Elisabetta Notaro Psicoterapeuta e Sessuologa

Elisabetta Notaro Psicoterapeuta e Sessuologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Elisabetta Notaro Psicoterapeuta e Sessuologa, Psicologo, Piazza 185 Reggimento Artiglieria Folgore, 2, Livorno.
(2)

Il trauma non resta nel passato. Vive nel sistema nervoso.Vive nel corpo che non si rilassa, nelle emozioni che esplodon...
15/05/2026

Il trauma non resta nel passato. Vive nel sistema nervoso.
Vive nel corpo che non si rilassa, nelle emozioni che esplodono o si spengono, nella paura costante anche quando non c’è più pericolo.

Per questo la regolazione emotiva non è “controllarsi”. È riuscire a restare vivi dentro ciò che si sente senza esserne travolti.

È poter attraversare paura, rabbia, vergogna o dolore senza dissociarsi, senza congelarsi, senza dover sparire da se stessi.

Ma nessuno impara a regolarsi da solo. La sicurezza nasce nella relazione.

Un essere umano si calma perché qualcuno, all’inizio, lo ha aiutato a calmarsi.
Se invece si cresce nella paura, nell’imprevedibilità o nell’abbandono, il sistema nervoso impara che il mondo non è sicuro e il corpo resta in guerra anche anni dopo.

Ecco perché la guarigione non inizia dal “capire”.
Inizia dal sentirsi abbastanza al sicuro da smettere di sopravvivere.

Il punto non è cancellare il trauma.

Il punto è che il corpo possa finalmente smettere di prepararsi alla catastrofe. Che una persona possa Sentire senza crollare.
Fidarsi senza terrorizzarsi.
Esistere senza difendersi continuamente.

La vera rivoluzione, dopo il trauma, non è diventare forti. È riuscire, lentamente, a non avere più paura della propria stessa esperienza interiore.

♥️
Marta Petrucci

IL PERDONOL’anima custodisce abissi invisibili, solchi scavati non dal tempo, ma da quegli squarci che hanno lacerato il...
14/05/2026

IL PERDONO

L’anima custodisce abissi invisibili, solchi scavati non dal tempo, ma da quegli squarci che hanno lacerato il velo della nostra innocenza. Sono i rintocchi di tradimenti antichi di: offese, umiliazioni o abusi. Silenzi che hanno pesato come macigni, di mani che avrebbero dovuto accogliere e invece hanno respinto o rifiutato. Eppure, proprio tra questi macigni, tra queste macerie, risuona il richiamo di una libertà altissima: il perdono, quello vero che l'eremita Pietro del Morrone — poi Celestino V — ha lasciato in eredità al mondo con la sua "Perdonanza".

​Il perdono non è un’amnesia spirituale. Non è il tentativo maldestro di cancellare i segni sulla pelle dell’anima. È, nel suo senso più profondo, un per-donare: un dono che facciamo a noi stessi prima che agli altri. È l’atto rivoluzionario di restituire al passato la sua zavorra, smettendo di trascinarla nel presente.

​L'Eredità del Morrone: Il Perdono come Porta Bianca

​Pietro del Morrone, dal silenzio gelido delle sue grotte, non predicava una bontà inerme, ma una forza sovrana. La sua rinuncia al soglio pontificio e l'istituzione dell'Indulgenza non furono atti di debolezza, ma la consapevolezza che il potere terreno incatena, mentre la misericordia scioglie ogni nodo.

​Liberarsi dai lacci: Perdonare è spezzare il filo che ci lega al carnefice. È un atto di dignità che trasforma il veleno del rancore in linfa di consapevolezza.

​Oltre l'ingenuità: Come Celestino seppe distinguere la sacralità della sua missione dal fango delle corti, così noi dobbiamo imparare il confine tra l'apertura del cuore e la custodia della nostra essenza.

