Studio Logopedia Livorno - Iacopetti Sabrina

Studio Logopedia Livorno - Iacopetti Sabrina Disfonia, disturbi/ritardo di linguaggio, valutazione degli apprendimenti, potenziamento delle abilità scolastiche carenti.

12/11/2025
06/11/2025

Baby teeth guide the path for adult teeth.
They act like natural signposts beneath the gums — showing the permanent teeth where and when to come in. Each baby tooth holds the exact space the adult tooth will later occupy, ensuring the eruption follows the right path and alignment as the jaw develops.

When a baby tooth is lost too early due to decay or injury, that space closes as nearby teeth drift into it. Without its guide, the adult tooth underneath may erupt in the wrong direction, become tilted, or get trapped under the gums — often leading to crowding or the need for braces later.

These early teeth also help children chew properly, speak clearly, and shape the growing jawbone. Their roots slowly dissolve as the adult teeth move upward — a perfectly timed biological handover that nature designed with precision.

Protecting baby teeth means protecting the roadmap for a child’s lifelong smile. Regular dental check-ups, fluoride use, and cavity prevention ensure these tiny guides stay healthy long enough to complete their job — paving the way for straight, strong, and well-aligned adult teeth.

🔹 Disclaimer: This post is for educational purposes only and not a substitute for professional dental advice.

Quelle famiglie che.. ogni occasione è buona per fare gli esercizi di terapia mio funzionale Esercizio della cartina per...
18/10/2025

Quelle famiglie che.. ogni occasione è buona per fare gli esercizi di terapia mio funzionale
Esercizio della cartina per il ripristino della respirazione nasale...in treno 🚆

I trattamenti per DSA.📘 Quando un intervento funziona davvero?Quante volte sentiamo dire: “Sta migliorando!”Ma... quanto...
17/10/2025

I trattamenti per DSA.
📘 Quando un intervento funziona davvero?

Quante volte sentiamo dire: “Sta migliorando!”
Ma... quanto sta migliorando davvero? E soprattutto: in cosa?

Nel lavoro con bambini DSA — dislessia, disortografia, disgrafia o discalculia — questa è la domanda che conta.
E non basta un’impressione. Servono dati, continuità e cambiamenti visibili nella vita reale.

👉 Tressoldi e Vio (2008) hanno proposto un modo semplice ma rigoroso per capirlo.
Si chiama “significatività clinica”: in pratica, ti dice che 𝐬𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 𝐬𝐢𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞̀ 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐥𝐢𝐧𝐢𝐜𝐨, 𝐨𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨: 𝐬𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨.

🎯 Come capirlo nella pratica

🔹 1. Misura il cambiamento.
Se un bambino passa da 1,5 a 1,9 sillabe al secondo nella lettura, non è solo “un po’ meglio”: è clinicamente migliorato per la sua età.

🔹 2. Verifica che duri nel tempo.
Un risultato è valido solo se rimane stabile dopo 3-6 mesi. Non serve migliorare per due settimane e poi tornare indietro.

🔹 3. Guarda anche la qualità.
Non contano solo i punteggi. Conta se il bambino legge più volentieri, se usa la lettura da solo, se genitori e insegnanti notano più autonomia.

🔹 4. Usa criteri chiari per ogni abilità:

Lettura: deve superare la crescita naturale attesa (circa +0,3 sill/s all’anno).
Ortografia: almeno il 50% di errori in meno.
Calcolo: guadagno di 1 deviazione standard o un decile (+10°)
Scrittura: progresso superiore a quello previsto per l’età.

Dunque funziona davvero se:

Migliora oltre il normale sviluppo atteso,
Il cambiamento è visibile e percepito,
I risultati durano nel tempo.

Non è solo un “fare esercizi”. È rendere quel cambiamento reale, stabile e percepibile — nella mente, nella scuola, nella quotidianità del bambino che seguiamo.

13/10/2025

«Piacere, sono Gloria, neurotipica, vivo a Roma con tre neurodivergenti: uno l’ho scelto come compagno lustri fa, gli altri due li ho partoriti».

Gloria Bellicchi e Giampaolo Morelli hanno rivelato di non aver mai pensato che il disturbo di Giampaolo potesse essere trasmesso geneticamente ai figli. L’ex Miss Italia e l’attore, conosciuto dal pubblico soprattutto per il suo ruolo da ispettore Coliandro, hanno deciso di mettere nero su bianco la loro storia in un libro, “Dislessico famigliare”, appena uscito.

