Psicomotricista e educatrice Mariachiara

Psicomotricista e educatrice Mariachiara Ciao a tutti!!! Sono Mariachiara e nella vita sono psicomotricista e educatrice professionale.

DALL’IO AL NOI, IL GIOCO DI IMITAZIONE ALLA SCUOLA DELL’INFANZIANella mia pratica psicomotoria quotidiana ho la fortuna ...
11/01/2026

DALL’IO AL NOI, IL GIOCO DI IMITAZIONE ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA

Nella mia pratica psicomotoria quotidiana ho la fortuna di poter lavorare all’interno delle scuole dell’infanzia e collaborare con le insegnanti. In questi mesi ho potuto osservare come i bambini abbiano bisogno di adulti capaci di mostrare concretamente come la comunicazione con l’altro non sia solo legata al linguaggio ma fermamente ancorata al corpo. In un contesto come il nostro, di zone ad alta concentrazione di etnie diverse, il linguaggio del corpo non è solo mediatore della comunicazione ma diventa ponte tra culture e passaggio fondamentale per la costruzione di una società inclusiva.
I percorsi di psicomotricità educativo preventiva hanno tra gli obiettivi anche questo, dare la possibilità ai bambini di sperimentare il proprio corpo nella relazione con l’altro, anche quando la relazione è resa più difficoltosa da lingue diverse o culture diverse.

Lavorare su ciò che ci accomuna tutti li aiuta maggiormente a fare operazioni di decentramento, di poter sperimentare un NOI rispettoso per sé e per l’altro.

Come amo spesso ricordare, in sezione non serve fare di più. Serve vedere meglio.
Spesso mi capita di sentire le insegnanti in modalità “organizzo, preparo, produco”. Perché la società in cui siamo inseriti da maggiormente valore al prodotto piuttosto che al processo. Se proviamo a spostare il baricentro, cioè, meno attività nuove, più osservazione di ciò che i bambini stanno già costruendo tra loro possiamo riuscire ad agganciare il gruppo anche su un piano di lavoro legato alla relazione e al concetto di sé e di gruppo. Un punto di svolta nella routine di sezione possono essere i giochi di imitazione tra pari (specchio, “faccio come te”, leader silenzioso). Che diventano una palestra di sperimentazione sociale, non solo un gioco fine a sé stesso.

Quando un bambino imita un altro, sta facendo tre cose insieme:
• Aggancia l’altro (attenzione congiunta: “ti guardo davvero”)
• Si regola (controllo del corpo, del tempo, dell’intensità)
• Co-costruisce (accordi impliciti: chi guida, chi segue, quando si scambia)
In pratica: il gioco diventa un osservatorio naturale su leadership, inclusione, confini e cooperazione.

Perché sono una lente potentissima: costringono i bambini a decentrarsi (da “io” a “tu”), usando soprattutto canali non verbali: sguardo, postura, mimica, distanza, ritmo. E lì, davanti a noi, si accendono i meccanismi di gruppo. Il gruppo comincia a percepirsi, ad organizzarsi.
Questo processo spesso parte con il CAOS.
Voci sovrapposte, corpi che si muovono senza un ritmo comune, inizi e interruzioni continue. È il momento che spesso infastidisce di più l’adulto, perché è poco controllabile e sembra “non stare succedendo nulla di educativo”. Eppure, quel caos è spesso un passaggio obbligato.

Perché?

Perché il bambino, se può attraversare il caos (nel tempo e con tempo), sperimenta gradualmente due cose fondamentali:
1. Regolazione su di sé
Prima si organizza il singolo: prova, eccede, si ferma, riparte, calibra voce, distanza, intensità.
È un lavoro corporeo prima che mentale: “quanto forte?”, “quanto vicino?”, “quanto veloce?”.
2. Regolazione nel gruppo
Quando la regolazione individuale inizia a stabilizzarsi, si generalizza: il bambino diventa capace di sintonizzarsi con gli altri.

Ed è qui che nasce il gruppo: ascolto, turni, ritmo condiviso, attese.
In altre parole: il controllo non arriva dall’esterno (dall’adulto che “mette ordine”), ma si costruisce dall’interno, grazie all’esperienza.
Il caos diventa un terreno di apprendimento: è lì che il bambino impara a decentrarsi, a spostare il baricentro da:
(io + il mio impulso) → (noi + il nostro gioco)
Il sé e l’impulso interno vengono progressivamente decentrati rispetto agli interessi del gruppo.

E questa è una competenza enorme: è la base della cooperazione, della convivenza, della cittadinanza quotidiana.