​La Distanza è una Forma di Rispetto

​Esiste una sacralità nel limite. Se il perdono dissolve l’odio, la saggezza erige confini necessari. Non si tratta di costruire muri per vendetta, ma di coltivare un giardino interiore dove non tutti hanno il permesso di calpestare i fiori.
​Il perdono ci svuota dal dolore, ma è il discernimento a decidere chi può ancora abitare lo spazio della nostra vita. Ed il discernimento è un vero e proprio carisma.

​Ereditare il coraggio di Celestino significa proprio questo: avere il cuore abbastanza grande da rimettere i debiti, ma lo spirito abbastanza forte da scegliere il silenzio e la solitudine piuttosto che una compagnia che umilia la nostra luce. Non è orgoglio ritrarre la mano; è la consapevolezza di chi ha compreso che la propria pace non ha prezzo.
​Il vero miracolo non è tornare come eravamo prima della ferita, ma risorgere più lucidi, capaci di guardare negli occhi chi ci ha ferito, augurargli il bene e poi, con passo fermo, camminare altrove.

Mikhael Germain Di Mattia

14/05/2026

Il potere non cambia le persone, semplicemente toglie loro il bisogno di fingere. Il giusto protegge, l’ambizioso abusa, l’insicuro diventa un tiranno. Non è il potere a corrompere, è il vero volto di ciascuno che emerge quando non si ha più paura delle conseguenze. ~ Sir Anthony Hopkins

📚Scopri i libri che aprono il cuore e la mente:
https://esoterika.altervista.org/libri-che-aprono-il-cuore-e-la-mente/

LA TEORIA CHE SOSTIENE CHE L’INTUIZIONE POSSA ARRIVARE DAL FUTUROEsiste una teoria controversa che da anni continua ad a...
14/05/2026

LA TEORIA CHE SOSTIENE CHE L’INTUIZIONE POSSA ARRIVARE DAL FUTURO

Esiste una teoria controversa che da anni continua ad affascinare migliaia di persone nel mondo: l’idea che alcune intuizioni umane possano essere informazioni provenienti da futuri possibili.

A svilupparla è stato il fisico francese Jean-Pierre Garnier Malet, autore della cosiddetta “Teoria del Doppio”.

Secondo questa ipotesi, il tempo non verrebbe percepito allo stesso modo da tutta la materia esistente. Alcuni processi, inclusa la coscienza umana, potrebbero funzionare a velocità temporali differenti.

Ed è qui che nasce la parte più discussa della teoria.

Garnier Malet sostiene che ogni individuo possieda una sorta di “doppio”, una versione di sé capace di muoversi attraverso differenti potenziali temporali e raccogliere informazioni provenienti da possibilità future.

Secondo questa visione, il sonno avrebbe un ruolo fondamentale.

Durante il riposo, il cervello entrerebbe in uno stato particolare in cui questo “doppio” potrebbe elaborare dati, esplorare scenari futuri e riportare informazioni utili alla coscienza dell’individuo.

Queste informazioni, una volta “trasmesse” al presente, si manifesterebbero sotto forma di:

* intuizioni improvvise,
* sensazioni inspiegabili,
* presentimenti,
* decisioni istintive,
* oppure quella strana sensazione di sapere qualcosa… prima ancora che accada.

La teoria cerca quindi di spiegare fenomeni che molte persone dichiarano di aver vissuto almeno una volta nella vita:
pensare a qualcuno poco prima che chiami, evitare una situazione “per istinto”, percepire un pericolo senza una spiegazione razionale immediata.

Secondo Garnier Malet, queste non sarebbero semplici coincidenze, ma segnali provenienti da un continuo scambio di informazioni tra presente e futuri potenziali.

Tuttavia, è importante precisare che questa teoria non è riconosciuta dalla comunità scientifica come una teoria dimostrata.

Molti fisici e neuroscienziati criticano fortemente queste idee perché non esistono prove sperimentali verificabili che confermino:

* l’esistenza di un “doppio quantico”,
* viaggi informativi nel futuro,
* o comunicazioni temporali della coscienza.

La scienza tradizionale tende infatti a spiegare l’intuizione in modo molto diverso.

