Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert

Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert Riabilitazione post traumatica, post chirurgica, neurologica, cardiorespiratoria. Terapia manuale. Operatore Kinesiotaping. Controlli posturali osteopatici.

Dottore in Fisioterapia (Università di Pisa)
Dottore in Osteopatia (Istituto Superiore di Osteopatia Milano)
Postgraduate Certificate Diploma in Osteopathic Medicine presso Bucks University, United Kingdom Tecniche osteopatiche per cervicalgie, lombalgie, sciatalgie, artrosi, discopatie, cefalee, dolori articolari e muscolari da traumi, alterazioni dell’equilibrio, disturbi ginecologici e digest

ivi, nevralgie, otiti, sinusiti, disturbi temporo-mandibolari, stanchezza cronica. Visite domiciliari e in studio: per informazioni e appuntamenti chiamare al 3282578168. Grazie a una doppia formazione in Fisioterapia e in Osteopatia, applico un approccio multispecialistico integrato che utilizza sia la terapia manuale osteopatica sia l’esercizio terapeutico fisioterapico, modulando metodi di valutazione e trattamenti e intervenendo nel modo più adeguato su ogni singolo caso che mi trovo ad affrontare. Tale approccio multispecialistico integrato non solo rafforza l’efficacia delle terapie ma accelera i tempi di recupero del paziente. Corsi di specializzazione frequentati: Pnei e osteopatia: le basi teoriche per una clinica efficace, L'applicazione pratica della neurodinamica all'esercizio terapeutico, La riflessologia plantare nella riabilitazione, Il drenaggio linfatico manuale nel trattamento del circolo linfatico, Il drenaggio linfatico manuale nel trattamento del circolo linfatico dell'arto inferiore, Il massaggio terapeutico nella riabilitazione, Corso di Radiologia e Diagnostica per Immagini (I, II e III livello), Corso di Patologia e Neurologia (I, II e III livello), Corso di taping drenante e propriocettivo.

La tua prima visita in studio: cosa aspettarsi e come prepararsiSpesso ci viene chiesto: "Cosa succede durante il primo ...
26/04/2026

La tua prima visita in studio: cosa aspettarsi e come prepararsi

Spesso ci viene chiesto: "Cosa succede durante il primo incontro? Devo portare degli esami? Come devo vestirmi?".

La prima visita è il momento più importante: è qui che gettiamo le basi per il tuo percorso di guarigione, unendo l'analisi tecnica della fisioterapia alla visione d'insieme dell'osteopatia.

Ecco una piccola guida per vivere al meglio questo appuntamento.

1. L'Anamnesi: la tua storia è la nostra mappa
Inizieremo con un colloquio approfondito. Non ci interessa solo "dove ti fa male", ma quando è iniziato, come influisce sulla tua vita quotidiana e quali sono i tuoi obiettivi.

Consiglio: Porta con te eventuali esami diagnostici recenti (RX, RM, ecografie), ma ricorda che per noi la cosa più importante è il tuo racconto clinico.

2. La Valutazione Obiettiva

Passeremo poi all'esame fisico. Valuteremo la tua postura, i tuoi schemi di movimento e useremo test specifici per individuare l'origine del disturbo.

Cosa indossare: Per permetterci di valutare correttamente la colonna e le articolazioni, consigliamo un abbigliamento comodo (tuta o pantaloncini sportivi). Spesso la valutazione richiede di rimanere in intimo per osservare l'allineamento posturale.

3. Il Trattamento e il Piano di Cura

Dopo la valutazione, procederemo con le prime tecniche manuali (fisioterapiche o osteopatiche) per iniziare a dare sollievo ai tessuti. Al termine, definiremo insieme un piano d'azione: quante sedute serviranno, quali esercizi dovrai fare a casa e come monitoreremo i progressi.

4. Domande Frequenti:

"Farà male?" Il nostro approccio rispetta sempre la soglia del dolore del paziente. La comunicazione tra noi sarà costante.

