10/02/2026
Io voglio ogni anno ringraziare le Olimpiadi, perché ci permettono di andare un po’ oltre gli sport classiconi che vediamo per tutto il resto del tempo.
Il mio esempio di quest’anno: il curling 🥌
In un mondo che corre, il curling scivola.
Non esplode, non accelera, non travolge. Aspetta.
Nel curling non vince chi è più veloce, ma chi sa pensare prima di agire. La pietra parte piano, quasi in silenzio, e una volta lanciata non può più essere fermata: da lì in poi conta solo la strategia, la lettura del contesto, la collaborazione. Ma anche il saper lasciare andare, perché in fondo in fondo non la controlli completamente quella pietra.
È una metafora potente della vita psicologica.
Siamo abituati a reagire subito: rispondere, decidere, fare. Il curling invece ci ricorda che serve pazienza per tollerare l’incertezza mentre la pietra scivola e tu non sai ancora dove si fermerà.
E poi c’è la squadra che “spazza” il ghiaccio: non cambia la direzione, ma modula il percorso. Proprio come fanno le relazioni sane: non decidono per noi, ma rendono il cammino più fluido.
Il curling celebra la lentezza consapevole, la strategia, l’attesa e l’intesa.
Ci insegna che non tutto ciò che è efficace è rapido.
E che a volte, per arrivare al centro, bisogna imparare a scivolare invece che correre.
🇮🇹