Secondo psicologia e neuroscienze, il cervello umano elabora continuamente enormi quantità di informazioni inconsce. Spesso individuiamo schemi, dettagli e segnali senza rendercene conto, e ciò può generare quella che percepiamo come una “corazonada”.

Nonostante le critiche scientifiche, la teoria di Garnier Malet continua a diffondersi nel mondo della spiritualità, della crescita personale e delle teorie sulla coscienza, perché tocca una domanda che accompagna l’essere umano da sempre:

E se il tempo non fosse lineare come crediamo?

E soprattutto…

Quante volte nella tua vita hai sentito qualcosa dentro di te… prima ancora che accadesse?

🖋️3mendamente_patti


Fonti:

* Pubblicazioni divulgative e conferenze di Jean-Pierre Garnier Malet
* Analisi critiche di fisici e neuroscienziati sulla teoria del doppio
* Studi di neuroscienze sull’intuizione e sull’elaborazione inconscia delle informazioni

14/05/2026

Uno studio pionieristico condotto in Finlandia dall’Università di Helsinki ha dimostrato che trasformare gli spazi di gioco dei bambini può avere effetti diretti e positivi sulla loro salute biologica.

I ricercatori hanno sostituito pavimentazioni artificiali e ghiaia con elementi naturali come erba, muschio e terra di bosco, permettendo ai bambini di entrare ogni giorno in contatto con la biodiversità del suolo durante il gioco.

In soli 28 giorni, i risultati hanno mostrato cambiamenti significativi: un aumento dei batteri benefici sulla pelle e una maggiore presenza di cellule regolatrici nel sangue, associate a un sistema immunitario più equilibrato.

Secondo gli studiosi, questo contatto quotidiano con ambienti naturali può contribuire a rafforzare le difese dell’organismo fin dall’infanzia e a ridurre il rischio di allergie e malattie autoimmuni.

Disclaimer: l’immagine è stata generata tramite AI ed è utilizzata solo a scopo illustrativo.

La guarigione spesso richiede più del semplice passare del tempo: richiede nuove esperienze capaci di rimodellare, con d...
14/05/2026

La guarigione spesso richiede più del semplice passare del tempo: richiede nuove esperienze capaci di rimodellare, con delicatezza, il modo in cui senti, pensi e reagisci al mondo.

Quando una persona rimane sempre nelle stesse routine, negli stessi ambienti o negli stessi schemi emotivi, la mente e il corpo continuano a rafforzare la stessa percezione della realtà.

Le nuove esperienze, soprattutto quando sono sicure, positive e gestibili, diventano una prova concreta che le cose possono essere diverse. Possono essere piccoli momenti: sentirsi compresi durante una conversazione, provare qualcosa di nuovo senza paura, oppure sperimentare calma dove prima c’era tensione.

Con il tempo, queste esperienze aiutano il sistema nervoso ad aggiornare le proprie aspettative, sostituendo vecchi schemi con un senso più ampio di sicurezza, fiducia e possibilità.

In questo senso, guarire diventa un processo attivo: significa ampliare gradualmente le proprie esperienze, invece di aspettare passivamente che il cambiamento accada.

🍎
Grazie alla pagina “Crescita infinita”

L’ULTIMO FIGLIO NELLA GENEALOGIA FAMILIARE: IL CUSTODE INVISIBILE DELLA LINEANella genealogia familiare, ogni figlio occ...
13/05/2026

L’ULTIMO FIGLIO NELLA GENEALOGIA FAMILIARE: IL CUSTODE INVISIBILE DELLA LINEA

Nella genealogia familiare, ogni figlio occupa un posto preciso all’interno del sistema.
L’ordine di nascita non è soltanto un fatto biologico o cronologico: spesso rappresenta una posizione energetica, psicologica e simbolica molto profonda.

L’ultimo figlio porta frequentemente un ruolo particolare.
É colui che chiude un ciclo.
Colui che arriva quando la famiglia ha già attraversato esperienze, prove, cambiamenti, maturazioni o ferite.