Prova a passare da: “a che gioco stanno giocando? A “come stanno facendo questo gioco?”. Perché è lì che succede l’essenziale.

Non nel nome dell’attività, ma nei processi: chi aggancia chi con lo sguardo, chi aspetta, chi invade, chi si ritira, chi guida, chi segue, chi ripara quando “salta” la scena. Anche quando sembra caos, spesso è il gruppo che sta cercando un ritmo: prima la regolazione su di sé, poi la sintonizzazione con gli altri. Con tempo e nel tempo.

Lo psicomotricista in sezione allora può rappresentare una risorsa per il team e non “un’ora in più” da incastrare. È una presenza che, dentro la routine quotidiana, fa la differenza perché lavora sui processi, le relazioni attraverso il gioco.

Psicomotricista Mariachiara Cani

09/01/2026

12 LIBRI PER 12 MESI è una campagna di Nati per Leggere Lombardia che vuole veder crescere tante e tanti grazie all'azione congiunta di tutte le Biblioteche, i Consultori, gli educatori dei Nidi e di tutte le Volontarie e i Volontari Nati per Leggere.
👉La proposta di gennaio 2026 per la fascia 0-3 anni è "Mescolo mescolo!", di Elena Spagnoli Fritze e Cristina Petit, pubblicato da Pulce Edizioni.

Nati per Leggere Lombardia

✨ Stanno per partire i nuovi gruppi di Psicomotricità ✨  Un percorso pensato per sostenere lo sviluppo armonico dei bamb...
06/01/2026

✨ Stanno per partire i nuovi gruppi di Psicomotricità ✨
Un percorso pensato per sostenere lo sviluppo armonico dei bambini dai 18 mesi ai 6 anni, attraverso gioco, corpo e relazione.

📍 Luzzara – Via Tomba 29
🗓️ Inizio incontri:
• 12 gennaio per bambini dai 3 ai 5 anni
• 14 gennaio per bimbi dai 18 ai 24 mesi (con la mamma) e dai 5 ai 6 anni

🌈 Gruppi a numero chiuso (max 5 bambini)
📲 Ultimi posti disponibili! Per informazioni o per iscriverti scrivimi in privato.

Uno spazio sicuro dove crescere, giocare, conoscersi 💛

Gli ultimi giorni del Calendario dell’Avvento arrivano tutti insieme, come una manciata di stelle filanti.Non è mai stat...
22/12/2025

Gli ultimi giorni del Calendario dell’Avvento arrivano tutti insieme, come una manciata di stelle filanti.
Non è mai stata una sfida né una lista di cose “da fare bene”:
è stato un invito a tornare al punto di partenza – il corpo, la relazione, il gioco condiviso –
a vedere i bambini non solo come teste che pensano, ma come corpi che sentono, si muovono, si affidano, crescono accanto a noi.
Per il 2026 il mio augurio è questo:
che ci sia spazio per corpi che giocano e non solo che rendono,
per case dove si può correre, abbracciare, dire “basta” e dire “ancora”,
per adulti abbastanza coraggiosi da rallentare e lasciarsi cambiare dallo sguardo dei bambini.
Se anche uno solo di questi giochi ha portato un po’ più di vicinanza nella tua famiglia, allora il calendario ha già compiuto il suo Natale.
Salva questo post se vuoi tenere con te lo spirito di questi 24 giorni anche oltre dicembre e, se ti va, raccontami nei commenti cosa porterai nel tuo 2026: un gioco, una frase, una sensazione, un momento.
Con gratitudine grande così,
Mariachiara 🤍

Il profumo del pane che cuoce, le mani che impastano insieme, l’attesa davanti al forno…  Non è solo una ricetta: è un’e...
20/12/2025

Il profumo del pane che cuoce, le mani che impastano insieme, l’attesa davanti al forno…
Non è solo una ricetta: è un’esperienza che parla di cura, relazione, festa.

Impastare con i bambini vuol dire dire loro: “Le tue mani possono creare qualcosa che nutre, che profuma di casa e di amore.”

Che forma prenderà il vostro “pane delle feste”? Una stella, una treccia, una corona?

Se vi va, condividete con me le vostre creazioni natalizie: sono certa che profumeranno di magia.

Mariachiara 💚 🎄

🎄 Ultimo giorno di scuola (da me in provincia di Mantova, e voi?), ultimi incastri, ultime corse… ma il cuore resta semp...
19/12/2025

🎄 Ultimo giorno di scuola (da me in provincia di Mantova, e voi?), ultimi incastri, ultime corse… ma il cuore resta sempre con chi amiamo.