"Quanto dura?" La prima visita richiede solitamente più tempo (circa 45-60 minuti) per garantire un'analisi scrupolosa.

Il nostro obiettivo: Non vogliamo solo "manipolare" un corpo, vogliamo farti capire perché il dolore è apparso e darti gli strumenti per non farlo tornare.

Sei pronto a prenderti cura di te?

Prenotare la prima visita è il primo passo verso una vita senza limitazioni. Se hai dubbi specifici, non esitare a scriverci in privato.
📍Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert
Professionalità e ascolto al servizio del tuo movimento.

L'importanza del supporto cervicale: il ruolo del cuscino nel riposoIl riposo notturno occupa circa un terzo della nostr...
20/04/2026

L'importanza del supporto cervicale: il ruolo del cuscino nel riposo

Il riposo notturno occupa circa un terzo della nostra vita ed è il momento in cui il sistema muscolo-scheletrico dovrebbe rigenerarsi. Tuttavia, un supporto inadeguato può trasformare il sonno in una fonte di stress meccanico, causando cefalee muscolo-tensive, rigidità al risveglio e parestesie (formicolii) agli arti superiori.

La funzione biomeccanica del cuscino
Dal punto di vista della fisioterapia, il cuscino non è un semplice accessorio di comfort, ma uno strumento di allineamento. Il suo obiettivo primario è colmare lo spazio tra la testa e la spalla, mantenendo il tratto cervicale in asse con il resto della colonna vertebrale.

Per chi dorme sul fianco: Il cuscino deve avere un'altezza pari alla larghezza della spalla per evitare inclinazioni laterali del collo.

Per chi dorme supino (a pancia in su): È necessario un supporto più basso, che accolga la lordosi cervicale senza flettere eccessivamente la testa in avanti.

La posizione prona (a pancia in giù): Generalmente sconsigliata, poiché costringe il rachide cervicale a una rotazione prolungata e forzata, alterando la biomeccanica articolare.

La prospettiva Osteopatica
L'osteopatia osserva come un cattivo appoggio cranico possa influenzare non solo il collo, ma anche la dinamica respiratoria e il sistema cranio-sacrale. Una compressione sub-occipitale dovuta a un cuscino errato può limitare la mobilità delle prime vertebre cervicali (C1 e C2), con ripercussioni che si trasmettono lungo tutta la catena fasciale fino alla zona lombare.

Il consiglio clinico: Non esiste il "miglior cuscino in assoluto", ma il supporto più adatto alla propria conformazione anatomica e alle abitudini posturali. La scelta del materiale (memory foam, lattice o fibre naturali) deve garantire un equilibrio tra sostegno e adattabilità.

Il tuo risveglio è accompagnato da rigidità o dolori cervicali?
Spesso la soluzione risiede in piccoli accorgimenti ergonomici uniti a un trattamento professionale volto a liberare le tensioni accumulate.
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Sono a disposizione per una valutazione posturale completa e per consigliarti le migliori strategie per un riposo realmente rigenerante.

La distinzione tra alterazione strutturale e stato dolorosoÈ comune pensare che la gravità del dolore sia direttamente p...
13/04/2026

La distinzione tra alterazione strutturale e stato doloroso

È comune pensare che la gravità del dolore sia direttamente proporzionale a una lesione fisica. Tuttavia, l'evidenza clinica dimostra che la percezione dolorosa è un fenomeno molto più complesso.

Il dolore non è un semplice "contatore di danni", ma un sofisticato meccanismo di difesa. Spesso, referti radiologici che riportano discopatie o segni di artrosi descrivono situazioni fisiologiche che non sono la causa primaria del malessere del paziente.

Il mio intervento, attraverso l'integrazione di fisioterapia e osteopatia, mira a identificare le cause funzionali del dolore.

L'obiettivo non è modificare un'immagine radiografica, ma restituire al paziente la capacità di muoversi senza limitazioni, agendo sulla biomeccanica e sulla desensibilizzazione del sistema nervoso.