Per questa ragione, l’ultimo nato tende molto spesso ad assorbire dinamiche invisibili dell’intero sistema familiare.

Può diventare:
1️⃣ Il mediatore emotivo della famiglia.
2️⃣ Il portatore delle fragilità non elaborate.
3️⃣ Colui che alleggerisce tensioni antiche.
4️⃣ Il figlio che rompe schemi generazionali.
5️⃣ Il custode inconsapevole della memoria familiare.

Molte volte, l’ultimo figlio cresce in una famiglia già “formata”, con genitori differenti rispetto ai primi figli.
I genitori sono spesso più stanchi, più maturi, più disillusi oppure più morbidi.
Anche i fratelli maggiori possono assumere inconsciamente ruoli quasi genitoriali verso di lui.

Questo crea una posizione genealogica molto particolare.

L’ultimo nato può sviluppare:
• forte sensibilità emotiva;
• percezione profonda delle tensioni familiari;
• bisogno di essere visto realmente;
• tendenza a sentirsi “piccolo” anche in età adulta;
• desiderio di libertà e distacco dal sistema.

In alcune genealogie, l’ultimo figlio diventa il membro incaricato inconsciamente di portare trasformazione.
É spesso colui che:
• cambia città o nazione;
• modifica radicalmente la propria vita;
• interrompe tradizioni tossiche;
• compie percorsi spirituali o interiori;
• prende distanza da modelli antichi.

QUANDO L’ULTIMO NATO É MASCHIO

Quando l’ultimo figlio è maschio, spesso la genealogia gli attribuisce inconsciamente il compito di chiudere o riequilibrare il rapporto con il maschile della linea familiare.

Può diventare:
• il portatore delle fragilità degli uomini della famiglia;
• colui che tenta di riparare conflitti paterni;
• il figlio sul quale vengono proiettate aspettative profonde;
• l’uomo chiamato a trasformare modelli maschili antichi.

Molti ultimi figli maschi vivono il conflitto tra bisogno di appartenenza e bisogno di emancipazione.

Da una parte desiderano proteggere la famiglia.
Dall’altra sentono una forte spinta verso l’individuazione personale.

QUANDO L’ULTIMA NATA É FEMMINA

Quando l’ultima nata è femmina, molto spesso emerge un legame profondo con il femminile genealogico.

Può diventare:
• la custode emotiva della famiglia;
• la figlia che porta il peso silenzioso delle donne della linea;
• colei che assorbe memorie emotive non espresse;
• la donna chiamata a trasformare modelli femminili antichi.

Spesso le ultime figlie sviluppano una sensibilità intuitiva molto forte.
Percepiscono ciò che non viene detto.
Sentono le tensioni sottili.
Avvertono i vuoti emotivi presenti nel sistema.

Molte diventano donne profondamente empatiche, ma devono imparare a non caricarsi del dolore dell’intera genealogia.

Sul piano spirituale, l’ultimo figlio rappresenta frequentemente il punto di chiusura e trasformazione di una linea energetica familiare.

Non sempre arriva per continuare ciò che esiste.
A volte arriva per modificarlo.
Per interrompere ripetizioni inconsce.
Per aprire nuove direzioni evolutive.

In alcune letture simboliche e spirituali, l’ultimo nato viene considerato il “ponte” tra il passato della genealogia e il futuro della linea familiare.

Non porta soltanto sé stesso.
Porta spesso anche il tentativo dell’anima familiare di evolvere.

© Luciana Zillio

Il cervello dello psicopatico non ha qualcosa in meno. Ha qualcosa in più.Tutti lo danno per scontato: la psicopatia è u...
11/05/2026

Il cervello dello psicopatico non ha qualcosa in meno. Ha qualcosa in più.

Tutti lo danno per scontato: la psicopatia è una mancanza. Freni saltati, empatia assente, qualcosa di rotto. La scienza dice esattamente il contrario.