Oggi vi propongo un gioco semplice ma potentissimo: il filo invisibile di Natale 🧵✨
Un filo che unisce, rassicura, abbraccia… anche quando siamo in posti diversi.
Perfetto per spiegare ai bambini che la presenza affettiva non ha bisogno di essere sempre visibile per essere vera.

❤️ “Tu ci sei, anche quando non ti vedo”
Raccontatemi nei commenti se anche il vostro bimbo oggi aveva bisogno di “tirare un po’ quel filo”… 🎁

Mariachiara 💚 🎄

✨ Ombre, luci e un pizzico di magia natalizia…A volte ciò che fa un po’ paura può diventare un’occasione per ridere, gio...
18/12/2025

✨ Ombre, luci e un pizzico di magia natalizia…
A volte ciò che fa un po’ paura può diventare un’occasione per ridere, giocare e raccontare.
Con una torcia, una parete e un pizzico di immaginazione, anche le ombre più strane si trasformano in alberi, stelle, renne… e in una bellissima occasione per conoscersi un po’ di più.

🎄 Un gioco semplice per allenare immagine di sé, fantasia e simbolizzazione.
📴 E per regalare ai bambini un momento lontano dagli schermi, vicino alle emozioni.

✨ Raccontami nei commenti qual è l’ombra natalizia più buffa che avete creato!

Mariachiara🎄💚

👶🤸‍♀️ Gruppi di Psicomotricità Preventiva ed Educativa – Gennaio 2026 (Luzzara)A gennaio 2026 partiranno i nuovi gruppi ...
17/12/2025

👶🤸‍♀️ Gruppi di Psicomotricità Preventiva ed Educativa – Gennaio 2026 (Luzzara)

A gennaio 2026 partiranno i nuovi gruppi di psicomotricità per accompagnare i bambini, attraverso il gioco e il movimento, nello sviluppo di:
✅ coordinazione e sicurezza
✅ attenzione e autoregolazione
✅ fiducia e socialità nel gruppo

👧👦 Fasce d’età (max 5 bambini per gruppo):
• 18–24 mesi (con la mamma)
• 3 anni
• 4–5 anni
• 5–6 anni

📅 PROVA: 7 gennaio (posti limitati)
📍 Dove: Via Tomba 29/A – Luzzara

📲 Per info, costi e orari scrivimi su WhatsApp al 344/1356601 con: “INFO + età del bambino/a”.
Dott.ssa Mariachiara Cani – psicomotricista ed educatrice 😊

Oggi il mio bisogno è questo, ribadire quanto sta dietro al nostro lavoro, al nostro giocare. Cosa lo sostanzia e lo ren...
17/12/2025

Oggi il mio bisogno è questo, ribadire quanto sta dietro al nostro lavoro, al nostro giocare. Cosa lo sostanzia e lo rende importante.
In un periodo storico in cui l'importante è apparire perfetti ho scelto un'immagine imperfetta al 100%. Ma sono profondamente io, una psicomotricista spettinata dal vento curioso del lavoro con i bambini.
A volte sento che non è perfettamente compreso cosa chieda davvero questo lavoro.
La psicomotricità non è “fare attività”. È stare dentro una relazione viva, dove arrivano bambini con corpi che parlano, emozioni che esplodono o si chiudono, storie che non sempre hanno parole. E arrivano anche le famiglie: piene di speranze, paure, sensi di colpa, stanchezze, domande urgenti. A volte arrivano con fiducia, a volte con diffidenza. Spesso arrivano semplicemente… esauste.
La fatica non è solo fisica. È emotiva.
È la fatica di accogliere senza assorbire, di reggere il pianto senza “aggiustarlo” subito, di restare presenti quando un bambino ti provoca, ti idealizza o ti rifiuta. È la fatica di essere confine e casa insieme: contenere, dare senso, proteggere. È la fatica di vedere certe dinamiche e scegliere comunque una via professionale: non reagire, ma trasformare.
Perché la professionalità, in questo lavoro, è anche questo: prendere ciò che arriva (agitazione, rabbia, vergogna, chiusura, iper-controllo) e farlo diventare esperienza integrabile. Tenere il “troppo” e restituire un “posso farlo così".
Offrire strumenti al bambino e alla famiglia senza colpevolizzare nessuno
costruire ponti con scuola, servizi, équipe, anche quando la comunicazione è faticosa.
E poi c’è un altro livello di fatica, spesso invisibile: quello di chi lavora bene e continua a farlo nonostante tutto.
In un contesto dove la professione è ancora poco riconosciuta, dove c’è chi la sminuisce o la imita senza qualifiche, e dove chi è formato davvero sostiene costi enormi: formazione continua, supervisione, assicurazioni, materiali, affitto degli spazi, aggiornamenti… un mantenimento professionale che a volte sembra assurdo rispetto al riconoscimento sociale ed economico.
Questo post non vuole “incensare” la mia persona come professionista.
Vuole dire grazie — e dare voce — a tutti i veri psicomotricisti in giro per l’Italia che ogni giorno fanno questo lavoro con coscienza: con studio, presenza, etica, e quella passione che non è romanticismo… è responsabilità verso l’infanzia e, quindi, verso l’intera società.
Perché quando un bambino trova un modo più sicuro di stare nel proprio corpo, nelle emozioni e nelle relazioni, non cambia solo lui.
Cambia il mondo intorno.

