessaria quando si parla pubblicamente (e i social questo fanno) della vita e dei diritti delle persone. Di tutte le persone.
Oggi questa differenza non mi provoca più solo rabbia, ma segna una distanza. Una distanza enorme. Perché quando ti ricordi quanto è fragile tutto, diventa evidente quanto possa essere vuoto parlare con leggerezza delle vite delle persone, o farlo senza le competenze necessarie.
Il personale è sempre politico.
E la superficialità, in questi casi, non è un’opinione, ma un problema.
Oggi, più che indignazione, resta una distanza silenziosa.