Dott.ssa Luciana Del Grosso - Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Luciana Del Grosso - Psicologa Psicoterapeuta Psicologa, Psicoterapeuta ad orientamento Sistemica Relazionale, Terapeuta EMDR, Training Autogeno,

Ci sono luoghi, posti, persone che invece di nutrirci ci spengono, e lasciarli richiede coraggio e forza che a volte pen...
19/04/2026

Ci sono luoghi, posti, persone che invece di nutrirci ci spengono, e lasciarli richiede coraggio e forza che a volte pensiamo di non avere…ma è proprio nel momento preciso, in cui senza accorgercene, troviamo quella forza che nasce il ritorno alla luce e la possibilità di rifiorire 🌼





Unimc / Università degli Studi di Macerata ATS15Servizi Antiviolenza Il Faro
26/02/2026

Unimc / Università degli Studi di Macerata
ATS15
Servizi Antiviolenza Il Faro




MACERATA - Nel 2025 ben 363 denunce a uno dei sei sportelli in provincia, già 50 nei primi due mesi di quest'anno: l'ateneo prova a fare la sua parte aprendone uno a Palazzo Compagnoni delle Lune. Il rettore John McCourt: «Un sostegno per qualsiasi tipo di abuso». La vicesindaca Francesca D'Aless...

11/02/2026

𝐼𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑙𝑖𝑛𝑔𝑢𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑜, 𝑚𝑎 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑜𝑙𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑒𝑠𝑠𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑣𝑎 𝑟𝑖𝑚𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑒𝑠𝑝𝑙𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑙 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, con il proprio Comitato Pari Opportunità
interviene nel dibattito di queste settimane sul disegno di legge in materia di violenza sessuale, dopo la scelta – discussa e contestata – di far scomparire dal testo la parola “consenso”, sostituendola con formulazioni centrate sul “dissenso” o sulla “volontà contraria”.

Il Cnop chiede alle Istituzioni – con rispetto, ma con fermezza – di:

1. 𝐑𝐞𝐢𝐧𝐭𝐫𝐨𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐞𝐬𝐩𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞, 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚.

2. 𝐆𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐜𝐨𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐝 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 “𝐯𝐢𝐜𝐭𝐢𝐦-𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐝”.

Il consenso è una parola semplice, ma non banalizza nulla: rende finalmente esplicito che la sessualità è relazione e reciprocità.
Una legge che rinuncia a nominarlo rischia di rinunciare anche a orientare il cambiamento
culturale di cui il Paese ha bisogno.

Qui il testo completo della lettera inviata alla Presidente della commissione Giustizia del Senato Giulia Bongiorno, firmata dalla Presidente del Cnop Maria Antonietta Gulino e dalla Consigliera Segretaria CNOP e Referente per il Comitato Pari Opportunità del CNOP Francesca Schir.
👇
https://www.psy.it/violenza-sessuale-il-consenso-va-rimesso-al-centro-della-legge/

Quando le parole hanno un “peso”…
23/01/2026

Quando le parole hanno un “peso”…

Nel nuovo testo sul reato di violenza sessuale discusso al Senato, il riferimento al consenso libero e attuale viene sostituito dal dissenso.
È un cambio di modello che avrà effetti anche su come verrà costruita la prova nel processo.

Spostarsi da “mancanza di consenso” a “volontà contraria/dissenso” rischia di riportare al centro la condotta della vittima (“hai detto no?”, “come l’hai mostrato?”, “perché non hai reagito?”), anche se il testo prova a limitarlo con la clausola su sorpresa/freezing e con la valutazione del contesto.

Le festività non sono sempre semplici per tuttə.Fermarsi un momento è già un atto di cura per se stessi.Auguro ad ognuno...
22/12/2025

Le festività non sono sempre semplici per tuttə.
Fermarsi un momento è già un atto di cura per se stessi.
Auguro ad ognuno di voi un Natale in cui possiate fermarvi, accogliendo ogni emozione anche quelle più tristi per le assenze di persone care…
Buon Natale

Grazie a Dott.ssa Sara Tota - Biologo Nutrizionista per il dolce pensiero dei biscottini ❤️ e Valeria Lupetti per le tisane

10/12/2025

"Sir, ha già scritto la lettera a Babbo Natale?"
"Lloyd, Babbo Natale non esiste"
"Ma esiste ciò che gli potrebbe scrivere, sir"
"Questo non vuol dire che a Natale riceverò quello che ho chiesto"
"Non si preoccupi, sir. Per allora il regalo l'avrà già ricevuto"
"E quale sarebbe, Lloyd?"
"Il coraggio di desiderare, sir"
"Portami carta e penna, Lloyd"
"Con molto piacere, sir".