Recuperare la funzionalità è il primo passo per una guarigione duratura, indipendentemente dai segni clinici del tempo presenti sui tessuti.

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Buona Pasqua! Il mio augurio è che queste giornate vi portino mobilità, respiro e vitalità. La salute è un movimento con...
05/04/2026

Buona Pasqua! Il mio augurio è che queste giornate vi portino mobilità, respiro e vitalità. La salute è un movimento continuo: approfittate delle feste per camminare all’aria aperta e ritrovare la postura migliore. Un caro augurio di cuore e... di schiena!

Biomeccanica del sollevamento: proteggere la colonna nel caricoNel quotidiano, il gesto di sollevare un peso — sia esso ...
30/03/2026

Biomeccanica del sollevamento: proteggere la colonna nel carico

Nel quotidiano, il gesto di sollevare un peso — sia esso una borsa della spesa, un pacco o un bambino — espone la nostra colonna vertebrale a forze di compressione e taglio significative. Adottare una tecnica corretta non è solo una misura precauzionale, ma un requisito fondamentale per preservare l'integrità dei dischi intervertebrali e la salute dei tessuti miofasciali.

I principi della movimentazione sicura

Per minimizzare lo stress sulle strutture articolari, è necessario seguire alcuni pilastri della corretta ergonomia:

- Il braccio di leva: Mantieni il carico il più vicino possibile al baricentro del corpo. Ogni centimetro di distanza dal busto aumenta esponenzialmente la forza di carico sul tratto lombare.

- Utilizzo degli arti inferiori: La colonna non è progettata per fungere da leva di sollevamento. È essenziale flettere le ginocchia e le anche, utilizzando la potenza dei muscoli glutei e dei quadricipiti.

- Neutralità della colonna: Durante il sollevamento, le curve fisiologiche del rachide dovrebbero rimanere neutre. Evitare la flessione del busto a gambe tese protegge il legamento longitudinale e riduce la pressione intradiscale.

- Sincronia respiratoria: Espirare durante lo sforzo (la fase di salita) aiuta a stabilizzare il "core" attraverso l'attivazione della muscolatura addominale profonda e del diaframma.

L’integrazione tra Fisioterapia e Osteopatia

Mentre la fisioterapia mira a rinforzare le catene muscolari deputate alla stabilizzazione del carico, l'osteopatia lavora per assicurare che non vi siano blocchi articolari o tensioni fasciali che obblighino il corpo a compensi disfunzionali durante il movimento.

Nota clinica: La maggior parte degli infortuni acuti non avviene per un carico eccessivo, ma per un movimento scorretto ripetuto nel tempo che indebolisce progressivamente la struttura.

La tua schiena è pronta a sostenere i carichi della tua giornata?

Se avverti fastidi lombari o debolezza durante le attività quotidiane, una valutazione professionale può aiutarti a prevenire infortuni più seri.
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Contattaci per una consulenza personalizzata sulla tua ergonomia posturale.

Diagnosi di Ernia del Disco: perché non deve spaventareRicevere un referto che indica la presenza di un’ernia del disco ...
27/03/2026

Diagnosi di Ernia del Disco: perché non deve spaventare

Ricevere un referto che indica la presenza di un’ernia del disco genera spesso preoccupazione. Tuttavia, la letteratura scientifica internazionale è chiara: la presenza di un’ernia non equivale necessariamente a una condanna al dolore cronico o all’intervento chirurgico. Il corpo umano possiede straordinarie capacità di adattamento e autoguarigione.

Capire il problema senza allarmismi

L’ernia del disco si verifica quando la parte interna del disco intervertebrale (il nucleo polposo) fuoriesce dalla sua sede naturale. Sebbene possa causare infiammazione o compressione nervosa, è fondamentale sapere che molti pazienti presentano ernie del tutto asintomatiche. Il dolore è un fenomeno complesso e la struttura del disco è solo uno dei fattori in gioco.

