L’angolo della strategia

L’angolo della strategia Siamo due psicologhe e tutor dell’apprendimento che si impegnano nell’aiutare giovani DSA e Bes a sentirsi più sicuri di loro e a imparare utili strategie!

27/09/2019

❤ Ecco la storia, con le emozioni ed il difficile percorso di una Madre con suo figlio con D.S.Ap (Disturbo Specifico dell'Apprendimento):

📄 " ... Mio figlio si sta per laureare in Scienze e Tecnologie Alimentari.
È disgrafico e discalculico, ma questo lo abbiamo saputo solo due mesi prima del suo esame di maturità.
Il primo “segnale” che qualcosa non andasse l’ho avuto all’asilo: l’insegnante mi chiamò per mostrarmi i disegni di mio figlio paragonandoli con quelli degli altri bambini. Ovviamente i disegni degli altri bambini erano molto diversi, molto più completi e la figura umana era ben riconoscibile. A detta delle insegnanti, la sua poteva essere pigrizia, oppure un ritardo “normale”. Ogni volta che andavo a prenderlo a scuola c’era sempre qualcosa che non andava, nulla di grave, ma qualcosa: non colorava le figure sugli album, ma copriva tutto con righe più o meno colorate, non riusciva a stare seduto, si alzava e girava per la classe disturbando gli altri, era sempre coinvolto in piccole scaramucce, dimenticava sempre qualcosa, non teneva in ordine il materiale ecc...
Alle elementari tutto si è complicato; scriveva sui fogli come se le righe, o i quadretti, non esistessero, non riusciva a legare le vocali e le consonanti fra loro, spezzava le parole in modo strano o non lasciava lo spazio tra una parola e l’altra.
Con la matematica non sembrava ci fossero grossi problemi, l’introduzione dei regoli al secondo anno di elementari è stato un dramma, ma a casa contavamo con le dita o con le mele e questo sembrava funzionare. Nelle altre materie era bravissimo.
Alle medie il problema ha preso una piega diversa: andava benissimo in tutte le materie, soprattutto scienze, ma matematica e disegno erano decisamente scarse. Matematica e scienze prevedevano la stessa insegnante la quale si trovava ad avere un ragazzo con 9 in scienze ed una sfilza di 4 e 5 in matematica, cosa che lei assolutamente non capiva e non accettava presupponendo che la stesse prendendo in giro. Da qui sono nate un sacco di incomprensioni, sofferenze e umiliazioni.
Negli anni sono passata dal dubitare di lui, ai sensi di colpa, dal dubbio di non essere una buona madre a credere che mio figlio fosse un “truffatore” irrecuperabile. Ho temuto per lui, ho avuto paura, ho gioito e sono stata fiera, ho pianto e sofferto.
Quando era alle medie, cercando su internet, ho scoperto la disgrafia e ho capito che questo poteva essere il problema.
Alle superiori ha scelto di fare l’istituto alberghiero, era talmente insicuro che temeva di non farcela in un liceo scientifico.
Fortunatamente qui ha incontrato un’insegnante d’italiano che lo ha aiutato molto, non lo mandava alla lavagna e non infieriva sul fatto che scrivesse in maiuscolo. Nel frattempo ha fatto corsi di auto difesa, ha acquisito sicurezza, si è messo con una sua compagna di classe e le cose sembravano andare per il meglio fino alla fine della 4 superiore.
L’insegnante di matematica ha cominciato un lavoro ai fianchi, una specie di presa in giro che secondo lei aveva lo scopo di stimolarlo a fare di meglio. Quando lei spiegava lui non capiva nulla, diceva che i numeri uscivano dalla lavagna per mischiarsi in un qualcosa di assolutamente incomprensibile e che lui ci rinunciava, gettava la spugna.
A questo punto, sempre con l’aiuto di internet mi sono messa in contatto con l’associazione dislessici della mia città ed ho chiesto un incontro.
Mio figlio ha spiegato loro i problemi che aveva, per la prima volta ci siamo sentiti capiti ed ecco la diagnosi: dislessia (compensata), disgrafia e discalculia."

