Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert

Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert Riabilitazione post traumatica, post chirurgica, neurologica, cardiorespiratoria. Terapia manuale. Operatore Kinesiotaping. Controlli posturali osteopatici.

Dottore in Fisioterapia (Università di Pisa)
Dottore in Osteopatia (Istituto Superiore di Osteopatia Milano)
Postgraduate Certificate Diploma in Osteopathic Medicine presso Bucks University, United Kingdom Tecniche osteopatiche per cervicalgie, lombalgie, sciatalgie, artrosi, discopatie, cefalee, dolori articolari e muscolari da traumi, alterazioni dell’equilibrio, disturbi ginecologici e digestivi, nevralgie, otiti, sinusiti, disturbi temporo-mandibolari, stanchezza cronica. Visite domiciliari e in studio: per informazioni e appuntamenti chiamare al 3282578168. Grazie a una doppia formazione in Fisioterapia e in Osteopatia, applico un approccio multispecialistico integrato che utilizza sia la terapia manuale osteopatica sia l’esercizio terapeutico fisioterapico, modulando metodi di valutazione e trattamenti e intervenendo nel modo più adeguato su ogni singolo caso che mi trovo ad affrontare. Tale approccio multispecialistico integrato non solo rafforza l’efficacia delle terapie ma accelera i tempi di recupero del paziente. Corsi di specializzazione frequentati: Pnei e osteopatia: le basi teoriche per una clinica efficace, L'applicazione pratica della neurodinamica all'esercizio terapeutico, La riflessologia plantare nella riabilitazione, Il drenaggio linfatico manuale nel trattamento del circolo linfatico, Il drenaggio linfatico manuale nel trattamento del circolo linfatico dell'arto inferiore, Il massaggio terapeutico nella riabilitazione, Corso di Radiologia e Diagnostica per Immagini (I, II e III livello), Corso di Patologia e Neurologia (I, II e III livello), Corso di taping drenante e propriocettivo.

Reflusso nel neonato: come l’approccio manuale può favorire il benessereIl reflusso gastroesofageo è un disturbo frequen...
16/03/2026

Reflusso nel neonato: come l’approccio manuale può favorire il benessere

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo frequente nei primi mesi di vita. Sebbene in molti casi si tratti di un fenomeno fisiologico dovuto all'immaturità del cardias (la valvola tra esofago e stomaco), i sintomi associati — rigurgiti frequenti, irritabilità post-prandiale, tosse o disturbi del sonno — possono essere gestiti efficacemente con trattamenti non invasivi.

La prospettiva Osteopatica: liberare le tensioni

L'osteopatia pediatrica osserva il neonato nella sua globalità. Spesso, alla base del reflusso, possono esserci restrizioni meccaniche che influenzano la dinamica digestiva:
- Il Nervo Vago: Questo nervo, fondamentale per la digestione, fuoriesce dalla base del cranio. Tensioni causate dal posizionamento in utero o dal passaggio nel canale del parto possono creare una compressione irritativa, influenzando la funzionalità dello stomaco.
- Il Diaframma Toracico: Lo stomaco passa attraverso il diaframma. Se questo muscolo è contratto o presenta tensioni fasciali, può esercitare una pressione anomala sulla giunzione esofagea, favorendo la risalita del contenuto gastrico.
- Sistema Fasciale: Tensioni a livello del collo o del torace possono indurre il neonato a mantenere posture in estensione (inarcamento), che peggiorano il reflusso.

La prospettiva Fisioterapica: gestione e posizionamento

Il fisioterapista pediatrico lavora sull'ottimizzazione delle abitudini quotidiane per ridurre il disagio del piccolo:
- Educazione Posturale: Istruire i genitori sulle corrette posizioni di "anti-reflusso" durante e dopo la poppata, e sulla gestione sicura della culla (inclinazione controllata).
- Supporto allo sviluppo motorio: Valutare che il fastidio causato dal reflusso non porti il bambino a evitare determinate posizioni (come il tempo a pancia in giù), fondamentali per il corretto sviluppo muscolare.
- Un approccio dolce: Il trattamento manuale del neonato non prevede manovre brusche, ma tocchi leggeri e rassicuranti volti a riequilibrare le pressioni interne e a favorire il rilassamento del sistema digerente.