Oggi piove, c’è nebbia e verrebbe voglia di mettersi in modalità ibernazione sul divano…😅😶‍🌫️Allora proviamo a tirarci s...
17/12/2025

Oggi piove, c’è nebbia e verrebbe voglia di mettersi in modalità ibernazione sul divano…😅😶‍🌫️

Allora proviamo a tirarci su pensando al Natale e portando un po’ di magia in corridoio: una coperta che diventa slitta di Babbo Natale, risate che rimbalzano sui muri e un bambino che si lascia trasportare fidandosi di noi.

Mentre la “slitta” scivola piano, media o veloce (ma sicura), i bimbi sperimentano il piacere di farsi portare, di dire “così va bene”, “così è troppo”, di sentire il proprio corpo nello spazio… e noi adulti ci ricordiamo quanto è prezioso essere la guida a cui possono affidarsi.

Se provate questo gioco in una di queste giornate grigie, raccontatemi nei commenti: il vostro bimbo è più tipo “ancoraaaa!” o “ok, basta così con la slitta”?

Vi immagino nei corridoi di casa, con la pioggia fuori e un pezzetto di Natale che scorre sul pavimento. 🎄🛷

Mariachiara

Oggi il gioco del Calendario dell’Avvento psicomotorio mi è particolarmente caro: la casa del Natale è il nostro corpo.N...
16/12/2025

Oggi il gioco del Calendario dell’Avvento psicomotorio mi è particolarmente caro: la casa del Natale è il nostro corpo.

Natale è fatto di case, luci, porte che si aprono… e se, per un momento, la casa fosse proprio il corpo del tuo bambino (e anche il tuo)?
Disegnare la sagoma, vedere “quanto spazio occupo”, scegliere dove mettere finestre, camino, albero, porta di Natale… è un modo dolce per dire: io abito qui, nel mio corpo, ed è un posto buono in cui stare.

Credo che ai bambini serva moltissimo sentire che il loro corpo e quello dei genitori è casa, rifugio, luogo caldo e rispettato. E a noi adulti, ogni tanto, fa bene ricordarlo anche per noi.

Se provate questo gioco, salva il post per una sera tranquilla davanti all’albero e raccontami nei commenti: dove ha messo la “porta di Natale” il tuo bambino? 🏠✨

Mariachiara🎄💚

Lunedì dell’ultima settimana di scuola… e la stanchezza si sente tutta.Vi confesso che stamattina non ho nemmeno sentito...
15/12/2025

Lunedì dell’ultima settimana di scuola… e la stanchezza si sente tutta.
Vi confesso che stamattina non ho nemmeno sentito la sveglia 🙈
Eppure, nonostante il sonno e le corse, da noi adulti ci si aspetta sempre di essere “presenti”: lucidi, pronti, disponibili.

Allora oggi, con il ballo delle lucine di Natale, vi propongo di giocare proprio con questa parola: presente.
Presente come dono per gli altri, certo… ma anche come dono per sé: mi fermo, respiro, ballo, mi congelo sullo “STOP” e rido con il mio bambino. Per qualche minuto non devo fare tutto bene: devo solo esserci.

Se provate il gioco delle lucine, ditemi nei commenti qual è stata la posa più buffa del vostro “STOP” e, se vi va, come state vivendo questa ultima settimana di scuola.
Vi leggo con calma, magari a fine giornata, quando anche le mie lucine possono abbassare un po’ l’intensità. ✨💛

Mariachiara 💚 🎄

Indirizzo

Via Tomba, 29
Luzzara
42045

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 14:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 14:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 12:00

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