13/05/2026
💬 “Mentre faccio questa cosa… ti posso raccontare delle cose?”
È quello che mi ha detto una bambina di otto anni durante la nostra seconda seduta.
Gli avevo proposto di modellare la sua famiglia con la plastilina: un materiale semplice, concreto, che coinvolge le mani ✋, il tatto.
E proprio mentre modellava, è arrivata la domanda.
Poi le parole.
Poi le paure 🌙
Paure della notte, di mostri e figure che secondo lei “si animano” nella stanza dei genitori.
Paure che da anni non le permettono di dormire da sola.
Paure che non avevo ancora nominato io… ma che il contatto con la plastilina le ha permesso di sentire e di portare 🧠💚
Mentre parlava, continuava a creare i suoi pupazzetti, come se quel gesto la aiutasse a stare con ciò che sentiva.
L’ho lasciata andare dove aveva bisogno di andare 🧭
E quando per lei quel pezzo si è chiuso, è tornata naturalmente alla modellazione della famiglia, raccontandomi dei legami tra i vari membri.
Nessuna forzatura.
Nessuna direzione imposta.
Solo un’esperienza sensoriale che ha aperto una porta 🚪, e una bambina che si è sentita libera di attraversarla nel suo tempo.
🌿 È così che spesso nasce la fiducia: dal poter portare l’emozione che è più urgente, e dal sapere che c’è qualcuno che resta con te lì.
*Le storie che ti racconto traggono ispirazione dalla mia esperienza clinica. Nomi e riferimenti sono frutto di invenzione.