Il tuo bambino manifesta segni di disagio durante o dopo la poppata?
Unire la consulenza pediatrica a una valutazione osteopatica e fisioterapica può aiutare il tuo piccolo a ritrovare serenità nel momento del nutrimento e del riposo.
📍 Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert
Siamo al fianco della salute dei più piccoli e della serenità dei genitori.

"Scrocchi" articolari: perché le articolazioni fanno rumore?Molte persone convivono con rumori articolari quotidiani: un...
13/03/2026

"Scrocchi" articolari: perché le articolazioni fanno rumore?

Molte persone convivono con rumori articolari quotidiani: un ginocchio che "scatta" facendo le scale, il collo che "scrocchia" ruotando la testa o le dita delle mani che emettono suoni secchi. Ma questi rumori sono davvero un segnale di allarme o di usura?

La fisica dietro il suono: la Cavitazione
Nella maggior parte dei casi, il suono che sentiamo non è prodotto da ossa che sfregano tra loro. All'interno delle nostre articolazioni (come dita, collo o schiena) è presente il liquido sinoviale, che serve a lubrificare e nutrire la cartilagine.
Quando un'articolazione viene distesa o mossa rapidamente, la pressione all'interno della capsula articolare diminuisce bruscamente. Questo calo di pressione causa la formazione di piccole bolle di gas (anidride carbonica e azoto). Il "crack" che sentiamo è l'esplosione o la rapida formazione di queste bolle. Questo fenomeno è noto come cavitazione.

La visione Clinica e Osteopatica
In Fisioterapia: Il rumore, se non accompagnato da dolore, calore o gonfiore, è considerato un fenomeno fisiologico innocuo. Diventa rilevante solo se associato a una perdita di forza o a instabilità articolare.
In Osteopatia: Lo "scroscio" può indicare un rilascio di tensione, ma l'osteopata non si focalizza sul rumore in sé. L'obiettivo è ripristinare la corretta mobilità: se un'articolazione scrocchia continuamente, potrebbe essere perché sta compensando un'altra zona che invece è troppo rigida (ipomobile).

Quando bisogna preoccuparsi?
Il rumore articolare richiede un'indagine specialistica se:
- È accompagnato da dolore acuto.
- L'articolazione appare gonfia o infiammata.
- Si avverte una sensazione di blocco meccanico.
- Il rumore è "sabbioso" o simile a uno sfregamento continuo (crepitio), che potrebbe indicare un'usura cartilaginea.

Il mito da sfatare: Contrariamente a quanto si crede, scrocchiarsi le dita non causa l'artrite. Tuttavia, farlo in modo forzato e ripetitivo può stressare eccessivamente i legamenti e la capsula articolare.

Le tue articolazioni sono "rumorose"?
Nella maggior parte dei casi è solo gas che si libera, ma se il rumore è associato a fastidio, è il momento di valutare la funzionalità del tuo sistema muscolo-scheletrico.
📍Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert
Esperto nel movimento e nella salute articolare.

̀mediche

Ergonomia in ufficio: la prevenzione parte dalla tua scrivaniaIl benessere della colonna vertebrale e del sistema muscol...
08/03/2026

Ergonomia in ufficio: la prevenzione parte dalla tua scrivania

Il benessere della colonna vertebrale e del sistema muscolo-scheletrico non dipende solo dai trattamenti in studio, ma soprattutto dalle abitudini quotidiane. Passare molte ore nella stessa posizione può generare sovraccarichi che sfociano in cervicalgie, tensioni dorsali e sindromi da compressione.

