19/02/2026
"Io vengo da un passato dove dovevo usare i radar e le antenne, tutta la pelle per sentire se sarebbe arrivato il male.
Così, so vedere quando una faccia è armata,
quando un corpo ha paura del corpo dell'altro,
quando la parola esce da un corpo disabitato e ti vuole spaccare, invadere per abitare nel tuo e farci tana, quando un sorriso è forzato e sta mostrando i denti.
La tenerezza apre un varco nelle nostre armature di opinioni, giudizi, discriminazioni.
Si vede quando una faccia si scioglie,
quando un corpo lascia cadere le tensioni.
❣️ Essere indifesi non significa perdere la consapevolezza né il senso dei propri confini.
Io ero una che chiunque poteva farmi di tutto e non sapevo dire di no.
Così, ero piena di rabbia non vista e stanchissima, demolita.
❣️ Poi, con un lungo, paziente lavoro sono arrivata a comprendere che i no sono dei sì a me stessa
e che proteggersi non è armarsi.
Ricevo l'esperienza dell'altro, ma faccio anche sentire che io ci sono e che il mio spazio vitale non va invaso."
Grazie Chandra Livia Candiani per raccontare così vividamente la differenza tra essere disarmati ma presenti e aperti ad un incontro autentico
e subire invece l'incontro, lasciandosi invadere, perdendo il contatto con sé e con i propri bisogni e desideri.
❤️🩹 È difficile anche per te sentire il confine e non perderti nell'incontro con l'altro?
❤️🩹 Riesci a dire di NO quando è NO e SÌ quando è veramente SÌ?
Se vuoi, parliamone nei messaggi ☺️
Il testo è tratto da "Tenerezza" di Chandra Livia Candiani