(Simone Tempia)

05/12/2025
NESSUNO è immune da una intossicazione emotiva.La consapevolezza è riconoscere ciò che accade nel nostro cervello è l’un...
30/11/2025

NESSUNO è immune da una intossicazione emotiva.
La consapevolezza è riconoscere ciò che accade nel nostro cervello è l’unico antidoto.





COME FUNZIONA DAVVERO IL LOVE BOMBING: LA NEUROBIOLOGIA DELLA SEDUZIONE MANIPOLATIVA

Il love bombing non è un semplice eccesso di attenzioni.
È una strategia di condizionamento psicologico, codificata e sistematica, che sfrutta meccanismi neurobiologici potentissimi e profondamente radicati nel nostro cervello.
È la stessa dinamica che ritroviamo nei gruppi settari, nelle relazioni patologiche, e in tutti i contesti in cui un leader manipolatorio deve ottenere adesione incondizionata, obbedienza e annullamento progressivo del senso critico della vittima.

1. Il circuito della ricompensa: la chiave dell’abbaglio

Il love bombing attiva in modo massiccio il sistema dopaminergico della ricompensa (nucleo accumbens, corteccia prefrontale, area tegmentale ventrale).
Questo sistema è lo stesso coinvolto nelle dipendenze di ogni genere

Quando il manipolatore/l a manipolatrice offre:
• attenzioni incessanti,
• complimenti smisurati,
• dichiarazioni d’amore premature,
• idealizzazione totale,
• presenza costante,

il cervello della vittima interpreta tutto questo come un’enorme scarica di gratificazione.

La dopamina esplode e la persona si sente scelta, vista, unica, speciale.
Il manipolatore, di fatto, costruisce un’associazione neurologica potentissima e si convince che
“Questa persona è la mia fonte primaria di benessere.”

È qui che si crea la prima fase della dipendenza.

2. L’abbassamento del controllo critico

La forte attivazione dopaminergica spegne letteralmente i freni inibitori della corteccia prefrontale, la sede del giudizio razionale, della valutazione del rischio, della capacità di vedere le incongruenze.

Per questo motivo, in questa fase:
• la vittima non si fa domande,
• non nota le forzature,
• non percepisce gli allarmi,
• non coglie i segnali di incoerenza.

Il cervello, drogato dalla ricompensa, smette di fare ciò che normalmente farebbe ossia analizzare in maniera critica ciò che accade.

3. Il condizionamento emotivo: dal piacere alla dipendenza

Dopo la prima fase di idealizzazione, il manipolatore inizia a introdurre micro-frustrazioni controllate, distacchi improvvisi, silenzi strategici.

A quel punto entra in gioco un altro meccanismo: l’apprendimento intermittente, lo stesso usato nei casinò e nei culti settari.

La dinamica è questa:
• un giorno ricevi 100 di attenzione,
• il giorno dopo 0.

Questo schema rende la vittima ancora più dipendente dalla validazione del manipolatore, perché il cervello cerca disperatamente di tornare al “picco dopaminergico” iniziale.

Questo effetto è così potente che può colpire:
• persone intelligenti,
• persone con buona autostima,
• persone con storie personali solide.

La manipolazione non colpisce perché “sei fragile”:
colpisce perché il meccanismo è neurobiologicamente progettato per funzionare.

4. Il parallelismo con i gruppi settari

Nei contesti settari, la strategia è identica:
• accoglienza travolgente,
• idealizzazione del nuovo arrivato,
• promessa di un’identità speciale,
• immersione totale nel gruppo,
• bombardamento di attenzioni, appartenenza, calore.

Il nuovo adepto vive una fase di euforia psicologica che riduce drasticamente:
• il senso critico,
• l’autonomia decisionale,
• la capacità di porsi domande basilari.

La persona non aderisce perché “debole”: aderisce perché il suo cervello è sotto l’effetto di un condizionamento emotivo neurobiologico potentissimo.

5. Perché anche i soggetti “strutturati” ne cadono vittime

Perché il love bombing bypassa la struttura personologica.
Non colpisce la parte razionale della persona,
colpisce direttamente i circuiti primordiali del piacere, dell’appartenenza, del legame.

È come una manovra chirurgica sul sistema limbico.

E nessuno (nessuno) è immune nei confronti di un’intossicazione emotiva se esposta con costanza, intensità e strategia.