L’approccio conservativo integrato

Il trattamento di prima scelta per la grande maggioranza dei casi è di tipo conservativo, dove la sinergia tra fisioterapia e osteopatia gioca un ruolo chiave:

- Il ruolo della Fisioterapia: Si concentra sulla gestione dell'infiammazione e sul recupero funzionale. Attraverso l'esercizio terapeutico mirato, si lavora sul rinforzo dei muscoli stabilizzatori della colonna (il cosiddetto "core"), riducendo il carico meccanico sul disco sofferente e migliorando la tolleranza allo sforzo.

- Il ruolo dell'Osteopatia: L'osteopata ricerca le cause che hanno portato a un sovraccarico in quel segmento specifico della colonna. Analizzando la postura e la mobilità globale, l'obiettivo è liberare le tensioni fasciali e articolari (anche distanti dalla zona del dolore) per riequilibrare la distribuzione dei carichi e favorire il processo di riassorbimento naturale dell'ernia.

Il mito dell’intervento chirurgico

Oggi l'intervento chirurgico è riservato a una piccola percentuale di casi clinici selezionati. Nella maggior parte delle situazioni, un percorso terapeutico ben strutturato permette di tornare a una vita attiva, sportiva e libera dal dolore.

Il consiglio clinico: "Curare l'immagine della risonanza è un errore; noi curiamo la persona". La sintomatologia e la funzionalità del paziente sono gli unici veri indicatori su cui basare il percorso di recupero.

Hai ricevuto una diagnosi di ernia e non sai come procedere?

Non fermarti al referto. Una valutazione clinica approfondita è il primo passo per costruire il tuo percorso di guarigione.
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Siamo qui per aiutarti a ritrovare il movimento in sicurezza.

Stress e Dolore Fisico: quando la mente parla attraverso il corpoTi è mai capitato di avvertire un forte mal di schiena ...
22/03/2026

Stress e Dolore Fisico: quando la mente parla attraverso il corpo

Ti è mai capitato di avvertire un forte mal di schiena o una rigidità al collo dopo un periodo di lavoro intenso o di preoccupazioni personali? Non è una coincidenza. Esiste un legame profondo e scientificamente provato tra il nostro stato emotivo e la salute del nostro sistema muscolo-scheletrico.

La Biologia dello Stress
Quando siamo sotto stress, il nostro corpo attiva una risposta arcaica chiamata "attacco o fuga". Questo comporta il rilascio di ormoni come il cortisolo e l'adrenalina, che hanno effetti diretti sui tessuti:
- Tensione Muscolare Persistente: Per "difenderci", i muscoli (specialmente trapezio, mandibola e zona lombare) rimangono in uno stato di contrazione costante, portando a contratture e trigger point.
- Infiammazione Sistemica: Il cortisolo alto nel lungo periodo favorisce uno stato infiammatorio silente che rende i tessuti più fragili e sensibili.
- Sensibilizzazione al Dolore: Lo stress cronico abbassa la soglia del dolore. Il sistema nervoso diventa "iper-vigile", interpretando come dolorosi anche stimoli che normalmente non lo sarebbero.

L’approccio integrato: Oltre il sintomo fisico
In ambito clinico, trattare solo il muscolo dolente senza considerare lo stato di stress del paziente spesso porta a risultati solo temporanei.

L’Osteopatia e il Sistema Nervoso: L'osteopata lavora per riequilibrare il Sistema Nervoso Autonomo. Attraverso tecniche dolci sul cranio, sul sacro e sul diaframma, si cerca di inibire il sistema ortosimpatico (quello dello stress) a favore del parasimpatico, favorendo il rilassamento profondo e il recupero dei tessuti.

La Fisioterapia e il Movimento Consapevole: Il fisioterapista utilizza l'esercizio terapeutico e la respirazione controllata per "riprogrammare" la risposta del corpo al dolore. Il movimento graduale aiuta a scaricare le tensioni accumulate e a dimostrare al sistema nervoso che l'attività fisica è sicura e benefica.