Nel 2009, Yang e colleghi hanno pubblicato su Biological Psychiatry la prima misurazione strutturale mai fatta sullo striato di soggetti con tratti psicopatici. Quello che hanno trovato è rimasto difficile da spiegare per anni: lo striato dei psicopatici era il 9,6% più grande rispetto ai controlli. Non più piccolo. Più grande.

Lo striato è la regione cerebrale che gestisce ricompensa, motivazione e decisioni. È la struttura che ti dice "fallo ancora" dopo qualcosa di piacevole. È quella che calibra quanto vuoi qualcosa — e quanto sei disposto a rischiare per averlo.

Averla ipertrofica non significa averla rotta. Significa averla in overdrive.

L'effetto è stato misurato con risonanza magnetica strutturale su 22 individui con punteggi elevati alla PCL-R — la scala standard per valutare la psicopatia. Il nucleo lenticolare sinistro era cresciuto del 9,4%. Quello destro del 10,0%. I numeri erano troppo consistenti per essere casuali. Cohen's d = 0,76: un effetto statisticamente grande.

Aspetta. Perché nel 2022 il laboratorio di Raine ha replicato lo studio su un campione di 108 individui, questa volta adolescenti, usando una tecnica diversa — la tensor-based morphometry. Stesso risultato: il putamen più grande si associa ai tratti psicopatici. Non era un artefatto. Non era un campione strano.

E qui arriva il dettaglio che cambia tutto: Choy et al. hanno anche testato cosa mediava quel legame. Hanno scoperto che la ricerca compulsiva di stimolazione — il bisogno fisico di emozioni forti, di situazioni ad alto rischio, di adrenalina — spiega circa il 48% della varianza tra striato grande e psicopatia. Non è solo un dato strutturale. È un meccanismo.

Uno striato ipertrofico spinge in modo continuo verso la ricompensa. Non perché il cervello sia danneggiato, ma perché è costruito per volere di più — e non si ferma quando gli altri si fermerebbero.

La psicopatia non è un buco. È un motore che gira troppo veloce e non ha il freno a mano.

In breve:
Lo striato dei psicopatici è il 9,6% più grande, non più piccolo (Yang et al., 2009, Biological Psychiatry)
Lo striato controlla ricompensa, motivazione e decisioni: averlo ipertrofico significa avere il sistema in overdrive permanente
Replicato nel 2022 su 108 adolescenti: la ricerca compulsiva di stimolazione spiega il 48% del legame tra striato grande e psicopatia

🍎
Quel che non sapevi

Il vecchio mondo non sta cadendo a pezzi.Ci sta solo rivelando che non è quasi mai stato costruito sulla verità.Per gene...
11/05/2026

Il vecchio mondo non sta cadendo a pezzi.
Ci sta solo rivelando che non è quasi mai stato costruito sulla verità.

Per generazioni ci è stato insegnato a riporre la fiducia al di fuori di noi stessi: nelle istituzioni, nelle autorità, nei sistemi di credenze e nelle strutture che promettevano sicurezza.
Alcune di quelle strutture ci sono servite, ma molte altre si sono radicate nella paura, nel controllo e nella dipendenza.

Ciò a cui stiamo assistendo e partecipando ora è un profondo periodo di cambiamento.
I sistemi sono messi in discussione, così come vengono messi in discussione i presupposti a lungo termine.

Ora molti individui si stanno svegliando con la consapevolezza che la vera stabilità non deriva da ciò che accade intorno, ma dalla chiarezza, dall’integrità e dalla presenza che si coltiva dentro se stessi.

Ecco perché così tante persone si sentono turbate.
Le relazioni stanno cambiando forma.
Le carriere vengono messe in discussione.
Le priorità vengono rivalutate.
Ciò che una volta si percepiva come sicuro potrebbe non risuonare più.

Questo non è necessariamente un segno che qualcosa non vada. Anzi, fa parte del processo di crescita.

L’invito di questo momento è semplice ma potente:
Tornare in se stessi.
Rafforzare il proprio discernimento.
Prendersi la responsabilità delle proprie scelte.
Concentrarsi su ciò che è vero, utile e allineato con i propri valori più profondi.
Trattare gli altri con compassione.