Per mantenere una postura corretta durante l'attività lavorativa, segui queste linee guida fondamentali:
- Allineamento dello sguardo: Il bordo superiore del monitor deve essere all'altezza dei tuoi occhi. Questo evita una flessione costante del tratto cervicale.
- Regola dei 90 gradi: Gomiti, bacino e ginocchia dovrebbero formare angoli di circa 90^{\circ}. I piedi devono essere ben appoggiati al suolo o su un apposito poggiapiedi.
- Supporto Lombare: La sedia deve assecondare la curva fisiologica della schiena, fornendo un sostegno stabile alla zona bassa della colonna.
- Gestione degli spazi: Mouse e tastiera devono essere vicini al corpo per evitare di protendere le spalle in avanti.

L’approccio integrato
Mentre la fisioterapia interviene per ripristinare la corretta funzionalità muscolare e articolare dopo un sovraccarico, l'osteopatia aiuta a liberare le restrizioni di mobilità che la postura statica ha consolidato nel tempo.
Il consiglio professionale: Nonostante una postazione perfetta, il corpo è fatto per muoversi. È fondamentale effettuare una pausa attiva di 5 minuti ogni ora di lavoro.

Senti spesso tensioni al termine della giornata lavorativa?
Un controllo posturale può aiutare a identificare e correggere i compensi che il tuo corpo ha adottato.
📍Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert
📞 328 257 8168

La scienza al servizio del recupero sportivo 🧬Non si tratta solo di "sentirsi meglio", ma di avere i dati che lo conferm...
05/03/2026

La scienza al servizio del recupero sportivo 🧬

Non si tratta solo di "sentirsi meglio", ma di avere i dati che lo confermano. Ho seguito un corso intensivo su Strength & Conditioning e Tecnologie per la valutazione in Fisioterapia Sportiva.

Cosa significa questo per il tuo percorso di recupero?

Valutazioni oggettive: Utilizzo di tecnologie all'avanguardia per misurare forza e simmetria.

Return to Sport sicuro: Criteri chiari per decidere quando è il momento di tornare in campo, riducendo al minimo il rischio di ricadute.

Programmazione su misura: Un mix tra approccio osteopatico e allenamento della forza per una performance ottimale.

La riabilitazione moderna non lascia nulla al caso. Pronto a ripartire? 🏃‍♂️💨

Patologie da Sovraccarico: quando il troppo stroppiaNello sport, il confine tra "allenamento efficace" e "sovraccarico" ...
03/03/2026

Patologie da Sovraccarico: quando il troppo stroppia

Nello sport, il confine tra "allenamento efficace" e "sovraccarico" è sottile. Le patologie da sovraccarico (o overuse injuries) non colpiscono per un singolo impatto, ma per la ripetizione di un gesto tecnico su un corpo che non ha avuto il tempo di recuperare o che presenta uno squilibrio meccanico.

Le "vittime" più frequenti: Tendini, Ossa e Cartilagini

Quando lo stress è eccessivo, il corpo lancia dei segnali precisi. Tra le patologie più comuni troviamo:
- Tendinopatie: (es. Tendine d'Achille o cuffia dei rotatori). Il tendine si infiamma o degenera perché sottoposto a carichi che non riesce a sopportare.
- Apofisiti (nei giovani): Come il Morbo di Osgood-Schlatter (ginocchio) o la Malattia di Sever (tallone). Sono infiammazioni delle zone dove il tendine si inserisce sull'osso ancora in crescita.
- Fratture da stress: Piccole rime di frattura che si creano nell'osso (spesso nei piedi o nella tibia) a causa di carichi ripetuti senza adeguato riposo.
- Borsiti: Infiammazione delle sacche piene di liquido che proteggono le articolazioni.

L’approccio clinico integrato

Per guarire da un sovraccarico non basta il riposo: bisogna capire perché quel tessuto si è sovraccaricato.

L'Analisi Osteopatica: L'osteopata cerca la causa remota. Se soffri di tendinite all'achilleo, il problema potrebbe essere un bacino bloccato che altera la tua camminata. Liberando le articolazioni distanti, si riduce la tensione sulla zona dolente.