Cosa puoi fare tu?
- Ascolta i segnali: Un dolore che aumenta nei periodi di stress è un messaggio del corpo che ti invita a rallentare.
- Respira col Diaframma: La respirazione diaframmatica è il modo più veloce per comunicare al cervello che il pericolo è passato.
- Muoviti con regolarità: Anche una camminata di 20 minuti aiuta a metabolizzare gli ormoni dello stress.

Il tuo dolore è legato a un periodo di forte tensione?
Non limitarti a sopportare o a cercare soluzioni parziali. Un approccio integrato può aiutarti a sciogliere le tensioni fisiche e a ritrovare l'equilibrio di cui hai bisogno.
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Esperto nella gestione del dolore complesso e sistemico.

Il Massaggio Sportivo: non solo relax, ma performance e recuperoMolto spesso il massaggio sportivo viene confuso con una...
18/03/2026

Il Massaggio Sportivo: non solo relax, ma performance e recupero

Molto spesso il massaggio sportivo viene confuso con una semplice pratica di benessere. In realtà, si tratta di una tecnica manuale specifica, inserita in un percorso di fisioterapia e medicina dello sport, finalizzata a ottimizzare la prestazione atletica e accelerare i processi di riparazione tissutale.

Gli effetti fisiologici e biomeccanici
Il massaggio sportivo agisce su diversi livelli per garantire la salute dell'atleta, sia amatoriale che professionista:
- Riduzione delle tensioni muscolari: Attraverso manovre di sfioramento profondo, frizione e impastamento, si sciolgono le contratture e si migliora l'elasticità delle fibre.
- Drenaggio dei metaboliti: Favorisce il ritorno venoso e linfatico, agevolando l'eliminazione delle scorie prodotte durante l'attività fisica (come l'acido lattico e i cataboliti cellulari).
- Prevenzione degli infortuni: Migliorando la vascolarizzazione e la flessibilità, si riduce il rischio di lesioni muscolari e tendinee.
- Modulazione del Sistema Nervoso: Riduce i livelli di cortisolo (ormone dello stress) e stimola il rilascio di endorfine, migliorando la qualità del recupero psicofisico.

L'integrazione con l'Osteopatia
Mentre la fisioterapia agisce direttamente sulla struttura muscolare coinvolta nel gesto atletico, l'approccio osteopatico analizza la biomeccanica globale dell'atleta. L'osteopata verifica che non vi siano restrizioni di mobilità (ad esempio a livello del bacino o della colonna) che costringano i muscoli a un lavoro eccessivo, rendendo il massaggio sportivo ancora più efficace e duraturo.

Quando sottoporsi a un trattamento?
Pre-gara: Per preparare i tessuti allo sforzo, aumentando la temperatura muscolare e la reattività.
Post-gara: Per decongestionare la muscolatura e abbreviare i tempi di recupero (ideale nelle 24-48 ore successive).
Mantenimento: Per prevenire sovraccarichi durante i periodi di allenamento intenso.

Nota per l'atleta: Il massaggio sportivo non sostituisce l'allenamento o lo stretching, ma è il complemento necessario per chi vuole spingere i propri limiti rispettando la fisiologia del proprio corpo.

Vuoi migliorare le tue prestazioni o accelerare il tuo recupero?
Un trattamento mirato può fare la differenza tra un allenamento faticoso e una performance d'eccellenza.
📍Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert
Sosteniamo la tua passione con competenza e professionalità.

Reflusso nel neonato: come l’approccio manuale può favorire il benessereIl reflusso gastroesofageo è un disturbo frequen...
16/03/2026

Reflusso nel neonato: come l’approccio manuale può favorire il benessere

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo frequente nei primi mesi di vita. Sebbene in molti casi si tratti di un fenomeno fisiologico dovuto all'immaturità del cardias (la valvola tra esofago e stomaco), i sintomi associati — rigurgiti frequenti, irritabilità post-prandiale, tosse o disturbi del sonno — possono essere gestiti efficacemente con trattamenti non invasivi.