- Tratto dal sito TuttoDsa -

31/08/2019

Buongiorno e buon sabato a tutti 😊
Ecco altre informazioni riguardo la CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA
Stamani qualche spunto per riflettere insieme sulla DIFFICOLTÀ in questo prerequisito essenziale per l'apprendimento:
👦👧
La letteratura sull’argomento conferma che i bambini con una difficoltà nell’area della Consapevolezza Fonologica fanno più fatica nell’apprendimento della lettura e della scrittura. I bambini che hanno una scarsa consapevolezza fonologica non sono in grado di distinguere o manipolare i suoni all’interno delle parole.
Presentano difficoltà ad effettuare:
• Segmentazione Fonemica: che suoni senti nella parola “pane”?
• Soppressione Fonemica: quale parola rimane se la /c/ viene tolta dalla parola “cane”?
• Corrispondenza Fonemica (Primo/ultimo suono): “Ponte” e “Gatto” iniziano/finiscono con lo stesso suono?
• Sostituzione Fonemica: la parola “CORO” come diventa se il primo suono è stato modificato con il suono / T/?
• Fusione Fonemica: che parola esce fuori se metto insieme questi suoni? / S / O / L / E/
• Discriminazione Parole in Rima: trovare più parole possibili che finiscono con lo stesso suono della parola “andare”.
La ricerca conferma analogamente che i bambini che non svolgono attività di sensibilizzazione fonemica attraverso il linguaggio orale nella scuola dell’infanzia sono molto più a rischio di sperimentare difficoltà nell’abilità di decodifica in tutta la scuola primaria. È importante stimolare tale capacità con compiti adeguati per livello di difficoltà all’età e alla fascia di scolarità.

28/08/2019

COME ALLENARE LA CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA:

✏📄Numerosi studi riportano che sin dalla scuola dell’infanzia è possibile potenziare la Consapevolezza Fonologica stimolando i bambini nella composizione e scomposizione dei suoni delle parole.

• Riconoscere i suoni inziali e finali delle parole (partendo dalla suddivisione delle parole in sillabe).

• Riflettere sulla lunghezza/brevità delle parole (dire una parola corta ed una parola lunga).

• Giocare con le parole in rima.

• Dire parole che iniziano allo stesso modo o che finiscono allo stesso modo.

• Segmentare e Fondere parole prima in sillabe, poi in singoli suoni (CA-NE poi C-A-N-E).

• Elidere la sillaba iniziale della parola, poi il singolo fonema nelle parole ad alta, media e bassa frequenza d’uso (“GELATO senza GE, cosa rimane? LATO”).

Gli studi ci dicono che i bambini che saranno stimolati a partire dalla scuola dell’infanzia con attività e giochi metalinguistici mirati alla riflessione sui suoni della nostra lingua, diventeranno più abili fonologicamente ed impareranno più facilmente a stabilizzare la corrispondenza suono-segno.

20/07/2019
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08/06/2018

Vi aspettiamo!!! 🤗

Centro competente e qualificato in percorsi psicoterapeutici di cura e percorsi rivolti alla conoscenza di sé. L’équipe clinica è composta da psicologhe, psicoterapeute, specializzate in terapie individuali, di coppia, di gruppo, con formazione diversa e competenze cliniche approfondite. Studi ...

31/05/2018
Saremo presenti a LuccaBimbi!!! Vi aspettiamo numerosi 🎉🤗
11/05/2018

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11/04/2018

Il 17 marzo 2018, presso il Convitto di S. Micheletto, a Lucca, si è tenuto l’Incontro Formativo sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento, organizzato dall’Associazione Eco, con il pat…

28/03/2018

Buona visione 😉

24/03/2018

I Disturbi Specifici di ApprendimentoRisposte alle vostre Domande I DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: "RIABILITAZIONE E TRATTAMENTO" Gli interventi riabilitativi su lettura, ortografia e calcolo determinano un miglioramento delle prestazioni del soggetto? Nel breve termine, è dimostrato di si. Q...

18/03/2018

I DSAp sono un gruppo di quadri clinici caratterizzati da difficoltà nell’acquisizione di strumentalità scolastiche, in particolare le abilità di lettura, di scrittura e calcolo.

15/03/2018

Vi ricordiamo l’appuntamento di sabato!!! Chi di voi parteciperà all’evento ‘Diventeremo Splendidi Adulti’?

Indirizzo

Lucca

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00

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