Dietologo Dott. F. Marzii Studio Medico

Dietologo Dott. F. Marzii Studio Medico Nutrizione, benessere, alimentazione, dietologia, diete, medicina estetica, filler, botox

26/04/2025

Uno studio recente, pubblicato su Nature aging, ha indagato come l'integrazione di Omega-3 e vitamina D, abbinata all'esercizio fisico, sia in grado di rallentare l'invecchiamento biologico negli anziani. Si tratta di un’analisi post-hoc di un sottogruppo (n=777) del trial Do-Health, uno studio r

Intestino e cervello
26/04/2025

Intestino e cervello

Uno squilibrio nel microbiota intestinale ha un ruolo causale in alcuni sintomi neurologici del disturbo da deficienza di CDKL5

29/12/2024

Lievitazione, maturazione e cottura sono i tre processi che rendono la pizza più digeribile. Se insufficienti ecco che arriva la sete notturna

12/04/2024

Sono ormai molti gli studi che hanno messo sotto osservazione le proprietà nutrizionali della melagrana e dei suoi estratti, evidenziandone i benefici correlati ad attività antiossidante, antinfiammatoria e di contrasto alla fatica. Ne abbiamo parlato con Maria Daglia, docente di Chimica degli Ali

10/04/2024
SAI COS’E’ LA DISBIOSI INTESTINALE ?E’ una condizione in cui si è alterato, per varie cause (uso prolungato di alcuni fa...
28/07/2023

SAI COS’E’ LA DISBIOSI INTESTINALE ?

E’ una condizione in cui si è alterato, per varie cause (uso prolungato di alcuni farmaci, alimentazione scorretta, stress, infezioni) l’equilibrio fra i batteri “buoni” e quelli “cattivi” normalmente presenti nel nostro intestino in altre parole di quei miliardi di batteri che costituiscono la nostra flora batterica o microbioma.

Questo comporta una serie di disturbi quali dolore e gonfiore addominale, meteorismo, maggiore suscettibilità alle infezioni, resistenza al calo ponderale, obesità, stanchezza sia fisica che mentale.

Una volta accertata è possibile curarla e risolverla grazie ad una adeguata terapia nutrizionale, affiancata da probiotici specifici e, se è il caso, anche da una terapia farmacologica mirata.

www.dietologomarzii.com

16/07/2023
27/11/2021

DEMENZA E DIETA: ESISTE UN COLLEGAMENTO?

La demenza è una delle principali cause di disabilità e morte in tutto il mondo e per la quale per ora non esiste cura.

Secondo l'OMS, la demenza colpisce oltre 55 milioni di persone in tutto il mondo, con 10 milioni di persone che ricevono una diagnosi ogni anno. Circa il 60-70% delle persone a livello globale con demenza ha il morbo di Alzheimer.

SI PUÒ RIDURRE IL RISCHIO DI DEMENZA?

Le ricerche recenti si sono concentrate sull' INFLUENZA DELLA DIETA sul rischio e la progressione della demenza. I risultati di numerose ricerche indicano che la
dieta potrebbe avere un ruolo importante.

Stanno aumentando le prove che una dieta varia e ricca di frutta e verdura supporterà un MICROBIOMA INTESTINALE VARIO che aiuta a ridurre l'infiammazione che è alla base della demenza. Quando si parla di microbiota intestinale si fa riferimento in particolare ai microbi che vivono nell'intestino, una comunità circa 10 volte più abbondante rispetto alle cellule umane del corpo e il cui genoma (il microbioma intestinale) contiene 100 volte più geni rispetto al genoma umano.
Il microbioma intestinale viene considerato la centrale del benessere e agisce, infatti, come un vero e proprio organo. Il suo stato di equilibrio favorisce non solo le funzioni intestinali, ma anche una condizione di buona salute cardiovascolare, mentale e immunitaria, contribuendo ad un’adeguata risposta del nostro organismo sia verso gli agenti patogeni, sia verso gli allergeni.

Una CATTIVA ALIMENTAZIONE danneggia i microrganismi del nostro intestino, che danneggiano a loro volta il sistema immunitario, con effetti negativi a catena sul declino cognitivo. Nella demenza l' INVECCHIAMENTO INFIAMMATORIO è in parte innescato dal sistema immunitario che coinvolge i microrganismi e la dieta.

