23/02/2026
I famosi farmaci ‘per diabetici che fanno dimagrire’… come funzionano davvero?
Agiscono sul GLP-1 (e nel caso di tirzepatide anche sul GIP): rallentano lo svuotamento gastrico, aumentano la sazietà, abbassano la glicemia.
Nascono come farmaci per il Diabete tipo 2 e obesità con comorbilità da assumere a lungo termine.
In Italia in questi anni, è però esploso l’uso “dimagrante”: le vendite dei GLP-1 con ricetta bianca sono aumentate di quasi l’80% in un anno, e la spesa privata è arrivata a decine di milioni, il che si traduce in una spesa di diverse centinaia di euro al mese per persona.
Ma cosa succede dopo?
La letteratura è chiarissima: quando smetti, riprendi gran parte dei kg persi. Il farmaco zittisce per un po’ fame e gli impulsi ma se non hai cambiato abitudini, ambiente, gestione emotiva e relazione col cibo, il cervello torna ai vecchi set-point, così come il corpo.
Perché allora tante persone scelgono il farmaco invece di un percorso nutrizionale strutturato?
Perché il cervello ama le scorciatoie: soluzione rapida, poco attrito, tanta dopamina subito. Fare un percorso richiede identità nuova, disciplina, lavoro su stress, sonno, emozioni. Il farmaco promette un risultato senza dover cambiare vita. E trovo che pensare di poter farne a meno sia piuttosto presuntuoso (polemicozzo).
Non sto demonizzando questi farmaci: per alcune persone con obesità importante e rischio metabolico alto possono essere una risorsa enorme.
Ma non sono la bacchetta magica: funzionano finché li prendi e senza un vero lavoro su stile di vita e testa, il peso torna su.
La domanda vera non è se faccia dimagrire ma: “che tipo di persona sto diventando mentre dimagrisco?”