26/05/2021
🧠 IL KALIPENSIERO DEL MERCOLEDÌ 🐌
IL CIRCOLO DELL’ANSIA
L’ per l’essere umano è un bene necessario, ci serve. Serve per porci in allerta di fronte a una minaccia più o meno imminente mandandoci in uno stato di iperattivazione fisica (tachicardia, palpitazioni, tensione muscolare, difficoltà digestive, irrequietezza) e psicologica (nervosismo, apprensione, insicurezza, pensiero fisso, timore, difficoltà di concentrazione)utile per allertarci e far fronte al problema che ci troviamo davanti.
L’ansia può diventare un vero e proprio nemico quando si impadronisce di noi fino a diventare un vero e proprio disturbo psicologico.
Questo schema definisce la trasformazione dell’ansia da nostra alleata a sintomo: ciò si verifica quando si iniziano ad insinuare nella nostra mente erronee interpretazioni di eventi che ci capitano, sia fisici sia mentali. Eventi del tutto normali vengono mal interpretati e situazioni del tutto innocue vengono percepite come segnali di pericolo imminente o addirittura catastrofe, generando un pericoloso circolo vizioso dal quale risulta difficile uscire.
L’evitamento, ovvero evitare la situazione temuta affinché ci si possa sentire più al sicuro, è il fattore che più mantiene attivo e ingravescente il circolo (meno frequentiamo quel posto -> meno diventa familiare -> più lo percepiamo come poco sicuro).
Un secondo comportamento che generalmente mettiamo in atto ma che anche esso risulta poco funzionale è il concentrarsi sulle sensazioni corporee. Sembra che ciò possa alleviare il nostro malessere ma in realtà finirà per esacerbare i sintomi fisici e male interpretare sensazioni innocue.
Una utile: focalizzare il pensiero su tutt’altro, pensando al proprio “posto sicuro” che ognuno di noi ha.
Quando l’ansia diventa ed , generando una compromissione della qualità della vita è fondamentale chiedere aiuto ad uno specialista .
Dott.ssa Lucia Pollastrini - Psicologa
Spazio Kalipè
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luciapollastrini@virgilio.it