La Riabilitazione Fisioterapica: Il fisioterapista interviene sulla gestione del carico (Load Management). Attraverso l'esercizio terapeutico, si "rieduca" il tessuto a sopportare nuovamente lo sforzo, correggendo il gesto tecnico e rinforzando i muscoli stabilizzatori.

Come prevenire il sovraccarico?

- Gradualità: Non aumentare volume o intensità di allenamento più del 10% a settimana.
- Ascolto: Se il dolore compare all'inizio dell'attività, scompare dopo il riscaldamento e torna più forte a freddo, sei in una fase di sovraccarico.
- Recupero: Il riposo è parte dell'allenamento. Senza recupero, non c'è miglioramento della performance.

Senti un fastidio costante che "va e viene" durante lo sport?
Ignorare un dolore da sovraccarico può trasformare un piccolo fastidio in un problema cronico. Una valutazione biomeccanica può aiutarti a tornare in campo più forte di prima.
📍Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert
Esperto nella gestione del dolore e della performance sportiva.

La distinzione tra alterazione strutturale e stato dolorosoÈ comune pensare che la gravità del dolore sia direttamente p...
25/02/2026

La distinzione tra alterazione strutturale e stato doloroso

È comune pensare che la gravità del dolore sia direttamente proporzionale a una lesione fisica. Tuttavia, l'evidenza clinica dimostra che la percezione dolorosa è un fenomeno molto più complesso.
Il dolore non è un semplice "contatore di danni", ma un sofisticato meccanismo di difesa. Spesso, referti radiologici che riportano discopatie o segni di artrosi descrivono situazioni fisiologiche che non sono la causa primaria del malessere del paziente.

Il mio intervento, attraverso l'integrazione di fisioterapia e osteopatia, mira a identificare le cause funzionali del dolore.

L'obiettivo non è modificare un'immagine radiografica, ma restituire al paziente la capacità di muoversi senza limitazioni, agendo sulla biomeccanica e sulla desensibilizzazione del sistema nervoso.

Recuperare la funzionalità è il primo passo per una guarigione duratura, indipendentemente dai segni clinici del tempo presenti sui tessuti.

L’aggiornamento professionale non basta mai, soprattutto quando l’obiettivo è la salute globale della persona. Come fisi...
22/02/2026

L’aggiornamento professionale non basta mai, soprattutto quando l’obiettivo è la salute globale della persona. Come fisioterapista e osteopata, so bene che il dolore non è mai solo "meccanico". Grazie a questa specializzazione, potrò utilizzare il metodo Pilates per:
✅ Rilasciare le tensioni profonde dell'addome.
✅ Migliorare la respirazione diaframmatica.
✅ Aiutare il corpo a liberarsi dai blocchi emotivi somatizzati.
✅ Liberare le tensioni addominali e respiratorie.
✅ Recuperare la funzionalità e la consapevolezza del pavimento pelvico.
La cura nasce dalla conoscenza.

Coliche neonatali: l'approccio integrato tra Osteopatia e Fisioterapia Le cosiddette "coliche gassose" dei primi mesi di...
19/02/2026

Coliche neonatali: l'approccio integrato tra Osteopatia e Fisioterapia

Le cosiddette "coliche gassose" dei primi mesi di vita rappresentano una sfida per molti neonati e le loro famiglie. Sebbene siano spesso considerate una tappa fisiologica della maturazione intestinale, le tensioni addominali e il pianto inconsolabile che ne deriva possono essere affrontati con successo attraverso un approccio manuale dolce e non invasivo.

Comprendere l'origine del disturbo
Dal punto di vista clinico, le coliche possono essere legate a un'immaturità del sistema digerente, ma anche a tensioni meccaniche accumulatesi durante la vita intrauterina o durante il parto.