I loro figli, Gianmarco di 12 anni e Pier Maria di 8, sono entrambi DSA, proprio come il papà. Gloria scherza spesso sul fatto di essere l’unica “normale” in casa: “In generale tutti e tre hanno una grande velocità di concettualizzazione, per immagini, si capiscono in un ba***re di ciglia, offrono prospettive di ragionamento diverse. Pier a scuola ha lanciato la moda di mangiare la cotoletta nel panino ‘come gli avventurieri’, perché gli era difficile tagliarla con il coltello”.

Giampaolo racconta che la scoperta c’è stata durante il lockdown, quando Gianmarco era in prima elementare: “La maestra diceva: bambini, aprite il libro a questa pagina, e lui non sapeva se dovesse girare le pagine a destra o a sinistra. Poi si distraeva continuamente. Mi sono rivisto io piccolo: mi trattavano da scemo e pensavano che fossi svogliato. . . ”.

Gloria spiega che per Gianmarco la diagnosi di DSA è arrivata a 6 anni, mentre Pier Maria aveva difficoltà nella lettura a 7. Sottolinea quanto sia importante notare i dettagli: “Quando vedi che si sforza di capire ma non ci riesce e va in confusione. Anche sul classico mal di pancia, è meglio farsi sempre una domandina in più. Poi vai a ritroso e i sassolini li metti insieme dalla nascita”.

Ogni bambino è diverso: Gianmarco, ad esempio, in classe fatica con la matematica, ma quando va a comprarsi la merenda il conto lo fa al volo, senza nemmeno capire come ci riesca.

Giampaolo dice che avere un cervello che funziona in modo diverso può essere anche un vantaggio: “Io non ho bisogno dell’agenda perché ricordo tutto a memoria, però non riesco a fare la valigia quando devo partire”. Gloria aggiunge che la disprassia di Giampaolo le è sempre piaciuta: “Quel suo camminare dinoccolato, come se fosse sempre in vacanza. . . ”.

Secondo Gloria, il mondo del lavoro ha già iniziato a capire il valore delle persone neurodivergenti: “Anche le aziende se ne sono accorte: vogliono i neurodivergenti, che sono campioni di problem solving, mentre noi neurotipici ci incagliamo. Secondo me dovrebbero essere considerati patrimonio dell’umanità”.

05/10/2025

"Cara signora, dovrebbe stare più attenta ai compiti di suo figlio: ieri li ha fatti sbagliati"
"Senta signora, dovrebbe seguire di più il bambino: ogni tanto si dimentica libri e quaderni a casa"
"Cara mamma, dovrebbe stargli più dietro: oggi aveva nella cartella un libro di troppo e inoltre ha perso la gomma".. e così via, dal primo giorno di scuola.
Allora, care maestre, vi scrivo una lettera che vale per sempre, per tutte le volte che avete sorriso con sopportazione alle mie risposte, ma senza comprenderle appieno.
Questa è la risposta di una mamma che ha già fatto la scuola elementare e pensava di aver concluso decine di anni orsono.
Di una mamma degenere.
Trovo molto bizzarro che i rimproveri sul quaderno di mio figlio siano indirizzati a me piuttosto che al bambino. Perché su quella seggiolina minuscola il mio fondoschiena abbondante non ci starebbe, e per fortuna a scuola viene lui e non la sua mamma.
È piuttosto buffo che venga richiesto il mio costante intervento per compiti troppo complessi, troppo lunghi, troppo noiosi. Perché vi confesso che quei compiti li so svolgere brillantemente, da genio della classe, ma purtroppo li avete assegnati a lui e non a me.
E mi fa divertire che venga insinuato che non seguo i miei figli perché ogni tanto dimenticano uno dei tre/quattro libri che hanno per ogni materia, talmente complicati che occorre il diploma di scuola superiore per capire quali portare e quando. Io per fortuna ho anche la laurea ma mio figlio no, e in fondo è lui che deve organizzare la propria cartella con i testi che voi avete adottato.
E mi sorprende che venga richiesto a me di fare un lavoro che ho scelto di delegare alla scuola, ossia insegnare a studiare, quando il mio lavoro è tutt'altro.
Perché ritengo che mio compito sia insegnare l'autonomia e l'autostima, ma questo posso farlo solo se i bambini avranno compiti tarati sulle loro possibilità, che siano in grado di svolgere da soli.
Per la loro soddisfazione devono POTERCELA FARE senza la guida costante di un adulto che li indirizzi sempre, costantemente, passo passo.
E se questo non accade è forse perché quello che viene loro richiesto è troppo.
Ma non è solo colpa vostra, care maestre.
Perché ci sono genitori che si prestano quotidianamente, con pazienza e dedizione, a fare scuola con loro, a loro, per loro, e questo vi confonde.
Allora per favore mamme premurose aiutate questa mamma degenere: lasciate che i bambini sbaglino e dimentichino libri e quaderni, ogni tanto!
Perché in questo modo gli insegnanti capiranno quali sono i limiti di un bambino di quella età e potranno modificare le richieste in base alle LORO capacità.
Non spianate la strada troppo in salita, perchè se gli insegnanti vedranno risultati ottimi continueranno ad alzare il tiro, chiedendo sempre di più e ben oltre le loro possibilità.
Lasciate che sbaglino, che siano rimproverati, che paghino per le loro distrazioni, perché solo così saranno orgogliosi di farcela: perché lo avranno fatto da soli e finalmente avranno imparato.
Non credo sia un merito sedersi ogni giorno accanto ai figli e spiegare cosa devono fare e come. Così facendo confonderete gli insegnanti, che di fronte ai prossimi errori di un vero bambino di 7 anni, anziché capire, non troveranno altra soluzione che sgridare la sua mamma.
La sua mamma degenere