La prospettiva Osteopatica: liberare le tensioni

L'osteopatia pediatrica osserva il neonato nella sua globalità. Spesso, alla base del reflusso, possono esserci restrizioni meccaniche che influenzano la dinamica digestiva:
- Il Nervo Vago: Questo nervo, fondamentale per la digestione, fuoriesce dalla base del cranio. Tensioni causate dal posizionamento in utero o dal passaggio nel canale del parto possono creare una compressione irritativa, influenzando la funzionalità dello stomaco.
- Il Diaframma Toracico: Lo stomaco passa attraverso il diaframma. Se questo muscolo è contratto o presenta tensioni fasciali, può esercitare una pressione anomala sulla giunzione esofagea, favorendo la risalita del contenuto gastrico.
- Sistema Fasciale: Tensioni a livello del collo o del torace possono indurre il neonato a mantenere posture in estensione (inarcamento), che peggiorano il reflusso.

La prospettiva Fisioterapica: gestione e posizionamento

Il fisioterapista pediatrico lavora sull'ottimizzazione delle abitudini quotidiane per ridurre il disagio del piccolo:
- Educazione Posturale: Istruire i genitori sulle corrette posizioni di "anti-reflusso" durante e dopo la poppata, e sulla gestione sicura della culla (inclinazione controllata).
- Supporto allo sviluppo motorio: Valutare che il fastidio causato dal reflusso non porti il bambino a evitare determinate posizioni (come il tempo a pancia in giù), fondamentali per il corretto sviluppo muscolare.
- Un approccio dolce: Il trattamento manuale del neonato non prevede manovre brusche, ma tocchi leggeri e rassicuranti volti a riequilibrare le pressioni interne e a favorire il rilassamento del sistema digerente.

Il tuo bambino manifesta segni di disagio durante o dopo la poppata?
Unire la consulenza pediatrica a una valutazione osteopatica e fisioterapica può aiutare il tuo piccolo a ritrovare serenità nel momento del nutrimento e del riposo.
📍 Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert
Siamo al fianco della salute dei più piccoli e della serenità dei genitori.

"Scrocchi" articolari: perché le articolazioni fanno rumore?Molte persone convivono con rumori articolari quotidiani: un...
13/03/2026

"Scrocchi" articolari: perché le articolazioni fanno rumore?

Molte persone convivono con rumori articolari quotidiani: un ginocchio che "scatta" facendo le scale, il collo che "scrocchia" ruotando la testa o le dita delle mani che emettono suoni secchi. Ma questi rumori sono davvero un segnale di allarme o di usura?

La fisica dietro il suono: la Cavitazione
Nella maggior parte dei casi, il suono che sentiamo non è prodotto da ossa che sfregano tra loro. All'interno delle nostre articolazioni (come dita, collo o schiena) è presente il liquido sinoviale, che serve a lubrificare e nutrire la cartilagine.
Quando un'articolazione viene distesa o mossa rapidamente, la pressione all'interno della capsula articolare diminuisce bruscamente. Questo calo di pressione causa la formazione di piccole bolle di gas (anidride carbonica e azoto). Il "crack" che sentiamo è l'esplosione o la rapida formazione di queste bolle. Questo fenomeno è noto come cavitazione.

La visione Clinica e Osteopatica
In Fisioterapia: Il rumore, se non accompagnato da dolore, calore o gonfiore, è considerato un fenomeno fisiologico innocuo. Diventa rilevante solo se associato a una perdita di forza o a instabilità articolare.
In Osteopatia: Lo "scroscio" può indicare un rilascio di tensione, ma l'osteopata non si focalizza sul rumore in sé. L'obiettivo è ripristinare la corretta mobilità: se un'articolazione scrocchia continuamente, potrebbe essere perché sta compensando un'altra zona che invece è troppo rigida (ipomobile).