Ecco come interveniamo nel nostro studio:
- L’approccio Osteopatico: L'osteopata pediatrico valuta la mobilità del diaframma toracico e la funzionalità della base del cranio, dove passa il nervo vago, responsabile della corretta motilità intestinale. Trattando delicatamente queste zone, si favorisce il rilassamento del sistema nervoso autonomo e si riducono gli spasmi dolorosi della muscolatura liscia viscerale.
- L’approccio Fisioterapico: Il fisioterapista istruisce i genitori su tecniche di massaggio neonatale specifiche che facilitano il transito dei gas e aiutano il bambino a percepire i propri confini corporei, promuovendo il rilassamento muscolare generale. Inoltre, vengono fornite indicazioni sulle posizioni di "handling" (presa e gestione) che aiutano a scaricare la pressione addominale.

Un trattamento dolce e sicuro

Il trattamento pediatrico si avvale di pressioni talmente leggere da essere paragonate al peso di un petalo di fiore. L'obiettivo non è solo risolvere il sintomo acuto, ma ristabilire un equilibrio funzionale che permetta al neonato di affrontare la fase della crescita con serenità.

Nota per i genitori: Un neonato meno contratto è un neonato che dorme meglio, si alimenta con più facilità e interagisce in modo più armonioso con l'ambiente circostante.

Il tuo bambino soffre di irritabilità e tensioni addominali?
La prevenzione e il trattamento precoce possono fare la differenza nelle prime tappe dello sviluppo. Siamo a disposizione per una valutazione pediatrica mirata.
Dott. Duccio Bartoli
Dottore in Fisioterapia (Università di Pisa)
Dottore in Osteopatia (Istituto Superiore di Osteopatia Milano)
Postgraduate Certificate Diploma in Osteopathic Medicine (Bucks University, United Kingdom)
Specialista nel supporto alla crescita sana dei più piccoli.

Linfodrenaggio Manuale: l’efficacia clinica nel trattamento degli edemiIl sistema linfatico svolge un ruolo cruciale nel...
17/02/2026

Linfodrenaggio Manuale: l’efficacia clinica nel trattamento degli edemi

Il sistema linfatico svolge un ruolo cruciale nella difesa immunitaria e nel mantenimento dell'omeostasi dei liquidi nel nostro organismo. Quando questo sistema rallenta o subisce un'interruzione, si generano ristagni di liquidi (edemi) che possono causare pesantezza, dolore e limitazioni funzionali. Il linfodrenaggio manuale è la tecnica d'elezione per ripristinare questo delicato equilibrio.

Meccanismo d'azione e rigore tecnico
A differenza del massaggio muscolare, il linfodrenaggio si avvale di manovre estremamente leggere, ritmiche e di superficie. L’obiettivo non è agire sulle fasce muscolari, ma stimolare la contrazione dei linfangioni (le "pompe" dei vasi linfatici) per facilitare il deflusso della linfa verso le stazioni ganglionari.

I principali benefici clinici includono:
- Effetto Antiedemigeno: Riduzione dei gonfiori post-chirurgici, post-traumatici o legati a insufficienza venosa.
- Azione Cicatrizzante: Migliora l'ossigenazione dei tessuti, accelerando la guarigione di ferite o esiti di interventi.
- Effetto Analgesico: La stimolazione dei meccanocettori cutanei inibisce la trasmissione del segnale del dolore.
- Supporto Immunitario: Facilitando il passaggio della linfa nei linfonodi, si potenzia la risposta immunitaria dell'organismo.
- L’approccio integrato Fisioterapico e Osteopatico

In Fisioterapia: È lo strumento cardine per la riabilitazione post-operatoria (es. dopo interventi ortopedici o oncologici) e per il trattamento di linfedemi e traumi sportivi acuti con forte versamento.

In Osteopatia: Il linfodrenaggio viene contestualizzato all'interno della "regola dell'arteria". L'osteopata valuta che non vi siano restrizioni meccaniche (es. a livello del diaframma o dello stretto toracico superiore) che possano ostacolare il ritorno della linfa nel sistema venoso, garantendo un risultato più profondo e duraturo.

Nota clinica: Essendo un trattamento che agisce direttamente sulla circolazione, il linfodrenaggio manuale deve essere eseguito esclusivamente da professionisti sanitari che conoscano le controindicazioni assolute (come infezioni in fase acuta o insufficienze cardiache gravi).