INFIAMMAZIONE E MICROBIOMA

La ricerca ha collegato il declino della memoria all'INFIAMMAZIONE e ci sono legami tra infiammazione e microbioma intestinale e diversi studi clinici hanno osservato un'ASSOCIAZIONE tra il MICROBIOMA INTESTINALE e la DEMENZA.

Uno studio giapponese ha trovato una differenza significativa tra il microbioma delle persone con demenza e quelle senza la malattia: quelle con demenza avevano un numero molto più basso di Bacteroides , una specie nota per ridurre l'infiammazione e avevano anche un numero molto più alto di microrganismi (enterotipo III) che sono associati con la demenza.
Ci sono un gran numero di studi che supportano questa tesi: le persone con demenza hanno MICROBIOMI SUB-OTTIMALI, non è solo di un numero ridotto di specie, ma anche di un numero maggiore di specie infiammatorie.

LA DIETA MEDITERRANEA

Alcuni studi hanno suggerito che la dieta mediterranea può migliorare la funzione cognitiva e rallenta la progressione dal lieve deterioramento cognitivo alla demenza. Questa dieta include molta frutta e verdura, noci e semi, olio d'oliva e pesce, con piccole quantità di latticini, uova e carne rossa, insieme a una moderata quantità di vino rosso.

LA DIETA MIND

Un'alternativa alla dieta mediterranea è la DIETA MIND (Mediterranean- DASH Intervention for Neurodegenerative Delay). La dieta è simile ma si concentra su verdure a foglia verde, altre verdure, noci, bacche, fagioli, cereali integrali, frutti di mare, pollame, olio d'oliva e vino, mentre scoraggia l’uso di cibi quali b***o, margarina, carne rossa, cibi fritti, dolci e formaggio.
In pratica, la MIND è una dieta che mira a contrastare il declino del cervello, che può verificarsi quando invecchiamo, combinando le caratteristiche di 2 diete molto popolari: la dieta mediterranea e la dieta DASH. Secondo i ricercatori, gli adulti che seguono la dieta MIND hanno un tasso complessivo di declino cognitivo più lento, che equivale a un CERVELLO di 7,5 anni PIÙ GIOVANE .

La composizione biochimica della dieta MIND si basa sulla combinazione di nutrienti essenziali: è ricca di folati, vitamina E, luteina-zeaxantina e flavonoidi. Tutti composti noti per le loro proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e pro-cognitive. Ad esempio, le verdure a foglia verde e le noci contengono Vitamina E, un antiossidante che protegge i neuroni dai danni legati allo stress ossidativo causato dai radicali liberi.

QUALI SONO GLI ALIMENTI PERICOLOSI?

Nei modelli animali, una dieta ricca di carboidrati raffinati aumenta il rischio di demenza e Alzheimer.

Uno studio francese sull'uomo ha replicato questo effetto e ha confermato che i partecipanti più anziani che mangiavano uno spuntino quotidiano ricco di carboidrati raffinati avevano maggiori probabilità di sviluppare la demenza.
Un altro studio ha collegato il consumo di prodotti trasformati a base di carne, come salsicce, salami e pancetta, con la demenza. Il consumo regolare di carne lavorata ha aumentato il rischio relativo di tutte le demenze del 44% e del morbo di Alzheimer del 52%.

È POSSIBILE RIDURRE IL RISCHIO DI DEMENZA?

La risposta è che PROBABILMENTE la dieta potrebbe avere un ruolo. Stanno crescendo le prove che una dieta variata ricca di frutta e verdure supporterà un microbiota intestinale vario. E un microbiota intestinale vario aiuta a ridurre l'infiammazione implicata nella demenza.

Mentre continuiamo a imparare di più sui fattori dello stile di vita che hanno il maggiore impatto sul nostro rischio complessivo, ci sono cose che possiamo fare oggi che possono ridurre il nostro rischio di declino cognitivo con l'avanzare dell'età:

- seguire una dieta salutare per il cuore,
- fare esercizio fisico regolarmente,
- rimanere cognitivamente e socialmente impegnati.

ALIMENTAZIONE E COVIDAl momento non esiste un’alimentazione che protegga dal Covid19, ma sappiamo che mangiare in modo c...
11/04/2021

ALIMENTAZIONE E COVID

Al momento non esiste un’alimentazione che protegga dal Covid19, ma sappiamo che mangiare in modo corretto, idratarsi e svolgere una regolare attività fisica, è fondamentale per il benessere fisico e mentale.
Le persone che seguono una dieta ben bilanciata tendono a essere più sane, ad avere un sistema immunitario più forte e un minor rischio di malattie croniche e infettive.
Il sistema immunitario è il principale sistema di difesa del corpo umano: contrasta la capacità del virus di provocare danni e di indurre la malattia.