30/09/2025
27/09/2025

Questo è il profilo di un adolescente ad altissimo potenziale cognitivo. L'indice IAG - rappresenta la capacità di ragionamento - è pari a 156. L'indice ICC - rappresenta gli aspetti esecutivi - è 109. La caduta più evidente è in memoria di lavoro, che sia nelle prove uditive che in quella visiva rimane nella media. Anche Velocità di elaborazione è un punto di debolezza sia perchè è disgrafico, sia perchè mantenere l'attenzione è una delle sue difficoltà.
Ma la difficoltà maggiore è rappresentata dalla bassa memoria di lavoro. Cosa significa?
Immaginate la memoria di lavoro come uno spazio dove c'è sempre movimento: ascolto qualcuno che mi parla, elaboro e rispondo oppure leggo, comprendo, elaboro, decido cosa trattenere, cosa non mi serve, collego ad altro, produco un risultato, che può essere un'idea, un'emozione, qualcosa da comunicare...
Se questo spazio è sottodimensionato rispetto alla capacità di ragionamento le informazioni non riescono ad essere elaborate come la persona sarebbe in grado di fare. Cerca di trattenere nuovi dati, mentre rievoca procedure o altri dati, vorrebbe elaborare il tutto per produrre una propria idea, per comunicare cosa pensa, cosa sa, ma lo spazio è troppo pieno e il sistema si blocca.
Davanti ad una domanda aperta questo ragazzo non sa da che parte iniziare, come selezionare le conoscenze, come collegarle una all'altra. Gli succede sempre? No, dipende da come è posta la domanda, se si riferisce a qualcosa che ormai è ben consolidato. Ad esempio questo ragazzo è un fulmine in matematica: davanti a un problema riesce a tenere a mente i dati, rievocare la procedura e produrre un risultato. Ma se il problema è relativo ad una procedura nuova? Il sistema può incepparsi.
Una persona APC con bassa ML può incantarsi mentre parla con qualcuno, può essere lenta nel rispondere, può non riuscire ad intervenire nella conversazione rispettando i tempi degli altri...magari pensa ad una battuta fantastica, ma nel tempo in cui è pronta a dirla gli altri hanno cambiato discorso.
Succede sempre? No, se parla con i soliti amici, è rilassata, conosce gli argomenti di cui parlano riesce a tenere il ritmo. Oppure potrebbe parlare sopra gli altri perchè sa che velocemente perderà ciò che ha in mente.
Crescendo molte persone acquisiscono strategie per sopperire a queste difficoltà. Conoscete qualcuno che riempie le frasi di eehh... dunqueeee... siii...? sono modi per far capire che "sto pensando" e così l'altro attende. A scuola possono suonare come "non so che dire, non ho studiato" ed essere fraintese.
Convivere con una bassa memoria di lavoro è faticoso e frustrante. Ne parleremo ancora.

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