Soffri di gonfiori agli arti o sei in una fase di recupero post-operatorio?
Un piano terapeutico basato sul linfodrenaggio manuale può ridurre drasticamente i tempi di recupero e migliorare la tua qualità di vita.
Dott. Duccio Bartoli
Dottore in Fisioterapia (Università di Pisa)
Dottore in Osteopatia (Istituto Superiore di Osteopatia Milano)
Postgraduate Certificate Diploma in Osteopathic Medicine (Bucks University, United Kingdom)

Siamo specializzati nel trattamento dei disturbi circolatori e linfatici.

Il Diaframma: il motore invisibile della tua saluteSpesso lo consideriamo solo un muscolo legato alla respirazione, ma p...
15/02/2026

Il Diaframma: il motore invisibile della tua salute

Spesso lo consideriamo solo un muscolo legato alla respirazione, ma per la fisioterapia e l’osteopatia il diaframma è molto di più: è il fulcro del nostro equilibrio posturale e funzionale. Una sua disfunzione può manifestarsi con sintomi apparentemente lontani, come mal di schiena, tensioni cervicali o problemi digestivi.

Perché è così importante?

Il diaframma è un muscolo a forma di cupola che separa la cavità toracica da quella addominale. Le sue connessioni anatomiche sono sorprendenti:
- Stabilità Lombare: È anatomicamente connesso alle vertebre della parte bassa della schiena. Se il diaframma è rigido, la colonna lombare ne risente direttamente, aumentando il rischio di lombalgie.
- Gestione dello Stress: Attraverso il nervo vago, il diaframma comunica con il sistema nervoso parasimpatico. Una respirazione diaframmatica corretta aiuta a ridurre i livelli di cortisolo e la tensione muscolare globale.
- Circolazione e Drenaggio: Funge da vera e propria "p***a" per i liquidi corporei, favorendo il ritorno venoso e il drenaggio linfatico degli arti inferiori.

L’approccio integrato

In Osteopatia: L'osteopata valuta la mobilità della cupola diaframmatica e delle sue inserzioni. Liberare il diaframma significa migliorare la mobilità dei visceri e ridurre le tensioni che si riflettono sulla zona cervicale (attraverso il nervo frenico).

In Fisioterapia: La rieducazione respiratoria è parte integrante della riabilitazione posturale. Insegnare al paziente a respirare correttamente permette di stabilizzare il "core" e migliorare l'ossigenazione dei tessuti durante l'esercizio fisico.

Un piccolo test per te: Metti una mano sul petto e una sulla pancia. Quando respiri, quale mano si muove per prima? Se si muove solo la mano sul petto, stai usando solo la parte alta del torace, affaticando i muscoli del collo e delle spalle.
Respirare bene significa muoversi meglio.

Se avverti spesso senso di costrizione toracica, fiato corto o rigidità alla schiena che non passa, il tuo diaframma potrebbe aver bisogno di attenzione professionale:

Dott. Duccio Bartoli, Fisioterapista e Osteopata, Via Rosi 17, Lucca. Per appuntamenti: 3287638937.

Sblocca il tuo potenziale respiratorio per migliorare la tua postura.

Mobilità mattutina: preparare il corpo alla giornataIl passaggio dal riposo notturno all'attività quotidiana è un moment...
13/02/2026

Mobilità mattutina: preparare il corpo alla giornata

Il passaggio dal riposo notturno all'attività quotidiana è un momento critico per il nostro sistema muscolo-scheletrico. Durante la notte, i tessuti tendono a disidratarsi e le articolazioni a irrigidirsi; dedicare pochi minuti al risveglio alla mobilità attiva non è solo una buona abitudine, ma una vera forma di prevenzione.