Sono sei, le vitamine considerate essenziali per il normale funzionamento del sistema immunitario: vitamine D, A, C, folato, B6 e B12, oltre a quattro minerali (zinco, ferro, rame e selenio).

I nutrienti chiave che supportano il sistema immunitario possono essere assunti attraverso componenti dietetici che includano cibi freschi (come frutta e verdura), pesce, carne magra, latticini, acqua e altre bevande non zuccherate.
Una dieta sana può anche aiutare a controllare ipertensione, diabete, obesità e atrofia muscolare, tutti fattori di rischio per le complicanze di Covid-19.

Sono molti, infatti, gli studi che hanno evidenziato che la presenza di obesità (soprattutto nei giovani adulti) aumenta il rischio di complicanze e morte in persone affette da Covid-19.
L’obesità è di per sé associata a diversi problemi di salute che possono aumentare questo rischio: disfunzioni respiratorie, livelli alti di infiammazione, alterata risposta immune a infezioni virali, presenza di altre patologie associate.
L’eccesso ponderale è considerato una malattia vera e propria e negli ultimi 40 anni il numero di persone obese nel mondo è triplicato, sia bambini che adulti. La pandemia può aggravare la situazione specialmente nelle condizioni in cui una limitazione dei movimenti delle persone potrebbe portare ad avere difficoltà di accesso a cibi salutari, a eccedere nelle porzioni, a non riuscire a fare sufficiente attività fisica e ad avere difficoltà ad accedere ai servizi per la cura

In generale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda una dieta basata su una varietà di cibi freschi e non trasformati per ottenere le vitamine, i minerali, le fibre, le proteine e gli antiossidanti di cui il corpo ha bisogno.
Inoltre, bere molta acqua ed evitare zuccheri, grassi e sale aiuta a ridurre significativamente il rischio di sovrappeso, obesità, malattie cardiache, ictus, diabete e alcuni tipi di tumore.

Riepiloghiamo questi e altri piccoli suggerimenti da adottare nella vita di tutti i giorni:
• Aumentiamo la quota di alimenti vegetali nella nostra dieta. Più frutta e verdura e più legumi in ogni pasto della giornata. Usiamoli come pietanza, come condimento, come snack. In questo modo alleggeriremo l’apporto di calorie e miglioreremo la nostra dieta.
• Tra i cereali privilegiamo quelli integrali che sono un valido alleato per la salute dell’intestino e tendono a saziare di più.
• Se cuciniamo di più perché ci gratifica e rilassa, approfittiamone per utilizzare pochi grassi e diminuiamo il consumo di sale. Proviamo a sostituire gli ingredienti energetici, come la panna o la cioccolata, con ingredienti più leggeri, come la ricotta o la frutta.
• Approfittiamo di questo momento per curare di più anche la varietà degli alimenti che portiamo in tavola giorno dopo giorno, alternando e combinando diversamente tra loro i vari gruppi di alimenti.
• Per i bambini inseriamo fra i tre pasti principali della giornata un paio di spuntini leggeri, come uno yogurt, un frutto, una fettina di pane e marmellata, un paio di biscotti o, a volte, anche una piccola fetta di torta. Per gli adulti lo spuntino non è obbligatorio, specialmente se i pasti sono stati sufficienti a saziare. Altrimenti, per arrivare al pasto successivo con il giusto appetito si può mangiare uno yogurt o un frutto.

Attualmente non ci sono linee guida ufficiali su effetti benefici di integratori riguardo alla prevenzione o nel trattamento nella prevenzione della malattia da Covid-19.

I micronutrienti sono fondamentali per il buon funzionamento del sistema immunitario e svolgono un ruolo fondamentale nella promozione della salute e del benessere nutrizionale. Ove possibile, l’assunzione di micronutrienti dovrebbe provenire da una dieta equilibrata e diversificata.
Al momento, le prove esistenti suggeriscono che un adeguato apporto di zinco, ferro e vitamine A, B 12, B6, C ed E sono essenziali per il mantenimento della funzione immunitaria.

Indirizzo

Via Presolana 6 Rogno (BG)
Lovere
24060

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 12:00
14:30 - 18:30
Giovedì 09:00 - 12:00
17:30 - 19:00

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