6. La trappola finale: la progressiva normalizzazione dell’assurdo

Una volta che il legame dopaminergico si è consolidato, la vittima accetta:
• richieste fuori luogo,
• sacrifici eccessivi,
• rinunce pesanti,
• comportamenti incoerenti,
• forme di controllo sempre più invasive.

Non lo fa perché non vede.
Lo fa perché il cervello è stato neurochimicamente addestrato a interpretare quella relazione come essenziale per la propria stabilità emotiva.

Ed è esattamente ciò che accade nei culti:
la progressiva accettazione dell’inaccettabile.

Il love bombing funziona perché è un’operazione psicologica raffinata che sfrutta:
• la dopamina,
• il bisogno umano di connessione,
• l’apprendimento intermittente,
• la sospensione del giudizio razionale,
• la dipendenza emotiva indotta.

È un meccanismo perfettamente sovrapponibile a quello settario e rappresenta una delle strategie manipolative più insidiose e devastanti.

Ed è proprio per questo che la consapevolezza è l’unico antidoto.
Riconoscere ciò che accade nel cervello significa capire perché si cade e soprattutto come uscirne.

24/11/2025

𝐋𝐚 𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐁𝐢𝐛𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐞’ 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐭𝐚

Di nuovo Salvini, di nuovo Meloni, la destra e il coro stonato dei giornali che li sostengono sempre e comunque si scoprono paladini dei bambini contro il Tribunale dei Minori. Inventando per Chieti, come accadde per Bibbiano, soprusi contro le famiglie e contro i bambini. Evitando accuratamente, nelle loro dichiarazioni, le valutazioni di merito.
E senza mai scusarsi, quando la realtà dei fatti li smentisce, come per Bibbiano, dei danni che hanno provocato con la violenza delle loro posizioni.
Usare le vicende dei bambini che vivono delle infanzie difficili o infelici per finalità elettorali è purtroppo facile per chi ha il potere e la spudoratezza di farlo. Più difficile, in tre anni di governo, fare qualcosa di serio a favore dei bambini che vivono situazioni di maltrattamento e di abuso o di pura e semplice povertà, preoccupandosi della impossibilità di fornire loro cure adeguate (le ASL non provvedono alle rette delle case famiglia, non permettono di garantire un aiuto psicoterapeutico ai bambini traumatizzati che arrivano da loro), della debolezza dei servizi sociali e dei danni provocati ai minori dalla scelta di far seguire al civile i casi su cui un tempo si occupava il Tribunale dei Minori.
Emettere grida scomposte su casi che meriterebbero di essere seguiti con umiltà e con pazienza é un modo di mettersi a posto la coscienza, forse, da parte di personaggi politici che dimostrano ogni giorno, con il loro agire concreto (la legge di bilancio, la cosiddetta riforma della giustizia che di questi problemi non si occupa) una verità molto semplice : a Salvini, Meloni e ai loro giornali dei bambini che soffrono in situazioni di grave disagio importa qualcosa solo nel momento in cui le loro sofferenza possono essere usate a scopi di propaganda politica. Con la p minuscola.
Quando arriverà il momento, tuttavia, in cui l’argomento dei bambini che soffrono situazioni di povertà, di maltrattamenti e di abusi diventerà centrale almeno nel discorso delle opposizioni?

Immagine: heute.at

19/11/2025






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09/11/2025

I figli non soffrono perché mamma e papà si separano. La vera ferita non nasce da una firma su un foglio o da due case diverse. Nasce quando assistono a due persone che un tempo si amavano e che ora si feriscono. I figli stanno male quando vedono il padre e la madre parlarsi con rabbia, guardarsi con rancore, combattere una guerra che non li riguarda, ma che finisce per colpirli ogni giorno. Un bambino non ha bisogno di una coppia a tutti i costi. Ha bisogno di un papà e di una mamma che sappiano rispettarsi anche da lontano.
La sofferenza non è la separazione, ma il veleno dei litigi, delle parole cattive, del dolore che si respira in casa. Quando un genitore sceglie di restare in una relazione solo per i figli, in realtà non li protegge, li carica di un peso che non dovrebbero portare. Un giorno quei figli sentiranno il peso di una colpa che non è la loro, convinti che la loro felicità abbia tolto libertà ai genitori. La verità è che un figlio cresce sereno solo quando vede due adulti capaci di guarire da soli le proprie ferite, perchè solo così imparerà che la sua felicità non dipenderà mai da qualcun altro, ma dalla forza che porta dentro di sè.