Perché lo stretching al mattino?
Dal punto di vista fisioterapico, una routine di allungamento dolce stimola la circolazione sanguigna e migliora l'elasticità dei tessuti molli. L'osteopatia, inoltre, sottolinea l'importanza di liberare le fasce e le articolazioni per permettere un corretto drenaggio e una migliore risposta adattativa del corpo agli stress della giornata.

Tre pilastri per una routine efficace:
- Gradualità: Inizia con movimenti ampi e lenti. Il corpo ha bisogno di tempo per aumentare la propria temperatura interna.
- Respirazione: Coordina ogni movimento con un'espirazione profonda. Il diaframma è il motore principale della mobilità viscerale e posturale.
- Globalità: Non limitarti alla zona dove senti tensione. Allunga la catena posteriore e mobilizza la colonna in tutti i suoi piani (flessione, estensione e rotazione).

Nota clinica: Lo stretching mattutino non deve mai evocare dolore acuto. L'obiettivo è percepire una tensione "fisiologica" che svanisce progressivamente, lasciando spazio a una sensazione di leggerezza.

Investire 5 minuti al mattino può cambiare l'andamento della tua intera giornata.

Se senti che la rigidità mattutina persiste o limita i tuoi movimenti, potrebbe essere il segnale di una disfunzione che necessita di un approccio specialistico. Siamo a disposizione per valutare il tuo equilibrio posturale e strutturale.

̀articolare

La tua prima visita in studio: cosa aspettarsi e come prepararsiSpesso ci viene chiesto: "Cosa succede durante il primo ...
11/02/2026

La tua prima visita in studio: cosa aspettarsi e come prepararsi

Spesso ci viene chiesto: "Cosa succede durante il primo incontro? Devo portare degli esami? Come devo vestirmi?".
La prima visita è il momento più importante: è qui che gettiamo le basi per il tuo percorso di guarigione, unendo l'analisi tecnica della fisioterapia alla visione d'insieme dell'osteopatia.

Ecco una piccola guida per vivere al meglio questo appuntamento.

1. L'Anamnesi: la tua storia è la nostra mappa
Inizieremo con un colloquio approfondito. Non ci interessa solo "dove ti fa male", ma quando è iniziato, come influisce sulla tua vita quotidiana e quali sono i tuoi obiettivi.
Consiglio: Porta con te eventuali esami diagnostici recenti (RX, RM, ecografie), ma ricorda che per noi la cosa più importante è il tuo racconto clinico.

2. La Valutazione Obiettiva
Passeremo poi all'esame fisico. Valuteremo la tua postura, i tuoi schemi di movimento e useremo test specifici per individuare l'origine del disturbo.
Cosa indossare: Per permetterci di valutare correttamente la colonna e le articolazioni, consigliamo un abbigliamento comodo (tuta o pantaloncini sportivi). Spesso la valutazione richiede di rimanere in intimo per osservare l'allineamento posturale.

3. Il Trattamento e il Piano di Cura
Dopo la valutazione, procederemo con le prime tecniche manuali (fisioterapiche o osteopatiche) per iniziare a dare sollievo ai tessuti. Al termine, definiremo insieme un piano d'azione: quante sedute serviranno, quali esercizi dovrai fare a casa e come monitoreremo i progressi.

4. Domande Frequenti:
"Farà male?" Il nostro approccio rispetta sempre la soglia del dolore del paziente. La comunicazione tra noi sarà costante.
"Quanto dura?" La prima visita richiede solitamente più tempo (circa 45-60 minuti) per garantire un'analisi scrupolosa.
Il nostro obiettivo: Non vogliamo solo "manipolare" un corpo, vogliamo farti capire perché il dolore è apparso e darti gli strumenti per non farlo tornare.

Sei pronto a prenderti cura di te?
Prenotare la prima visita è il primo passo verso una vita senza limitazioni. Se hai dubbi specifici, non esitare a scriverci in privato:
ducciobartoli@gmail.com e whatsapp +39 328 257 8168
Professionalità e ascolto al servizio del tuo movimento.

Indirizzo

Via Rosi 17
Lucca
55100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 20:00
Domenica 00:00 - 00:15

Sito Web

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