20/05/2026
L'ANIMA PER JAMES HILLMAN
James Hillman non è d'accordo con Carl Gustav Jung sulla questione della genderizzazione dell'anima. Egli critica la rigidità della teoria junghiana su Anima/ Animus, che attribuisce all'inconscio una distinzione basata sul genere biologico.
Hillman sviluppa una rivoluzione dell’archetipo Anima sia in relazione al genere, sia in relazione al Sé ed alle immagini. Per Hillman Anima appartiene sia agli uomini sia alle donne, e ogni immagine è Anima. In relazione al genere Hillman, contraddice Jung, che sostiene che Anima, già all’inizio del processo è psiche. In "Il mito dell'analisi" scrive quanto segue:
“Jung per definizione, ha limitato il concetto di Anima alla psicologia degli uomini. Empiricamente l’Anima si rivela soltanto dove la coscienza dell’uomo è debole e vulnerabile, riflettendo la sua interiore controsessualità come una inferiorità femminile, è l’uomo che piagnucola. L’archetipo dell’Anima, tuttavia non può essere limitato alla particolare psicologia degli uomini perché gli archetipi trascendono sia gli uomini che le donne, le loro differenze biologiche e i loro ruoli sociali. Le rappresentazioni dell’Anima nella mitologia greca, dove l’archetipo appare nelle configurazioni di ninfe, menadi, amazzoni, nereidi, ecc. o nelle forme divine più numinose e articolate, di Persefone-Kore, Afrodite, Artemide, Ebe, Atene, si riferiscono ad una struttura di coscienza pertinente sia alla vita degli uomini che delle donne. (…) Per Jung quello di Anima è un concetto empirico il cui solo scopo consiste nel dare un nome a un gruppo di fenomeni psichici connessi o analoghi”.
In relazione alle immagini Hillman in "Fuochi blu" sostiene che dentro ogni immagine c’è un invisibile matrice che ne costituisce l’anima e scrive:
“Se, come dice Jung, ‘l’immagine è psiche’, perché non sviluppare questa affermazione e dire: ‘le immagini sono anime’, e nostro compito è rapportarci ad esse a quel livello, come anime”.
Hillman dimostra dunque che con la psicoterapia si può ritrovare l’Anima che è nell’immagine e comprenderla.
Per Hillman, l'Anima è un principio psichico fluido, non un'entità legata alla polarità maschile-femminile.
Mentre Jung insiste su una visione binaria (Anima per gli uomini, Animus per le donne), per Hillman la psiche è popolata da molteplici immagini archetipiche, che non devono essere ridotte a una semplice dicotomia di genere.
Hillman ci offre un approccio più estetico e immaginativo, vedendo l'Anima come una forza che guida la psiche attraverso immagini, narrazioni e simboli, piuttosto che attraverso una funzione specificamente femminile o maschile.
Per Hillman, l'insistenza di Jung su Anima/Animus rischia di essere un riflesso culturale della sua epoca, più che una verità universale sulla psiche umana. L’Anima non deve essere vincolata a un genere, ma intesa come una funzione più ampia dell'immaginazione e del mondo interiore, sottolineando la complessità e la fluidità dell'inconscio, che non può essere ingabbiato in schemi di genere così rigorosi.