23/10/2025

👉🏼COMUNICATO STAMPA

Sentenza d'Appello su Macerata: Giustizia è (ri)fatta, ma la violenza
istituzionale della prima sentenza resta un monito. La vigilanza deve rimanere alta.

Le Operatrici dei Centri Antiviolenza e delle Case-rifugio delle Marche accolgono con favore la condanna a 3 anni inflitta in Appello, ma denunciano le motivazioni scandalose del primo grado: un episodio che conferma la necessità di combattere la vittimizzazione secondaria nelle aule di tribunale.

Fano, 22 Ottobre 2025 – Accogliamo con sollievo la notizia giunta dalla Corte d'Appello di Ancona, che ha ribaltato la scandalosa sentenza di primo grado del Tribunale di Macerata,
condannando a 3 anni di reclusione l'autore della violenza sessuale ai danni di una ragazza all'epoca diciassettenne. Questa decisione ristabilisce la verità dei fatti e restituisce dignità alla vittima, riconoscendo la sua parola e la violenza subita. È una
vittoria importante, che conferma come la giustizia possa e debba correggere i propri errori.

Tuttavia, non possiamo e non dobbiamo archiviare quanto accaduto in primo grado.
L'orrore delle motivazioni depositate dal Tribunale di Macerata, emerse ieri sulla stampa, resta una ferita aperta e un segnale d'allarme gravissimo sullo stato della cultura giuridica
nel nostro Paese. Il pericolo persistente della vittimizzazione secondaria Non dimenticheremo le parole usate dal Tribunale di Macerata: l'assoluzione basata sul fatto che la vittima "aveva già avuto rapporti dunque era in condizione di immaginarsi i possibili sviluppi della situazione". Queste affermazioni rappresentano un manifesto della cultura dello stupro e un atto di vittimizzazione secondaria istituzionale intollerabile. Il fatto
che un collegio giudicante, nel 2025, abbia potuto mettere nero su bianco tali pregiudizi dimostra quanto radicata sia ancora la mentalità patriarcale, che tende a processare la libertà sessuale delle donne anziché il reato commesso dagli uomini. Anche se la sentenza è stata riformata, il pensiero che l'ha generata persiste e deve essere combattuto senza tregua.

Un monito per il futuro e il richiamo alla Convenzione di Istanbul.

La sentenza di primo grado ha rischiato di lanciare un messaggio devastante a tutte le donne: denunciare può significare esporsi al giudizio sulla propria vita privata, vedersi negare il diritto fondamentale all'autodeterminazione sessuale.
La Corte d'Appello ha fortunatamente riaffermato i principi cardine dello Stato di diritto e della Convenzione di Istanbul, la quale vieta espressamente l'utilizzo della condotta sessuale pregressa della
vittima per screditarne l'attendibilità (Art. 54). Ma in un Paese che continua a registrare dati drammatici sulla violenza di genere e sui femminicidi, non possiamo permetterci di affidare la tutela delle donne solo ai gradi successivi di giudizio. La protezione deve essere
garantita fin dal primo momento.

La nostra posizione: vigilanza e formazione.

Esprimiamo la nostra vicinanza alla giovane donna che ha dovuto affrontare non solo il trauma della violenza, ma anche l'umiliazione di una sentenza ingiusta, costretta a lottare in appello per vedere riconosciuti i propri diritti. Questo episodio deve servire da monito
per tutte e tutti noi. Noi, operatrici dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio, continueremo a vigilare affinché le aule di tribunale siano luoghi di giustizia e non di ulteriore violenza.

Ribadiamo con forza la richiesta al Ministero della Giustizia e al Consiglio Superiore della Magistratura: è urgente e indispensabile investire in una formazione specialistica obbligatoria per tutti i magistrati e gli operatori del diritto sulla violenza di genere, sugli
stereotipi e sulla corretta applicazione delle convenzioni internazionali. Solo attraverso un profondo cambiamento culturale potremo garantire che nessuna donna debba mai più sentirsi dire che, in fondo, doveva aspettarselo.

Firmato,
Fano - Associazione Cante Di Montevecchio Onlus
Ancona – Associazione Donne e Giustizia
Ancona – Polo9 Società Cooperativa Sociale
Pesaro – Labirinto Cooperativa Sociale
Macerata – Servizi Antiviolenza Il Faro
Fermo e Ascoli - Società Cooperativa Sociale On The Road

Indirizzo

Via Morbiducci, 5
Macerata
62100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

+393891620136

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