È necessario ora creare il tipo di mondo in cui si vuole vivere. Ed attraverso le singole azioni di ogni giorno.

Il futuro non sarà creato dalla paura.
Sarà creato da persone che rimarranno con i piedi per terra, lucide e impegnate a vivere con coraggio e integrità.

L’umanità ha sopportato sfide straordinarie nel corso della storia, e ha sempre portato con sé un’incredibile capacità di adattarsi, guarire e ricostruire.
Questo momento chiede a tutti noi di ricordare quel potere.

Il nostro contributo più potente è diventare una presenza costante, che ragiona lucidamente, che ama profondamente e che agisce con uno scopo più grande.

È così che inizia un nuovo capitolo della storia.

Zachary Fisher

Immagine: Opera di Michael Parkes
Grazie alla pagina “Poeti viandanti”

La maternità è una delle esperienze più sacre dell’anima.Non appartiene soltanto alla Terra, è una missione spirituale d...
11/05/2026

La maternità è una delle esperienze più sacre dell’anima.Non appartiene soltanto alla Terra, è una missione spirituale di amore, cura e liberazione.
All’inizio, la madre è tutto.
È rifugio, nutrimento, protezione, presenza. È il cuore che veglia quando il mondo ancora fa paura.
Ma secondo le leggi spirituali, amare davvero non significa trattenere per sempre ma preparare un’anima a camminare verso la propria luce.
I figli non ci appartengono.
Sono spiriti affidati temporaneamente alle nostre mani affinché imparino, crescano, guariscano e compiano il proprio cammino. La madre non è proprietaria del destino del figlio. È giardiniera dell’anima.
Per questo arriva un tempo delicato e profondo, il tempo di amare senza controllare, di guidare senza dominare, di proteggere senza imprigionare.
Ed è lì che molte madri vivono silenziosamente il proprio processo di trasformazione spirituale. La mano che si lascia andare, la voce che non viene più seguita come legge, il nido che si svuota, la vita che smette di ruotare intorno al bisogno dell’altro…
Ma nulla di questo è perdita.
È soltanto evoluzione.
Perché ogni vero amore, quando matura, non crea dipendenza ma crea forza. Non spegne la libertà ma la benedice e la nutre.
Una madre spiritualmente saggia comprende che non può evitare tutte le cadute del figlio.
Ogni anima ha le proprie prove, le proprie lezioni, i propri inverni.
E spesso è proprio attraverso il dolore che lo spirito si risveglia, si fortifica e cresce.
Amare spiritualmente significa restare presenza senza invadere. Essere porto senza diventare una prigione. Essere luce senza togliere all’altro il diritto di cercare il proprio cammino…
Quando i figli crescono e costruiscono la propria storia, la madre non perde il suo posto.
Il suo amore cambia forma, non è più il centro che conduce ogni passo,ma diventa radice invisibile, una preghiera silenziosa, la forza che sostiene anche da lontano.
Nel successo, benedice.
Nell’errore, non abbandona.
Nella distanza, continua ad amare e nel dolore, apre il cuore sussurra senza parole …Vai, vivi ciò che la tua anima è venuta a imparare. E se il mondo ti ferirà, qui troverai sempre amore.
Alla fine, la maternità più elevata non è quella che trattiene il figlio accanto a sé.
È quella che lo prepara a vivere con coscienza, dignità e fede.
Perché una madre che impara a lasciare andare con amore non perde il figlio.
Lo consegna alla vita e a Dio.
♾️
Auguri a tutte le mamme!
Lucy Medeiros

Grazie alla pagina “Nel sentiero dell’anima”

Indirizzo

Piazza 185 Reggimento Artiglieria Folgore, 2
Livorno
57128

Telefono

+393921229291

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Elisabetta Notaro Psicoterapeuta e Sessuologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Elisabetta Notaro Psicoterapeuta e Sessuologa:

Condividi

Digitare