Quando bisogna preoccuparsi?
Il rumore articolare richiede un'indagine specialistica se:
- È accompagnato da dolore acuto.
- L'articolazione appare gonfia o infiammata.
- Si avverte una sensazione di blocco meccanico.
- Il rumore è "sabbioso" o simile a uno sfregamento continuo (crepitio), che potrebbe indicare un'usura cartilaginea.

Il mito da sfatare: Contrariamente a quanto si crede, scrocchiarsi le dita non causa l'artrite. Tuttavia, farlo in modo forzato e ripetitivo può stressare eccessivamente i legamenti e la capsula articolare.

Le tue articolazioni sono "rumorose"?
Nella maggior parte dei casi è solo gas che si libera, ma se il rumore è associato a fastidio, è il momento di valutare la funzionalità del tuo sistema muscolo-scheletrico.
📍Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert
Esperto nel movimento e nella salute articolare.

̀mediche

Ergonomia in ufficio: la prevenzione parte dalla tua scrivaniaIl benessere della colonna vertebrale e del sistema muscol...
08/03/2026

Ergonomia in ufficio: la prevenzione parte dalla tua scrivania

Il benessere della colonna vertebrale e del sistema muscolo-scheletrico non dipende solo dai trattamenti in studio, ma soprattutto dalle abitudini quotidiane. Passare molte ore nella stessa posizione può generare sovraccarichi che sfociano in cervicalgie, tensioni dorsali e sindromi da compressione.

Per mantenere una postura corretta durante l'attività lavorativa, segui queste linee guida fondamentali:
- Allineamento dello sguardo: Il bordo superiore del monitor deve essere all'altezza dei tuoi occhi. Questo evita una flessione costante del tratto cervicale.
- Regola dei 90 gradi: Gomiti, bacino e ginocchia dovrebbero formare angoli di circa 90^{\circ}. I piedi devono essere ben appoggiati al suolo o su un apposito poggiapiedi.
- Supporto Lombare: La sedia deve assecondare la curva fisiologica della schiena, fornendo un sostegno stabile alla zona bassa della colonna.
- Gestione degli spazi: Mouse e tastiera devono essere vicini al corpo per evitare di protendere le spalle in avanti.

L’approccio integrato
Mentre la fisioterapia interviene per ripristinare la corretta funzionalità muscolare e articolare dopo un sovraccarico, l'osteopatia aiuta a liberare le restrizioni di mobilità che la postura statica ha consolidato nel tempo.
Il consiglio professionale: Nonostante una postazione perfetta, il corpo è fatto per muoversi. È fondamentale effettuare una pausa attiva di 5 minuti ogni ora di lavoro.

Senti spesso tensioni al termine della giornata lavorativa?
Un controllo posturale può aiutare a identificare e correggere i compensi che il tuo corpo ha adottato.
📍Duccio Bartoli Fisioterapista e Osteopata D.O. PGCert
📞 328 257 8168

La scienza al servizio del recupero sportivo 🧬Non si tratta solo di "sentirsi meglio", ma di avere i dati che lo conferm...
05/03/2026

La scienza al servizio del recupero sportivo 🧬

Non si tratta solo di "sentirsi meglio", ma di avere i dati che lo confermano. Ho seguito un corso intensivo su Strength & Conditioning e Tecnologie per la valutazione in Fisioterapia Sportiva.

Cosa significa questo per il tuo percorso di recupero?

Valutazioni oggettive: Utilizzo di tecnologie all'avanguardia per misurare forza e simmetria.

Return to Sport sicuro: Criteri chiari per decidere quando è il momento di tornare in campo, riducendo al minimo il rischio di ricadute.

Programmazione su misura: Un mix tra approccio osteopatico e allenamento della forza per una performance ottimale.

La riabilitazione moderna non lascia nulla al caso. Pronto a ripartire? 🏃‍♂️💨

Indirizzo

Via Rosi 17
Lucca
55100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 20:00
Domenica 00:00 - 00:15

Sito Web

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